martedì 23 settembre 2008
mercoledì 17 settembre 2008
post in differita di quasi 48 ore
Nella fattispecie, dovrei scrivere tante cose su King Kong di Peter Jackson [in onda lo scorso lunediseraprimativucanalecinque - ndgrì] ma talmente tante che faccio prima a sintetizzare il tutto dicendo direttamente che è una pugnetta.
Ma se non altro mi ha aiutato a prepararmi psicologicamente a Il Codice Da Vinci, il filmissimo di lunedì prossimo
ma si chiamano ancora filmissimi?
scritto da grig-io il blogorroico
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22:50
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venerdì 2 maggio 2008
se mai avrò un ricevitore digitale terrestre
ora che ho letto il link, vorrei specificare, anche se sembrerà coda di paglia, che di Queer as Folk me ne frega poco, e di commedia all'italiana e serie USA varie anche meno.
in pratica, ne ero rimasto abbastanza affascinato al tempo in cui era stata lanciata, e con gli spot di questi giorni c'è un ritorno di fiamma, esplosa riconoscendo la protagonista scema di 8 ½ (quella che leggeva i fumetti di Pippo - PIPPO, CAPISCI?? - o comunque mi sembrava lei).
Poi comunque sorgono parecchie perplessità sulla musica lirica, che non mi fa impazzire, sul fatto che sia Mediaset con tutti gli annessi e connessi, sul fatto che se mai avrò un ricevitore digitale terrestre mi servirà anche tempo da spendere davanti ad Iris.
Ok, raccolgo un po' di voglia autonoma di informarmi e apro eMule.
Anche se certo, il tempo mi mancherà as well.
scritto da grig-io il blogorroico
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23:42
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venerdì 11 gennaio 2008
può sembrare, ma la prima frase non è polemica
inteso, da quando ho capito che non era il regista Muccino - anche se scopro che ha diretto alcuni videoclip e nel 2008 uscirà il suo primo lungometraggio.
ma forse ora è il caso di rivalutare il fratello Gabriele.
Di cui ho visto solo "L'ultimo bacio", ma ho una simile considerazione (alta) di "Ricordati di me" e "Come te nessuno mai".
Nota dolente,o comunque non altrettanto positiva, per "La ricerca della felicità". A parte il discorso Will Smith (il quale, dopo Il principe di Bel Air, Indipendence Day e forse qualcos'altro, ha intrapreso una parabola ultradiscendente nella mia classifica di gradimento - può anche darsi che mi sbagli o sia solo un mio pregiudizio, ma mi pare che si sia infighettato esponenzialmente), dallo spoiler su Wikipedia sembrerebbe molto più adatto se si intitolasse "La ricerca dei soldi".
Ma a parte questo, che comunque è opinabilissimo, la rivalutazione di Gabriele Muccino muove da un nome a dir poco scabroso nella sua filmografia da regista: alcuni episodi di Un posto al sole.
Con tanto che il padre Luigi Muccino è un dirigente Rai.
scritto da grig-io il blogorroico
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14:36
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martedì 25 dicembre 2007
Se ti è piaciuto "La Dolce Vita"
e non potendo mancare Paris Hilton, se hai curiosità, la puoi vedere nel secondo quadro di pagina 12 del portfolio.
Ma tu guarda la genialità, compare proprio nella tela che probabilmente ha il titolo più banale.
scritto da grig-io il blogorroico
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23:41
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venerdì 14 dicembre 2007
O__o
A livello trashistico sarebbe qualcosa di sublime.
Per me è un'atrocità.
Quindi ora voglio che vengano indicizzate all'istante le seguenti stringhe:
lo spot natalizio Bauli è melenso
il testo della canzoncina è un luogo comune, perdipiù mal proposto
è Natale e a Natale si può amare di più è assolutamente falso
Babbo Natale non esiste
e neanche le Winx
poi ora sono di fretta, sennò avrei anche scritto volentieri di quanto non bisogna fidarsi del sorriso (presunto) buono che fa Christian De Sica alla fine dello spot Tim natalizio.
Bene bimbi, ricordate che Christian De Sica è quello che ad ogni Natale ci sorbetta il suo cinepanettone. Ed è ovvio che il fatto che puntualmente ad ogni Natale metta le corna alla moglie di turno è giusto un'aggravante.
scritto da grig-io il blogorroico
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21:10
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giovedì 20 settembre 2007
due minuti ben spesi
per un po' di sano divertimento.
[chiedo venia del fatto che la frase può sembrare atrocemente rubata da Settimo Cielo e/o Una Mamma per Amica e/o simili]
Animator vs. Animation, Part 1 direi che è il degno erede di Xiao Xiao, praticamente defunto: il sito esiste ancora, con i suoi otto capitoli - e altro stuff sia originale che contraffatto si trova su eMule - ma il punto è che non ci sono più aggiornamenti da anni.
però, bè, certo, sarebbe anche giusto che l'erede continui a farsi valere: essendo una Part 1 si presume che ci sia almeno un 2, ma sequel autentici non sembra che si trovino, perlomeno con una ricerca sommaria. e vabbè.
e visto che ci siamo, prenditi pure due ore, anzi, una e mezza circa (più altrettanto per i titoli di coda..) per il lungometraggio de I Simpson, la cui unica pecca a mio avviso è l'utilizzo massivo di 3d e tecniche di animazione già usate in Futurama: tecniche le quali sia lì che qui non solo non sono necessarie (tutt'al più, possono velocizzare un po' i tempi), ma anzi vanno a stonare con la fresca semplicità del disegno piatto a cui i gialli ci avevano abituato.
scritto da grig-io il blogorroico
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12:10
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martedì 31 luglio 2007
mentre invece un minuto di silenzio
per Michelangelo Antonioni, che purtroppo conoscevo un po' di più - purtroppo perché lascia un piccolo pungolo di dispiacere.
Voglio ricordarlo con una sequenza che è tanto tremenda quanto perfetta, per chi ne conosce il seguito.
Piero: - Ci vediamo domani. E dopodomani.
Vittoria - e il giorno dopo. E l'altro ancora.
Piero: - e quello dopo. E stasera, alle otto.
E un fotogramma della stessa pellicola e della stessa pregnanza.
scritto da grig-io il blogorroico
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22:25
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[lo stesso giorno]
Requiem æterna
E troppo tardi capisco cosa significhi.
È morto ieri.
Ma io ho all'attivo giusto una mezz'oretta di "Fanny e Alexander" e/o "Sussurri e grida", visto/i annoiato sebbene non lo meritassero, e "Il silenzio" nel cassetto.
scritto da grig-io il blogorroico
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13:39
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mercoledì 11 luglio 2007
[senza titolo]
Pare più che altro un affrontare cose che mi piacciono con un certo piacere profondo, sì, ma anche con un'attitudine da operaio di Metropolis.
scritto da grig-io il blogorroico
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16:57
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lunedì 28 maggio 2007
una piccola curiosità
Ma di tanti artisti che ci sono in giro, Dawson doveva proprio ispirarsi a Spielberg?
Ciò è alquanto sintomatico di una certa sottocultura USA.
Dico, Spielberg.
Si narra che per Shining, Stephen King avesse già scritto da solo tutta la sceneggiatura, e addirittura girato alcune scene. Indeciso tra il realizzare un'opera d'arte e un'opera commerciale, inviò il poco girato sia a Spielberg che Kubrick, chiedendo di farne un piccolo saggio. Solo un errore del postino (e una gran botta di culo per l'umanità) fece in modo che Stephen King vedesse questo quando Kubrick aveva già messo su tutto il set.
Tra l'altro, di Spielberg vorrei rivedere Schindler's List per capirlo con una certa maturità: a 12/13 anni mi era piaciuto parecchio, ma la cosa si commenta da sola, avevo 12/13 anni.
[comunque, mi rendo conto che il link di prima è esagerato, non è Spielberg, è Settimo Cielo un pilino meno formalmente serio].
scritto da grig-io il blogorroico
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19:25
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venerdì 25 maggio 2007
filmsss
[notare che le fiction Mediaset sono pure più bastarde delle Rai perché il patetismo è meno lirico e più verosimile, ed è lì che ti fregano - non te personalmente, spero]
2) pollice verso ai pubblicitari radiofonici di Spiderman III, che per incentivarne la visione non trovano di meglio che sfottere palesemente Pirates of the Caribbean, III anch'esso, con la differenza che quest'ultimo ha la compiacenza di annunciare che è il capitolo conclusivo. Per dirla con un luogo comune che però condivido, i sequel sono solo una toppa, o una toppata. A parte rari casi.
pollice verso alla snobbatura perché non mi pare il caso di innalzare se stessi per azione e reazione smerdando gli altri, azione da un lato vigliacca verso il rivale, dall'altro sminuente verso te, che diventi solo il male minore, e lo diventi di riflesso, per giunta. ma a sto meccanismo ormai credo bisognerà rassegnarsi, dal momento che la sua sistematica messa in pratica da parte dei politici italiani lo va innalzando a standard della competizione. comunque.
pollice verso alla sola idea del confronto tra le pellicole. In cosa osano differire i due film? Non ho visto un secondo di nessuno dei sei lungometraggi(tra primi episodi e sequel vari), ma cosa cambia?
Giusto i costumi, e le scenografie.
La storia è il classico schema attanziale condito di eroismo (e a volte senso dell'humour) tipico USA, e di pari passo vanno gli archetipi dei personaggi.
Vedo (e credo) Hollywood come la sagra dell'effetto speciale.
E in quanto tale, tra cinquant'anni vedremo Il Signore degli Anelli la domenica pomeriggio su Rete Quattro che lo trasmetterà almeno due/tre volte l'anno, e avremo lo stesso sorriso di finta compassione beffarda che oggi abbiamo verso i film con Steve Reeves o John Wayne, o, esempio calzante, i due muri d'acqua de I dieci comandamenti.
scritto da grig-io il blogorroico
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00:13
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giovedì 17 maggio 2007
[senza titolo]
Ma è bello quando succede.
Perdersi così.
Rimanere estasiato di fronte a Luisa di 8 ½ (Anouk Aimee), e alla moglie vocata vermeeriana che sa contrapporre alla donna moderna.
E poi così, per caso, per analogia fisica, ripensare alla artista, l'artista vera, e vorticosa, e reinnamorarmene. Di lei, della sua sfuggevolezza, della sua vorticosità, della sua amabilità anche se forse non saprebbe amare. Anche se a volte penso che ora possa essere diventata giusto una piccola mercenaria infelice.
E infine, l'istantanea. La pallina di gelato mezza sciolta che scivola e accelera nel rigagnolo, a un metro, forse uno e mezzo, dal chiusino.
Sull'ocra ingrigito di paese medievale, una minima scia di rosa fluo e bianco: la consapevolezza di essere arrivato nel posto giusto al momento giusto. E occhio avido si imperna sull'oggetto seguendone e sorpassandone il movimento in una carrellata da camera a mano.
Che, come ogni buona inquadratura, non dura più di due/tre secondi.
E volto la testa proprio prima che fragola e vaniglia cadano nella fogna.
scritto da grig-io il blogorroico
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22:26
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domenica 6 maggio 2007
[senza titolo]
Foto che, tra l'altro, mi serve per uno scherzo, o qualcosa del genere.
* tra l'altro, cercando, mi sono imbattuto in un articolo che parlava di una specie di Ministero della Propaganda USA, un ente che detta lo standard dell'immaginario che bisogna avere degli Stati Uniti dai film di Hollywood, e ne parlava in funzione del film American Beauty.
Critica un po' troppo di parte secondo me, ma a cui comunque dò piena ragione in qualche punto.
Particolarmente interessante, la puntualizzazione sul fatto che la sceneggiatura non dia il giusto peso al fatto che, secondo gli standard USA, il padre di famiglia cacciato dal lavoro (che il licenziamento senza giusta causa è realtà lo dico anche se lo sapete tutti) è un uomo finito: va in depressione perché alla sua età non troverà lo stesso posto e sarà costretto ad accollarsi lavori umili sottopagati e/o deve rinunciare al mutuo per la casa e all'assicurazione sanitaria e/o viene mollato dalla famiglia che, sai com'è, non sempre gliene va di essere trascinata nella parabola discendente.
come disinnamorarsi di nuovo degli Stati Uniti in cinque secondi proprio poco dopo esserne stato un po' intontito di lustrini.
Dunque mi devo ricordare che di buono rimane solo Cupertino, e eventualmente poco altro.
Comunque, nonostante buona parte della costruzione del film venga bella che stroncata da quanto letto (per motivi buoni e non), credo che valga bene la pena di vederlo.
Se non altro (ma sicuramente ci sarà, dovrei rivederlo, il film, perché mi ricordo poco) la strutturazione delle persone, al di là dei personaggi, degli stereotipi o dei finti stereotipi che inscenano, è fantastica.
Tutte piccole storie sporche.
Tutte piccole storie dannate.
Proprio non se ne salva uno.
eppure, come non provargli almeno un po' di compassione?
scritto da grig-io il blogorroico
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23:51
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sabato 5 maggio 2007
un po' sulla falsariga
Si dice: chi ha il pane non ha i denti.
Mica sempre.
Anzi. Solo in Beckett, Fantozzi e simili.
Perché invece spesso chi ha il pane i denti già ce li ha, ed eventualmente i denti crescono, insieme alla fame. E se non ha i denti, avendo il pane riesce a svilupparli e tutto come sopra.
--a proposito di Fantozzi, la volevo scrivere da tempo, ma mi sono sempre dimenticato: povera Milena Vukotic, dalle stelle alle stalle.
E il bello è che l'ho saputo dopo 9 anni che è in carica.
scritto da grig-io il blogorroico
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23:00
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venerdì 27 aprile 2007
Ho visto ben una quasi ora di 300
e non costringermi a ripetere o completare l'esperienza, ché non garantisco di essere responsabile delle mie azioni.
Reazione passionale: ma io dico, tra non più di cinquant'anni i videogame saranno delle interfacce per entrare in Matrix se non addirittura Solaris, saranno dei mondi virtuali alimentati da dozzine di processori da rendering fotorealistici in tempo reale in parallelo, e magari ci saranno anche le patch degli sparatutto che ti permetteranno di crepare per davvero, e con il progresso tecnologico non trovano di meglio da farci che i brillantini??? Dio benedica il lungometraggio di Final Fantasy, che in prima istanza, utilizzava la grafica tridimensionale come mera tecnica espressiva in sé (se poi col treddì ci hanno fatto pure i soliti effetti speciali, e/o la storia e la classica hollywoodata - non conosco Final Fantasy, se non il film e solo per quanto ho riferito - mi spiace per chi ci ha messo la firma nei titoli di coda).
Reazione razionale:
Titolo: il fatto che sia scritto come numero ha rimandi molto più contabili o matematici in genere che non ad altro. non va.
Locandina: quella roba è un messaggio pubblicitario, non una locandina. non va.
Eroismo sensazionalista da americanata: non va. non perché è già visto, che pure è vero, ma perché è banale.
La scena di sesso: DIO CE NE SCAMPI!!! ehm.. non va. non perché è già vista, che non è vero perché è invece onnipresente in ogni film nella cui anche minima sottotrama ci sia una storia d'amore romantico, e tanto onnipresente che, se per puro caso lo sceneggiatore se la dimentica, sta' pur certo che il produttore gliela ricorda. non va perché in tutto il resto del film non si parla minimamente di sesso, e ciò la rende una scena gratuita, inutile, o utile solo agli stessi guardoni che non aspettano altro che due tette che zompano fuori in un qualunque film stile Vanzina. esempi giustificatissimi di sesso sullo schermo (con o senza limiti di buoncostume) sono invece, a parte i porno - è lapalissiano - film come American Beauty, in cui l'attrazione è principalmente carnale, ma anche molte serie televisive americane, dai Griffin a Tutto in famiglia, dove semplicemente il sesso non è considerato tabù, e viene tirato in ballo 1. spesso, 2. non necessariamente con la scena madre del rapporto fisico, ma anche solo a parole, punti che non sono soddisfatti dallo stilema della scena di sesso romantico riproposto da 300.
scenografie: troppo 3D male integrato. non va. perché è male integrato.
casting: greci biondini coi capelli lisci??ragazzino che stringe i denti almeno un secondo dopo aver preso una frustata, che tra l'altro la sferza si ferma molto prima della sua schiena???? non va.
sceneggiatura: già il nero che si ritrova sull'orlo di un pozzo e se ne accorge solo quando sta per esserci spinto dentro dice tutto. non va.
postproduzione: le virazioni cromatiche sono troppe, e/o troppo gratuite. prendano lezioni da Hero. effetto sfocato da atmosfera troppo sognante che al confronto i promo de La squadra sono iperrealismo. i corpi sono troppo luminescenti, e gli addominali sembrano disegnati col pennello sfocato di Photoshop. L'80% del visivo in effetti sembra piuttosto disegnato.
A sto punto, facevano anche quel 20% che mancava e veniva fuori un fumetto animato. Ché almeno sarebbe stato più accettabile.
scritto da grig-io il blogorroico
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18:18
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mercoledì 3 gennaio 2007
visto in giro
..possibile?
scritto da grig-io il blogorroico
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14:39
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martedì 19 dicembre 2006
media
Boldi e De Sica avevano divorziato filmicamente l'anno scorso, e dall'anno scorso gioivo, in quanto le pellicole della fascia di Vanzina per me sono la morte assoluta.
Peccato che pensavo il fatto portasse un danno in meno.
Invece ne ha portato uno in più.
Perché da ora a data da destinarsi le pellicole saranno due.
E già l'anno scorso se non erro ci avevano tirato in ballo qualche piccolo povero indifeso veejey di MTV con mio sommo trauma (peggio di Victoria/Vittoria Cabello quando aveva fatto quella/e fiction). Quest'anno uno dei due ha ripetuto lo scempio, e ha aggravato il fatto trascinando sul set anche un comico serio.
Da sto blog posso dare l'idea di essere un tipo abbastanza depresso o che non ama troppo il divertimento ma non è proprio così, perché di solito scrivo quando non sto bene, e comunque mi piace divertirmi, ma divertirmi per bene. E credevo che Fabio De Luigi fosse di quella fascia che diverte per bene.
credevo.
Non spendo una parola per Claudio Bisio, anzi sì. Per quanto sia affondato con/abbia affondato il mio adorato "Facciamo Cabaret", non lo facevo comunque di così basso livello. Pietà anche di lui.
media 2. televisione
è tornato.
e mi istiga ancora di più alla violenza.
Il jingle dello spot natalizio Bauli.
E mi sembra che quest'anno gli autori abbiano anche inventato una strofa prima del fantomatico ritornello surreale (versione realistica qui).
Strofa che, tra l'altro, dice qualcosa tipo: A Natale puoi fare quello che non hai fatto mai.
La sagra del luogo comune.
[per quello che intendevo io, credo sarebbe stato meglio dire "sagra della frase fatta", ma "sagra del luogo comune" mi suona meglio, e comunque è vero che è anche un luogo comune]
Colgo l'occasione e l'esempio per rimarcare la differenza tra bontà e affettazione.
La bontà è Barilla. o Mulino Bianco (che fa comunque capo a Barilla). Magari ne sei invidioso, ma è l'invidia verso il giusto, è quella che se ti fermi un po' ti fa scoprire che è solo perché sei almeno un po' marcio.
Mentre l'altro, al massimo, ti inculca rabbia cieca. per quanto è altezzoso, e per giunta è altezzoso reggendosi su degli stecchini.
scritto da grig-io il blogorroico
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22:05
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lunedì 21 agosto 2006
cronache degli ultimi giorni part one
Era da un sacco di tempo che non lo vedevo e, se non fosse che sono carampano del libro, forse avrei anche potuto evitare di vederlo. O forse no. Effettivamente credo che sia stata proprio questa la prima volta in cui l'ho guardato con occhi un po' più obiettivi. Non che l'abbia mai elevato a un film cult o fatto chissà quanto bene (anche perché quasi sempre i film trati da libri non riescono a raggiungere la stessa bellezza), ma non credo che prima mi fossi mai accorto del doppiaggio mostruosamente anni novanta e falsato delle ragazzine. Né che la scena di sesso mi stesse tanto sulle palle. Non mi sembra che il libro parlasse mai di sesso, ma tanto, nei film in cui c'è un minimo di storia d'amore (praticamente quasi tutti), la classica scena di sesso-romantico-che-ricalca-l'immaginario-di-una-ragazzina-in-età-adolescenziale è (ahimé) ormai un must. Di cui se ne potrebbe benissimo fare a meno. Tanto più se dalla narrazione filmica i due quasi non si sa se stanno insieme o no.
Vabbè.
Però c'è da dire che la scena in cui Alex, irritatissimo, sclera con la madre che dice "Hai mai visto qualcuno s p i n e l l a r e?" è fantastica e davvero realistica, tanto quanto l'altra in cui i genitori, a metà tra imbarazzo e pudicizia scema, fanno di tutto pur di non dire "preservativo".
Infine, complimenti per la scelta delle musiche (è una figata sentire così tanti pezzi dei Marlene Kuntz spuntare fuori così all'improvviso e sparirsene dietro l'angolo allo stesso modo) e alla buona recitazione di Stefano Accorsi (anche se come attore si vede troppo in giro e la sua immagine sta diventando un po' stantia).
scritto da grig-io il blogorroico
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08:25
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sabato 3 giugno 2006
ieri
Fondamentalmente, i film contemporanei di registi italiani li distinguevo solamente tra: a)Vanzina e simili; b)altri, quelli seri.
E inutile dire che ero molto più interessato ai secondi che non ai primi.
Ma già "Manuale d'amore" di Veronesi, quando l'ho visto, mi ha un po' spiazzato, non rientrando in nessuna delle due categorie e non essendo nemmeno una via di mezzo. E' diciamo una storia (anzi, più di una) seria affrontata però con un approccio più sdrammatizzante.
E, da quel poco che ci ho capito, anche "Il mio miglior nemico" sembra aver preso questa strada. Strada che comunque non mi pare malaccio, nonostante comunque nella mia scala di priorità venga un pelino dopo del filone Le fate ignoranti/Casomai/L'ultimo bacio/L'ora di religione (lo so che il regista -Bellocchio- è di tutt'altra generazione, ma l'attitudine mi pare simile)/eccetera.
Comunque, tra questi due generi non c'è una profonda differenza. Anzi, per quello che voglio dire, potrei accomunarli tranquillamente.
Mi sono accorto che ci sono cose che non mi vanno molto giù, nonostante fossi un carampano del genere.
tipo 1, le sclerate pazzesche. Quella di lei quando ha saputo dell'altra ne "L'ultimo bacio" mi è piaciuta un sacco, ma "Il mio miglior nemico" mi ha fatto accorgere del fatto che scene del genere sono spesso abusate. Abusate perché usate troppo, e a volte, anche a sproposito. In pratica, ad oggi, non sono più così frequenti certe scene d'isteria, quella certa sobrietà di una superiorità altezzosa discreta e bastarda fondamentalmente ha avuto la meglio. Quindi, se è molto più facile, comodo e reale, anche tra amici, non dirsi niente e guardarsi male (figuriamoci tra persone che non si conoscono - ndr), certi urlacci, quando usati impropriamente (spesso), costituiscono solo scene ormai inadatte ai fini del realismo, o solamente luccicanti (come specchietti per le allodole) ai fini dell'interesse dello spettatore.
tipo 2, i ragazzi che piangono. Mi sembra che in "Il mio miglior nemico", a un certo punto, Muccino piangente faccia il suo bravo discorso profondo alla fidanzata (o qualcosa del genere, ripeto che per l'80% minimo del film ho dormito).
Al momento non so/non ricordo se ci sono scene del genere in altri film del succitato filone, ma se ci fossero, mettiamo le cose in chiaro: non sono contrario all'uomo che versa una lacrimuccia (o anche un fiume) e menate pseudomachiste varie, ma se quella scena di Muccino piangente blablablà l'ho vista e capita bene, la cosa mi puzzava un po' tanto di smanceria tipo i Blue quando cantavano: if loving you with all my heart is a crime, then i'm guilty (per favore, risparmiatemi la traduzione). Preferisco di gran lunga il trentenne di inizi anni Duemila completamente incerto e perso riguardo al proprio futuro (tema su cui sono stati realizzati più film da sti registi italiani), completamente smarrito nelle pieghe di sé, eppure non piange (e non per fare il macho).
Comunque sia, non ho una brutta imprerssione di Muccino in generale. Sia chiaro.
2) ieri un discorso tra due conoscenti ha fatto sì che riuscissi a formulare in una maniera migliore di sempre un pensiero che da lunghissimo tempo avevo, e che riporto qui nelle migliori vesti: tutto quanto affidato a mani umane è potenzialmente fallace.
E sia ben chiaro, intendo proprio T U T T O.
Nello specifico, il discorso che mi ha suscitato il suddetto pensiero era riferito all'ostilità di un sacerdote verso un altro, di un'altra parrocchia, più giovane ma, per certi aspetti, palesemente più carismatico.
E la cosa è relativamente comica. Per la serie "predicare bene e razzolare male"..
Ma adesso non voglio mettermi a fare uno di quei soliti discorsi tipo i tanti anticlericali per sport che si trovano in giro.
Perché se volessi fare uno di quei soliti discorsi potrei tirare in ballo argomentazioni più scottanti tipo: il Papa donna (addirittura rimasta incinta - unico motivo per cui è stata scoperto il suo sesso), le non-proprio-casuali parentele di moltissimi papi rinascimentali con le casate nobili, l'Inquisizione, la persecuzione di Galilei eccetera eccetera.
Ma alla fine tutto rimanda al succitato punto: TUTTO quanto affidato a mani umane è potenzialmente fallace. E la sola via d'uscita è un certo buonsenso. Buonsenso che, pure, se fondato solamente sull'uomo, è destinato a fallire anch'esso (presto o tardi, anche a livello inconscio, arriverà la domanda: essere "buono".. ma chi me lo fa fare?)
e purtroppo molti, non solo laici, mancano di un autentico buonsenso.
3) ho visto lo spot di un triciclo che in diverse inquadrature non poteva non ricordare spudoratamente "Shining" di Kubrick (i lunghi piani sequenza dietro Danny che in triciclo scorrazza per i corridoi dell'Overlook Hotel e sopra le sue moquette sixties).
Piccola variazione per il finale della sequenza. Nello spot non ci sono gemelle, né intere né a pezzi.
[oddio che humour nero..]
non so ancora scegliere quale sia il peggiore plagio inutile e perverso tra questo spot e quello della Scavolini con la sola cucina in una scenografia sfacciatamente Dogville.
scritto da grig-io il blogorroico
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10:41
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