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mercoledì 18 febbraio 2009

[senza titolo]

Duffy - Rockferry miglior album ai Brit Awards 2009, sorpassansdo (tra gli altri) Radiohead e Coldplay.
Perché mò basta che l'arte, la bravura, la creatività debbano sempre essere premiate e meritocrazie varie.

venerdì 17 ottobre 2008

[senza titolo]

grig-io, tra le molte altre cose (alcune delle quali magari anche già dette da altri), è quando pianifichi A e B, poi accade C, o Z.


Che, traslitterato, sarebbe che tra male e bene, alle volte può andare meglio

[lo stesso giorno]

sentirsi raccontare una puntata di Voyager lo epura di quell'aura hollywoodiana e pugnettosa e lo rende interessante

mi ci vorranno quei dai-quattro-ai-dieci giorni per metabolizzare il tutto razionalmente e togliere l'alone di panico, o forse per darlo per assunto e banalizzarlo?, ma credo che il mondo finirà il 20 dicembre 2012, e inizierà a finire sette mesi prima.
Ed eventualmente allora sarà avverata quella sensazione che non toccherò i trent'anni, sarà avverata quella sensazione che non avrò una famiglia, anche se a livello ideologico la cosa mi piaceva molto (ma comunque l'idea-ideologia non si è ancora messa d'accordo con gli ormoni),

ma ora d'un tratto il tempo mi pare così poco, per fare ciò che davvero vorrei e come davvero vorrei. 
ma è necessario dover dimostrare qualcosa alla fine del mondo? se questo qualcosa fosse po importante sul serio, dopo non basterà anche solo avere avuto l'idea?

che poi, tra l'altro, andarmene causa fine del mondo è una cosa che non avevo mai considerato fino in fondo; cioè, non avevo considerato che non avrò effettivamente una mia uscita di scena: eventualità che rientra molto nello spirito grig-io per questo suo antieroismo forse anche un po' radicale, eventualità che cozza anche molto con il mio ego.

[lo stesso giorno]

venerdì 17 [ottobre 2008]

un giorno come tanti.


Ha.

venerdì 6 giugno 2008

non sono speciale. cioè, in teoria lo sarebbero tutti ma non in modo così banale

chiusura di un'email catena:

"Proprio adesso-
-qualcuno ti sta pensando.
-qualcuno si sta preoccupando per te.
-qualcuno sente la tua mancanza. 
-qualcuno vuole parlarti.
-qualcuno vuole stare insieme a te.
-qualcuno spera che tu non sia nei guai.
-qualcuno ti è grato per l'appoggio che hai fornito.
-qualcuno vuole tenerti la mano.
-qualcuno spera che tutto ti vada per il meglio. 
-qualcuno vuole che tu sia felice.
-qualcuno vuole che tu trovi il tuo lui/lei.
-qualcuno celebra il tuo successo.
-qualcuno vuole farti un regalo.
-qualcuno pensa che tu SIA un regalo.
-qualcuno ti vuol bene. 
-qualcuno ammira la tua forza.
-qualcuno ti pensa e sorride.
-qualcuno desidera essere la spalla su cui tu puoi piangere."

ma anche no, diciamo?

sabato 10 maggio 2008

proprio nel trattino sta la differenza

titolo alternativo: grig-io vs. Google

il quale ancora non consente di poter aprire l'account di posta elettronica grig-io@gmail.com
il quale ancora non consente di poter aprire il sito grig-io.googlepages.com, dove potrei ospitare file che Blogger in sé non mi consente di caricare (tutti i tipi di file ad eccezione dei formati immagini e video più diffusi)
il quale mi indicizza come grigio qualunque (o forse è l'inverso. fatto sta che, googlando grig-io, prima di me compaiono due/tre risultati relativi al colore. 


Umph)

venerdì 14 marzo 2008

aggiornamenti sulla questione amico?

che da un po' non ne parlavo.

come va?
va che lunedì sera mi viene a cercare in chat, io non ci sono e solo per questo si deprime. Tutto da solo.
Martedì non si fa trovare chattabile lui, e lo becco solo mercoledì, che ha un tono strascicatissimo con la ciliegina del più classico "Cos'hai?" "Niente.".
Ma la cosa diventa lampante il terzo giorno.
Terzo giorno di paranoia nata da nessuna causa scatenante.

Ok che non può stare sereno se non ottiene una cosa che vuole (il mio amore guarnito di attenzioni fisiche e/o sessuali, nella migliore delle ipotesi), ma, cazzo, sti sbalzi d'umore così repentini dal bianco al nero non li capisco (chissà perché... ). Specie se abbinati al suo congenito volerli mostrare come fossero qualcosa da dimostrare. Specie se si abbina il tutto al fatto che non si fida di me per un cazzo (ma non per cattiveria, per una troppa autostima o egocentrismo o proprie convinzioni inconsci) e non mi lascia modo di aiutarlo.
Però intanto l'impressione è che si sia mezzo scaricato la patata bollente su di me.
Che se anche per assurdo dovessi dirgli di sì (cosa che non farò per una serie di motivi che ora non torno a ripetere), storia sa che non si vivrebbe per sempre felici e contenti. Ma per cinque minuti circa, dopodiché, anche se magari si è calmato da quel punto di vista, salterebbero fuori miriadi di cazzi e controcazzi riguardo altri problemi.

sabato 17 novembre 2007

[senza titolo]

viviamo tempi di Casta, di Falce e carrello, di Beppe Grillo, di bravi comici degli anni Novanta che hanno deciso di smettere i loro panni per dedicarsi alla prolifica attività di svelatori di altarini econo-politici, per giunta utilizzando toni da Dan Brown.
Ma al contrario di Dan Brown, qua non si tirano in ballo temi che per qualcuno potrebbero essere balle a priori; qua si parla di fatti estremamente concreti, e di cui le stesse prove sono vere e tangibili, tangibili quanto possono esserlo dei verbali di tribunale o una pagina di Wikipedia.
Ma come per Dan Brown, credo poco in* queste grosse rivelazioni di complotti internazionali.
Se Mulder e Scully avessero davvero trovato prove che, da Roswell in poi, alieni e governo USA e l'uomo che fuma e mr.vattelapesca erano sempre rimasti in contatto per creare degli ibridi, come avrebbero potuto sperare di diffondere la verità? Perfino l'idealismo e il mito del common man che si realizza, così radicati nello statunitense medio, sarebbero serviti a poco.
Ecco.
Figurati quindi in un paese dove il popolino, nonostante i reality show e i V-Day, rimane sempre popolino.
Ma ormai da una parte non c'è nemmeno più spazio per la speranza perversa di un ritorno ad una beata ignoranza; la cosa migliore sembrerebbe fare fagotto ed incamminarsi verso, come minimo, San Marino.


*e ribadisco: in, non a; il mezzo è fallace già di suo; poi, a volte, anche i contenuti.

lunedì 5 novembre 2007

[senza titolo]

morire per cause naturali lungo il corridoio dell'ascensore del parcheggio aperto a livelli della città universitaria, in direzione uscita, da solo, in una mattinata di mezza stagione con un sole leggero che a qualcuno non direbbe niente.

Ok, bisogna dire che oggettivamente suona anche peggio di chi disse "questa è la casa-container dei miei sogni", ma suona affascinante.

Finale alternativo: che poi oggi potesse essere la giornata ideale, bè, è giusto un dettaglio.

domenica 14 ottobre 2007

[senza titolo]

sì, poi comunque dopo le cose anche un po' si risistemano..

cioè, diciamo più che altro che le acque si calmano.
che non è lo stesso.

domenica 6 maggio 2007

[senza titolo]

ma tu guarda se, tra Google immagini e Flickr, mi devo rovinare a tal punto di tentativi vani di trovare una fotografia di uno standardissimo quartiere residenziale della middle-class USA di quelli stile strada bella larga con pochissime auto in moto e che non corrono, marciapiedi spaziosi su cui a qualunque ora del giorno (feriale) un uomo di mezza età fa jogging (ma non lavora?*) saltellando tra chiazze di sole e l'ombra degli alberi, ampi pratini verdi senza recinzioni interrotti giusto dalle righe bianche dei vialetti e, finalmente, le schiere di villette non necessariamente a due piani.
Foto che, tra l'altro, mi serve per uno scherzo, o qualcosa del genere.

* tra l'altro, cercando, mi sono imbattuto in un articolo che parlava di una specie di Ministero della Propaganda USA, un ente che detta lo standard dell'immaginario che bisogna avere degli Stati Uniti dai film di Hollywood, e ne parlava in funzione del film American Beauty.
Critica un po' troppo di parte secondo me, ma a cui comunque dò piena ragione in qualche punto.
Particolarmente interessante, la puntualizzazione sul fatto che la sceneggiatura non dia il giusto peso al fatto che, secondo gli standard USA, il padre di famiglia cacciato dal lavoro (che il licenziamento senza giusta causa è realtà lo dico anche se lo sapete tutti) è un uomo finito: va in depressione perché alla sua età non troverà lo stesso posto e sarà costretto ad accollarsi lavori umili sottopagati e/o deve rinunciare al mutuo per la casa e all'assicurazione sanitaria e/o viene mollato dalla famiglia che, sai com'è, non sempre gliene va di essere trascinata nella parabola discendente.
come disinnamorarsi di nuovo degli Stati Uniti in cinque secondi proprio poco dopo esserne stato un po' intontito di lustrini.
Dunque mi devo ricordare che di buono rimane solo Cupertino, e eventualmente poco altro.

Comunque, nonostante buona parte della costruzione del film venga bella che stroncata da quanto letto (per motivi buoni e non), credo che valga bene la pena di vederlo.
Se non altro (ma sicuramente ci sarà, dovrei rivederlo, il film, perché mi ricordo poco) la strutturazione delle persone, al di là dei personaggi, degli stereotipi o dei finti stereotipi che inscenano, è fantastica.
Tutte piccole storie sporche.
Tutte piccole storie dannate.
Proprio non se ne salva uno.
eppure, come non provargli almeno un po' di compassione?

venerdì 23 marzo 2007

[senza titolo]

grazie a Dio il buon giorno non si vede dal mattino.
(riferimento non volontario, ma comunque obbligatorio)
si può anche vedere a metà mattinata, laddove due/tre ore prima tutto faceva schifo.
Certo, nella giusta logica del random 24:7 il buon giorno si può solamente vedere una volta finito, se si riesce a tirare le somme con una certa obiettività, ma già per adesso direi che va bene.

domenica 4 marzo 2007

post stronzo ma realista

contro le carampane, non la sorgente della citazione (perlomeno, non genericamente contro la sorgente).


Non può piovere per sempre.
Ma finché campi, può darsi.

sabato 24 febbraio 2007

prima perla di saggezza delle 21.30

La storia è scritta dai potenti.

Ma a realizzarla sono i medi.

sabato 20 gennaio 2007

scoloro?

no, semplicemente la tavolozza sembra schiarirsi ultimamente.
meglio così.

giovedì 4 gennaio 2007

[senza titolo]

sto cambiando metodologia di blogorrea.
Da pochi post fiume a molti post minimal.
Ma sempre blogorrea è.
Quindi posso lasciare "il blogorroico" nel nick.
Comunque.
L'ultimo sfogo prima di andare a dormire è un po' in ritardo riguardo il nuovo anno.
a parte previsioni facili e a breve termine che avevo fatto, non credo a cose tipo "sarà un anno buono" o "sarà un anno cattivo" o oroscoperie del genere. Perché parte delle situazioni dipenderanno da me stesso, e tutto il resto è random.
Risultato:
random 24 : 365
e volendo potrei pure fare un filmatino flash come quello a lato (il terzo) moltiplicato per ogni giorno.
per un totale di 8760 faccine random.
potrei.

sabato 9 dicembre 2006

l'ho sempre saputo, ma mi sono reso pienamente conto

solo pochi giorni fa che il grig-io spesso è complicazione.
Con un esempio abbastanza pratico.
Prendi una persona che abbia un certo senso morale, che chiameremo bianco, a cui aspira.
Il fatto stesso di essere umano gli impedisce di riuscire in tutto e per tutto in ciò che vorrebbe per il proprio senso morale, si tinge di nero (delle azioni che non avrebbe voluto compiere), e il risultato è grig(-)io.
Prendi invece la possessione demoniaca, ammesso che esista (nonostante molte volte ci siano stati errori di diagnosi.. comunque non di questo voglio parlare).
E' -credo- l'esperienza maggiore di nero che un umano possa fare.
Ma, per quanto possa essere un'esperienza tremenda, il soggetto non è responsabile delle proprie azioni, e può essere liberato con un rito (che per alcuni - tipo il regista di Constantine - potrebbe sembrare meccanico, ma non lo è) il quale lo riporterebbe al bianco.
E a tempo indeterminato, se non fosse per le complicazioni delle vie di mezzo.

spero si sia capito che non volevo scherzare con il fuoco, se dovessi aver dato questa impressione.

domenica 25 giugno 2006

Lavori in corso

Non so se dare un po' una sistematina al layout generale del blog, ma sicuramente debbo dare una messa a posto; prossimamente gli "spazi fissi con aggiornamenti random" della colonna di destra saranno estensibili (cliccando sul titolo si apre tutta la lista) e, meraviglia delle meraviglie, sto organizzandomi per fare tutti i link così

grig-io il blogorroico

ché sono tanto carucci.
Quindi se vuoi una qualche immagine particolare da mettere nel rettangolino-ino-ino sulla sinistra del bannerino, fammi sapere.
thx
Credo che domani scriverò qualcosa di concreto, le ultime 24/36 ore sono state alquanto stimolanti per potenziali post.

Nota: l'immagine del mio bannerino rappresenta le "barre" televisive riportate in scala di grigi.
Non che abbia un senso, ma non ho pensato a niente di meglio. Forse uno ying-yang con un divieto sopra. Ma diciamo che è un po' un'arma a doppio taglio. L'incomprensione è SEMPRE in agguato dietro l'angolo. E vabbè allora la spiego adesso:
diciamo che la teoria dello ying-yang (bene e male sono equivalenti, nel bene c'è un po' di male e viceversa) la posso condividere - ma con molte riserve.
Bene e male non sono equivalenti, non c'è mai un equilibrio, specie sulla Terra; oltre, confido che una delle due parti sia più forte.
La piccola grande affinità che posso trovare tra me e la teoria ying yang è nella coesistenza di bene e male, ma che a mio avviso esiste solo nell'uomo terreno; uomo che comunque non è bene con un po' di male o viceversa, perché è uomo con bene e male in misure assolutamente random per fattori di individualità e contesto spazio/temporale. Bene e male, bianco e nero, così separati nel mondo trascendente, sono campo di battaglia nell'uomo (e tra gli uomini) che, guarda caso, essendo indivisibile, risulta grigio. Con o senza trattino.

mercoledì 14 giugno 2006

devo dire un mare di cose

ieri sera, impegno da un amico a cui - diciamo - dovevo un favore. Non è proprio così ma tagliamo corto.
SMS per avvisarlo che tardo di un po',
ma intanto prepara il necessario così perdiamo meno tempo.
più o meno.. preparativi finiti in un orario imprecisato tra le undici e mezza e mezzanotte.
Una mezz'oretta prima:
Hai un orario di rientro?
No.. basta che non torno a casa alle tre.
Due e tre quarti.
Diciamo che era abbastanza disorganizzato, e la cosa ha influito parecchio sul corso degli eventi.
Ma non posso dire che, almeno per un aspetto, non mi sono divertito. Anzi, quell'aspetto mi ha fatto proprio spassare.
Quindi ora sto crepando di sonno ma almeno sorrido un po'.

Sempre ieri sera, ma non riguardo al succitato contesto, pensiero sulla stessa linea di un post di qualche tempo fa:
tutto potenzialmente può concorrere al peggio.
Non è lo stesso che dicevo di là (Tutto quanto gestito da mani umane è potenzialmente fallace), perché la frase più vecchia è incentrata sulle persone e proprio per questo è sicuramente vera (la "stronzaggine", riprendendo un termine coniato dal professore che mi ha spinto a questo pensiero, è innata nell'uomo); la frase più nuova è incentrata sugli eventi esterni, legati all'uomo o meno, e non sono sicuro che possa essere del tutto vera, la parte razionale di me dice che il corso degli eventi non può avere una assoluta tendenza al male o al bene, e che quindi tutto concorrerebbe al peggio solo per chi vede il bicchiere mezzo vuoto.
Ma che la cattiveria di fondo è insita nell'uomo, sia ben chiaro, non è una visione pessimistica.

Il rincasare tardi di stanotte ha suscitato un'altro predicozzo materno.
E' innegabile che avesse ragione (ma d'altronde, come potevo tornare prima se c'era da fare e non potevamo rimandare niente?), ma quel tono polemico stile primissimi-anni-duemila-quando-io-ero-nel-pieno-scazzo-tardoadolescenziale-e-ogni-polemica-con-mamma-era-una-guerra se lo poteva risparmiare.
Qualcuno potrebbe obiettare: Ma non potresti essere anche tu che in questo periodo hai una sensibilità piàù vicina a quattro/cinque anni fa? Risposta: No.. la parte mia già la compio cogliendo al volo le provocazioni e irritandomi. Risposta seria: Non credo, mi sembra proprio sia in corso un cambiamento di modi in mia madre ultimamente.

TV stamattina: da stasera parte l'ennesimo programma futile che regala 500.000 euro.
Non capisco se è sintomo dell'avidità umana, o piuttosto se è sintomo della crisi economica generale. Ma mi sa la prima, la seconda è raprresentata meglio dal fiorire di agenzie creditizie.
Comunque, come sono lontani i tempi di Ok il prezzo è giusto, dove il premio finale era di tutt'altro ordine di grandezza, e se alla ruota acchiappavi il 100 al primo colpo ti davano un milione di lire (solo un milione di lire, diremmo oggi).

TV stamattina 2: su Canale 5, un film americano di media fascia, probabilmente familiare ma più indicato per i bambini.
Scena: un padre spiegava al figlio con un pesantissimo senso del dovere cosa doveva essere la guerra rituale che i ragazzini di una sponda del fiume ogni estate combattevano con quelli dell'altro versante. Che dovevano assolutamente vincere perché bla bla bla bla bla "non era solo un gioco" bla bla bla bla bla.
E che menate.
Tradizioni di sto genere sembrano essercene un fottìo negli Stati Uniti. Ma penso se ne sia perso un po' il senso.
Perché, per fare un esempio, se io fossi nato negli USA - ma mi sentireri un po' come una mosca bianca a non andare al ballo di fine anno. Non me ne frega niente del ballo e l'abito elegante e il fiore al polso di lei, ma penso che sarei guardato un po' strano dalla maggior parte della gente.
Oppure, le corse di carrettini fatti in casa. Sono un amore, ma mi sembrano troppo istituzionalizzate per poter essere ancora piacevoli.
Ma penso che il peggio sono le giornate padre-figlio. L'apoteosi del buonismo tenuto su con gli stecchini: relegare (o dover ricreare) in un giorno all'anno il meglio di un rapporto di una vita.
(Peggio di quelle storie di divorzi che, se l'affidamento lo ottiene la madre, il padre può vedere i figli per due ore alla settimana.)
Viva Jackass, un po' d'irrazionalità ancora non standardizzata.

TV ieri sera: le presentatrici del Festivalbar, non so se per imperizia dei microfonisti o per quali volontà sensazionaliste di un qualche autore del programma, strillano costantemente. E non se lo possono permettere. Hanno delle punte di stridulità assurde.
E il mago Forrest sembra si stia affettando.
(con un programma del genere c'era da aspettarselo, ma da un conduttore del genere, mai.)

Molto probabilmente stanotte ho avuto uno wet dream.
Cioè, senza il "molto probabilmente", a giudicare dal risveglio (faccia laeggermente abbastanza schifita)
Li detesto.
Specie quando sti infami lanciano il sasso e nascondono la mano, e la mattina seguente non ti ricordi nemmeno di aver sognato.

mercoledì 7 giugno 2006

oltre al danno, la beffa, e la beffa, e la beffa..

stamattina improvvisamente vengo chiamato dalla sede universitaria (20 km da casa circa) ove, per motivi relativamente futili ma più o meno inderogabili, devo andare entro le ore 13. Non avendo biglietti dell'autobus né auto a disposizione, mi tocca aspettare il rientro della prima auto che capita, che non avverrà prima delle 12 circa. Intanto preparo il pranzo e, tra una cazzata e l'altra, parto di casa alle 12.30 circa - e entro un'ora voglio tornare a casa per restituire l'auto a chi ne ha più bisogno di me nonostante dica che comunque si può organizzare in altro modo.
Arrivo in università e il motivo futile era già andato via da un pezzo con la diretta responsabile che aveva detto sarebbe stata lì fino alle 13, ora in cui sono arrivato io (spaccando il secondo).
Ok.
Torno a casa scegliendo la strada che avrebbe preso il mio familiare a cui dovevo restituire l'auto (intanto ne aveva presa un'altra) per scambiare le auto ed evitare eventuali incartamenti. Naturalmente, non ci incrociamo lungo la strada.
Arrivo a casa, 13.45 circa, e c'è un'auto in più. Ma il familiare è sicuramente partito.
E di questo mi viene data conferma da un altro familiare che aggiunge che c'è stato anche qualche litigiazzo per la questione auto..
Perdo tempo fino alle 14.10, dopodiché mi avvio verso la fermata dell'autobus dove, dopo 5 minuti, spero passi il mezzo che mi riporti in sede per una lezione - la speranza è dovuta al fatto che la corsa è segnata come "scolastica", e credo che al momento siano molto poche le scuole ancora aperte. nota: i biglietti li ho avuti alle 12 circa.
Alle 14.25 circa, convinto del fatto che la suddetta corsa già fosse stata soppressa per l'estate, con un certo malessere vado a ri-prendere l'auto (il malessere era dovuto al non voler sprecare tanta benzina, ma d'altronde l'autobus seguente sarebbe passato trtoppo tardi).
E guarda caso l'autobus passa proprio mentre, con l'auto, sto uscendo dal cancello di casa.
Ok.
Arrivo in università (per la seconda volta) puntuale alle 15, se non un attimino prima, e lezione è praticamente saltata.
Ok.
E per aiutare in un lavoro una mia amica che si trovava là, mi ritrovo a casa alle 17.30.
Non troppo ok.
E' solo l'ora che a non essere ok, non l'aver aiutato questa mia amica. Anzi.
Ma non penserai mica che..

In definitiva:
come dicevano Patty e Selma in un fumetto dei Simpson (discreta operazione commerciale che ballava tra -pochi- picchi di altissimo livello e -molti- picchi di livello infimo):
Patty: La nonna diceva sempre "Le disgrazie vengono a coppia"
Selma: "A tre", Patty! Diceva "a coppia" solo perché non riusciva a pronunciare "tre" senza dentiera!
[...]
Forse la nonna intendeva dire: "Le disgrazie vengono in multipli di tre".
Oppure, classica situazione da grig-io: quando fai una previsione su uno o più eventi, tra bene e male, la realtà prende sempre la terza strada. Che, in certi casi, tra bene e male, è peggio.

Visto che ormai sono in tema, ieri, altra situazione grig-io, di cui tra l'altro, mi compiaccio alquanto: era il 06.06.06, o anche 6.6.6, e non è successo niente di che.

Nota: nonostante il titolo, non sto in scazzo.