giovedì 12 marzo 2009
venerdì 17 ottobre 2008
sentirsi raccontare una puntata di Voyager lo epura di quell'aura hollywoodiana e pugnettosa e lo rende interessante
scritto da grig-io il blogorroico
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00:24
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sabato 9 agosto 2008
nato da un'espressione impropria
scritto da grig-io il blogorroico
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11:51
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mercoledì 16 luglio 2008
sì, comunque da certi momenti ci si può riprendere perfino alla Grande, ma non di questo voglio parlare, anzi avrei voluto riprendere con altro ancora
ma conclusa con un pareggio a dir poco, e con molto poco merito mio, a dire il vero.
una giornata dura.
giornata di particolare spossatezza da una settimana di sonno insufficiente e di sospetti di avere una febbre da stanchezza da sonno
giornata di particolare lavoro intenso
giornata di non vedrei l'ora di andare a dormire e di tempi dilatatissimi che allungano quintali di impegni irrimandabili
giornata di cadute
e di gente che mi ha teso la mano
e che volendo aveva anche il diritto di avermi lasciato lì a marcire, e/o arrabbiarcisi su
e si rincasa
e lo svincolo della superstrada, quello di cui la prima volta che ho visto "Colline" di Windows XP ne era un deja vu ma più autentico, che non l'avevo mai visto di notte, una duna immensa nera di ombra di notte che non è nero, stagliata su un cielo di notte che non è blunotte, in questa notte di luna luminosa quasi piena
e i cosini catarifrangenti giallo arancio ai lati della carreggiata che salutano e sorridono passando coi fari abbaglianti
e i lampioni giallo arancio pesca fascinanti come quando attraversi di notte in treno o in bus un paesino deserto e senti di rubargli il Silenzio
e quset'aria di provincia che sembrerebbe quasi una periferia immensa
che non sia questa gioia vera, quella che nemmeno puoi capirla né goderla ma hai la sensazione che dire "una giornata chiusa con un pareggio" è dir poco?
scritto da grig-io il blogorroico
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00:16
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mercoledì 25 giugno 2008
[senza titolo]
scritto da grig-io il blogorroico
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22:54
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martedì 3 giugno 2008
se non "è solo un periodo"
forse sono una primadonna e debbo ancora scoprirlo (e/o sto iniziando a scoprirlo).
scritto da grig-io il blogorroico
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23:09
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mercoledì 28 maggio 2008
storia ciclica, storia non ciclica
scritto da grig-io il blogorroico
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08:01
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sabato 24 maggio 2008
[senza titolo]
scritto da grig-io il blogorroico
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15:18
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mercoledì 21 maggio 2008
missione:
essere io ancora vivo l'estate dell'anno prossimo
ricordarmi
e
scrivere un post probabilmente acido ma sicuramente realista.
scritto da grig-io il blogorroico
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16:15
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sabato 10 maggio 2008
a tutti gli assassini eventualmente collegati dall'altra parte
scritto da grig-io il blogorroico
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15:15
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mercoledì 23 aprile 2008
[senza titolo]
scritto da grig-io il blogorroico
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23:15
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sabato 19 aprile 2008
[senza titolo]
da non si sa che.
o da fin troppe cose.
tutto, o quasi, in questo momento mi disturba.
ho molti "devo" in cantiere.
e ancor più "vorrei".
e non un briciolo di voglia di fare anche la benché minima cosa.
fosse possibile, mi spegnerei* pacatamente su questa sedia a questo computer restando col busto eretto, senza neanche fare lo sforzo di cadere, tantomeno quello di raggiungere il letto.
*leggi "mi metterei in standby"
scritto da grig-io il blogorroico
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13:50
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giovedì 20 marzo 2008
uno dei tanti pensieri legati ad amico?
(non voglio commenti riguardo la trashcomicità della cosa)
la canzone più malintesa di tutta la storia della musica pop italiana.
Perché alla seconda strofa che viene riassunta dal "chi meno ama è più forte si sa", che oramai tutti scemamente prendono come oro colato, segue immediatamente il "No, caro amico, non sono d'accordo, parli da uomo ferito".
Ecco.
scritto da grig-io il blogorroico
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00:55
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venerdì 11 gennaio 2008
delurking day 2008
sticazzi, se tanto qua parlo da solo.
Giuro che non dico questo per fare la vittima, è che vedendo in giro st'accozzaglia di date mi sono fermato a riflettere su quale potesse essere quella giusta. Per poi concludere che non è un problema che mi tange.
mi fermo a pensare a quest'immagine di grig-io.blogspot.com come un bambino in salopette con sotto una t-shirt a righe orizzontali di stessa larghezza di due soli colori, che ha una pentola in testa e da solo si mette a sbattere un mestolo su una padella nel largo ingresso bianco di una villa bianca.
non credo sia qualcosa di grave se ho quest'immagine.
ma quando sto bambino sente la sua stessa eco, bè, c'è qualcosa di angosciante. O forse malinconico.
scritto da grig-io il blogorroico
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23:24
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lunedì 31 dicembre 2007
dacché l'uomo è un animale sociale
(festeggiate, stolti, ché [al millesimo] avete un anno di meno..)
e vado a buttarmi in un borghesissimo capodanno in piazza.
giusto per stare un po' in mezzo a della confusione.
ciao.
scritto da grig-io il blogorroico
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23:27
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domenica 11 novembre 2007
mood of the day
Anzi, più che mood, sarebbe il caso di parlare di immaginario (sostantivo).
ecco, l'immaginario di questa mia giornata si potrebbe definire in: inquadratura di profilo da destra di me che guido da solo su un tratto di viadotto di una strada a quattro corsie (non necessariamente autostrada o superstrada) ma comunque deserta, diritta e con delle luci molto gialle (è notte - cielo nero senza nuvole né stelle né luna) come ne avrai viste a dozzine in molti film degli anni Novanta; guido e urlo, o canto sopra la musica, o si vede solo il labiale, o semplicemente sono inerte inerme e mesto.
musica: Specially Mild, Just Sick, solo il ritornello eseguito una sola volta.
scritto da grig-io il blogorroico
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18:08
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lunedì 5 novembre 2007
[senza titolo]
Ok, bisogna dire che oggettivamente suona anche peggio di chi disse "questa è la casa-container dei miei sogni", ma suona affascinante.
Finale alternativo: che poi oggi potesse essere la giornata ideale, bè, è giusto un dettaglio.
scritto da grig-io il blogorroico
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14:39
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giovedì 1 novembre 2007
volevo scrivere oggi pomeriggio
"requisito fondamentale per ogni buon rapporto fuori dei pixel è la superficialità."
così, di sto passo, quando morirò sarò vecchio, triste, solo, al buio e con l'unica compagnia del blog, che come concetto sarà diventato un qualcosa di inverosimilmente obsoleto - nonostante ciò, io imperterrito crederò di divertirmi postando da un cellulare tipo iPhone (wifi avrà trionfato) che sul touch-screen non avrà la classica tastiera Qwerty da computer, ma quella del cellulare con tanto di dizionario T9 (non ho mai avvicinato un palmare, ma ormai che sono più-che-abituato alla tastiera del cellulare, mi pare la soluzione migliore per un dispositivo portatile).
scritto da grig-io il blogorroico
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00:02
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mercoledì 31 ottobre 2007
fondamentalmente, non mi piace Ligabue
Ma quando ti tira fuori un "Non si può sempre perdere" al momento giusto, bè, per forza di cose suona più autentico.
*E qui ben inserirei il contraltare Placebo.
Placebo è tuo fratello maggiore, più grande di tre, o sette anni, o quelli che siano.
Magrolino ma non "secco", un po' più alto di te, capelli corti scuri.
In fin dei conti, se mai ti fermassi a pensarci, scopriresti che non lo conosci poi tanto, ma non ti fermi a pensarci.
Ma non serve nemmeno, perché poi si fa trovare, è lì per te, è la spalla su cui piangere ad un funerale o una giornata bigio-nebbia d'autunno. E' lì per te, sa che a volte il corso degli eventi è amaro, a volte proprio cattivo, sa quello che provi, e ci è passato egli stesso; te ne accorgi, e capisci che sarebbe stupido chiedergli perché non ti ha insegnato niente perché al tempo non ti interessava, o non ti sarebbe interessato. E ora che di esperienze ne ha passate, comunque, non ha trovato la pace dei sensi: solo qualche chiave, non oggettivamente abbastanza. E' mesto. Ma un po' più forte.
scritto da grig-io il blogorroico
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23:16
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sabato 28 luglio 2007
tarlo
Tu che diresti se un giorno decidessi di andare a fare l'artista? Ma artista nel senso vero del termine, tipo Cattelan - per capirci, quello che tre anni fa aveva impiccato tre fantocci raffiguranti bambini - ché dipingere tele, al più, oggi, è decorazione, non arte, è un passatempo o poco più.
E gli artisti non è che c'hanno la botteghetta in paese, quelli sono i pittori/decoratori, semmai gli artisti hanno manager e galleristi [i soldi li vedono, il negozio no - ndr].
E diciamola tutta, il polo di tutto, se uno vuole restare in Italia - sì - è Milano. E poi sì, comunque c'è la Biennale di Venezia.
Da evitare come la morte* il fatto che non so nemmeno dove si comincia.
Anzi, un altro tarlo sta proprio nel fatto che da una parte non è che possa iniziare a impiccare pupazzi qua (cittadina bassoborghese fighetta), e dall'altra, non è che i galleristi attendano il primo sconosciuto alle porte delle metropoli.
*"evitare come la morte" rende un po' male, in questo periodo di particolare fascinazione verso una morte giovane. Nel senso, non voglio morire ora all'istante, né a breve/brevissimo, né ho alcuna intenzione di suicidarmi. però..
scritto da grig-io il blogorroico
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15:11
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