___email, Skype e Live Messenger: grig-io [at] libero.it; NOTA: SE MI AGGIUNGI COME CONTATTO SKYPE, AVVERTIMI: non avendo nessun contatto, mi connetto molto di rado ;)
Visualizzazione post con etichetta pensieri strani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensieri strani. Mostra tutti i post

giovedì 12 marzo 2009

[senza titolo]

dire di sentirsi [sentirsi, perché poi magari è solo un'impressione - non indolore, ma sempre impressione] cadere è troppo facile, e troppo facile sentirsi rispondere di rialzarsi, che -mi spiace pure dirlo - ma sta diventando un mezzo luogo comune, una di quelle cose che sembra scontato pensarle e crederle mentre le si dice.
un termine come rotolare, invece, già preclude una semplicità di rialzarsi, e una semplicità di fermarsi (che poi, anche uno che cade, proprio perché cade, non è caduto e quindi non può direttamente fermarsi o rialzarsi), ma rimanda ad un immaginario comico/buffonesco di stampo cartooniano o di fumetto.
mentre invece, dire di sentirsi cadere per le scale, o rotolare per le scale, che a questo punto è lo stesso, risulta molto più indicato.

venerdì 17 ottobre 2008

sentirsi raccontare una puntata di Voyager lo epura di quell'aura hollywoodiana e pugnettosa e lo rende interessante

mi ci vorranno quei dai-quattro-ai-dieci giorni per metabolizzare il tutto razionalmente e togliere l'alone di panico, o forse per darlo per assunto e banalizzarlo?, ma credo che il mondo finirà il 20 dicembre 2012, e inizierà a finire sette mesi prima.
Ed eventualmente allora sarà avverata quella sensazione che non toccherò i trent'anni, sarà avverata quella sensazione che non avrò una famiglia, anche se a livello ideologico la cosa mi piaceva molto (ma comunque l'idea-ideologia non si è ancora messa d'accordo con gli ormoni),

ma ora d'un tratto il tempo mi pare così poco, per fare ciò che davvero vorrei e come davvero vorrei. 
ma è necessario dover dimostrare qualcosa alla fine del mondo? se questo qualcosa fosse po importante sul serio, dopo non basterà anche solo avere avuto l'idea?

che poi, tra l'altro, andarmene causa fine del mondo è una cosa che non avevo mai considerato fino in fondo; cioè, non avevo considerato che non avrò effettivamente una mia uscita di scena: eventualità che rientra molto nello spirito grig-io per questo suo antieroismo forse anche un po' radicale, eventualità che cozza anche molto con il mio ego.

sabato 9 agosto 2008

nato da un'espressione impropria

cosa sarebbe, inserire nelle proprie ultime volontà (che non sono effettivamente ultime, ma dopo le ultime), quella di avere un tatuaggio.

mercoledì 16 luglio 2008

sì, comunque da certi momenti ci si può riprendere perfino alla Grande, ma non di questo voglio parlare, anzi avrei voluto riprendere con altro ancora

una giornata dura.
ma conclusa con un pareggio a dir poco, e con molto poco merito mio, a dire il vero.
una giornata dura.
giornata di particolare spossatezza da una settimana di sonno insufficiente e di sospetti di avere una febbre da stanchezza da sonno
giornata di particolare lavoro intenso
giornata di non vedrei l'ora di andare a dormire e di tempi dilatatissimi che allungano quintali di impegni irrimandabili
giornata di cadute
e di gente che mi ha teso la mano
e che volendo aveva anche il diritto di avermi lasciato lì a marcire, e/o arrabbiarcisi su

e si rincasa
e lo svincolo della superstrada, quello di cui la prima volta che ho visto "Colline" di Windows XP ne era un deja vu ma più autentico, che non l'avevo mai visto di notte, una duna immensa nera di ombra di notte che non è nero, stagliata su un cielo di notte che non è blunotte, in questa notte di luna luminosa quasi piena
e i cosini catarifrangenti giallo arancio ai lati della carreggiata che salutano e sorridono passando coi fari abbaglianti
e i lampioni giallo arancio pesca fascinanti come quando attraversi di notte in treno o in bus un paesino deserto e senti di rubargli il Silenzio
e quset'aria di provincia che sembrerebbe quasi una periferia immensa
che non sia questa gioia vera, quella che nemmeno puoi capirla né goderla ma hai la sensazione che dire "una giornata chiusa con un pareggio" è dir poco?

mercoledì 25 giugno 2008

[senza titolo]

goccia a goccia sale l'impressione che chi mi sovrasta al lavoro controlli la mia postazione computer in toto con mezzi che non consideravo. 
Naturalmente, se questo è vero, potrebbe scoprire l'identità di grig-io e la cosa non mi fa fare salti di gioia, ma alla fine è una persona molto professionale (nel senso che il suo interesse primo nei rapporti col sottoscritto è/sarebbe la professione, indi etichetta/etichetterebbe come "produttivo" e "improduttivo" fregandosene delle sfumature della seconda categoria) e tiro innanzi abbastanza tranquillo. Abbastanza.

Anche se comunque, se quanto scritto sopra fosse vero, non mi tornano alcune cose, tipo
1) che abbia detto: "ho gli occhi anche dietro la nuca, e se/quando non lavoriamo vicini, non posso tenerti d'occhio"
2) quella volta che mi accusò di utilizzare il computer aziendale per lavori personali (in realtà alcuni miei file ci sono passati davvero, ma sottolineo che erano tutti progetti assolutamente fini a se stessi, con referente me medesimo e quindi agli antipodi della retribuzione, e l'unico che ho tentato di processare - ripeto, tentato - l'ho tentato di processare in background)
3) quella stessa volta, che mi disse pure che sarei abilissimo a cancellare le tracce (non so andare oltre il Vuota cestino e il Cancella cronologia, dati che per un informatico dovrebbero essere una bazzecola da recuperare se ce ne fosse il bisogno)

mah, o sono suoi tentativi di depistaggio (credo sia una persona che sa muovere molto bene certe corde psicologiche) o miei film in testa.

martedì 3 giugno 2008

se non "è solo un periodo"

forse sono una primadonna e debbo ancora scoprirlo (e/o sto iniziando a scoprirlo).

e non mi pare una gran cosa.

mercoledì 28 maggio 2008

storia ciclica, storia non ciclica

ieri sera, manco a dirlo, si ripropone uno scenario ancor più simile a questo, che quasi lo ricalca.
quasi.
anche perché
1) ho provato a turarmi le orecchie - ma disteso sul letto, magari voltato da una parte e/o rigirandomi, era un po' alquanto scomodo tenere le braccia bloccate così
2) passato il quarto d'ora richiesto (e forse di più), e passati tre volte i dieci minuti di proroga, sono andato a dormire sul divano.
Contrariamente alle mie aspettative, non sono cascato per terra tantomeno spaccandomi la testa sul bordo del tavolinetto adiacente al divano. Mentre invece le mie aspettative avrebbero dovuto considerare i postumi di acciacchi e l'avere ancora sonno.

sabato 24 maggio 2008

[senza titolo]

Direi proprio che mi piace l'erotismo sottile, ben ponderato.
(Alcuni esempi, magari anche fin troppo facili.
Ma è normale che mi piaccia giusto per l'aspetto cervellotico della questione, e non mi ecciti (solitamente, perlomeno)?

mercoledì 21 maggio 2008

missione:

che tre persone se la passino bene più o meno come ora, o meglio, l'estate dell'anno prossimo
essere io ancora vivo l'estate dell'anno prossimo
ricordarmi
e
scrivere un post probabilmente acido ma sicuramente realista.

sabato 10 maggio 2008

a tutti gli assassini eventualmente collegati dall'altra parte

almeno, concedete l'ultimo desiderio a chi avete preso di mira.
(Perché, tipo, io lo pretenderei.)
(Che poi sia abbastanza irrealizzabile - ma non sul piano di vista tecnico - è una bella gatta da pelare.)

mercoledì 23 aprile 2008

[senza titolo]

mi sa tanto che da qualche mese in qua ho nel cervello - nel sensore dello stress - o direttamente nei nervi, una bomba ad orologeria innescata a tempo random, che ogni tanto dà pure qualche avvisaglia.

sabato 19 aprile 2008

[senza titolo]

mi sento oppresso.
da non si sa che.
o da fin troppe cose.
tutto, o quasi, in questo momento mi disturba.
ho molti "devo" in cantiere.
e ancor più "vorrei".
e non un briciolo di voglia di fare anche la benché minima cosa.
fosse possibile, mi spegnerei* pacatamente su questa sedia a questo computer restando col busto eretto, senza neanche fare lo sforzo di cadere, tantomeno quello di raggiungere il letto.


*leggi "mi metterei in standby"

giovedì 20 marzo 2008

uno dei tanti pensieri legati ad amico?

uno dei tanti pensieri legati ad amico?, e che mi è tornato in mente poco fa durante l'ennesimo non-dialogo che abbiamo avuto, è che diverse volte me lo sono immaginato, d'un tratto, scattare e gettarmi contro, con fare abbastanza epico, le parole di Teorema di Marco Ferradini.
(non voglio commenti riguardo la trashcomicità della cosa)
la canzone più malintesa di tutta la storia della musica pop italiana.
Perché alla seconda strofa che viene riassunta dal "chi meno ama è più forte si sa", che oramai tutti scemamente prendono come oro colato, segue immediatamente il "No, caro amico, non sono d'accordo, parli da uomo ferito".
Ecco.

venerdì 11 gennaio 2008

delurking day 2008

per alcuni è stato il 9 gennaio, per altri un giorno random (o anche tutti) dal 10 al 13.
sticazzi, se tanto qua parlo da solo.

Giuro che non dico questo per fare la vittima, è che vedendo in giro st'accozzaglia di date mi sono fermato a riflettere su quale potesse essere quella giusta. Per poi concludere che non è un problema che mi tange.

mi fermo a pensare a quest'immagine di grig-io.blogspot.com come un bambino in salopette con sotto una t-shirt a righe orizzontali di stessa larghezza di due soli colori, che ha una pentola in testa e da solo si mette a sbattere un mestolo su una padella nel largo ingresso bianco di una villa bianca.
non credo sia qualcosa di grave se ho quest'immagine.
ma quando sto bambino sente la sua stessa eco, bè, c'è qualcosa di angosciante. O forse malinconico.

lunedì 31 dicembre 2007

dacché l'uomo è un animale sociale

vanno a farsi benedire i miei propositi di coricarmi prima di mezzanotte alla faccia di tutti

(festeggiate, stolti, ché [al millesimo] avete un anno di meno..)

e vado a buttarmi in un borghesissimo capodanno in piazza.
giusto per stare un po' in mezzo a della confusione.
ciao.

domenica 11 novembre 2007

mood of the day

suona un po' come "il gusto della settimana", ma vabbè.
Anzi, più che mood, sarebbe il caso di parlare di immaginario (sostantivo).
ecco, l'immaginario di questa mia giornata si potrebbe definire in: inquadratura di profilo da destra di me che guido da solo su un tratto di viadotto di una strada a quattro corsie (non necessariamente autostrada o superstrada) ma comunque deserta, diritta e con delle luci molto gialle (è notte - cielo nero senza nuvole né stelle né luna) come ne avrai viste a dozzine in molti film degli anni Novanta; guido e urlo, o canto sopra la musica, o si vede solo il labiale, o semplicemente sono inerte inerme e mesto.
musica: Specially Mild, Just Sick, solo il ritornello eseguito una sola volta.

lunedì 5 novembre 2007

[senza titolo]

morire per cause naturali lungo il corridoio dell'ascensore del parcheggio aperto a livelli della città universitaria, in direzione uscita, da solo, in una mattinata di mezza stagione con un sole leggero che a qualcuno non direbbe niente.

Ok, bisogna dire che oggettivamente suona anche peggio di chi disse "questa è la casa-container dei miei sogni", ma suona affascinante.

Finale alternativo: che poi oggi potesse essere la giornata ideale, bè, è giusto un dettaglio.

giovedì 1 novembre 2007

volevo scrivere oggi pomeriggio

(ironicamente, anzi, cinicamente):
"requisito fondamentale per ogni buon rapporto fuori dei pixel è la superficialità."
così, di sto passo, quando morirò sarò vecchio, triste, solo, al buio e con l'unica compagnia del blog, che come concetto sarà diventato un qualcosa di inverosimilmente obsoleto - nonostante ciò, io imperterrito crederò di divertirmi postando da un cellulare tipo iPhone (wifi avrà trionfato) che sul touch-screen non avrà la classica tastiera Qwerty da computer, ma quella del cellulare con tanto di dizionario T9 (non ho mai avvicinato un palmare, ma ormai che sono più-che-abituato alla tastiera del cellulare, mi pare la soluzione migliore per un dispositivo portatile).

mercoledì 31 ottobre 2007

fondamentalmente, non mi piace Ligabue

sarà per l'attitudine rock affiancata da un prodotto praticamente di massa, sarà che mi sembra avere un tono da saccentino tipo "sono tuo fratello maggiore, ho fatto tutto prima di te e ti racconto e insegno tutto*", sarà che è luogo comune che debba necessariamente piacere a tutti come i Queen o la televisione, sarà altro, ma non mi piace.

Ma quando ti tira fuori un "Non si può sempre perdere" al momento giusto, bè, per forza di cose suona più autentico.


*E qui ben inserirei il contraltare Placebo.
Placebo è tuo fratello maggiore, più grande di tre, o sette anni, o quelli che siano.
Magrolino ma non "secco", un po' più alto di te, capelli corti scuri.
In fin dei conti, se mai ti fermassi a pensarci, scopriresti che non lo conosci poi tanto, ma non ti fermi a pensarci.
Ma non serve nemmeno, perché poi si fa trovare, è lì per te, è la spalla su cui piangere ad un funerale o una giornata bigio-nebbia d'autunno. E' lì per te, sa che a volte il corso degli eventi è amaro, a volte proprio cattivo, sa quello che provi, e ci è passato egli stesso; te ne accorgi, e capisci che sarebbe stupido chiedergli perché non ti ha insegnato niente perché al tempo non ti interessava, o non ti sarebbe interessato. E ora che di esperienze ne ha passate, comunque, non ha trovato la pace dei sensi: solo qualche chiave, non oggettivamente abbastanza. E' mesto. Ma un po' più forte.

sabato 28 luglio 2007

tarlo

discorso che in tempi brevi farò a nessuno (fuori da sti 1024 x 768 pixel) tranne uno, in quanto non la prenderebbero bene.

Tu che diresti se un giorno decidessi di andare a fare l'artista? Ma artista nel senso vero del termine, tipo Cattelan - per capirci, quello che tre anni fa aveva impiccato tre fantocci raffiguranti bambini - ché dipingere tele, al più, oggi, è decorazione, non arte, è un passatempo o poco più.
E gli artisti non è che c'hanno la botteghetta in paese, quelli sono i pittori/decoratori, semmai gli artisti hanno manager e galleristi [i soldi li vedono, il negozio no - ndr].
E diciamola tutta, il polo di tutto, se uno vuole restare in Italia - sì - è Milano. E poi sì, comunque c'è la Biennale di Venezia.

Da evitare come la morte* il fatto che non so nemmeno dove si comincia.
Anzi, un altro tarlo sta proprio nel fatto che da una parte non è che possa iniziare a impiccare pupazzi qua (cittadina bassoborghese fighetta), e dall'altra, non è che i galleristi attendano il primo sconosciuto alle porte delle metropoli.

*"evitare come la morte" rende un po' male, in questo periodo di particolare fascinazione verso una morte giovane. Nel senso, non voglio morire ora all'istante, né a breve/brevissimo, né ho alcuna intenzione di suicidarmi. però..