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domenica 31 maggio 2009

non si esce vivi dagli Anni Ottanta # 2

venerdì 17 ottobre 2008

sentirsi raccontare una puntata di Voyager lo epura di quell'aura hollywoodiana e pugnettosa e lo rende interessante

mi ci vorranno quei dai-quattro-ai-dieci giorni per metabolizzare il tutto razionalmente e togliere l'alone di panico, o forse per darlo per assunto e banalizzarlo?, ma credo che il mondo finirà il 20 dicembre 2012, e inizierà a finire sette mesi prima.
Ed eventualmente allora sarà avverata quella sensazione che non toccherò i trent'anni, sarà avverata quella sensazione che non avrò una famiglia, anche se a livello ideologico la cosa mi piaceva molto (ma comunque l'idea-ideologia non si è ancora messa d'accordo con gli ormoni),

ma ora d'un tratto il tempo mi pare così poco, per fare ciò che davvero vorrei e come davvero vorrei. 
ma è necessario dover dimostrare qualcosa alla fine del mondo? se questo qualcosa fosse po importante sul serio, dopo non basterà anche solo avere avuto l'idea?

che poi, tra l'altro, andarmene causa fine del mondo è una cosa che non avevo mai considerato fino in fondo; cioè, non avevo considerato che non avrò effettivamente una mia uscita di scena: eventualità che rientra molto nello spirito grig-io per questo suo antieroismo forse anche un po' radicale, eventualità che cozza anche molto con il mio ego.

lunedì 9 giugno 2008

volevo scrivere di

cose tipo che è un periodaccio in cui più va avanti e meno mi sento compreso e mi manca un po' troppo un senso di appartenenza a un mare di cose, e stuff like that, ma ora non riesco a riordinare i pensieri come vorrei, e lascio perdere ché anzi, già a ripensarci ricomincio a deprimermi (anche perché il popò di roba lì sopra potrebbe essere una buona rampa di lancio per cambiare completamente vita, e il mio non avere le palle a sufficienza per fare una cosa del genere aggrava il tutto).
Parlo invece di una cosa che mi è saltata in mente ora ma è da qualche giorno che ci penso su:
perché Twitter per chi ha un blog?
morbosità per morbosità, tanto vale a questo punto buttare tutto su blog, anche il primo pensiero o evento istantaneo che hai random in un pout-pourri alquanto pittoresco e isterico. O sbaglio?
altra curiosità, visto che ci sto: meno di un mese fa parlavo (male) di Morgan e X-Factor, per poi trovarne, pochi giorni dopo, lodi tessute da gente che stimo e che (a quanto pare erroneamente) ritenevo fuori target: a qualcuno va di raccontarmi cosa mi sono perso? 



*Ah, ecco, Wikipedia mi dice che c'è tutto un mondo Twitter SMS oltre il già noto web 2.0 di feed ed email. Un bel passo, effettivamente. Ma che a mio avviso è ancora poco per giustificare un network a sé stante.

sabato 7 giugno 2008

pensiero scritto in differita # 2

da bravo omofobo e provinciale quale sa essere alle volte mio padre, penso che se vedesse lo spot del nuovo epilatore Satinelle Ice di Philips ne avrebbe un colpo. O anche sett'otto.

(è quello col testimonial transgender, gnurànt)

giovedì 22 maggio 2008

accorrete numerosi

non mi dispiace la serie "I liceali" (pur avendola vista a stralci) e accetto insulti a proposito.
Anzi, và, diciamo "critiche costruttive", ché è meglio.
Certo, cose tipo
che tipo l'80% dei ragazzi, nella serie hanno genitori straimprenditori e cazzi vari
che guarda caso, ste cose sono tutte nei licei e mai in, chessò, una ragioneria, un alberghiero, una scuola professionale!
alcune lieti fini (quanto suona male) un po' forzate
esagerazioni filmiche varie ed eventuali
il biondino capellone della Tim Tribù
se le potevano pure risparmiare.
Ma in linea di massima, alcuni aspetti, specie di carattere psicologico, sembrano studiati in maniera apprezzabile e piuttosto veritiera. Nonché espedienti formali tipo cellulari UMTS, YouTube e altro che inquadrano un po' più adeguatamente i soggetti.
Forse a computer e internet non viene dato il giusto spessore, ma bisogna anche dire che io quell'età ce l'avevo tipo 5-6-7-8-9 anni fa.

domenica 24 febbraio 2008

24.02.08.03

Oggi, forse per la prima volta da quando è saltata fuori sta moda della cronaca nera e di stragi familiari (il primo grande show fu Cogne 2002), non ho sentito parlarne in un tiggì con toni del tipo ma lei come si sente processo affollato di curiosi ma lei ha perdonato l'assassino il giallo dell'estate indagato tizio caio e sempronio ascoltato il mago zurlì il giallo dell'inverno la nuova difesa ha ritrattato tutto incapace di intendere e di volere ancora ignota l'arma del delitto.

Venti secondi su per giù , in cui si è solo detto che la madre di Chiara Poggi (Garlasco 2007) andrebbe a Lourdes per pregare (in maggior raccoglimento) per sua figlia.
Ecco.
Pensa se per ogni passaggio mediatico si fosse detta una preghiera per sti poveracci a cui è toccato tirare le cuoia in un tal modo, e/o per quelli che restano forse anche con strazio maggiore, e/o per quegli ancor-più-poveracci che hanno compiuto il fatto di volta in volta.

domenica 10 febbraio 2008

una volta tanto, Studio Aperto ne dice una giusta

"Nello stesso Paese, il confronto tra quattro anni per il furto di una bicicletta e sei anni e mezzo - perdipiù, ai domiciliari, ndr - per aver investito ed ucciso quattro persone guidando in stato di ebbrezza, è una cosa che fa riflettere."
[non sono le parole testuali, ma ci sono andato vicino]

martedì 4 settembre 2007

non mi venga a dire che, per quanto basso, è pur sempre un mezzo per portare a casa la pagnotta a fine mese

nessuna scusa regge.
Qualunque prodotto* sia stato chiamato a pubblicizzare in uno spot televisivo, da Vittorio Sgarbi proprio non me l'aspettavo.
È cortesemente gradito almeno un commento in cui si attesti, prove alla mano, che quello che ho visto io in TV è una copia non autorizzata.

*al momento non ricordo quale sia

lunedì 9 luglio 2007

i network della contraddizione

pur di vendere di più, il pacchetto offerta dei due maggiori nomi sul mercato televisione non-satellitare e non-digitale, è mostruosamente disomogeneo, ma il disordine sta nello stesso canale prima ancora che tra uno e l'altro.
Nella fattispecie:
1.5. Il canale capotreno si barcamena tra una discreta/buona informazione e prodotti commerciali che non si guarda in faccia se sia cultura (raramente), prodotto pop o trash, basta sia vendibile.
2.1. Il canale giovane/giovanile, che quindi ha un pacchetto programmi incentrato sul target, e che può variare da tentativi di impegno socio/politico a saghe di telefilm o reality senza capo né coda. Informazione giovane da una parte, giovane-fighetta dall'altra.
3.4. Infine, il canale sfigato: informazione completamente diversificata tra i due pacchetti offerta, ma che comunque non supera il settepiù nel migliore dei casi.
Per il resto, altalena vertiginosa tra evergreen di calibro mostruosamente diverso: documentari naturisti e lezioni di storia quasi raccontate dai protagonisti, Steve Reeves e Pasolini, western retrò e blob.

7. Discorso differente per il terzo polo televisivo: due sole reti, di cui tra l'altro una corre (praticamente da sola) lungo una linea assolutamente sghemba ai network sopracitati.
7.7. E la restante, che avrebbe molte ma molte carte in regola per poter stracciare tutti (tranne blob, credo), purtroppo è frenatissimo (voglio sperare per scarsità di fondi) dai telefilm anni Settanta e dalle televendite pop americane doppiate male, giusto per dirne due.

mercoledì 25 aprile 2007

sta sbarcando in Italia

Betty la cessa, e chi sa di cosa parlo se ne sarà accorto dal faccione che ogni tanto fa capolino su Canale 5.
Peccato sia la versione USA.
Perché sulle emittenti provinciali/regionali si trova anche una versione sudamericana. Nonostante sembri riprendere certi stilemi tecnici e drammatici delle più atroci telenovele sudamericane, almeno i truccatori sanno il fatto loro. E hanno capito, al contrario dei colleghi di qualche chilometro più a nord, che una cessa come Dio comanda non si fa prendendo la prima carina di turno e copincollandoci sopra apparecchio, occhialoni fifties da nerd e brillantina.

Alcuni dubbi a livello più profondo, comunque, non cambiano.
1. Se già tutti sanno che Betty alla fine si rivelerà una gnoccolona coi controfiocchi, gli sceneggiatori l'avranno capito che ci sarà molto ma molto da puntare sulle trame parallele più piccole di episodio in episodio?
2. Ma sta solita solfa del riscatto sociale che deve per forza farsi vedere e sentire, non avrà mica sfrancicato i coglioni, e marcito le teste degli sfigati, i quali ora avranno l'ennesimo precedente in più per sentirsi autorizzati a credere più alla vittoria formale che non alla propria dignità intrinseca?

martedì 20 febbraio 2007

l'arte di ritrovarsi senza niente da fare la mattina e mettersi a guardare i telefilm vintage su Italia Uno

Povero Michael Knight.
A causa dello scoppio di una bomba si spalma su un muro.
Non solo si ritrova con una mezza amnesia che lo riporta a quando era ancora Michael Long, non solo perde l'orologio-trasmettitore di Kit, non solo si ritrova con una testa bacata a dir poco, e cocciuto come un mulo.
No, non solo.
Gli hanno pure messo mezzo chilo di mascara.

lunedì 4 dicembre 2006

come flussi di coscienza multipli

seguo link da un sito internet a un altro, a un altro ancora, e la cosa potrebbe continuare all'infinito. Potrebbe perché non credo finirei mai di vedere tutti i miliardi di pagine web esistenti, anche laddove fossi interessato (no), e intanto ne sarebbero state create di nuove e bla bla bla. E comunque non ce la farei in una sola sessione, perché arriverebbe il sonno, o più raramente il buonsenso che mi istiga a guardare l'orologio per vedere che diamine ora tarda ho raggiunto.
seguo link da un sto internet all'altro, e stasera mi rendo conto ufficialmente che non è solo per quanto rigurda contenuti non edificanti.
E, tipo, stasera/notte/mattina che dir si voglia sono partito da daveblog e wikipedia per finire quasi non so dove. E perdipiù contemporaneamente.
Daveblog segnalava alcuni video di Non è la Rai su Youtube.
Cazzo, qualcosa di epocale nonostante la bassezza di contenuti.
E poi, a quell'epoca mi piaceva, ero abbastanza innamorato perso di quella tizia che cercava di disegnare i ritratti della gente che le telefonava descrivendosi.
E anche avessi annoverato quei giorni (o anni) della mia vita tra le pagine inutili, a volte si può sentire il bisogno di ripescare il peggio (qualunque tipo di peggio) del proprio passato.
E quindi, apro una pagina di Youtube per ogni video linkato.
Nell'attesa, mi ricordo che da giorni mi era sorta questa morbosa determinazione nel voler capire se gli Scissor Sisters ci sono o ci fanno, e intanto vado ad acchiappare Wikipedia e il sito ufficiale.
Il sito ufficiale, come prevedibile, dà per assunte certe nozioni, e dopo un breve giretto, chiudo la pagina. Intanto da Wikipedia scopro che ci fanno (e la cosa mi ha scioccato non poco, perché dal video di "I don't feel like dancing", il cantante sembrava proprio che ci era), e ci fanno al punto tale che uno dei loro fan è Thom Yorke.
Quindi click verso la scheda Wikipedia di Thom Yorke e quella dei Radiohead, e da quest'ultima a quella del tizio che realizza tutto il loro artwork.
YouTube scarica lentissimo i video di Non è la Rai, vedo alcuni quel poco che basta (e/o quel poco che è stato scaricato) per capire che non mi interessano, ma alcuni "related videos" richiamano la mia attenzione, e apro anche quelli. In più, cerco su Google immagini una qualche ragazza della trasmissione di cui Dave parlava molto per assunto, e da lì mi ritrovo dirottato su nonelarai10annidopo.it.
grafica che definirei amatoriale a dir poco.
Ma sono catturato al punto che decido di volerne visitare ogni singola pagina.
E intanto ritorno ai Radiohead e collegati.
Wikipedia rivela che l'occhio mezzo chiuso che ha Thom Yorke è il risultato di diversi interventi atti a curare una cecità parziale dovuta a una specie di paralisi di qualche parte dell'organo, che nella prima infanzia ha avuto pochi amici per questo motivo e perché si trasferiva molto spesso, che è vegetariano e ha paura delle automobili causa un incidente subito durante l'adolescenza, e ha lavorato alla portineria di un ospedale psichiatrico.
E questo che sembrava solo gossip sterile spiega invece diverse cose.
Ok, diciamo che Wikipedia mi ha soddisfatto.
Intanto, il video di Ambra all'ultima puntata dell'ultima serie di Non è la Rai sembra un parto.
Non il contenuto, la gestazione. debbo vederlo tutto, e non riesco mai a caricarlo.
L'artista/grafico dei Radiohead ha un buon sito (eccezion fatta per il testo scritto in blu elettrico o quasi) e lavori ancora migliori, alcuni dei quali meritano tanto di cappello.
Scorro le biografie delle ragazze di Non è la Rai (perlomeno, le biografie disponibili su quel fansite), cercando colei che un tempo fu la mia preferita.
Dal grafico dei Radiohead scopro una specie di portale per artisti, e mi frego le mani lambiccandomi il cervello sui potenziali contenuti, ma è lentissimo da caricare.
Il finale di Ambra consiste in un primo piano di lei mentre un boato di sbarbatelle grida il suo nome, commozione anni Novanta che può ancora sembrare non affettata, e mentre Ambra singhiozza parte inclemente la base di T'appartengo. e non si vede altro, bisogna aspettare.
Il sito ufficiale dei Radiohead è abbastanza labirintico, ma non me ne accorgo subito, e inizio a gironzolare a destra e manca tra pagine assolutamente inutili, se non per il piacere estetico (consiglio vivamente di visitare lo scrapbook).
Le biografie delle ragazzine di Non è la Rai hanno stufato, un altro paio, poi chiudo la pagina.
Il portale degli artisti delude completamente le mie aspettative, e via pure quello.
Continuo a girovagare per il sito ufficiale dei Radiohead, e nel mezzo faccio pure un salto sulla pagina del merchandising. toccata e fuga, è troppo lento da caricare.
Cioè, ti rendi conto di quanto è comica sta cosa? devi postarla.
E allora, Firefox e apriamo pure Blogger.
e inizio a scrivere.
Ambra piangente su Explorer si è definitivamente inceppata, e allora trapianto il link su Firefox.
Lascio aperto il sito dei Radiohead solo perché mi servirà per incollare il link dello scrapbook.
Finisco di scrivere il post, e reincollo il link di Ambra su Explorer perché il loading di YouTube su Firefox ha caricato 00.00 minuti di 6.15.
Ora pubblico e mangio qualcosa in attesa di vedere sto benedetto video. E rompo la catena.

giovedì 7 settembre 2006

catodico

indi, riflessioni sul tubo e ciò che convoglia (o si appresta a).
1. Ieri mi è capitato di vedere un pochino del quiz di Amadeus su Canale Cinque. Ora, ditemi se a livello tecnico/estetico esistono delle differenze con i suoi precedenti sull'emittente nazionale (a parte il differente marchio del network nell'angolo dello schermo e la regia che - DEO GRATIAS!!!!! - non fa più utilizzo di quel filtro che rende tutto un po' sfocato tipo lo stereotipo filmico di un sogno o di un miraggio - effetto utilizzato del tutto gratuitamente/inutilmente anche negi promo de "La squadra", nella serie vera e propria non so, non la vedo proprio per questo ). Dico, anche le scenografie si sono adattate agli standard Rai.. Di sicuro, però, a livello di partecipanti, non ci sono dei più svegli: alla finale, io avevo azzeccato la soluzione quattro o cinque aiuti prima dei concorrenti.
In definitiva.. che fine ha fatto il buon vecchio Gerry Scotti???
2. Stasera parte su Italia Uno una specie di reality o non so che condotto da Federica Panicucci e Enrico Papi in cui dei tipici nerd dovranno cercare di accoppiarsi con delle tipiche sgnacchere. La Panicucci, dopo qualche anno in Rai, la vedo ben preparata per luoghi comuni di questo tipo, ma Papi.. mm.. beh, sì, anche lui.
3. Sempre stasera, inizo de "I Cesaroni". Sono un po' titubante. Dagli spot radiofonici prometteva davvero bene, suonava politicamente scorretto quasi quanto i Griffin. Ma non riflettevo sul fatto che, se le mie aspettative fossero state esatte, questa serie non può proprio essere il classico prodotto da prima serata di Canale Cinque. E infatti il cast conferma, scavalcando quella piccola soglia che separa il prodotto-di-stile-ma-politicamente-scorretto dal banale-volgarotto-trito-e-ritrito.
Vabbè, tanto per stasera ho altri programmi.
Programmi, non trasmissioni.

mercoledì 14 giugno 2006

devo dire un mare di cose

ieri sera, impegno da un amico a cui - diciamo - dovevo un favore. Non è proprio così ma tagliamo corto.
SMS per avvisarlo che tardo di un po',
ma intanto prepara il necessario così perdiamo meno tempo.
più o meno.. preparativi finiti in un orario imprecisato tra le undici e mezza e mezzanotte.
Una mezz'oretta prima:
Hai un orario di rientro?
No.. basta che non torno a casa alle tre.
Due e tre quarti.
Diciamo che era abbastanza disorganizzato, e la cosa ha influito parecchio sul corso degli eventi.
Ma non posso dire che, almeno per un aspetto, non mi sono divertito. Anzi, quell'aspetto mi ha fatto proprio spassare.
Quindi ora sto crepando di sonno ma almeno sorrido un po'.

Sempre ieri sera, ma non riguardo al succitato contesto, pensiero sulla stessa linea di un post di qualche tempo fa:
tutto potenzialmente può concorrere al peggio.
Non è lo stesso che dicevo di là (Tutto quanto gestito da mani umane è potenzialmente fallace), perché la frase più vecchia è incentrata sulle persone e proprio per questo è sicuramente vera (la "stronzaggine", riprendendo un termine coniato dal professore che mi ha spinto a questo pensiero, è innata nell'uomo); la frase più nuova è incentrata sugli eventi esterni, legati all'uomo o meno, e non sono sicuro che possa essere del tutto vera, la parte razionale di me dice che il corso degli eventi non può avere una assoluta tendenza al male o al bene, e che quindi tutto concorrerebbe al peggio solo per chi vede il bicchiere mezzo vuoto.
Ma che la cattiveria di fondo è insita nell'uomo, sia ben chiaro, non è una visione pessimistica.

Il rincasare tardi di stanotte ha suscitato un'altro predicozzo materno.
E' innegabile che avesse ragione (ma d'altronde, come potevo tornare prima se c'era da fare e non potevamo rimandare niente?), ma quel tono polemico stile primissimi-anni-duemila-quando-io-ero-nel-pieno-scazzo-tardoadolescenziale-e-ogni-polemica-con-mamma-era-una-guerra se lo poteva risparmiare.
Qualcuno potrebbe obiettare: Ma non potresti essere anche tu che in questo periodo hai una sensibilità piàù vicina a quattro/cinque anni fa? Risposta: No.. la parte mia già la compio cogliendo al volo le provocazioni e irritandomi. Risposta seria: Non credo, mi sembra proprio sia in corso un cambiamento di modi in mia madre ultimamente.

TV stamattina: da stasera parte l'ennesimo programma futile che regala 500.000 euro.
Non capisco se è sintomo dell'avidità umana, o piuttosto se è sintomo della crisi economica generale. Ma mi sa la prima, la seconda è raprresentata meglio dal fiorire di agenzie creditizie.
Comunque, come sono lontani i tempi di Ok il prezzo è giusto, dove il premio finale era di tutt'altro ordine di grandezza, e se alla ruota acchiappavi il 100 al primo colpo ti davano un milione di lire (solo un milione di lire, diremmo oggi).

TV stamattina 2: su Canale 5, un film americano di media fascia, probabilmente familiare ma più indicato per i bambini.
Scena: un padre spiegava al figlio con un pesantissimo senso del dovere cosa doveva essere la guerra rituale che i ragazzini di una sponda del fiume ogni estate combattevano con quelli dell'altro versante. Che dovevano assolutamente vincere perché bla bla bla bla bla "non era solo un gioco" bla bla bla bla bla.
E che menate.
Tradizioni di sto genere sembrano essercene un fottìo negli Stati Uniti. Ma penso se ne sia perso un po' il senso.
Perché, per fare un esempio, se io fossi nato negli USA - ma mi sentireri un po' come una mosca bianca a non andare al ballo di fine anno. Non me ne frega niente del ballo e l'abito elegante e il fiore al polso di lei, ma penso che sarei guardato un po' strano dalla maggior parte della gente.
Oppure, le corse di carrettini fatti in casa. Sono un amore, ma mi sembrano troppo istituzionalizzate per poter essere ancora piacevoli.
Ma penso che il peggio sono le giornate padre-figlio. L'apoteosi del buonismo tenuto su con gli stecchini: relegare (o dover ricreare) in un giorno all'anno il meglio di un rapporto di una vita.
(Peggio di quelle storie di divorzi che, se l'affidamento lo ottiene la madre, il padre può vedere i figli per due ore alla settimana.)
Viva Jackass, un po' d'irrazionalità ancora non standardizzata.

TV ieri sera: le presentatrici del Festivalbar, non so se per imperizia dei microfonisti o per quali volontà sensazionaliste di un qualche autore del programma, strillano costantemente. E non se lo possono permettere. Hanno delle punte di stridulità assurde.
E il mago Forrest sembra si stia affettando.
(con un programma del genere c'era da aspettarselo, ma da un conduttore del genere, mai.)

Molto probabilmente stanotte ho avuto uno wet dream.
Cioè, senza il "molto probabilmente", a giudicare dal risveglio (faccia laeggermente abbastanza schifita)
Li detesto.
Specie quando sti infami lanciano il sasso e nascondono la mano, e la mattina seguente non ti ricordi nemmeno di aver sognato.

sabato 29 aprile 2006

Ho da dire un po’ di cose.

1. Cinema/tv/film/& so on..
- “Il Codice da Vinci” esce il 19 MAGGIO, non aprile come avevo detto qualche giorno fa, avevo letto male il manifesto al cinema e avevo dimenticato di correggere; comunque, stamattina ho visto la copertina di Ciak su cui era raffigurato (credo) Silas e non mi faceva impazzire. Affatto. Probabilmente la pellicola non soddisferà le mie aspettative di un film, comunque sia, serio.
- Sta uscendo nelle sale “Il regista di matrimoni”, nuovo film di Marco Bellocchio con Sergio Castelletto dopo “L’ora di religione”
[Davvero un bel film. Credo sia stato il primo caso di bestemmia “gratuita” che non mi ha dato fastidio, anche se mi ha lasciato un po’ strano.. spero che nessuno comunque abbia recepito erroneamente alcuni aspetti]
.
Già parlare di “regista di matrimoni” mi inquieta: a. perché mi fa pensare ai filmati di matrimoni (anche quelli fatti da fotografi) che sono al 90% un’accozzaglia di effetti video e transizioni veramente trash [ho i miei buoni motivi per credere che gli unici effetti da utilizzare siano il bilanciamento di colore e luminosità, le uniche transizioni stacco netto o dissolvenza, o poco più]; b. perché è tremendo pensare che possano esserci persone prese dalla FORMA più che dal contenuto di un tale momento (e purtroppo ce ne sono) al punto da doverlo programmare in ogni dettaglio come una coreografia. E questo se non erro è proprio l’aspetto messo in risalto da Bellocchio, con cui concordo allora se fa sì che il protagonista voglia sabotare l’evento.
A proposito di protagonista, che strano caso che Sergio Castellitto (molto apprezzato in “L’ora di religione”) mi ricordi parecchio Emilio Solfrizzi, attore di tutt’altra fascia. Così altra fascia che non me ne va nemmeno di dilungarmici su.
- Passando davanti ad una videoteca ho rivisto per caso la locandina di “Trappola in fondo al mare”, film uscito nel Bel Paese qualche mese fa. Non conosco affatto la storia, ma già solo vedendo un tale artwork mi chiedo: chi mai può essere andato a vedere il film? Dico, è la locandina/copertina di DVD/VHS più scialba che abbia mai visto.. perfino i film porno hanno copertine più espressive!
Ripeto, non conosco affatto la storia né il film di per sé, ma a mio avviso giusto il trailer o la trama potrebbero essere il pretesto che stimola la curiosità di vederlo. La locandina, proprio no.
L’unico effetto che mi ha suscitato (tra l’altro curioso, visto che non sono il tipo troppo influenzabile da certi stereotipi), un po’ di voglia di avere l’addome a scacchetti, o perlomeno più definito di quanto non sia al momento. Perché diciamo che quattro mesi di palestra hanno portato parecchi contenuti, ma poca forma (ossia muscoli sodi ma piccoli, addominali duri ma pancetta ancora sporgente).
- Stamattina ho visto il promo di “48 ore”, prossima fiction poliziesca targata Mediaset di cui avevo solo sentito lo spot radiofonico. Già la trama, accennata da codesto spot e ribadita dal titolo, mi suona abbastanza assurda: c’è una squadra di agenti che deve recuperare gli evasi entro 48 ore dalla fuga. Perché, i latitanti da oltre quarant’anni (ogni riferimento non è puramente casuale) non sono forse importanti?
Ma alla fine, chisenefrega, basterebbe non pensare che il plot debba essere realistico.
Ma la tecnica.. oddioooo!
Da quel poco che si evince dal promo, sembra “La squadra” con in più qualche inquadratura figa molto debitrice di certi effetti puramente commerciali di CSI o il fratellino sfigato Made in Italy RIS.
E a questo punto potete raccontare anche la mia vita, ma tanto non lo guardo.
- Easy rider: una bella lezione di vita contro tante bambocciate che ci raccontano da sempre.
Tipo l’uguaglianza razziale, il rispetto verso chiunque.
Sono cose giuste, sia ben chiaro.
Ma troppo spesso sono cose ancora al livello di parole e basta.
Perché ancora non viviamo in una società multietnica (ma una società che si sta riempiendo di immigrati che non si integrano e/o non riusciamo a far integrare - ndr), e fondamentalmente sono poche le persone aperte di mente. In pratica, tutti ormai dall’asilo abbiamo imparato con la giusta cadenza e la giusta faccetta da circostanza a dire che bisogna essere tutti fratelli e/o bisogna amare tutti e/o bisogna rispettare tutti. Ma non tutti ad oggi abbiamo ancora imparato a non scansarsi passando accanto ad un arabo, non tutti ad oggi abbiamo ancora imparato a non schifarci se vediamo un gruppo di punkabbestia che fanno assolutamente i cazzi loro ai bordi della strada, non tutti ad oggi abbiamo imparato a non farci film nella testa vedendo una faccia strana che non necessariamente appartiene ad un pervertito o un delinquente.

2.
La parte razionalista di me dice che frasi tipo “Sono la persona più sfortunata del mondo”, “Non c’è nessuno più iellato di me”, “Ah, ma io sto peggio di te” sono una maniera - a suo modo perversa - di tirarsela.
Ma certe volte è proprio vero che capitano tutte solo a te..

3. Musica
Ultimamente ho ripreso ad ascoltare parecchio “Numb” dei Linea 77. E proprio stamattina mi sono ricordato di quando ho pensato come sia un genere decisamente diciamo “maschio”. A parte il contrasto con le ragazzine sciape che ho visto al loro ultimo concerto, intendevo che è qualcosa di veramente non-proprio-viscerale-ma-comunque-fatto-con-sangue-e-budella e decisamente targettizzato ad un pubblico maschile più o meno del tipo “l’omo ha da puzzà” o giù di lì. In pratica, li ritengo un genere musicale affine a sport come il wrestling (se solo i network USA non ci costruissero sopra le telenovele), il monster truck racing, o meglio, il rugby, specie la variante senza casco e tante protezioni.
O, in altre parole, quello che, seguendo un cliché di interviste di Rock Sound assocerei alla domanda: “Album per far innamorare qualcuno del tuo stesso sesso”.
La domanda di cui sopra penso debba essere intesa come “l’album che in generale possa attrarre un uomo, indipendentemente da chi lo vuole conquistare.” e non come “l’album con cui IO debba sedurre un uomo” - il punto non sono i miei orientamenti sessuali pericolosamente altalenanti.
A proposito di omosessualità, curioso come “Insane lovers” sembri raccontare perfettamente in musica una qualche storia stile Josman (autore di diversi fumetti porno gay quasi sempre incentrati su rapporti sessuali tra padre e figlio spudoratamente consenzienti).

4. Tecnologia e portafoglio
Se gli auricolari di marca costano ben più dei 2,50 € spesi per un nome assolutamente sconosciuto, un qualche motivo ci sarà. Tipo, se quelli di marca danno fruscio, di certo non al terzo utilizzo.

5. The Nanny
Qualcuno sa dirmi qualcosa riguardo una tournée teatrale italiana della Tata, a quanto pare con i veri attori della sit-com?

6.
Qualcuno sa trovarmi una scusa che possa reggere per giustificarmi con dei più-o-meno-clienti? dovevo far loro avere un preventivo quasi due settimane fa, ma non l’ho fatto, perché non ho ancora capito quale è il mio compito, e soprattutto non ho capito perché dovrei far loro spendere soldi inutilmente; loro hanno provato a telefonarmi diverse volte e non ho risposto..
ti prego, lettore/lettrice, rispondi a questo post.. pensa che è come un concorso che premia la persona con più creatività. Creatività qui non significa che posso dire di essere stato rapito dagli alieni.

7.
Sarebbe bello essere un papavero.
motivi:
con quattro petali, hai l’essenziale e niente di più (chi solitamente disegna fiori a cinque petali pensa che se fossero quattro sarebbe scambiato per un quadrifoglio? bè, non è così)
è semplice, e proprio per questo la sua immagine non è troppo inflazionata per scopi troppo al di fuori della sua natura, a parte Kenzo e qualcun altro
ha modo di vedere sempre - o quasi - il cielo azzurro, e se piove, sa che, o è una pausa temporanea e comunque il cielo azzurro sarà la maggior parte della sua vita, o che comunque se esso è lì, è lì per il cielo azzurro.

Due pagine e qualche riga su Word, Times New Roman 12. Wow.

lunedì 13 marzo 2006

dopo un po' di tempo..

torno a postare.
Breve riepilogo, durante la scorsa settimana ho/sono/mi sono
ubriacato_ vomitato senza la minima paura_ stato non troppo bene di stomaco il giorno seguente in cui tra l'altro crepavo di sonno_ riso_ parlato molto inglese e parlato molto con un'italiana_ camminato camminato camminato_ più o meno disegnato_ provato a sperimentare le grandi zoomate con movimenti nervosi di camera tipo l'MTV Day 2004 o il videoclip di "[6]66 (Diabolus in musica)" di Linea 77 + Subsonica_ visto alcuni musei ed esposizioni di cui uno di arte contemporanea nichilistupenda_ perso e ritrovato senza che nessuno se ne fosse accorto_ camminato camminato camminato_ salito su dozzine di autobus ed obliterato due soli biglietti_ divertito_ mangiato un po' di polvere_ uscito per tre sere di fila senza trovare un luogo interessante (ma le persone sì)_ avuto una rivelazione creativa fantastica_ camminato camminato camminato_ scambiato il mio indirizzo email con diverse altre persone_ pensato poco al week(fri)end che comunque non si è fatto vivo_ stupito di me stesso per alcune frasi che avevo scritto via sms ad una mia amica_ dovuto rinunciare a blog, email e contatti web vari_ creduto di avere un herpes_ di nuovo sognato i ladri in casa senza riuscire ad urlare_ sognato di perdere un canino marcio di carie e sperato che non fosse un sogno premonitore come molti avrebbero potuto dire.

Ho capito due cose, e forse, presto, ne capirò un'altra.

Uno.
Come per molte altre cose, anche per la televisione credo che il giusto non sia nelle posizioni radicali.
Dire che bisognerebbe non dipendere da tanta mondezza che ci propina il televisore oramai è quasi scontato, ma pur sempre vero.
Ma è anche vero che non voler possedere né voler guardare la televisione è una posizione, per alcuni aspetti, ottusa.
Perché io, ad esempio, voglio continuare a vedere le sitcom USA, i Simpson, le grafiche di MTV.Per intrattenimento, per ispirazione.
E perché no, intravedere durante lo zapping le fiction, i reality show, i prodotti catodici generalisti da italiano medio.
Perché effettivamente mi servono.
Per poter dire: Ecco, questo non sono io, questo non voglio essere.
Mi rendo conto che, se l'uomo del Novecento era colui che riusciva a capire solamente cosa non fosse, l'uomo del primo Duemila probabilmente è quello che, a questa spaccatura [tra ciò che è e ciò che evince di non essere] applica una toppa mostruosa.
Mostruosa perché non risolve la scissione, e probabilmente non getta le basi per una risolulzione più a lungo termine: è come un cerotto su due lembi di pelle le cui piastrine non vogliono fare il loro compito. Ma mostruosa anche perché essa consiste nella superbia di saper fare di tutto. Con l'aggravante dell'arroganza di saperlo fare pure bene.
Cantanti suonatori maestri di vita registi showmen.
Popstar attrici ragazze-immagine stiliste.
Comici scrittori attori.
e mi pare che di questo tutto non sappiano fare niente.
Forse anch'io mi sto adeguando a questa moda, a mia insaputa e inesorabilmente (inesorabilmente forse non è la parola giusta, ma non riesco a trovarne una migliore; io ne cercavo una che indicasse "qualcosa che accade ma non si vuole" e che puntasse sul non volerla, questa cosa; inesorabilmente punta troppo sull'irrimediabilità, che io consideravo a malapena nel mio discorrso.)
Già, perché, per quello che so fare, sono apprezzato, ma
come computergrafico non sono al livello delle grafiche drum'n'bass
come webdesigner non so praticamente niente di programmazione
come animatore non ho la pazienza di disegnare fotogramma per fotogramma
come regista non ho lo slancio per lavorare a ritmi da lavoro interinale
come pittore non ho una gran tecnica, e comunque, coi tempi che corrono, farei la fame
come disegnatore non ho quel non-ho-ancora-capito-cosa che distingue eriadan da un amatoriale
come industrial designer non so se sarei compreso (un mio progetto minimale è stato definito saponetta da una persona credo competente)
come scrittore non so essere sintetico, non so inventarmi storie, e probabilmente le stranezze che scrivo di me appassionerebbero troppi presunti neofreudiani vacui invece del bel pubblico che ho trovato qui (forse sembra un ringraziamento di circostanza, ma non vuole esserlo)
come cantante non ho speranze
come operaio... ?
...

NAAAAAAA!

Due.
Prima dicevo di aver capito una cosa, ma effettivamente questa è la scoperta di una cosa che non capisco.. vabbè, sottigliezze.
Perché l'iconografia della religione cristiana (non parlo di arte sacra, parlo di tutti gli oggetti con un qualcosa di figurativo legati alla religione cristiana) è composta nella stragrande maggioranza da crocifissi?
Mi spiego subito. Non voglio assolutamente portare avanti la crociata di Abel Smith (per chi non ricorda, il musulmano integralista agli antipodi del moderato che vive in Italia, che voleva togliere i crocifissi dalle scuole perché "un cadavere attaccato a due pezzi di legno impauriva i bambini" e ne ha lanciato uno da una finestra) che a mio parere è una persona tanto esibizionista quanto ottusa, il punto del mio discorso è completamente un altro.
Dico, la religione cristiana non è la religione del Morto, è la religione del Risorto.
I crocefissi medievali coglievano in pieno questo aspetto, con i loro Cristi sereni come già risorti.[Nonostante ciò, nel medioevo c'erano le mortificazioni corporali dei penitenti, come anche la caccia alle streghe and so on, ma vabbè, nessuno è perfetto..]
Poi l'umanesimo (primo passo dell'antropocentrismo, che tra l'altro alla lunga porterà al nichilismo novecentesco) ha iniziato a preferire la rappresentazione di un Cristo veramente morto, e da qui penso si sia creato un enorme malinteso storico-culturale che ci influenza tutt'ora, malinteso per cui il simbolo cristiano per antonomasia è diventato la croce, laddove dovrebbe essere la tomba vuota di quel famoso primo giorno dopo il sabato.. Tomba vuota che richiama la Gioia senza però dimenticare la soffernza.

Tre.
ho trovato due alternative di idee del mio eventuale matrimonio. Ora devo trovare la mia way.
[è un po' come aver trovato il bianco e il nero, ed aspettare di scoprire il grig-io. Anche se a volte mi rendo conto che il grig-io sembra la via di mezzo tra due neri.]
Scelta # 1 o del grig-io profondo e un po' romanticone: inverno, neve, sposa in bianco con collo in pelliccia non necessariamente naturale, tutto il resto da definire.
Scelta # 2 o del grig-io da jeans e maglietta anche un po' cazzaro ma non superficiale, in pratica profondo nell'accezione di genuino: pochi invitati e cena in pizzeria. Con gli invitati che non sanno della pizza e la pizzeria che non sa del matrimonio.
Punti fermi: io in abito grigio (hahaha) chiaro, maggiolino nero decappottabile con finiture cromate come auto nuziale.
Possibilmente, sposa in abito bianco e casa minimal.
Ok, ora restano da definire i dettagli.
E trovare la sposa.
[Humour nero.
mi rendo conto che troppo spesso sono ironico o cinico. e non so se è un bene. ma non mi pare.]
OT 1: stanotte sono riuscito ad urlare in sogno, anche se con un po' di sforzo
OT 2: visto che i lavori che faccio sembra mi lascino zero tempo e ancora meno soldi, sto valutando se inserire AdSense (la pubblicità testuale di Google) in questo blog.
Punto a sfavore (altrimenti avrei già deciso): credo che i siti internet con pubblicità siano meno seri di quelli senza. Aiutatemi.