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martedì 24 giugno 2008

[senza titolo]

sarà un caso che la la partita con cui nazionale italiana di calcio è tornata a casa dai campionati europei è l'unica che ho visto per addirittura cinque/dieci minuti*?
tra l'altro, quel poco che l'ho vista è bastato per accorgermi che parte del pubblico cantava "PO PO PO PO PO PO PO".


*non sono così estremista come può sembrare, è solo che non mi interessa e quindi, se posso, evito.

sabato 7 giugno 2008

pensiero scritto in differita # 1

se l'Italia viene fatta secca agli europei presto e/o in malo modo, magari c'è qualche speranza che qualcuno se la pianti a dire "Italia campione del mondo".

domenica 9 luglio 2006

finalmente torno

a postare, dopo qualche giorno durante i quali del blog ho curato solo un po' il layout e la struttura in generale.
Dunque.
Eventi particolari dei passati giorni:
venerdì, cena con un po' di gente che conoscevo poco e che, dopo quella cena, mi spiace moltissimo sapere che la rivedrò così difficilmente.
Da quelle che un tempo sembravano facce da, alla sosia della giornalista, alla tipa dalla faccia rossa.
Quanto castra il pregiudizio.

due notti fa ho di nuovo sognato di volare.
Sarà almeno la terza volta, considerando anche quando ho sognato che ero morto ed ero una qualche sorta di spirito/anima/fantasma..
Basta solo saltare con un certo slancio particolare. ed è bellissimo.

ieri, litigio assurdo all'ennesima potenza in famiglia, e io che non c'entravo niente e volevo solo fare da paciere ho lanciato un urlo come non mai a casa, e forse nemmeno quando sclero da solo. E per la restante mezza giornata sono quasi rimasto in stato di semi-incoscienza.

chiusura: volevo scrivere qualcosa tipo "e brava Italietta del pallone", o "ora posso fregarmene un po' più di veline, dolcegabbani e servizi gossippari di Studio Aperto."
Ma il pensiero più grande (e cazzaro) va a dave.
In secondo luogo, alcune piccole meditazioni
su come il finale di qualcuno (Zidane) sia coinciso con la finale, e come non sia stato un lieto fine. Non per il risultato della squadra, per essersi fatto espellere (tra l'altro, curiosità, autore e vittima del fallo sono stati gli unici autori di gol nei tempi regolamentari)
su come la vittoria ci è giunta proprio per mano (in senso figurato, non voglio scrivere "per piede") di chi ci aveva castigato agli europei di due anni fa.
e su come pensavo che la rivalsa morale da quel gol all'ultimo di Trezeguet l'avessimo avuta completamente con gli ultimi due minuti di Italia-Germania
su come spero nessuno riparli di amnistia per i recenti scandali del mondo calcistico
su quanto sto parlando di calcio nonostante quest'anno non abbia visto una-partita-una dei mondiali (e nemmeno questa) e nonostante non me ne freghi molto del calcio
su quale tormento sarebbe vivere in una metropoli (o anche appena più al centro della mia città) con la voglia di dormire che mi ritrovo ora.

domenica 2 luglio 2006

due pensieri

uno.
titolo, o-scene da un matrimonio (quello di ieri).

- alcuni invitati, a quanto pare abbastanza disinibiti, intascano le bomboniere di grig-io e amici (grig-io era uscito qualche minuto lasciando la propria in custodia ai suddetti; quando questi l'hanno raggiunto, i simpaticoni hanno agito).
Non contenti, gli stessi, o altri, hanno veduto di portare a casa anche le bomboniere del tavolo degli sposi.
La miseria umana mi fa sempre più pena.

- che coglioni Billie Joe Armstrong.
Non so, o la voce si è sparsa, o altra gente ha notato solo ora che a volte mi piace vestirmi ska (pantaloni e caravatta neri, camicia a mezze maniche non necessariamente bianca) e mi associa col primo pupetto che hanno visto in tivì. Non è che effettivamente il cantante dei Green Day mi stia antipatico [anzi, diverse loro canzoni mi piacciono, nonostante i fanatismi delle dodicenni che se dici loro "Dookie" non sanno manco cos'è], ma non voglio passare per quello-che-si-veste-come-il-VIP, specialmente se indossavo la cravatta nera prima di Avril Lavigne, e Billie Joe l'ha scoperta molto dopo, in concomitanza con il nuovo look facciale alla Robert Smith [il cantante dei Cure - ndgrì]
La soluzione sarebbe nella sottile differenza tra il vestire ska e il vestire elegante, ovvero, la giacca. Che pure ci avrebbe fatto la sua bella figura, ma con questo caldo proprio non esiste.
Ciliegina sulla torta, dopo il matrimonio sono uscito un po' e, passeggiando, sento un tizio dire "..come sto ragazzo, non può essere serio a fare sesso.." o qualcosa del genere.
Non so assolutamente a chi si riferiva, ma lì per lì ho sentito un po' di coda di paglia o chicchessia, e l'ho fissato per un po', continuando a camminare, finché non l'ho sorpassato.
Per la serie "Guarda che sesso potrei farne, o forse effettivamente ne faccio, molto più di te" [ed è vero, se uno riconosce che il sesso può essere anche fatto da un numero intero di persone inferiore a due ^.^]


due.
Quando parlavo di Dolce & Gabbana, l'altro giorno, ho dimenticato di parlare di questa importantissima immagine.
Purtroppo, non ho trovato proprio la stessa immagine che tormentava le stazioni della metropolitana della città della notte bianca, ma questa è abbastanza simile.
Ebbene, un tale carnaio frigido non credo di averlo visto dai tempi del video di "The weekend" di Michael Gray.
Corpi molto più a-sensuali di una poupée di Hans Bellmer, molto più oliati-lucidati che non propriamente sudati, completamente spelati se non per il cranio, e pulitissimi del benché minimo granello di terra o filo d'erba di un campo da calcio.
La nazionale.
apoteosi del buongusto (ironia ironia ironia), gli slippini bianchi con il tricolore.
e finalmente parlo di calcio.
60 milioni di commissari tecnici tranne uno.
è sempre stato, e con i mondiali la cosa è ancora più lampante.
Non ne ho visto una-partita-una.
Ma non per estremismo, beninteso. Giusto perché non me ne frega molto, e non mi è mai capitata tra i piedi in modo inevitabile, e non sono il tipo che "almeno ai mondiali" mi interesso di calcio, mi pare affettazione o una sorta di voler fare bella figura. Comunque, dovrei fingere-di senza che ciò porti al minimo bene di qualcuno.
Ma la cosa che più non sopporto è che tutti - e dico tutti - quelli che hanno modo di farsi pubblicità debbano etichettarsi con i campionati mondiali di calcio, da Mario l'elettrauto che ha fatto la quinta elementare alla Coca-Cola che sponsorizza tutto.
A proposito, non so se capirò mai perché la bevanda con le bollicine e il McDonald's siano i primi sponsor di praticamente qualunque mondiale e/o olimpiade. Laddove, specie il re dei fast food, tra panini fritti che rasentano i 300 grammi e ciambelle stile Homer Simpson, non sembrano prodotti troppo affini a chi fa sport a livelli agonistici.


terzo pensiero, scusa ma non riesco a contenermi alle volte.
Al tiggì si parlava del mega rave che c'è stato stanotte in quel di Bologna, e il giornalista di turno ha citato uno striscione visto in quel frangente.
Striscione che chiede al cielo di essere vendicato (leggi massacrato, ucciso a colpi di arma la più terribile) dalla logica. Cito più o meno alla lettera:
"Giusto o sbagliato, non è reato"
ora,
CHE CAZZO VUOL DIRE???
Mi spiego.
A prescindere dal fatto che sono contrario alle droghe, anche quelle dette leggere [comunque rovinano fisicamente l'organismo, specialmente la mente, e non dirmi che non è vero perché ho una prova vivvente - lo ammette lei stessa che le canne le hanno fumato il cervello], e a liberalizzazioni e affini [la maggior parte delle volte il divertimento punta alla trasgressione in sè, non a un quantitativo numerico], comunque posso capire che ci siano delle persone a cui piacciano [è normalissimo, io stesso ho avuto qualche occasione sporadica di fare dei tiri di canna, e ad essere sincero mi è anche piaciuta molto, ma quando mi sono reso conto che era la stessa roba che altra gente chiama droga, e che se mi fossi lasciato prendere la mano avrei danneggiato corpo e mente e me stesso], e quindi potrei capire - ma non condividere - slogan del tipo "Giusto o sbagliato, continuo a farmi le canne".
Ma "Giusto o sbagliato, non è reato" è un controsenso assurdo senza via d'uscita.
Sbagliato è un sinonimo di reato, anzi, forse, qualcosa di "sbagliato" è molto più grave di un "reato". E allora, se già tu, autore dello striscione, poni come base che potresti stare compiendo uno sbaglio, come puoi dire che non è un reato?
[Mi sono espresso male, spero che capirai cosa intendevo.]
Questa è più grossa del sillogismo di Fabri Fibra (mi sembra) allo stesso tiggì: "So rappare bene perché è l'unica cosa che ho mai fatto".

martedì 23 maggio 2006

Pranzare alle ore 15.00 circa non è il massimo

ma giusto per la programmazione televisiva di quel momento.
Rai Uno, qualcosa.
Rai Due, L'Italia sul due.
Rai Tre, Giro d'Italia.
Rete Quattro, Attacco allo Stato.
Canale Cinque, Uomini e Donne.
Italia Uno, Una mamma per amica.
La Sette, qualcosa.
MTV, fruscìo, disturbo e TRL.
Le emittenti regionprovinciali non le guardo per niente.
Rai Uno, qualcosa che non cattura all'istante e quindi non è un prodotto televisivo, cosa di cui -stranamente - ai pasti, ho bisogno per non pensare troppo.
Rai Due, a L'Italia sul due si parlava di Erica - per capirci, quella di Erica e Omar, ormai etichettata così alla stregua del piccolo Samuele - e il discorso non sembrava malaccio. Ma quando mi sono accorto che è quella trasmissione che fa domande da due sole possibili risposte, e che due domande tipo potrebbero essere "E' giusto rimpatriare i clandestini?" e "Sei pronto per la prova costume?", non ho saputo tenere lontana la mano dal telecomando.
Rai Tre, Giro d'Italia. Non vederlo non significa non volermi interessare. Perché un mio eventuale appassioinarmi al ciclismo agonistico dovrebbe basarsi anche su altro, direi.
Rete Quattro, Attacco allo Stato. Non mi piacciono le fiction. E a mio avviso le più pericolose sono quelle che ricostruiscono fatti storici, o vite di personaggi storici, fatti e personaggi inevitabilmente romanzati, melensi. E, in quanto fiction, sensazionalisti.
Canale Cinque, Uomini e Donne. Diciamo solo che dovrei (intra)vederlo (tra lo zapping) più spesso. Perché almeno non rimango traumatizzato dai progressi compiuti nel processo di marmottizzazione di chi sta sul palco o ad esso ha accesso. chi sta sugli spalti invece tende a diventare una merendina, credo.
Italia Uno, Una mamma per amica. naaa.
La Sette, qualcosa per cui vale quanto già detto per Rai Uno.
MTV, fruscìo, disturbo e TRL. Del fruscìo e del disturbo me ne potrei anche fregare. Se non fosse che è TI ERRE ELLE. e queste tra lettere oggi significano qualcosa di molto diverso da quando Marco e Giorgia presentavano Nuvole Rapide dei Subsonica. Credo cinque ani fa. Cambiamenti - il mio e del programma - che hanno viaggiato in direzioni opposte.
Italia Uno, Una mamma per amica.
E è pure andata bene.
Ho scoperto che la figlia ha un padre, e la madre un (evidentemente) ex marito. E anche una sua certa simpatia a mio avviso davvero divertente [la madre, intendo] quando è ironica e fa - parafrasando dave - del politically incorrect il suo punto di forza.
Nonostante sia doppiata da Giuppy Izzo.
Comunque, ogni puntata del serial non potrà mai non essere ai miei occhi, anche per un solo motivo uno, fonte di stupore e sgomento.
bye. Se mi va più tardi o stasera posterò pensieri di ieri sera nel letto o del pre-pranzo in autobus.