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venerdì 9 gennaio 2009

e per i più morbosi o i più seri

la risposta arrivò da sola la sera stessa.

Ma, effettivamente, quanto, come hai pensato alla sessualità femminile?

Non ho assolutamente la pretesa di dire che sarà facile, ricadute sono sempre dietro l'angolo, ma credo di poter dire che è un inizio.

martedì 6 gennaio 2009

[senza titolo]

(notte, ronzìo del motore di un'automobile vecchia, rumore di pioggia che tapperella sul parabrezza, il leggero stridolio gommoso del tergicristallo)

Ci sono domande che la gente non si pone.
E non è male, anzi, forse è giusto così, perché risposta non c'è.
Quello è, senza tanti fronzoli, senza un prima né un dopo.
Ma se le conseguenze ci sono, e se sono negative, o se nel fatto in sé resta qualcosa che sfugge, allora si vogliono trovare risposte, si vogliono trovare cause.
Interrogo me stesso riguardo quella autodiagnosi di attrazione omosessuale che non trova riscontro nel sentimento platonico,, il quale viaggia in direzione diametralmente opposta.
Forse la confusione è frutto dell'inesperienza, ma prima di arrivare a questo, la mente va alla ricerca di qualche spiegazione razionale, come se, per fare un esempio più che banale, tutto fosse dovuto ad un trauma infantile.
E la risposta, pioggia sul bagnato, non porta chiarezza dove manca: il sintomo più remoto che trovo (anche se molto labile) risale ad un'età pre-puberale, e proprio vista l'età, probabilmente non sarebbe giusto parlare né di preferenza sessuale manifesta né di orientamento innato.

Ci sono domande che la gente non si pone.
E non è male, anzi, forse è giusto così.
Ma se conseguenze ci sono, e se sono negative, o se nel fatto in sé resta qualcosa che sfugge, allora forse si deve trovare giusto una soluzione, qualunque essa sia, ma senza tanti fronzoli, perché risposta non c'è.

(notte, ronzìo del motore di un'automobile vecchia, rumore di pioggia che tapperella sul parabrezza, il leggero stridolio gommoso del tergicristallo)

venerdì 5 dicembre 2008

[senza titolo]

Accade che un cazziatone del capo perché
non ho capito un problema che il fornitore ci ha fatto notare
non ho improvvisato una soluzione
non glielo ho comunicato nel modo esatto per due volte
non glielo ho comunicato nel contesto esatto
non glielo ho ricordato quando dovuto
(versione di grì: il fornitore ha fatto notare a me un problema di cui aveva già parlato in mia assenza col capo, che era convinto che tutto fosse risolto, lo ho capito, Sfiga ha fatto accadere l'impossibile per farmi cadere in fallo la seconda volta che ho tentato di esporre, e la prima ho sbagliato contesto, per concludere che da bravo pirla temevo suoi nuovi urli se glielo avessi ricordato)
MA NON DI QUESTO VOGLIAMO PARLARE.
Perché accade anche che dal cazziatone si va a parlare del mio atteggiamento dimesso [reazione involontaria a sbraiti e bestemmie] che è sintomo di insicurezza generalizzata verso un po' tutti [che è vero, in linea di massima - e l'ha dedotto], che a sua volta muove dal mio sentire in maniera diciamo controversa la mia sfera sessuale [altra deduzione - e qua ci sono rimasto un po' O__o - ma non per vergogna o paura di giudizi o quant'altro, quelli non c'erano a prescindere],
perché si capisce, ma nessuno te lo fa notare [mo' non esageriamo, però]
e quindi mettendo in chiaro la cosa con me stesso in primis, in qualunque modo, diverrei più sicuro con me stesso, [renderei meglio sul lavoro], quindi più sicuro con gli altri,
perché sennò a forza di reprimere poi a 40 anni scoppi e diventi il classico stereotipo di checca isterica [O__O]
il tutto con un buonissimo filo logico, direi.
A parte cose eclatanti, o che perlomeno ora mi sembrano eccessive, e qualche cosa che, a ripensarci, non mi torna.
Tipo che mi sa che l'atteggiamento dimesso è venuto molto prima della pubertà, quindi due volte molto prima di ogni tempesta ormonale ulteriore.
Tipo che forse per la mia interlocutrice non ci sono tante sfaccettature di omosessuale come io invece credo e forse questo può fare una certa differenza.
Ma vabbè, ora tra l'altro con le tante cose successe nelle poche ore trascorse nel frattempo e con la stanchezza ho anche un po' sfocato e non credo di realizzare bene che davvero sia accaduto.
Ma non per incredulità o che.
Sì, è stanchezza.

venerdì 17 ottobre 2008

sentirsi raccontare una puntata di Voyager lo epura di quell'aura hollywoodiana e pugnettosa e lo rende interessante

mi ci vorranno quei dai-quattro-ai-dieci giorni per metabolizzare il tutto razionalmente e togliere l'alone di panico, o forse per darlo per assunto e banalizzarlo?, ma credo che il mondo finirà il 20 dicembre 2012, e inizierà a finire sette mesi prima.
Ed eventualmente allora sarà avverata quella sensazione che non toccherò i trent'anni, sarà avverata quella sensazione che non avrò una famiglia, anche se a livello ideologico la cosa mi piaceva molto (ma comunque l'idea-ideologia non si è ancora messa d'accordo con gli ormoni),

ma ora d'un tratto il tempo mi pare così poco, per fare ciò che davvero vorrei e come davvero vorrei. 
ma è necessario dover dimostrare qualcosa alla fine del mondo? se questo qualcosa fosse po importante sul serio, dopo non basterà anche solo avere avuto l'idea?

che poi, tra l'altro, andarmene causa fine del mondo è una cosa che non avevo mai considerato fino in fondo; cioè, non avevo considerato che non avrò effettivamente una mia uscita di scena: eventualità che rientra molto nello spirito grig-io per questo suo antieroismo forse anche un po' radicale, eventualità che cozza anche molto con il mio ego.

lunedì 31 dicembre 2007

se solo non fosse un becero detto da dire con la stessa profondità di un luogo comune,

me lo augurerei davvero, un "anno nuovo, vita nuova".
o perlomeno, nuovo rispetto a come si sta profilando questo finale di 2007.

venerdì 26 ottobre 2007

ah,

e l'avevo detto che confonde il mio affetto (che si potrebbe definire non a caso amore fraterno) con amore platonico e confonde i concetti di amore platonico e amore carnale per cui vuole praticamente solo sesso e lo chiama amore?
e l'avevo detto che sta fortemente alimentando i miei sospetti che quella volta di quasi-sesso egli avesse calcolato tutto, che la cosa non fosse nata per puro caso (e questo di certo non aiuta, perché ho quasi creato un precedente - anche se bisogna pure dire che è stato quasi due anni fa, e con due anni anche eventuali (eufemismo) miei bollenti spiriti si sarebbero pure potuti placare - ed ho quasi creato un precedente con uno che è già cocciutello di suo)?

mercoledì 24 ottobre 2007

perfetto.

ora salta pure fuori che è convinto che anche io vorrei sesso da noi due.
E naturalmente quando io insisto che non è così (senza dirgli troppo palesemente che quel 7 gennaio - che ormai ha pure rotto i coglioni sempre tirarlo fuori - per me poteva esserci chiunque altro/a) crede che lo dico solo perché (inserire qui una scusa a caso) ma in realtà una scopatina, anzi, molte di più, ce la farei.
ok che c'è tutto sto background (cerca i post del 2006, rendono meglio l'idea), ma se maschio dovesse mai essere (e in definitiva, non voglio, perché sarebbe una relazione di solo sesso senza amore), posso almeno scegliermelo io*?



*e diciamo che sono abbastanza esteta: se solo sesso senza amore deve essere, che sia fatto per bene. almeno un bel tocco di manzo bwahahahaha!!!

sabato 6 ottobre 2007

[senza titolo]

continua regolare il trend degli ultimi giorni.
tra il familiare che marcia coi complessi d'inferiorità per far sentire in colpa i restanti, chi (non necessariamente persone fisiche) per una cosa seria o anche la prima fregnaccia ascoltata alla radio sputtana alla grande la mia tabella di marcia, e il considerevole background di senso di essere l'ultima ruota del carro e di scuro-in-volto, rispettivamente offerti dai formalmente amici e dall'amico?, il quale si è praticamente dichiarato (alcuni link - 1, 2, 3 - per chi non ha presente la situazione).

Approfondimento sulla questione: ha affermato (e già me lo immagino smentirsi miliardi di volte dicendo che scherzava, laddove invece ha introdotto la dichiarazione proprio dicendo che parlava sul serio) che da quella notte che ci poteva scappare del sesso, non ha mai rimosso la faccenda (e certo non parlo a livello di ricordo, la sola ipotesi di Alzheimer è lontana almeno quarant'anni).
Da una parte posso capire, dal momento che è una persona molto categorica, molto o-è-bianco-o-è-nero (e diciamo che col sottoscritto casca proprio a fagiolo, sì...).
Dall'altra, quell'evento per me è stato assolutamente isolato, e voglio che resti tale, così, nel giro di quasi due anni, quando l'argomento si ripresentava, non ho fatto altro che tentare di fargli fare docce fredde.
Anche se poi nella normale vita borghese ci sono tanti scherzi cameratisti (robetta bassa bassa del calibro di "raccogli la saponetta" e simili) dal quale non ci siamo mai esonerati, e questi sono continuati normalmente.
Da entrambe le parti.
Peccato che quando era il sottoscritto a tirare fuori ste cazzate, l'altro ci ha costruito fior fiori di castelli in aria.
Come del resto ne ha costruiti su semplici sintomi in-più di amicizia, e me ne accorgo solo ora che questi sono diventati gesti dovuti. E in quanto dovuti, se anche una sola volta vengono a mancare, io sono quello stronzo, quello che si deve far perdonare. Perché una-volta-una viene a mancare un semplice sintomo in-più di amicizia.
E la possessività, e la presunta gelosia.
E l'istericità delle sue aspettative verso di me, e del suo comportamento verso di me.
E tre mesi in cui saremo riusciti a rivolgerci parola per sì e no trenta giorni, e nemmeno consecutivi, il più assurdo contraltare di quanto sopra, il non-plus-ultra della contraddizione se un giorno mi venisse a dire che mi "ama" (laddove io sono fermamente convinto che da parte sua ci sia solo attrazione sessuale - se 'sta storia va avanti da quasi due anni, e forse anche una settimana di più della rivelazione palese, non è assolutamente implicato che dietro ci sia sentimento platonico).
E sì che sono scuro in volto.

Ma a volte capita pure di scoprire che c'è qualcuno, magari di recente un po' rivalutato in negativo, magari molto ma molto tangente nella mia vita, ma capita di scoprire che tifa per me per una vicenda che alla fine si può definire strettamente personale, una vicenda che alla fine, se non glie ne fregasse niente, non sarebbe affatto una colpa.
Grazie M.

lunedì 17 settembre 2007

un piccolo passo, un grande passo

in rosso, i passaggi più buttati là brutalmente; in blu, da notare; in grigio grassetto, al solito, i link; altri grassetti e corsivi sono da considerarsi secondo l'uso convenzionale corrente.

[visto che ci sono, mi scuso per le quasi due settimane di assenza da questi pixel, e dai tuoi: la cosa è da imputare esclusivamente al lavoro che mi divora, e da una non troppissimissima voglia.
Attendo con ansia il nuovo anno, probabile portatore di vita nuova come recita un becero detto, ma che se la porta - magari - sarà solo per una coincidenza sulla tabella di marcia.
Comunque, dicevo, con questi chiari di luna, l'assenza sarebbe anche potuta continuare senonché]

proprio ieri ho capito appieno una cosa.
La in-un-certo-qual-modo meccanicità del desiderio sessuale. (fa molto Duchamp, ma non è questa la sede di)
Nello specifico, la notte di sabato 7 gennaio 2006.

Poteva essere.
Ma se era, era mero sesso.
Il cui desiderio mi era nato meccanicamente da una combinazione di piccoli gesti ripetibili da chiunque con identici risultati.
E di questo sono convinto.
E sono ancor più convinto che questo mi può aiutare molto più a far conciliare l'amore col sesso piuttosto che a incuriosirmi e andare con ogni primo/a che capita.
Non che cambi dall'oggi al domani, ma è un segno.

Se era, era mero sesso.
Perché amore non glie ne provo. Non sento di poterne provare per un uomo. Proprio non mi viene, punto. E non voglio sforzarmi di.
(e tra l'altro, già è abbastanza impensabile parlare di affinità di interessi e/o conciliabilità di opinioni..)

Se era, era mero sesso.
E tra l'altro, nemmeno giustificabile da un'attrazione fisica: per questa manco ci sono le basi.

Se era, era mero sesso.
Per me.










Ma mero sesso difficilmente sarebbe stato per chi, quei piccoli gesti, li compì, perdipiù improvvisando.

e di lì in poi non ha mai perso la speranza di un bis (vuoi per cocciutaggine sua anche di fronte ai miei no più scocciati, vuoi per quando io, in buona fede, sdrammatizzavo - adesso me ne mordo la lingua).

e sovente mostra/mostrava i sintomi dell'amante possessivo/a.

e ora mostra i sintomi dell'amante quando ci sono i problemi di coppia.

ma non ha mostrato mai (o non ho visto mai io) i sintomi dell'amante che ama.

giovedì 30 agosto 2007

novità dal pianeta Terra # 1

abbiamo "fatto pace". come si dice dei bambini.
ed è cosa buona. molto buona.
Ma rimane un'ombra, che ora è quasi palese: da quel giorno, o meglio, quella notte, molto probabilmente non riesce più a pensarmi che come un oggetto* sessuale, e spera se non addirittura pensa che per me sia lo stesso.
ed è cosa non-buona. molto non-buona.
- perché io non provo amore per lui, o attrazione fisica o sessuale o quant'altro, solo amicizia che tra l'altro sta rinascendo da un periodaccio, ma -accio -accio, ed è per sua natura piccola; non fragile, ma diciamo "piccola" (anche se non è comunque la parola adatta);
- perché sarà difficilissimo dirgli che non provo amore per lui, o attrazione fisica o sessuale o quant'altro senza che egli recepisca male, e senza che questo generi un ennesimo periodo di crisi nel rapporto di amicizia;
- perché quell'esperienza (la quale tra l'altro, come si può leggere, è molto oltre un rapporto di amicizia, ma è anche molto molto meno che sesso) per me ha avuto conseguenze molto diverse: mi ha lasciato turbato per un certo periodo, ma non l'ho mai giustificata anche se ne parlo senza (più) problemi; ora, a mente completamente fredda, ho capito che è stato un errore di una sera, una cosa che è capitata una sola volta e mai prima né dopo (ci sono state altre occasioni, sia prima che dopo, ma non mi diceva niente o mi dava addirittura fastidio), e che quindi non deve necessariamente costituire un precedente;
- perché figurati se posso dirgli che il giorno dopo (alle quattro di notte circa non mi pareva il caso) mi sono diciamo ritrovato a "scaricare la tensione" e non pensavo certo a lui;
perché figurati se qualche giorno fa gli avessi lanciato questa provocazione - come mi era balenato in testa di fare - dicendogli che mi sarei fatto volentieri una scopata con quello che ho chiamato "fratello maggiore" (spiego ulteriormente: il "fratello maggiore" è etero, e il mio intento nei confronti dell'amico? era puramente ironico e irreale; nonché maggiormente provocatorio, dal momento che il "fratello maggiore" sarebbe davvero una buona persona da amare platonicamente e per cui sarebbe più facile provargli attrazione fisica, e inoltre l'amico? mostrava particolare disappunto - per poi confessarne ancora di più - verso i sintomi dell'amicizia che ho instaurato col "fratello maggiore"; dunque, figurati se qualche giorno fa gli avessi lanciato questa provocazione);
- perché.. è vero amore o mero sesso? e anche fosse amore, perché tanti sintomi che (a mio avviso) di amore non parlano affatto?

*oggetto nell'accezione di "complemento oggetto", non come "cosa"

martedì 7 agosto 2007

'mmazza che botta

mi è capitato di rivedere dopo un mare di tempo una ragazza veramente interessante, una potenziale mrs Right di quelle proprio che daresti tutto.
Non è bella, ma ha stile.
Ed è ovvio che non intendo fighetta.
Né sofisticata nel senso ampolloso del termine, dal momento che ai tempi del gruppo suonava Dentro Marylin (e tra l'altro, la suonava quando io non sapevo nemmeno che fosse degli Afterhours).
Ma - a parte che ormai mi sono fissato con sta storia che le sono diventato antipatico e non mi pare di trovarne smentita - , finché non riusciamo a orientare nella stessa direzione sesso e amore, qua si parla solo di aria fritta.

domenica 31 dicembre 2006

continui

hai continuato e continui pesantemente.
Sembra ormai abbastanza ovvio che ci hai preso gusto.
Ma si direbbe che io ho meno voglia di giocare. O non più.
Mi spiace per te, ma meglio così.

giovedì 21 dicembre 2006

E' brutto da dire

ma sembra che mi sto affettando (anche se non è la parola giusta) un po' anche qua.
Sembra che, ora che conosco un po' più di gente, ho paura di parlare apertamente al 100%; sapere di dover dire certe cose mi imbarazza un po' di più.
Ma ci provo lo stesso.

Non leggere oltre se non hai voglia di sgranare gli occhi e/o fare un'espressione strana, e se non sei curioso/a (e magari ora susciterò l'effetto contrario.. puah).

Dunque, mi rendo conto che alle volte proprio perdo il controllo.
Cose come (esempio facile) la pornografia sembra mi facciano perdere il lume della ragione nel vero senso della parola.
E' l'unica spiegazione che ho trovato per capire come ieri possa aver avuto voglia di provare quest'esperimento di radermi il pube.
O__o

mercoledì 15 novembre 2006

[senza titolo]

ancora una volta ho aspettato il sole per andare a dormire.
e per quale piacere effimero, poi.

lunedì 30 ottobre 2006

post di stamattina

Sapevo di un dio dell'amore,
e L'ho anche trovato.
Sapevo di un dio del perdono,
e mi ha anche abbracciato.

Sapevo di un dio dell'amore
o ho dimenticato?
Sapevo di un dio del perdono,
non più, se mi sento
sì mortificato.

giovedì 28 settembre 2006

Are you happy now?

No.
No.
No.

domenica 3 settembre 2006

scazzo

scazzo
che uno mi tiene al telefono un'ora
e quell'altro non si fa vivo da tre ore
scazzo
che non ho voglia di niente
devo studiare e non ho manco voglia di cazzeggiare
scazzo
che chi è riuscito sempre a farla franca e accattare mò gli cascherà pure dal cielo un lavoro da Dio
e io (in confronto) mi faccio il mazzo e non solo continuo a rimanere medio, ma a suo tempo ho pigliato pure una bella batosta dal medesimo datore
scazzo
di essere mezzo frocio
scazzo
di voler lottare contro la fame nervosa
scazzo
è curioso che quando leggerai già sarà passato
è curioso che mi sia ostinato a scriverlo nonostante stia già passando.

mercoledì 14 giugno 2006

devo dire un mare di cose

ieri sera, impegno da un amico a cui - diciamo - dovevo un favore. Non è proprio così ma tagliamo corto.
SMS per avvisarlo che tardo di un po',
ma intanto prepara il necessario così perdiamo meno tempo.
più o meno.. preparativi finiti in un orario imprecisato tra le undici e mezza e mezzanotte.
Una mezz'oretta prima:
Hai un orario di rientro?
No.. basta che non torno a casa alle tre.
Due e tre quarti.
Diciamo che era abbastanza disorganizzato, e la cosa ha influito parecchio sul corso degli eventi.
Ma non posso dire che, almeno per un aspetto, non mi sono divertito. Anzi, quell'aspetto mi ha fatto proprio spassare.
Quindi ora sto crepando di sonno ma almeno sorrido un po'.

Sempre ieri sera, ma non riguardo al succitato contesto, pensiero sulla stessa linea di un post di qualche tempo fa:
tutto potenzialmente può concorrere al peggio.
Non è lo stesso che dicevo di là (Tutto quanto gestito da mani umane è potenzialmente fallace), perché la frase più vecchia è incentrata sulle persone e proprio per questo è sicuramente vera (la "stronzaggine", riprendendo un termine coniato dal professore che mi ha spinto a questo pensiero, è innata nell'uomo); la frase più nuova è incentrata sugli eventi esterni, legati all'uomo o meno, e non sono sicuro che possa essere del tutto vera, la parte razionale di me dice che il corso degli eventi non può avere una assoluta tendenza al male o al bene, e che quindi tutto concorrerebbe al peggio solo per chi vede il bicchiere mezzo vuoto.
Ma che la cattiveria di fondo è insita nell'uomo, sia ben chiaro, non è una visione pessimistica.

Il rincasare tardi di stanotte ha suscitato un'altro predicozzo materno.
E' innegabile che avesse ragione (ma d'altronde, come potevo tornare prima se c'era da fare e non potevamo rimandare niente?), ma quel tono polemico stile primissimi-anni-duemila-quando-io-ero-nel-pieno-scazzo-tardoadolescenziale-e-ogni-polemica-con-mamma-era-una-guerra se lo poteva risparmiare.
Qualcuno potrebbe obiettare: Ma non potresti essere anche tu che in questo periodo hai una sensibilità piàù vicina a quattro/cinque anni fa? Risposta: No.. la parte mia già la compio cogliendo al volo le provocazioni e irritandomi. Risposta seria: Non credo, mi sembra proprio sia in corso un cambiamento di modi in mia madre ultimamente.

TV stamattina: da stasera parte l'ennesimo programma futile che regala 500.000 euro.
Non capisco se è sintomo dell'avidità umana, o piuttosto se è sintomo della crisi economica generale. Ma mi sa la prima, la seconda è raprresentata meglio dal fiorire di agenzie creditizie.
Comunque, come sono lontani i tempi di Ok il prezzo è giusto, dove il premio finale era di tutt'altro ordine di grandezza, e se alla ruota acchiappavi il 100 al primo colpo ti davano un milione di lire (solo un milione di lire, diremmo oggi).

TV stamattina 2: su Canale 5, un film americano di media fascia, probabilmente familiare ma più indicato per i bambini.
Scena: un padre spiegava al figlio con un pesantissimo senso del dovere cosa doveva essere la guerra rituale che i ragazzini di una sponda del fiume ogni estate combattevano con quelli dell'altro versante. Che dovevano assolutamente vincere perché bla bla bla bla bla "non era solo un gioco" bla bla bla bla bla.
E che menate.
Tradizioni di sto genere sembrano essercene un fottìo negli Stati Uniti. Ma penso se ne sia perso un po' il senso.
Perché, per fare un esempio, se io fossi nato negli USA - ma mi sentireri un po' come una mosca bianca a non andare al ballo di fine anno. Non me ne frega niente del ballo e l'abito elegante e il fiore al polso di lei, ma penso che sarei guardato un po' strano dalla maggior parte della gente.
Oppure, le corse di carrettini fatti in casa. Sono un amore, ma mi sembrano troppo istituzionalizzate per poter essere ancora piacevoli.
Ma penso che il peggio sono le giornate padre-figlio. L'apoteosi del buonismo tenuto su con gli stecchini: relegare (o dover ricreare) in un giorno all'anno il meglio di un rapporto di una vita.
(Peggio di quelle storie di divorzi che, se l'affidamento lo ottiene la madre, il padre può vedere i figli per due ore alla settimana.)
Viva Jackass, un po' d'irrazionalità ancora non standardizzata.

TV ieri sera: le presentatrici del Festivalbar, non so se per imperizia dei microfonisti o per quali volontà sensazionaliste di un qualche autore del programma, strillano costantemente. E non se lo possono permettere. Hanno delle punte di stridulità assurde.
E il mago Forrest sembra si stia affettando.
(con un programma del genere c'era da aspettarselo, ma da un conduttore del genere, mai.)

Molto probabilmente stanotte ho avuto uno wet dream.
Cioè, senza il "molto probabilmente", a giudicare dal risveglio (faccia laeggermente abbastanza schifita)
Li detesto.
Specie quando sti infami lanciano il sasso e nascondono la mano, e la mattina seguente non ti ricordi nemmeno di aver sognato.

venerdì 26 maggio 2006

credevo che

- un litro di birra mi sbronzasse molto più di quanto effettivamente è stato (sono rimasto completamente cosciente per tutto il tempo, e d'altronde, meglio così)
- un litro di birra fosse meno diuretico di quanto effettivamente è stato
- nonostante fossi andato a letto alle tre, avrei avuto un po' di forza di volontà (stimolata da gravi incombenze lavorative) per alzarmi prima delle dieci/dieci e mezza
- potessi "smettere quando volevo" un po' di più di quanto effettivamente è stato
- non fosse possibile che gli uomini che piangono sono una percentuale molto vicina a quella delle donne (non con questo che voglio considerare gli uomini deboli per questo, era giusto un mio pensiero smentito da un recente sondaggio ascoltato alla radio).
A proposito, vorrei indire un sondaggio più o meno inverso: c'è qualche donna che riesce a trattenere le lacrime durante un litigio? Non per insinuare che siete piagnone, solo perché è una cosa che mi fa letteralmente uscire dai gangheri e mi potrebbe rendere isterico, in caso di scontro diretto (esperienza che fortunatamente ancora non mi è mai capitata).
Non credo ancora di saper formulare bene i motivi dell'isteria succitata, ma probabilmente il fatto è che, nonostante la donna pianga probabilmente per qualche offesa dell'altra persona*, le lacrime sono un colpo basso tremendo. Donne-che-possono-piangere-quando-litigano all'ascolto, cercate di capire quest'ultima frase e di reagire di conseguenza. Per favore, tirate fuori i denti, sono più consoni e il male che fanno, nella foga, si sente meno.

*ma di certo quando due persone litigano, non stanno a lusingarsi, e le offese non volano da una sola parte

giovedì 25 maggio 2006

tre pensieri tre

1. sono di nuovo vestito da confezione di caramella alla liquerizia (se non hai letto la barra a destra "mi piace", mi riferivo ai colori verde chiaro, bianco e blu - il lilla mancherà sempre, temo) con la -credevo leggera - variante della longsleeve bianca sotto la polo verde chiaro.
E il risultato è completamente diverso.
Niente caramella oggi.
O forse è solo un fattore mio. Tipo, da ieri ho questa opprimente impressione di pesantezza se mi vedo allo specchio con indosso qualcosa di nero.
[Vabbè, ieri poi la cosa era pure eccessiva. senza accorgermene mi ero vestito completamente con abiti e scarpe tutti neri con qualche dettaglio bianco. Quando mi sono specchiato per caso, ho avuto letteralmente
p a u r a.]
2. Morfeo insiste nel chiedermi di dargli quanto dovuto.
Trentacinque centesimi di caffè al distributore automatico penso siano una buona rata giornaliera, o per almeno mezza giornata.
3. Ho seri motivi per credere che stia iniziando a prendere le distanze dall'interesse pornografico. O perlomeno, se dico "posso smettere quando voglio", la frase, ora, non suona più come pronunciata dal tossicodipendente senza ritorno.