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martedì 23 settembre 2008

causa piccì in pappa

causa piccì in pappa (più o meno) la recensione de Il Codice da Vinci (il film) slitta di almeno altre 24 ore (ma sicuro saranno multipli)
ma ho preso appunti

piccolo spoiler: recensione inaspettata

mercoledì 17 settembre 2008

post in differita di quasi 48 ore

Se qualcuno mi pagasse per farlo (non che sia così venale, semplicemente perché tra lavoro e hobby, già non ho tempo per niente e agli hobby non voglio rinunciare), prenderei a redigere trashcronache di film. Da Hollywood ai cinepanettoni.
Nella fattispecie, dovrei scrivere tante cose su King Kong di Peter Jackson [in onda lo scorso lunediseraprimativucanalecinque - ndgrì] ma talmente tante che faccio prima a sintetizzare il tutto dicendo direttamente che è una pugnetta.
Ma se non altro mi ha aiutato a prepararmi psicologicamente a Il Codice Da Vinci, il filmissimo di lunedì prossimo


ma si chiamano ancora filmissimi?

domenica 8 aprile 2007

alla faccia di Dan Brown

la notizia non è verificata, ma il giornale L'Unione Sarda (notizia che ancora non ho ritrovata sull'edizione online) afferma che un tizio avrebbe trovato un inno sacro ne L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, inno che sarebbe stato anche eseguito dallo/gli scopritore/i , e che sarebbe una "musica celestiale".

Disclaimer: il fatto - come il titolo - è buttato là per ironia molto più che per interesse.

giovedì 29 giugno 2006

pausa tra un inferno e un altro.. anzi, infiniti altri

non perché so che debbono arrivare, non lo so. Ma arriveranno. Ormai è palesemente questo il gioco.
O forse sono io che, ora che alcune grosse priorità della lista di cose da fare sembrano essersi di torno, URGO riposarmi un po' [forse anche perché una delle suddette priorità, stanotte, mi ha lasciato tre ore di sonno], per poi arrivare alla vigilia di altre consegne con ancora l'80% del lavoro da fare o giù di lì.
Vabbè, ma almeno ora che posso tirare un po'
(le cuoia?)
il fiato, lasciate che mi goda questa piccola pausa tra un inferno passato e potenziali infiniti altri prossimi.
piccola pausa fatta di capitoli vari
come una corsa sotto il sole cocente dell'una tra i mattoni del centro storico deserto, con le infradito che cioccano sui sanpietrini facendo un baccano assurdo e con una gioia profonda che mi stampa un sorriso scemo in faccia e mi fa capire che per altri cinque minuti ancora non sentirò il caldo
come il voler finalmente postare del weekend alla notte bianca: amico?, non riesco proprio a non odiarti quando sei egoista come sei, e irrispettoso verso chi non è te; amico?, se non mi avessi trascinato tu, non avrei potuto vedere - o accorgermi di - Folon aleggiante sul Duomo né l'elegante illuminazione clinica di edifici e monumenti circostanti, né L'Ultima Cena di Leonardo*; che le mode nascono nelle grandi città è risaputo, che ora la moda preveda il ritorno del sale sulle patatine del McDonald's l'ho scoperto per caso (quattro/cinque anni fa proprio in un grande centro urbano mi sono accorto che al Mac stava sparendo il sale, e lo stesso in seguito è successo dalle mie parti); vorrei vivere nel centro storico di una metropoli e muovermi solo in bicicletta o metro (metro, più o meno impossibile con una rete sottosviluppata come quelle italiane); Dolce & Gabbana ha definitivamente sepolto l'eleganza dei suoi vecchi spot in bianco e nero ambientati in terra sicula con un deciso cambio di target - ora è il fighetto arricchito, meglio se provinciale - e di stile/immagine - molto più glam-kitsch. Il cambio immagine era lampante da tempo, annunciato dagli spot degli orologi con in sottofondo quella canzoncina scialba che recitava "More, gimme more, if you love me gimme more.." e strapalesato da quegli altri spot più recenti con la canzone dai bassi tunzettari a dir poco alienanti (quelli giocati su androginia e omosessualità, che si chiudevano uno con un bacio gay e l'altro con un bacio tra un uomo che faceva la spesa e una donna meccanico)
come il voler finalmente postare di questa delusione estetica nel vedere questa ragazza che avevo sempre associato a Carmen Consoli (non so se capirò mai il perché di questa affinità che ho creato) terribilmente ingrassata e che sembra aver perso così tanto della sua poesia



*Nel vedere L'Ultima Cena, la guida ha ulteriormente approfondito ciò che sapevo riguardo a certe menate scritte da Dan Brown. Sono stato erudito in particolare sulla questione San Pietro vs. Maddalena Giovanni.
Cito testualmente dal Vangelo secondo Giovanni (13,21-26):

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Di', chi è colui a cui si riferisce?". Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi è?". Rispose allora Gesù: "È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò".

Da ciò si evince chiaramente che:
1) Simon Pietro sta chiamando Giovanni, non sta puntando la mano al suo collo come a tagliargli la gola, come qualcuno ha detto; il coltello nell'altra sua mano è solo un preludio a questo:

Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. (Giovanni, 18, 10)

2) se Giovanni si reclina sul petto di Gesù, quest'immagine è stata creata a scopi più falsi di ciò che si pensava, e scandalistici al punto che, al confronto, Eva Tremila è da educande. Specie se confrontata con
alcune
altre
versioni
dell'
Ultima
Cena
molto
meno
conosciute,
che pure avrebbero fatto molto gola agli intenti di Dan Brown.
Senonché sono opere troppo poco conosciute dal lettore medio di bestseller.
(Grazie a Domenico per la maggior parte dei riferimenti iconografici, e anche per il Vangelo di Giovanni riguardo all'Ultima Cena.. ma l'avevo dimenticato! come ho potuto??)
Tra l'altro, due parole riguardo a quest'altra immagine (dal sito ufficiale): notare come sembri rappresentare un film drammatico realista o verosimile.

UPDATE: ecco già un paio di inferni per domani.
1- mattina. Impegno imprevisto che comporta una grossa grossa grossa spesa di soldi che recupererò fino all'ultimo cent ma non so quando/come.
2-appena possibile. Trovare un paio di pantaloni da cerimonia (che ho sabato), e cercare di barcamenarmi tra le fisse mie e altrui riguardo a come sti calzoni debbono essere.

venerdì 16 giugno 2006

purtroppo molta gente stupida non capirà

che Il Codice Da Vinci si è dato la zappa sui piedi.
[a dire la verità, non credevo fosse possibile. Non è nello stile di certe produzioni commercialiwoodiane.]
Il più recente spot radiofonico dice (cito testualmente):

"Il mistero è stato svelato.. ed è campione di incassi.
Non restare nell'ombra, partecipa al fenomeno."

Lettura dell'opera:
- "Il mistero è stato svelato.." un po' intriga, un po' suona come se non ci sia più molto da dire ormai.
- Già dopo la parola "incassi", il buon gusto rasenta la suola delle scarpe.
- Con la frase "Non restare nell'ombra", ritorna la presunzione di svelare una verità, ma per le orecchie attente è già troppo tardi.
- La frase "Partecipa al fenomeno" suona lampantemente simile a un "Segui la moda", o se vogliamo calcare un po' la mano, a "Se tutti gli altri si buttano nel pozzo, buttati anche tu".
Ma purtroppo molta gente stupida non capirà, e coglierà solo la terza frase.

venerdì 2 giugno 2006

ANCORA CODICE..

questa è per chi "non esclulde che le teorie Di Dan Brown possano essere vere".
Partiamo da una cosa su cui più o meno tutti siamo d'accordo: in pratica la tesi è portata avanti con uno schema: 1 + 1 = pinco pallino.
Nella fattispecie: simbolismo + Ultima Cena + Opus Dei + Priorato di Sion + altro = Maddalena e Gesù erano sposati - o almeno compagni - e potrebbero aver avuto una discendenza.
Io non ho (e forse nessuno ha) i mezzi per smentire - ma nemmeno per confermare - l'esistenza di pinco pallino, ma fior fiori di studiosi laici hanno ufficializzato che 1 + 1 = 2.
Ovvero, il simbolismo esisteva prima dell'esoterismo, nell'Ultima Cena non c'è la Maddalena, il Priorato di Sion è stato fondato a metà Novecento, altro, tra cui anche qualche conferma di ciò che dice a Dan Brown.
Ma il risultato di 1 + 1 è sempre 2.
Diverse ipotesi "portanti" su cui poggiava la tesi di Dan sono state abbattute -ma molti non lo sanno, o non lo sapranno mai.
Comunque, anche per chi lo sa, comunque, la tesi continua a rimanere in piedi.
Non così facilmente la bastarda pulce nell'orecchio se ne andrà.
Pulce nell'orecchio per cui si una persona che cerca di essere imparziale potrebbe dire: "Non per le prove che porta Dan Brown, ma questa storia della Maddalena potrebbe essere vera". Non posso dargli torto (dicevo prima:Io non ho (e forse nessuno ha) i mezzi per smentire - ma nemmeno per confermare - l'esistenza di pinco pallino), ma chissà perché nessuno ci aveva pensato prima a sta storia, e ora però nessuno riesce a dire un No secco.
E comunque, un'altra questione: Il Codice Da Vinci parla tanto di femminismo sacro, ma non c'è UNA SOLA PAROLA che tiri in ballo il culto della Madonna, menzionata solo riguardo al dipinto La Vergine delle rocce.
Riguardo la MAdonna non si può parlare propriamente di "femminismo sacro", perché la madre di Cristo dovrebbe essere solo un esempio di persona di fede, ma i culti a lei dedicati sono innumerevoli.
Eppure qualcuno l'ha taciuta completamente per pubblicizzare una specie di campagna femminista, a questo punto, se non infondata, almeno inutile. E in pochi lettori sanno dissentire al 100%, io stesso non credo di riuscirci.
Non che voglia essere contrario a priori, ma sta pulce dall'orecchio me la voglio togliere (dalle _____), voglio pensare alla questione "Cristo e Maria Maddalena erano sposi" SOLO SE QUALCUNO PORTA DELLE PROVE SERIE. E LE PORTA SERIAMENTE.

Prossimamente (vorrei farlo stasera, ma tra poco esco e quando ritorno sicuramente avrò sonno) inaugurerò un nuovo spazio nella colonna di destra.. inconsueto e possibile oggetto di fraintendimento, ma fa niente..

domenica 21 maggio 2006

citazione

Non è che la cultura pop sia di per sé malvagia o che non abbia nulla di buono da offrire. Ma essa generalmente si adopera per dare alla gente ciò che essa vuole sentire, a prescindere dalla verità. - Carl Olson

già si dovrebbe capire di suo, ma io per chiarezza aggiungerei che, proprio perché la cultura pop dà alla gente ciò che essa vuole sentire, la gente è appagata e, pur di mantenere questo stato, prende a prescindere dall'oggettività, e la proposta della cultura pop viene impropriamente innalzata a realtà.
Non ci avevo mai pensato molto a fondo, e leggere questa frase è stato un'apertura mentale immensa, come tirare via i tendaggi di velluto dal finestrone di una sala buia.
Perché tra l'altro questo è un meccanismo che accade in moltissimi ambiti nei più disparati contesti: così molti sciocchi vengono convinti che pagare cento euro - o anche il doppio - per un paio di jeans qualunquisti, o per una maglia di cui effettivamente non hanno bisogno, non sia farsi derubare; così molti sciocchi non vogliono sapere che il Priorato di Sion è stato fondato intorno agli anni Cinquanta da un elettricista o idraulico o giù di lì.

Per chi non l'ha letto, l'ultima frase era un riferimento al Codice Da Vinci. La citazione infatti è tratta da un'intervista riguardo alle magagne scritte nel best seller, da eMule ho scaricato qualche file testuale serio che intende smontare Dan Brown.
Tra l'altro, due nuovi motivi per cui non si può dire "è solo un romanzo".
1. Anche "I promessi sposi" per alcuni potrebbero essere "solo un romanzo", ma è universalmente risaputo che l'opera massima di Manzoni era una metafora della situazione norditaliana del periodo traslata di un paio di secoli addietro.
2.
Se lo scenario fosse un altro e il romanzo non fosse Il Codice da Vinci, ma avesse per protagonista il principe Siddharta e raccontasse un’altra storia, quella del Buddha, che dopo l’illuminazione, non ha condotto la vita di castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni - che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) - era in realtà il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l’omicidio. Certamente l’atteggiamento verso un romanzo del genere sarebbe ben diverso da quello registrato verso Il Codice da Vinci. Autorità di tutte le religioni denuncerebbero l’odiosa mistificazione anti-buddhista e l’incitamento allo scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione sicuramente sarebbe vietata, fra gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui fosse proposta una versione per il grande schermo, caccerebbero a pedate l’autore, considerando l’intero progetto uno scherzo di cattivo gusto. E Ron Howard, Richard Gere e Tom Hanks sarebbero in prima linea a sottoscrivere appelli per il Dalai Lama offeso, vilipeso e tradito nella sua fede e a raccogliere fondi per finanziare campagne in suo favore. Questa certamente sarebbe la reazione di fronte a uno scenario del genere. E sarebbe la reazione giusta e condivisibile. Ma perché quando è la Chiesa Cattolica al centro della diffamazione le cose cambiano totalmente? Come è stato correttamente osservato dallo storico e sociologo americano Philip Jenkins, il successo di questo mediocrissimo prodotto letterario è solo un’altra prova del fatto che l’anti-cattolicesimo è “l’ultimo pregiudizio accettabile” (è il titolo di un libro di Jenkins: The New Anti-Catholicism. The Last Acceptable Prejudice, Oxford University Press, New York 2003). - Nunzio Primavera
Questo scritto di tale Nunzio Primavera esprime molto meglio di quanto non avessi potuto fare io un pensiero molto simile. Anche se il leggere a fondo pagina "Ufficio Informazioni dell'Opus Dei" - dizione presente anche nell'intervista a tale Carl Orson - mi ha un po' inquietato.
Vabbè, c'è di peggio.
tipo, capire (o ammettere a me stesso) che i locali sotto quell'insegna Dianetics sono una sede di Scientology vera e propria.
O vedere il Vangelo di Giuda sulla vetrina di una qualunque libreria laica. Con il titolo stampato color oro laminato (e la copertina in generale) stile romanzo best seller stracommerciale.
La finzione passa per realtà, la realtà viene patinata da finzione (non è soltanto il Vangelo di Giuda, è lo stesso meccanismo delle fiction che ricostruiscono le vite di personaggi realmente esistiti), la devozione sorpassa e socialmente vince e uccide la fede. Io stesso non riesco a non razzolare bene come predicherei a me medesimo.
Ci vorrebbe una frase conclusiva: o fatalista tragica, o speranzosa nonostante tutto. Ma non ne trovo nessuna, e le due alternative sono scontate.
Frase che non è un finale ma dovevo dirla: spero di non passare per un frustrato del cazzo.

venerdì 19 maggio 2006

Ancora Codice..

ma stavolta spezzo una lancia.
Ultimamente avevo spiegato bene i motivi per cui è accusabile di calunnia, e non li ripeterò.
In quanto calunnia verso la figura di Cristo, la Chiesa, Maria Maddalena (e anche Leonardo, ma ora non è strettamente coerente in questo contesto), si può definire un libro blasfemo.
[Curioso come un libro commerciale possa essere blasfemo]
Ma certe cose non capitano più dai tempi dall'Inquisizione, credo.
Fortuna che - ora - non sembra esserci un minimo prelato immischiato nella faccenda..
ma tanto lo sdegno anticlericale insorgerà come un vespaio isterico comunque.
La stessa grettezza che ha animato le menti di chi ha deciso lo sciocco gesto fomenterà in altre il disprezzo verso chi - una volta tanto, diciamolo - non ha colpa.
Curiosità 1 o patetica: la location dell'evento è riportata come "Il paese di Fabiano del Grande Fratello".
Curiosità 2 o leggermente delusa: un simile gesto me lo sarei aspettato, più che da AN o - ancor peggio - UDC, da qualche leghista di quelli con la stessa apertura mentale di Pannella; apertura mentale inversamente proporzionale allo slancio (molto). Oppure da qualche protestante USA uno step più inquietante di Settimo cielo.

Sempre riguardo il Codice (ma stavolta versione film), la locandina in cui è rappresentata Sophie Neveu non rende affatto giustizia ad Amélie.

Linkaggi vari:
- oggi una situazione opposta mi ha fatto avere cinque centesimi di resto in più dal distributore automatico. tiè.
- la stessa sera mio padre si è comportato da persona saggia come non ricordavo da tempo
- quando mi vesto ska - e lo si dovrebbe riconoscere - la maggior parte di chi non mi etichetta come Billie Joe Armstrong crede che sia vestito elegante-serio se non elegante-fighetto.
male male male.
- la mia situazione economica - e non metto il link perché ne sarebbero troppi - continua ad essere in discesa quasi libera. Ma ultimamente non mi viene da rompere le palle ripetendolo. Forse perché si prospettano diverse entrate più o meno golose.

venerdì 12 maggio 2006

bli bli bli (è la cosa che mi suona più adatta come plurale di bla bla bla)

intro:
voglia tu scusarmi, tu, lettore/trice di cui ho il link nella barra di destra, se non mi faccio vivo da un pezzo. Ultimamente non ho molto tempo libero, e mi basta a malapena per postare qui. sorry.

prologo:
primo concerto elettrico (di cui al precedente post) rinviato a data da destinarsi causa incompatibilità a lungo termine tra la disponibilità della band al completo e quella del palco open source.

I
E' da qualche post che non parlo del Codice Da Vinci (che ormai è ufficialmente il tormentone di questo blog; secondo posto, direi, i miei pochi soldi; terzo, Scientology e affiliati; gli animaletti scemi dipinti sono fuori gara, in quanto non importunano più, nonostante l'imbarazzante fioccare di complimenti) quindi, gli tocca.
Proprio ieri ho appreso alla radio che la protagonista Sophie Neveu (o qualcosa del genere) sarà impersonata dall'attrice che aveva il ruolo di Amélie ne "Lo straordinario mondo di Amélie", appunto. L'appena citato film, a suo tempo, non mi era piaciuto, ma potrei cambiare idea, perché l'ho visto diversi anni fa, e ne ricordo solo la di lei fissazione per le fototessere trovate cassualmente alla cabina e la scena in cui lei, affacciata a un balcone, guarda Parigi e dice: in questo momento (numero che non mi ricordo) coppie stanno avendo un orgasmo - (numero + 1) [Corregge il numero subito dopo una brevissima scena di amplesso di due altre persone]. Comunque, il punto è sull'attrice, non sul film Lo straodinario blablablà. Mi suona abbastanza curioso immaginare quest'attrice impersonare ruoli così più-che-diversi-incompatibili-se-non-sghembi come Amélie e Sophie Neveu, e soprattutto, saltare tra generi - e produzioni - così diversi.

II
Che c'entra Got None con il gelato Carte D'Or? Ok che la suddetta canzone mi è alquanto antipatica, ma non è per questo che mi stona in quello spot. Non ditemi che da un gelato che da anni ti hanno inculcato in testa essere morbido e cremoso uno non si deve aspettare una musichetta soft e/o maliziosa..
mentre la suddetta, a mio avviso, non è soft, è leggera (nell'accezione di non profonda) e alquanto insipida. In pratica, che c'azzecca??

III
Per certi aspetti, MTV potrebbe essere considerata una discarica. PER CERTI ASPETTI.
Per certi aspetti, eMule potrebbe essere considerato una discarica. PER CERTI ASPETTI.
Ma non è mica necessario che ci siano spazzature in comune.
Tipo il mash-up di Smells like teen spirit con Bootylicious.
Non cito gli autori per pietà.

IV
Che fine ha fatto il Winner Taco???
Ok, sono anni che è sparito dai freezer Algida, ma di colpo m'è tornata la nostalgia qualche giorno fa, mangiando il gelato alle arachidi (tra parentesi, detta così non sembra ma è buonissimo!)..

V
Perché c'è gente che ancora si ostina a realizzare (e qualcun altro a richiedere) spot pubblicitari o trasmissioni in 16:9 [il 16:9, se non lo sai, è quel formato video che, visto in TV, lascia quelle grandi strisce orizzontali nere nelle parti superiore e inferiore dello schermo]?
Onore e gloria a quel genio di nome Stanley Kubrick perché, tra l'altro, ha voluto realizzare "Eyes Wide Shut" in 4:3 [l'altro formato video, quello normale del televisore].

VI
Sto ascoltando - anzi, sentendo - il nuovo singolo di Tiziano Ferro alla radio. Ci sono momenti in cui ricorda alcuni pezzi di Battiato. Con le dovute - significantissime e irrimiediabili - differenze.

VII
All'autoradio, oggi pomeriggio, avevo ascoltato due nuovissimi brani di Carmen Consoli - "Maria Catena" - e Red Hot Chili Peppers - non lo so il titolo. Da segnalare la voce squillante della cantantessa (che dave apprezzerà :P) e la straordinaria affinità del nuovo pezzo del quartetto coi calzini sulle putenda con "Ineluttabile" dei Marlene Kuntz. Un mash-up, qui, ci andrebbe a fagiolo, anche se a tratti si potrebbe sospettare il plagio.. naa, l'atmosfera della canzone dei californiani è completamente diversa.

VIII
Ancora mash-up, proprio carino e ben fatto quello tra"Boulevard of Broken Dreams" e "Wonderwall" (rispettivamente Green Day e Oasis, anche se la prima canzone è un po' tanto inflazionata, da un annetto a questa parte..)

mercoledì 3 maggio 2006

Sigmund Freud - Psicopatologia della vita quotidiana

E' un libro che mi prende davvero molto.
Inutile dire che mi prende in tutt'altro modo che il "Codice Da Vinci" o "Angeli e Demoni", che pure sono molto avvincenti per me.
Anche perché il primo è un saggio, gli altri due romanzi.
Consigliatomi da più parti e comprato proprio per la curiosità suscitatami, Psicopatologia della vita quotidiana mi sta aprendo un mondo. E mi sta cambiando in certe occasioni.
Tipo, quando non ricordo una parola cerco di seguire il metodo proposto (ma ancora mi perdo per strada..), oppure mi diverto a scoprire e analizzare i lapsus linguae.
L'ultimo, una mezz'oretta fa. Mia madre tirava il filo dell'aspirapolvere, non so se per cercare di scioglierne un groviglio (improbabile) o se per staccare la spina dal muro (tentativo comunque alquanto goffo). Al che, le chiedo: "Vuoi strappare il filo?"
laddove intendevo "Vuoi staccare il filo?"
[la frase corretta in italiano impeccabile sarebbe stata "Vuoi staccare la spina?", ma considera il tono colloquiale/informale/domestico, senza cui tra l'altro non ci sarebbe stato il lapsus]
E per di più, mi sono accorto subito che strappare non era la parola giusta, ma
1. non mi sono accorto all'istante del lapsus;
2. non riuscivo a ricordare la parola giusta staccare!

Due righe su "Codice Da Vinci" e "Angeli e Demoni" che, quando li ho citati a inizio post, mi hanno fatto ricordare questo pensiero. Da quanto riferitomi, ieri, Padre Livio di Radio Maria ha detto che la classica frase "tanto è solo un romanzo, non è realtà" non regge molto. perché, in prima istanza, romanzo o meno, fondamentalmente rimane sempre una calunnia. E, se uno ci tiene (ehmmm...) dovrebbe sentirsi parte offesa e reagire di conseguenza.
Per chi (come me all'inizio) ha creduto che questa frase fosse frutto di un certo risentimento offeso anche un po' piagnucolone, riporto anche un paragone dello stesso: è come se un tizio qualunque un giorno gli passa un grillo per la testa e si mette a scrivere che tua madre è una battona [non penso che abbia utilizzato questo termine.. hihihi].
Mia aggiunta: anche se "è solo un romanzo", ci sono state un sacco di persone che hanno preso per oro colato le parole di Dan Brown [e penso che il film sarà un'ancora maggiore circonvenzione di incapaci], perché è molto più probabile che qualcuno legga l'introduzione del romanzo - in cui l'autore dice "Tutto ciò che dico è assolutamente vero" - che non la primissima pagina del libro - in cui l'editore (perlomeno quello italiano) scrive "i nomi di personaggi e luoghi realmente esistenti sono utilizzati solo per dare veridicità al racconto. Eventuali analogie con fatti realmente accaduti sono casuali".

sabato 29 aprile 2006

Ho da dire un po’ di cose.

1. Cinema/tv/film/& so on..
- “Il Codice da Vinci” esce il 19 MAGGIO, non aprile come avevo detto qualche giorno fa, avevo letto male il manifesto al cinema e avevo dimenticato di correggere; comunque, stamattina ho visto la copertina di Ciak su cui era raffigurato (credo) Silas e non mi faceva impazzire. Affatto. Probabilmente la pellicola non soddisferà le mie aspettative di un film, comunque sia, serio.
- Sta uscendo nelle sale “Il regista di matrimoni”, nuovo film di Marco Bellocchio con Sergio Castelletto dopo “L’ora di religione”
[Davvero un bel film. Credo sia stato il primo caso di bestemmia “gratuita” che non mi ha dato fastidio, anche se mi ha lasciato un po’ strano.. spero che nessuno comunque abbia recepito erroneamente alcuni aspetti]
.
Già parlare di “regista di matrimoni” mi inquieta: a. perché mi fa pensare ai filmati di matrimoni (anche quelli fatti da fotografi) che sono al 90% un’accozzaglia di effetti video e transizioni veramente trash [ho i miei buoni motivi per credere che gli unici effetti da utilizzare siano il bilanciamento di colore e luminosità, le uniche transizioni stacco netto o dissolvenza, o poco più]; b. perché è tremendo pensare che possano esserci persone prese dalla FORMA più che dal contenuto di un tale momento (e purtroppo ce ne sono) al punto da doverlo programmare in ogni dettaglio come una coreografia. E questo se non erro è proprio l’aspetto messo in risalto da Bellocchio, con cui concordo allora se fa sì che il protagonista voglia sabotare l’evento.
A proposito di protagonista, che strano caso che Sergio Castellitto (molto apprezzato in “L’ora di religione”) mi ricordi parecchio Emilio Solfrizzi, attore di tutt’altra fascia. Così altra fascia che non me ne va nemmeno di dilungarmici su.
- Passando davanti ad una videoteca ho rivisto per caso la locandina di “Trappola in fondo al mare”, film uscito nel Bel Paese qualche mese fa. Non conosco affatto la storia, ma già solo vedendo un tale artwork mi chiedo: chi mai può essere andato a vedere il film? Dico, è la locandina/copertina di DVD/VHS più scialba che abbia mai visto.. perfino i film porno hanno copertine più espressive!
Ripeto, non conosco affatto la storia né il film di per sé, ma a mio avviso giusto il trailer o la trama potrebbero essere il pretesto che stimola la curiosità di vederlo. La locandina, proprio no.
L’unico effetto che mi ha suscitato (tra l’altro curioso, visto che non sono il tipo troppo influenzabile da certi stereotipi), un po’ di voglia di avere l’addome a scacchetti, o perlomeno più definito di quanto non sia al momento. Perché diciamo che quattro mesi di palestra hanno portato parecchi contenuti, ma poca forma (ossia muscoli sodi ma piccoli, addominali duri ma pancetta ancora sporgente).
- Stamattina ho visto il promo di “48 ore”, prossima fiction poliziesca targata Mediaset di cui avevo solo sentito lo spot radiofonico. Già la trama, accennata da codesto spot e ribadita dal titolo, mi suona abbastanza assurda: c’è una squadra di agenti che deve recuperare gli evasi entro 48 ore dalla fuga. Perché, i latitanti da oltre quarant’anni (ogni riferimento non è puramente casuale) non sono forse importanti?
Ma alla fine, chisenefrega, basterebbe non pensare che il plot debba essere realistico.
Ma la tecnica.. oddioooo!
Da quel poco che si evince dal promo, sembra “La squadra” con in più qualche inquadratura figa molto debitrice di certi effetti puramente commerciali di CSI o il fratellino sfigato Made in Italy RIS.
E a questo punto potete raccontare anche la mia vita, ma tanto non lo guardo.
- Easy rider: una bella lezione di vita contro tante bambocciate che ci raccontano da sempre.
Tipo l’uguaglianza razziale, il rispetto verso chiunque.
Sono cose giuste, sia ben chiaro.
Ma troppo spesso sono cose ancora al livello di parole e basta.
Perché ancora non viviamo in una società multietnica (ma una società che si sta riempiendo di immigrati che non si integrano e/o non riusciamo a far integrare - ndr), e fondamentalmente sono poche le persone aperte di mente. In pratica, tutti ormai dall’asilo abbiamo imparato con la giusta cadenza e la giusta faccetta da circostanza a dire che bisogna essere tutti fratelli e/o bisogna amare tutti e/o bisogna rispettare tutti. Ma non tutti ad oggi abbiamo ancora imparato a non scansarsi passando accanto ad un arabo, non tutti ad oggi abbiamo ancora imparato a non schifarci se vediamo un gruppo di punkabbestia che fanno assolutamente i cazzi loro ai bordi della strada, non tutti ad oggi abbiamo imparato a non farci film nella testa vedendo una faccia strana che non necessariamente appartiene ad un pervertito o un delinquente.

2.
La parte razionalista di me dice che frasi tipo “Sono la persona più sfortunata del mondo”, “Non c’è nessuno più iellato di me”, “Ah, ma io sto peggio di te” sono una maniera - a suo modo perversa - di tirarsela.
Ma certe volte è proprio vero che capitano tutte solo a te..

3. Musica
Ultimamente ho ripreso ad ascoltare parecchio “Numb” dei Linea 77. E proprio stamattina mi sono ricordato di quando ho pensato come sia un genere decisamente diciamo “maschio”. A parte il contrasto con le ragazzine sciape che ho visto al loro ultimo concerto, intendevo che è qualcosa di veramente non-proprio-viscerale-ma-comunque-fatto-con-sangue-e-budella e decisamente targettizzato ad un pubblico maschile più o meno del tipo “l’omo ha da puzzà” o giù di lì. In pratica, li ritengo un genere musicale affine a sport come il wrestling (se solo i network USA non ci costruissero sopra le telenovele), il monster truck racing, o meglio, il rugby, specie la variante senza casco e tante protezioni.
O, in altre parole, quello che, seguendo un cliché di interviste di Rock Sound assocerei alla domanda: “Album per far innamorare qualcuno del tuo stesso sesso”.
La domanda di cui sopra penso debba essere intesa come “l’album che in generale possa attrarre un uomo, indipendentemente da chi lo vuole conquistare.” e non come “l’album con cui IO debba sedurre un uomo” - il punto non sono i miei orientamenti sessuali pericolosamente altalenanti.
A proposito di omosessualità, curioso come “Insane lovers” sembri raccontare perfettamente in musica una qualche storia stile Josman (autore di diversi fumetti porno gay quasi sempre incentrati su rapporti sessuali tra padre e figlio spudoratamente consenzienti).

4. Tecnologia e portafoglio
Se gli auricolari di marca costano ben più dei 2,50 € spesi per un nome assolutamente sconosciuto, un qualche motivo ci sarà. Tipo, se quelli di marca danno fruscio, di certo non al terzo utilizzo.

5. The Nanny
Qualcuno sa dirmi qualcosa riguardo una tournée teatrale italiana della Tata, a quanto pare con i veri attori della sit-com?

6.
Qualcuno sa trovarmi una scusa che possa reggere per giustificarmi con dei più-o-meno-clienti? dovevo far loro avere un preventivo quasi due settimane fa, ma non l’ho fatto, perché non ho ancora capito quale è il mio compito, e soprattutto non ho capito perché dovrei far loro spendere soldi inutilmente; loro hanno provato a telefonarmi diverse volte e non ho risposto..
ti prego, lettore/lettrice, rispondi a questo post.. pensa che è come un concorso che premia la persona con più creatività. Creatività qui non significa che posso dire di essere stato rapito dagli alieni.

7.
Sarebbe bello essere un papavero.
motivi:
con quattro petali, hai l’essenziale e niente di più (chi solitamente disegna fiori a cinque petali pensa che se fossero quattro sarebbe scambiato per un quadrifoglio? bè, non è così)
è semplice, e proprio per questo la sua immagine non è troppo inflazionata per scopi troppo al di fuori della sua natura, a parte Kenzo e qualcun altro
ha modo di vedere sempre - o quasi - il cielo azzurro, e se piove, sa che, o è una pausa temporanea e comunque il cielo azzurro sarà la maggior parte della sua vita, o che comunque se esso è lì, è lì per il cielo azzurro.

Due pagine e qualche riga su Word, Times New Roman 12. Wow.

martedì 18 aprile 2006

ritorno blogorroico

Penso che farei bene a procurarmi qualcosa di Caparezza. L'ultimo singolo conferma le sue capacità a livello di testi (perlomeno per quello che si riesce a capire da un ascolto non troppo attento) e contenuti.
Come già accaduto ai tempi di Fuori dal tunnel, è stranamente curioso il fatto che ora sia invitato (o resident?) alle varie trasmissioni musicali per teenager con tanto di chart i cui dati non si sa da dove provengano, visto che ognuno dice la sua. In pratica, Top of the Pops e quell'altro - credo si chiami CD live - che in pratica ne è la fotocopia in versione discount sfigato, da quando Rai Due ha ceduto i diritti del marchio a Italia Uno. E probabilmente ci saranno anche trasmissioni dal target un po' più presunto figo, tipo TRL o Select (se ancora va in onda) di MTV o qualche clone targato Viva/ReteA/AllMusic (non so quale sia il suo nome all'attivo al momento). Dico probabilmente perché le due emittenti sono praticamente inaccessibili dai televisori di casa mia. E comunque, ultimamente, guardo pochissima televisione.
Tornando a Caparezza, vederlo a fine canzone tra il conduttore (in giacca color grigio 60% e T-shirt bianca con eventuale stampa trendy) e la conduttrice (mora o castana scura, capelli lisci non troppo corti, top bianco con stampa trendy), è davvero comico. Perché presumibilmente i due non si rendono minimamente conto che, visti certi testi, Caparezza, gente come loro, se la potrebbe mangiare a colazione.
Fare la parte del nemico per infiltrarsi nell'ingranaggio dell'impero e farlo marcire lentamente dal di dentro - Kurt Cobain
[nei suoi diari questo concetto l'ha ripetuto un pacco di volte in forme non proprio identiche, e questa non è una delle migliori, ma è l'unica che ho trovato.]

A volte è piacevole camminare per il centro da soli. Perché può capitarti di essere folgorato da miriadi di particolari che sono stati buttati là appositamente per essere visti da qualcuno, e la cui vita [cui si riferisce ai particolari] sarebbe insignificante altrimenti. Particolari che stimolano pensieri che avrai già dimenticato quando davanti al tuo diario o la tua piattaforma blog vorrai riscriverli. Particolari che comunque non avranno vissuto invano. Particolari come il negozio di abbigliamento usato (ma dai prezzi non proprio equi) che ha chiuso i battenti, troppi fighetti con il piercing sotto il labbro per pensare seriamente di averlo anch'io, molte cose che ho già dimenticato, e l'ex bassista per cui potrei dare tutto.
piccola donna moderna tipo mamma moglie giovane con un lavoro in ufficio, un blog e una casa arredata IKEA, o piccola donna moderna non-proprio-in-carriera, un po' tipo Stefania Rocca in Casomai, dall'anima rock che se ne frega del rischio di passare da fighetta alla MTV se indossa due spille sul cappotto, piccola donna che mi affascina e mi imbarazza. A cui non credo di essere capace di donare il primo pensiero del mattino o l'ultimo della sera, ma a cui donerei cuore e anima.

Periodo di film, piccoli e grandi.
#1
Un po' di tempo fa, Tristano e Isotta al cinema.
Non grandi aspettative.
Se riesci a filtrare alcuni aspetti un po' svenevoli (in cui rientra anche la classica scena di sesso romantico tra i protagonisti, ormai un must palloso di qualunque film in cui ci sia una storia d'amore) da ragazzini, può capitare di cogliere aspetti tecnici del film che non sono affatto male.
Come i colori costantemente lividi.
Per quanto riguarda la storia, anni fa avevo letto il libro, ma l'ho completamente dimenticato, e vorrei rileggerlo per vedere se il film si è preso delle licenze poetiche. Se licenze poetiche non ci fossero, bello il gioco di affastellamento degli eventi che frustrano e travolgono i protagonisti, cadendo l'uno sull'altro come tessere del domino messe in fila, gioco a cui Shakespeare si è palesemente ispirato. Ispirato senza però copiare, visto che i suoi finali sono di gran lunga più tragici (a Tristano e Isotta la strada di un amore completamente libero si apre ben prima della morte), e visto che la locandina di Tristano e Isotta (tra l'altro, modernissima e in nulla rievocante il medioevo) riporta quel terribile "Prima di Giulietta e Romeo c'erano..", apoteosi dell'invidia e del cattivo gusto.
#2
ieri sera, Io non ho paura in TV.
Volevo vederlo, quel film, ma ieri non avevo voglia di mettermi davanti al televisore. Poi è capitato che mi sono trovato lì davanti e la voglia di andare via è scemata.
Film bellino. Ma forse mi aspettavo un po' di più.
Tipo, NESSUN obolo al cinema commerciale, imprecisioni meno grossolane (al massimo una Barbie Anni Ottanta - o meglio, un surrogato tipo Tanya, più adatto al tenore sociale medio dei protagonisti - in un film ambientato nei Settanta, invece che una Barbie Anni Novanta, il modello di base ancora in voga oggi) e un finale tragico. Non sempre vissero tutti felici e contenti, o con solo un proiettile nella coscia.
Comunque, belli i giochi di colore tra campi gialli lampanti, campi gialli lividi, albe impressioniste, notti dal ciero nero assoluto e tramonti dalle luci teatrali.
Il film mi ha portato a capire ancora di meno Diego Abatantuono. Il suo rimbalzare tra film di stampo vanziniano e registi di alt(r)a fascia mi aveva indotto a pensare che seguisse più o meno l'esempio di John Cassavetes (regista USA indipendente che però ha partecipato a numerosi film hollywoodiani come attore, giusto per autofinanziarsi). Ma proprio sabato ho constatato come il suo Colorado Cafè Live abbia fatto il primo passo verso la decadenza.. se non è stato solo un passo falso, la situazione è più complicata di quanto sembri.. e vederlo in Io non ho paura mi ha confuso le idee ancora di più..
Il padre del protagonista (ho già visto quell'attore ma non ricordo affatto chi sia), in questo film, mi ha fatto sentire davvero, in un'altra accezione, cosa intendesse Martino quando ha detto: Se sei una persona normale, rispettabile, se sei nel gruppo, bene o male lavori per il gruppo [da Jack Frusciante è uscito dal gruppo], frase che avevo sempre visto in un'ottica socialicomunista di critica alla società borghesecapitalista. Forse, avendo trascritto la frase fuori dal proprio contesto, sembra più una cosa tipo Fight Club, lavorare per un'associazione; ma in Jack Frusciante e Io non ho paura il gruppo indica una persona/o un'entità a suo modo padrone.
#3
domani (cavolo, già domani!) esce nelle sale Il codice da Vinci (o perlomeno, domani esce in una delle sale a me vicine). E presto mi fionderò a vederlo.
voglio vedere come se la cava Tom Hanks, che ultimamente non mi fa impazzire, nel ruolo dello studioso quarantenne bello, alto, superstudioso e scapolo. Dimenticavo, nuotatore provetto e non nerd-sfigato.
Ma soprattutto voglio vedere come se l'è cavata il regista (a proposito, chi è?) nel risolvere filmicamente spinose questioni come alcune cazzate clamorose scritte nel libro (esempio 1. la tela de La Vergine delle Rocce del Louvre che Langdon minaccia di sfondare, in realtà è una tavola! esempio 2. il presunto seno del personaggio alla destra di Cristo ne L'Ultima Cena, in realtà assolutamente inesistente) o verità alquanto dubbie (rimanendo a L'Ultima Cena: 1. La mano che brandisce un coltello non mi sembra così evidentemente attribuibile a personaggi nascosti invece che Pietro; 2. Continua a guardare quell'immagine. La faccia che Dan Brown vede nell'avambraccio della veste di Pietro, in una fotografia globale, più o meno riesco a vederla anche io, ma qui la ritengo più un effetto del deterioramento del colore che non un reale intento del pittore, anche perché il personaggio sarebbe assolutamente sproporzionato, e la faccia blu un tantinello irreale.. un po' come chi disse di aver visto un volto sacro nella traccia di olio lasciata da un hamburger sul cartone, un po' una menata).

Spero ti capiti di ascoltare via radio lo spot Falqui (anche se detta così sembra un malaugurio).
Tendenzialmente old-style, e va benino;
ma devi assolutamente ascoltare il jingle alla fine.
Sicuramente è preso da uno spot TV di 10/15 anni fa circa che non ricordo, ma senza dubbio è esilarante.

Ieri, sul sito ufficiale di Microsoft, ho avuto modo di guardare una presentazione di Windows Vista, il successore di XP, che si appresta a diventare realtà.
mm.. (con aria compiaciuta)
L'interfaccia, dopo il tentativo (non proprio riuscito) di Windows XP, sembra finalmente inchinarsi ad una sobrietà non immemore degli ultimi sistemi operativi Macintosh. E già un grande gap sembra superato, facendomi venir voglia di testare questo nuovo sistema operativo in Beta (versione gratuita di prova).
Ma, tralasciando le varie leggende metropolitane (secondo cui Windows Vista sarà assolutamente antipirateria, arrivando ad eccessi assurdi, tipo che non supporterà CD homemade) ne rimane almeno un altro, di gap:
Windows Vista, funzionerà?