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domenica 15 febbraio 2009

boh.

il lavoro di cui sopra si ferma, incompleto.
una ultima rattoppata alla bell'e meglio, e fuori dalle scatole.
Perché di più non riesco a fare, perlomeno senza aver modo di approfondire, e credo di aver già dato tanto, anche al netto della poca voglia e del conseguente tempo perso.
L'ideale sarebbe che chi di dovere si prenda il tutto e dica "Ok, me lo finisco io".
Anche se comunque il rischio di scatenare una catastrofe c'è, e forse anche la possibilità di doverci tornare su.
In questi ultimi giorni mi è capitato spesso di avere deja vu, o almeno l'impressione di aver precedentemente sognato dei momenti vissuti.
e naturalmente, però, non mi è stato dato di conoscere l'epilogo di questa faccenda.

sabato 4 ottobre 2008

[senza titolo]

Ho sonno, ho freddo per il sonno, quando ho così tanto sonno sono facilmente irritabile e in linea di massima intrattabile, fino a poco fa ho dovuto aiutare mio padre (il quale sicuramente è più riposato di me) per una cosa di cui avrei fatto volentieri a meno di aiutarlo, ora vorrei distruggere il computer che va troppo lento e non riesce a generare un PDF per amico (quello senza punto interrogativo), relativo al lavoro che mi aveva chiesto tre settimane fa e che, finito stanotte alle tre, mi ha lasciato giusto quattro ore di sonno. dopodiché mi aspetta il letto, e già temo che sarò svegliato molto presto.
Ciliegina sulla torta, dopo il venerdì sera e il sabato mattina/pomeriggio, forse i doveri strapperanno pure l'imminente sabato sera alla potenzialità di fare uno straccio di vita sociale, potenzialità che già mi è praticamente preclusa durante la settimana.

mercoledì 30 luglio 2008

un blog alla deriva

da tempo, tempissimo, vorrei parlare della città fighetta (la mia) quando si ritrovò un pezzo d'Arte-con-la-A-maiuscola in casa e quasi nel salotto buono, di che effetto fa vedere vicine in un negozio di dischi le copertine degli ultimi album di Giovanni Allevi e Ligabue, di musica tra Rammstein e Linea 77, di qualche chiave di ricerca particolarmente curiosa o scema

potrei parlare di cronache ed eventi ed Eventi degli ultimi giorni

ma lascio un blog un po' così, alla deriva

e vado a riposare un poco



e cerco di non sentire l'amaro se sto in qualche modo ammettendo che sto venendo nonviolentemente progressivamente scarnificato di tutto quanto potrebbe esserci di altro dal lunedì al venerdì


Per chi ama le formalità:
non è un addio o un arrivederci.
semplicemente, ora come ora è per me un impegno troppo grande tenere un blog ed avere un blogroll. I contatti "privati" restano, per chi vuole, ma per il resto prendila come un "posterò da me e passerò da te un po' più random (ancora più random) di quanto è stato finora".
Ed eventualmente, ciao belli
anche se qui non mi piace parlare ad una seconda persona plurale.

mercoledì 16 luglio 2008

sì, comunque da certi momenti ci si può riprendere perfino alla Grande, ma non di questo voglio parlare, anzi avrei voluto riprendere con altro ancora

una giornata dura.
ma conclusa con un pareggio a dir poco, e con molto poco merito mio, a dire il vero.
una giornata dura.
giornata di particolare spossatezza da una settimana di sonno insufficiente e di sospetti di avere una febbre da stanchezza da sonno
giornata di particolare lavoro intenso
giornata di non vedrei l'ora di andare a dormire e di tempi dilatatissimi che allungano quintali di impegni irrimandabili
giornata di cadute
e di gente che mi ha teso la mano
e che volendo aveva anche il diritto di avermi lasciato lì a marcire, e/o arrabbiarcisi su

e si rincasa
e lo svincolo della superstrada, quello di cui la prima volta che ho visto "Colline" di Windows XP ne era un deja vu ma più autentico, che non l'avevo mai visto di notte, una duna immensa nera di ombra di notte che non è nero, stagliata su un cielo di notte che non è blunotte, in questa notte di luna luminosa quasi piena
e i cosini catarifrangenti giallo arancio ai lati della carreggiata che salutano e sorridono passando coi fari abbaglianti
e i lampioni giallo arancio pesca fascinanti come quando attraversi di notte in treno o in bus un paesino deserto e senti di rubargli il Silenzio
e quset'aria di provincia che sembrerebbe quasi una periferia immensa
che non sia questa gioia vera, quella che nemmeno puoi capirla né goderla ma hai la sensazione che dire "una giornata chiusa con un pareggio" è dir poco?

sabato 19 aprile 2008

[senza titolo]

mi sento oppresso.
da non si sa che.
o da fin troppe cose.
tutto, o quasi, in questo momento mi disturba.
ho molti "devo" in cantiere.
e ancor più "vorrei".
e non un briciolo di voglia di fare anche la benché minima cosa.
fosse possibile, mi spegnerei* pacatamente su questa sedia a questo computer restando col busto eretto, senza neanche fare lo sforzo di cadere, tantomeno quello di raggiungere il letto.


*leggi "mi metterei in standby"

giovedì 21 febbraio 2008

[senza titolo]

beh, sì, sono ancora vivo.
forse non si sarebbe detto.

non tornerò a blogorrare comunque prima di una completa sessione di sonno, la quale prevedesi iniziare entro cinque massimo dieci minuti.

venerdì 17 agosto 2007

[senza titolo]

mica è il daffare che mi frega, no, mica è il doversi dividere senza tregua tra casa lavoro studio e amici (e per forza di cose qualcosa rimane sempre indietro).
È la frustrazione di sapere che formalmente sarei in ferie.
Un giorno o l'altro, i miei neuroni ci andranno davvero in vacanza, e giustamente, aggiungerei io.
il quesito è se tornano.

mercoledì 11 luglio 2007

caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè

se ho un pochino di sonnolenza già ora, come ci arrivo sveglio a tra-24-ore-se-non-qualcosina-in-più?

venerdì 26 gennaio 2007

potrei parlare di cose più interessanti

ma giusto non ne ho voglia ora.
e dico questa.
non so perché ma ultimamente guardandomi allo specchio mi viene sempre in testa st'idea di avere una faccia da trentenne
(che poi non credo che oggettivamente sia vero)
, credo è solo l'effetto delle guance che recentemente sono un po' più scavate.
e con la barba incolta di non so quanti giorni e i gli occhi cerchiati l'effetto trentenne mi sembra anche maggiore.

Un paio di palle.

A trent'anni avrò un lavoro fisso nine to five e non mi capiterà di non dormire per due notti nell'arco di sette giorni e dormire tre ore per almeno un'altra volta negli stessi.

giovedì 14 settembre 2006

questa poi..

auto, stamattina, esterno giorno.
Guido da solo in viaggio verso la Città Universitaria. Esame parziale per cui, praticamente, ho iniziato a studiare ieri alle 5 del pomeriggio (e ne ho avuto per circa dodici ore, meno una per la cena e il cazzeggio pre-post-cena). Ma non me ne curo, finché posso cantare sopra il cd dei Sun Eats Hours (non mi dilungo: qualcosina - e un po' la voce - ricorda i Linkin'Park, una canzone sembra dei Foo Fighters, piacevole con punte d'eccellenza) . Va bene così. Non penso a niente. Giusto nel retro della mia mente qualcosa si muove per improvvisare le parole di una canzone (che ora scopro si chiama "Cracked Circle").
D'un tratto, sacche lacrimali gonfie, occhi gravidi (espressione presa in prestito da "Albascura" - Subsonica), quasi come un conato di vomito per cui sai che, se ti non-trattieni appena, poi non ti freni.
E non pensavo a niente.
Un secondo conato.
E non ero minimamente trtiste o intristibile.
Poi tutto ok.
"Poi tutto ok", intendevo fisicamente, perché psicologicamente è sempre stato tutto ok.

OT: noto che Blogger Beta mi ha concesso le tanto agognate TAG. Quindi, a partire da ora, taggerò tutti i post per vedere di fare un po' d'ordine. Per i circa 140 post vecchi, vedrò di taggarli al più presto (e poi eliminerò le tag di del.icio.us, tanto carucce ma molto più scomode per me - infatti ho un mare di post non taggati con del.icio.us). Ma prima, sonno.
Anzi, un altro post.

giovedì 29 giugno 2006

pausa tra un inferno e un altro.. anzi, infiniti altri

non perché so che debbono arrivare, non lo so. Ma arriveranno. Ormai è palesemente questo il gioco.
O forse sono io che, ora che alcune grosse priorità della lista di cose da fare sembrano essersi di torno, URGO riposarmi un po' [forse anche perché una delle suddette priorità, stanotte, mi ha lasciato tre ore di sonno], per poi arrivare alla vigilia di altre consegne con ancora l'80% del lavoro da fare o giù di lì.
Vabbè, ma almeno ora che posso tirare un po'
(le cuoia?)
il fiato, lasciate che mi goda questa piccola pausa tra un inferno passato e potenziali infiniti altri prossimi.
piccola pausa fatta di capitoli vari
come una corsa sotto il sole cocente dell'una tra i mattoni del centro storico deserto, con le infradito che cioccano sui sanpietrini facendo un baccano assurdo e con una gioia profonda che mi stampa un sorriso scemo in faccia e mi fa capire che per altri cinque minuti ancora non sentirò il caldo
come il voler finalmente postare del weekend alla notte bianca: amico?, non riesco proprio a non odiarti quando sei egoista come sei, e irrispettoso verso chi non è te; amico?, se non mi avessi trascinato tu, non avrei potuto vedere - o accorgermi di - Folon aleggiante sul Duomo né l'elegante illuminazione clinica di edifici e monumenti circostanti, né L'Ultima Cena di Leonardo*; che le mode nascono nelle grandi città è risaputo, che ora la moda preveda il ritorno del sale sulle patatine del McDonald's l'ho scoperto per caso (quattro/cinque anni fa proprio in un grande centro urbano mi sono accorto che al Mac stava sparendo il sale, e lo stesso in seguito è successo dalle mie parti); vorrei vivere nel centro storico di una metropoli e muovermi solo in bicicletta o metro (metro, più o meno impossibile con una rete sottosviluppata come quelle italiane); Dolce & Gabbana ha definitivamente sepolto l'eleganza dei suoi vecchi spot in bianco e nero ambientati in terra sicula con un deciso cambio di target - ora è il fighetto arricchito, meglio se provinciale - e di stile/immagine - molto più glam-kitsch. Il cambio immagine era lampante da tempo, annunciato dagli spot degli orologi con in sottofondo quella canzoncina scialba che recitava "More, gimme more, if you love me gimme more.." e strapalesato da quegli altri spot più recenti con la canzone dai bassi tunzettari a dir poco alienanti (quelli giocati su androginia e omosessualità, che si chiudevano uno con un bacio gay e l'altro con un bacio tra un uomo che faceva la spesa e una donna meccanico)
come il voler finalmente postare di questa delusione estetica nel vedere questa ragazza che avevo sempre associato a Carmen Consoli (non so se capirò mai il perché di questa affinità che ho creato) terribilmente ingrassata e che sembra aver perso così tanto della sua poesia



*Nel vedere L'Ultima Cena, la guida ha ulteriormente approfondito ciò che sapevo riguardo a certe menate scritte da Dan Brown. Sono stato erudito in particolare sulla questione San Pietro vs. Maddalena Giovanni.
Cito testualmente dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-26):

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Di', chi è colui a cui si riferisce?". Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?". Rispose allora Gesù: "È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò".

Da ciò si evince chiaramente che:
1) Simon Pietro sta chiamando Giovanni, non sta puntando la mano al suo collo come a tagliargli la gola, come qualcuno ha detto; il coltello nell'altra sua mano è solo un preludio a questo:

Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. (Giovanni, 18, 10)

2) se Giovanni si reclina sul petto di Gesù, quest'immagine è stata creata a scopi più falsi di ciò che si pensava, e scandalistici al punto che, al confronto, Eva Tremila è da educande. Specie se confrontata con
alcune
altre
versioni
dell'
Ultima
Cena
molto
meno
conosciute,
che pure avrebbero fatto molto gola agli intenti di Dan Brown.
Senonché sono opere troppo poco conosciute dal lettore medio di bestseller.
(Grazie a Domenico per la maggior parte dei riferimenti iconografici, e anche per il Vangelo di Giovanni riguardo all'Ultima Cena.. ma l'avevo dimenticato! come ho potuto??)
Tra l'altro, due parole riguardo a quest'altra immagine (dal sito ufficiale): notare come sembri rappresentare un film drammatico realista o verosimile.

UPDATE: ecco già un paio di inferni per domani.
1- mattina. Impegno imprevisto che comporta una grossa grossa grossa spesa di soldi che recupererò fino all'ultimo cent ma non so quando/come.
2-appena possibile. Trovare un paio di pantaloni da cerimonia (che ho sabato), e cercare di barcamenarmi tra le fisse mie e altrui riguardo a come sti calzoni debbono essere.

mercoledì 14 giugno 2006

devo dire un mare di cose

ieri sera, impegno da un amico a cui - diciamo - dovevo un favore. Non è proprio così ma tagliamo corto.
SMS per avvisarlo che tardo di un po',
ma intanto prepara il necessario così perdiamo meno tempo.
più o meno.. preparativi finiti in un orario imprecisato tra le undici e mezza e mezzanotte.
Una mezz'oretta prima:
Hai un orario di rientro?
No.. basta che non torno a casa alle tre.
Due e tre quarti.
Diciamo che era abbastanza disorganizzato, e la cosa ha influito parecchio sul corso degli eventi.
Ma non posso dire che, almeno per un aspetto, non mi sono divertito. Anzi, quell'aspetto mi ha fatto proprio spassare.
Quindi ora sto crepando di sonno ma almeno sorrido un po'.

Sempre ieri sera, ma non riguardo al succitato contesto, pensiero sulla stessa linea di un post di qualche tempo fa:
tutto potenzialmente può concorrere al peggio.
Non è lo stesso che dicevo di là (Tutto quanto gestito da mani umane è potenzialmente fallace), perché la frase più vecchia è incentrata sulle persone e proprio per questo è sicuramente vera (la "stronzaggine", riprendendo un termine coniato dal professore che mi ha spinto a questo pensiero, è innata nell'uomo); la frase più nuova è incentrata sugli eventi esterni, legati all'uomo o meno, e non sono sicuro che possa essere del tutto vera, la parte razionale di me dice che il corso degli eventi non può avere una assoluta tendenza al male o al bene, e che quindi tutto concorrerebbe al peggio solo per chi vede il bicchiere mezzo vuoto.
Ma che la cattiveria di fondo è insita nell'uomo, sia ben chiaro, non è una visione pessimistica.

Il rincasare tardi di stanotte ha suscitato un'altro predicozzo materno.
E' innegabile che avesse ragione (ma d'altronde, come potevo tornare prima se c'era da fare e non potevamo rimandare niente?), ma quel tono polemico stile primissimi-anni-duemila-quando-io-ero-nel-pieno-scazzo-tardoadolescenziale-e-ogni-polemica-con-mamma-era-una-guerra se lo poteva risparmiare.
Qualcuno potrebbe obiettare: Ma non potresti essere anche tu che in questo periodo hai una sensibilità piàù vicina a quattro/cinque anni fa? Risposta: No.. la parte mia già la compio cogliendo al volo le provocazioni e irritandomi. Risposta seria: Non credo, mi sembra proprio sia in corso un cambiamento di modi in mia madre ultimamente.

TV stamattina: da stasera parte l'ennesimo programma futile che regala 500.000 euro.
Non capisco se è sintomo dell'avidità umana, o piuttosto se è sintomo della crisi economica generale. Ma mi sa la prima, la seconda è raprresentata meglio dal fiorire di agenzie creditizie.
Comunque, come sono lontani i tempi di Ok il prezzo è giusto, dove il premio finale era di tutt'altro ordine di grandezza, e se alla ruota acchiappavi il 100 al primo colpo ti davano un milione di lire (solo un milione di lire, diremmo oggi).

TV stamattina 2: su Canale 5, un film americano di media fascia, probabilmente familiare ma più indicato per i bambini.
Scena: un padre spiegava al figlio con un pesantissimo senso del dovere cosa doveva essere la guerra rituale che i ragazzini di una sponda del fiume ogni estate combattevano con quelli dell'altro versante. Che dovevano assolutamente vincere perché bla bla bla bla bla "non era solo un gioco" bla bla bla bla bla.
E che menate.
Tradizioni di sto genere sembrano essercene un fottìo negli Stati Uniti. Ma penso se ne sia perso un po' il senso.
Perché, per fare un esempio, se io fossi nato negli USA - ma mi sentireri un po' come una mosca bianca a non andare al ballo di fine anno. Non me ne frega niente del ballo e l'abito elegante e il fiore al polso di lei, ma penso che sarei guardato un po' strano dalla maggior parte della gente.
Oppure, le corse di carrettini fatti in casa. Sono un amore, ma mi sembrano troppo istituzionalizzate per poter essere ancora piacevoli.
Ma penso che il peggio sono le giornate padre-figlio. L'apoteosi del buonismo tenuto su con gli stecchini: relegare (o dover ricreare) in un giorno all'anno il meglio di un rapporto di una vita.
(Peggio di quelle storie di divorzi che, se l'affidamento lo ottiene la madre, il padre può vedere i figli per due ore alla settimana.)
Viva Jackass, un po' d'irrazionalità ancora non standardizzata.

TV ieri sera: le presentatrici del Festivalbar, non so se per imperizia dei microfonisti o per quali volontà sensazionaliste di un qualche autore del programma, strillano costantemente. E non se lo possono permettere. Hanno delle punte di stridulità assurde.
E il mago Forrest sembra si stia affettando.
(con un programma del genere c'era da aspettarselo, ma da un conduttore del genere, mai.)

Molto probabilmente stanotte ho avuto uno wet dream.
Cioè, senza il "molto probabilmente", a giudicare dal risveglio (faccia laeggermente abbastanza schifita)
Li detesto.
Specie quando sti infami lanciano il sasso e nascondono la mano, e la mattina seguente non ti ricordi nemmeno di aver sognato.

giovedì 1 giugno 2006

ooooooocccccheeeeeeeeiiiiiiiiiii..

un'altra "cosa da fare" urgente depennata dall'elenco.
ma ho dovuti farci le tre di notte sopra (sì, ho dormito più o meno cinque ore O__o).
e di cose da fare urgenti ne rimangono ancora due e mezza.
E soprattutto, tra queste ci sono ancora due telefonisti incombenti che oggi probabilmente non vorrò evitare.
Anche se uno dei due è talmente spada di Damocle che finirà per tagliarmela direttamente, la testa.

venerdì 26 maggio 2006

credevo che

- un litro di birra mi sbronzasse molto più di quanto effettivamente è stato (sono rimasto completamente cosciente per tutto il tempo, e d'altronde, meglio così)
- un litro di birra fosse meno diuretico di quanto effettivamente è stato
- nonostante fossi andato a letto alle tre, avrei avuto un po' di forza di volontà (stimolata da gravi incombenze lavorative) per alzarmi prima delle dieci/dieci e mezza
- potessi "smettere quando volevo" un po' di più di quanto effettivamente è stato
- non fosse possibile che gli uomini che piangono sono una percentuale molto vicina a quella delle donne (non con questo che voglio considerare gli uomini deboli per questo, era giusto un mio pensiero smentito da un recente sondaggio ascoltato alla radio).
A proposito, vorrei indire un sondaggio più o meno inverso: c'è qualche donna che riesce a trattenere le lacrime durante un litigio? Non per insinuare che siete piagnone, solo perché è una cosa che mi fa letteralmente uscire dai gangheri e mi potrebbe rendere isterico, in caso di scontro diretto (esperienza che fortunatamente ancora non mi è mai capitata).
Non credo ancora di saper formulare bene i motivi dell'isteria succitata, ma probabilmente il fatto è che, nonostante la donna pianga probabilmente per qualche offesa dell'altra persona*, le lacrime sono un colpo basso tremendo. Donne-che-possono-piangere-quando-litigano all'ascolto, cercate di capire quest'ultima frase e di reagire di conseguenza. Per favore, tirate fuori i denti, sono più consoni e il male che fanno, nella foga, si sente meno.

*ma di certo quando due persone litigano, non stanno a lusingarsi, e le offese non volano da una sola parte

giovedì 25 maggio 2006

tre pensieri tre

1. sono di nuovo vestito da confezione di caramella alla liquerizia (se non hai letto la barra a destra "mi piace", mi riferivo ai colori verde chiaro, bianco e blu - il lilla mancherà sempre, temo) con la -credevo leggera - variante della longsleeve bianca sotto la polo verde chiaro.
E il risultato è completamente diverso.
Niente caramella oggi.
O forse è solo un fattore mio. Tipo, da ieri ho questa opprimente impressione di pesantezza se mi vedo allo specchio con indosso qualcosa di nero.
[Vabbè, ieri poi la cosa era pure eccessiva. senza accorgermene mi ero vestito completamente con abiti e scarpe tutti neri con qualche dettaglio bianco. Quando mi sono specchiato per caso, ho avuto letteralmente
p a u r a.]
2. Morfeo insiste nel chiedermi di dargli quanto dovuto.
Trentacinque centesimi di caffè al distributore automatico penso siano una buona rata giornaliera, o per almeno mezza giornata.
3. Ho seri motivi per credere che stia iniziando a prendere le distanze dall'interesse pornografico. O perlomeno, se dico "posso smettere quando voglio", la frase, ora, non suona più come pronunciata dal tossicodipendente senza ritorno.

domenica 21 maggio 2006

dolce sottile malinconoia

dolce sottile malinconoia, mi porti ad avere sonno.
Vorrei scrivere, ma mi adtormenti.
domani avrò dimenticato quello che volevo dirti, ma ricorderò che avevo un conto in sospeso con te.
e tornerai, dolce sottile malinconoia.

Bè, il testo (scritto stanotte sul Verdena.it forum) mi sembra abbastanza chiaro. Se così non fosse, non sforzarti a capirlo, è molto più interessante la forma che non l'evento raccontato.
Credo sarebbero delle buone liriche per scriverci su una canzone.
Se solo sapessi come si fa.

martedì 2 maggio 2006

finalmente gli animaletti scemi di cui ho parlato in almeno due post..

sbaraccano (se non fosse italiano corretto, sostituisci con "smontano la baracca e sloggiano").
10 minuti circa e saranno affibbiati a chi di dovere.
Il tono diciamo che è un po' da stronzetto che non vede l'ora di toglierseli dalle, ma capisci che già erano abbastanza insulsi di loro, perdipiù, ora che la tela è finita, sembra un pannello da pediatria in piccolo, con l'aggravante dei colori naif.
E certo che la firma non ce la metto.
Comunque, non pensavo di riuscire a finirlo entro oggi.
Bè, l'avrò finito anche perché, per lavorarci, la scorsa notte ho dormito per nemmeno tre ore.

E tra l'altro, un attimo prima di essere svegliato, stavo sognando me che bevevo un caffè.
Sto avanti.
@__@

mercoledì 29 marzo 2006

[senza titolo]

la chiave di tutti gli impegni non strettamente connessi al proprio piacere allo stato puro è: relega tutto nel nine to five, o giù di lì.

Ma quanto tempo trascorrerà prima che passi dall'averlo capito al metterlo in pratica?

o anche:

Ma quanto tempo trascorrerà prima che passi dall'averlo capito al metterlo in pratica!