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venerdì 2 maggio 2008

se mai avrò un ricevitore digitale terrestre

penso che vorrò starmene piantato giornate intere davanti ad Iris.
ora che ho letto il link, vorrei specificare, anche se sembrerà coda di paglia, che di Queer as Folk me ne frega poco, e di commedia all'italiana e serie USA varie anche meno.
in pratica, ne ero rimasto abbastanza affascinato al tempo in cui era stata lanciata, e con gli spot di questi giorni c'è un ritorno di fiamma, esplosa riconoscendo la protagonista scema di 8 ½ (quella che leggeva i fumetti di Pippo - PIPPO, CAPISCI?? - o comunque mi sembrava lei).
Poi comunque sorgono parecchie perplessità sulla musica lirica, che non mi fa impazzire, sul fatto che sia Mediaset con tutti gli annessi e connessi, sul fatto che se mai avrò un ricevitore digitale terrestre mi servirà anche tempo da spendere davanti ad Iris.
Ok, raccolgo un po' di voglia autonoma di informarmi e apro eMule.
Anche se certo, il tempo mi mancherà as well.

domenica 24 febbraio 2008

24.02.08.03

Oggi, forse per la prima volta da quando è saltata fuori sta moda della cronaca nera e di stragi familiari (il primo grande show fu Cogne 2002), non ho sentito parlarne in un tiggì con toni del tipo ma lei come si sente processo affollato di curiosi ma lei ha perdonato l'assassino il giallo dell'estate indagato tizio caio e sempronio ascoltato il mago zurlì il giallo dell'inverno la nuova difesa ha ritrattato tutto incapace di intendere e di volere ancora ignota l'arma del delitto.

Venti secondi su per giù , in cui si è solo detto che la madre di Chiara Poggi (Garlasco 2007) andrebbe a Lourdes per pregare (in maggior raccoglimento) per sua figlia.
Ecco.
Pensa se per ogni passaggio mediatico si fosse detta una preghiera per sti poveracci a cui è toccato tirare le cuoia in un tal modo, e/o per quelli che restano forse anche con strazio maggiore, e/o per quegli ancor-più-poveracci che hanno compiuto il fatto di volta in volta.

sabato 21 luglio 2007

oggi italiauno ore tredici

e perché diamine la signorina C.C. d'un tratto oggi è una BALENA?

lunedì 9 luglio 2007

i network della contraddizione

pur di vendere di più, il pacchetto offerta dei due maggiori nomi sul mercato televisione non-satellitare e non-digitale, è mostruosamente disomogeneo, ma il disordine sta nello stesso canale prima ancora che tra uno e l'altro.
Nella fattispecie:
1.5. Il canale capotreno si barcamena tra una discreta/buona informazione e prodotti commerciali che non si guarda in faccia se sia cultura (raramente), prodotto pop o trash, basta sia vendibile.
2.1. Il canale giovane/giovanile, che quindi ha un pacchetto programmi incentrato sul target, e che può variare da tentativi di impegno socio/politico a saghe di telefilm o reality senza capo né coda. Informazione giovane da una parte, giovane-fighetta dall'altra.
3.4. Infine, il canale sfigato: informazione completamente diversificata tra i due pacchetti offerta, ma che comunque non supera il settepiù nel migliore dei casi.
Per il resto, altalena vertiginosa tra evergreen di calibro mostruosamente diverso: documentari naturisti e lezioni di storia quasi raccontate dai protagonisti, Steve Reeves e Pasolini, western retrò e blob.

7. Discorso differente per il terzo polo televisivo: due sole reti, di cui tra l'altro una corre (praticamente da sola) lungo una linea assolutamente sghemba ai network sopracitati.
7.7. E la restante, che avrebbe molte ma molte carte in regola per poter stracciare tutti (tranne blob, credo), purtroppo è frenatissimo (voglio sperare per scarsità di fondi) dai telefilm anni Settanta e dalle televendite pop americane doppiate male, giusto per dirne due.

domenica 1 aprile 2007

[senza titolo]

L'altro ieri mi erano tornati in mente quei vecchi spot in bianco e nero di Dolce & Gabbana datati ormai una decina d'anni fa, credo.
E a parte la fascinazione estetica (di gusto molto simile allo spot Superga - suo contemporaneo?), credo di averci trovato un chiaro tributo alla Sicilia di Luchino Visconti. Precisamente al dì della festa, quando ci si mette indosso il vestito buono - o almeno la canotta non è una ragnatela di buchi - e ci si può permettere il lusso di pensare all'amore più che alle vessazioni del lavoro. E la doppia ottica politica ed esistenzialista non è messa da parte per una sola questione di comodo.

Datati ormai una decina d'anni fa, credo.
Diomio come si cambia.

CORREZIONI:
prologo: tentato tentato tentato, ho ceduto, cercato, trovato e guardato su Youtube lo spot di cui sopra mentre scrivevo sto post (link, anche se il video è un po' massacrato, ma non ho trovato di meglio).
Prima correzione: credo che lo spot in riferimento sia solo quello, e non più di uno, come prima invece mi sembrava. Quest'altro (link), in confronto, è sicuramente meglio di ogni cosa pubblicitaria e non il duo abbia fatto nel giro degli ultimi due/tre anni, ma se paragonato con il primo, è giusto uno sceneggiatino da due soldi in costume. Da due soldi per modo di dire, perché l'ingaggio della Bellucci stavolta viene pure abbinato a quello di ENNIO MORRICONE per il commento musicale. Ma il costo dei due spot diventa inversamente proporzionale al loro valore.
Tantopiù che il secondo, per troppi aspetti formali, ricalca spudoratamente il primo.
Seconda correzione: rivedere lo spot conferma i miei sospetti, il tributo cinematografico non credo sia assolutamente a Luchino visconti. Forse quando avevo pensato sta cosa ero rimasto un po' abbagliato, Visconti è stato l'unico neorealista a girare qualcosa in Sicilia, e avevo preso sbadatamente la via del collegamento facile.
Invece ora credo che quello spot sapesse molto più di Pasolini, traslato sulla più grande isola italiana.
Il contesto storico molto più anni-sessanta-italiani che non immediato-secondo-dopoguerra, la passione laconica, la luce dura e lo stradone polveroso con richiami a Meriggiare pallido e assorto.
Ed ecco che il rivedere la cosa in chiave pasoliniana spiega ancora meglio perché manchi qualcosa di Visconti.
Dunque, Pasolini.
Almeno credo.
Anche perché non è che sia molto esperto.
(Ma questo non vuol dire che ho tirato così avanti sto post giusto per fare una sboronata).

martedì 18 luglio 2006

dunque

la resa dei conti, la promessa è debito e la voglia di sottrarmi è leggermente inferiore alla voglia di postare.
il tempo è relativo: me ne sono reso pienamente conto pochi giorni fa. Avvisaglie ne avevo riscontrate frequentemente in esperienze più o meno quotidiane, e in particolare nel sonno. Diverse volte mi è capitato che il sonno - non necessariamente il sogno, da Morfeo è molto più facile - alterasse la cognizione del tempo - non sto parlando di quando alle volte ti svegli e per qualche secondo non sai dove sei/che ora è e cose del genere, sto parlando di quando dormi per esempio per due ore e al risveglio ti sembra che siano trascorsi tre secondi (mi succedeva spesso da piccolo, ora non più) o del contrario, dormi ad esempio cinque minuti e ti svegli credendo che siano passate ore (mi accade raramente, ma accade).
Finora comunque pensavo che questa distorsione del tempo fosse esclusiva del sogno (che lì fosse possibile non credo di averlo mai messo in dubbio).
Mi sbagliavo.
Ogni persona è capace di fermare il tempo.
La fregatura è che lo ferma inconsciamente e involontariamente, e se ne accorge dopo.
Perché, durante, l'individuo è preso da un pensiero così forte che, appunto, ferma il tempo. o lo rallenta. o qualcosa del genere.
esempio 1:
una persona parla, e dopo aver pronunciato una/due sillabe di una parola, tu ne immagini il proseguimento. A prescindere che indovini o meno la parola, l'istante in cui ti salta in mente la parola intera è una sorta di pausa nel tempo. Senti l'altro parlare in un flusso continuo ininterrotto, ma quel tuo pensiero è un microcosmo che non può essere durato quei pochi nanosecondi che la scienza può misurare. Soprattutto se non indovini la parola, perché te ne rendi conto alla fine della parola e devi sforzarti un attimo per cogliere la differenza tra il tuo pensiero e ciò che ha detto l'altro.
esempio 1a: qualche tempo fa, spot TV di Corporaciòn Dermoestetica, prima scena, una donna dice: "Io vado da Corporaciòn Dermoestetica". Quando mi sono accorto di quel "-ciòn" mi sono sganasciato dal ridere.
[Se non si era capito, mi ero fermato a "Io vado da corpo" - che dalle mie parti è la versione vernacolare di "andare di corpo"]
esempio 2: in momenti particolarmente pericolosi, c'è un istante in cui tu (o forse solo io??) immagini la conseguenza catastrofica e sei praticamente inibito alla reazione. Anzi, la reazione avviene, ma in maniera più o meno automatica, tanto che ti stupisci di aver avuto oggettivamente i nervi freddi.
esempio 2a: i freni della mia automobile, alquanto vecchiotta, lasciano un po' a desiderare; qualche volta, guidando abbastanza veloce, mi è successo di dover inchiodare di brutto se la macchina davanti a me frena all'improvviso; ebbene, nei casi più eclatanti, non mi accorgevo di stare frenando finché non avevo finito di pensare "oddio, ora tampono".

scottatura: qualche giorno fa, mare. Un po' troppo sole, e sono tornato a casa con le spalle arrossate (ma alla fine, non è niente di nuovo). Stamattina mi ritrovo un qualcosa dalla morfologia simile a una qualche irritazione che genera bolle su buona parte della spalla destra.
Pensiero numero uno (irrazionale): tumore alla pelle.
Azione numero uno (razionale): ricerca combinata Google/Google immagini, che smentiscono.
Azione numero due (scema): applico la crema doposole.
Pensiero numero due (molto più tardi, semirazionale): ustione. Pensiero razionale finché non mi vengono in mente tutte le cose schifolose che ha sempre detto mia madre, cose del genere: "le ustioni provocano infezioni che si espandono".
Azione numero due (in mancanza d'altro..): nonostante la scottatura non dia fastidio, bagnarla un po' dà sollievo.
Azione numero tre (un po' più sensata della uno): applico una crema/gel contro le irritazioni cutanee.
Azione numero quattro (tra poco): torno allo specchio a monitorare la situazione e, se ce n'è bisogno, applico il gel refrigerante (quello che, o lo applichi con moderazione, o ti ustioni di freddo - davvero)

tumori: la parente di cui ho parlato un paio di volte tempo fa sembra non avere scampo, il male si allarga e non sembra operabile; l'averla vista pochissimi giorni fa in "salute" come mai negli ultimi mesi mi ha fatto piacere, finché non ho ripensato al fatto che da qualche tempo hanno aumentato il principio attivo del cerotto alla morfina, e al fatto che ella stessa ignora che sia morfina (ignora questo e tutto il resto..).
E comunque, è arrivato pure un altro caso nei paraggi, e di una persona addirittura un po' più giovane.

Griffin: forse diventeranno il mio cartoon preferito. Sono stato per lunghissimo tempo carampano dei Simpson a livelli anche ottusi, ma ora sembra che ho trovato un briciolo di obiettività.
I Simpson sono venuti per primi, ed è indubbio hanno aperto la strada. ed è indubbio che i Griffin abbiano colto una certa scia. Ma forse l'allievo ha superato il maestro. O si appresta a farlo. Credo che l'unica superiorità che posso attribuire ai Simpson (oltre al suddetto primato temporale, che comunque non è cosa da poco) sia un certo - per quanto possibile - senso di realtà.
[La salomonica differenza può essere fatta anche raffrontando due sole scene:
a) Homer e Bart Simpson, in Australia, vogliono scappare da degli inseguitori entrando nel marsupio di due canguri. Bart inserisce un piede e, estrendolo ricoperto di una qualche mucosa schifolosa, si lamenta: "Ma non è come nei cartoni animati.."
b) Peter Griffin, allo zoo, non ricordo per quale motivo, entra nel marsupio di un canguro che lo trasporta per un po', poi stramazza. Peter esce completamente pulito.]
Ma è anche vero che, se I Griffin fossero più realistici, il mio adorato Stewie non potrebbe essere così come lo conosco.

Radiohead e Björk: qualche giorno fa avevo ritrovato tale "Jöga" di Björk, l'unica di lei canzone che conosco. E che comunque credo valga l'intera discografia.
Forse, unico neo, gli archi sono un po' pesanti. In linea di massima, violini e simili ci stanno bene, ma in alcuni tratti la loro presenza sembra un po' cacofonica. Forse un pizzico in più di elettronica, ma proprio un pilino, non avrebbe guastato.
wow, potrei fare il produttore?
Salto ai Radiohead senza nessun nesso logico (l'unico legame possibile è che Björk ha duettato con Thom Yorke, cantante dei Radiohead, forse proprio nello stesso album che contiene Jöga, am quella canzone non la conosco e comunque dovevo parlare dei Radiohead e basta).
Visto che la musicassetta (eh già! ancora esistono!) di "The Bends" è praticamente andata (cronologicamente: 1. stonava, 2. il lettore autoreverse ne cambiava lato in maniera del tutto casuale, 3. si è spezzato il nastro) e quindi "Street Spirit" dovrò sentirla solo versione CD o MP3, ho ripescato la MC di "OK Computer". Per "Exit Music", mi pare abbastanza ovvio.
"Exit Music" è stata la prima canzone paranoica dei Radiohead che ho conosciuto, e anche se forse "Street Spirit" è migliore, le sono rimasto sempre particolarmente legato.
Al punto che, proprio l'altro giorno, provando a cantarla, mi saliva il groppone in gola.

Bè, almeno ho evitato di rovinarla.

[Altro pensiero sulla stessa canzone: conoscendone il finale - il quale tra l'altro a me non evoca affatto la pace che il testo menziona - , le parole "today we escape" suonano fatali (notare la derivazione da FATO) come se le due persone partissero per Samarcanda.]

Degli stessi album, altre canzoni, unite alle poche immagini di Thom Yorke agli esordi che conosco, mi danno l'idea che il suddetto cantante possa vantare un certo passato punk. Ma la teoria è completamente campata per aria, è giusto una mia impressione mai verificata.

boh, molte altre cose le ho dimenticate, o forse le ricorderò: qualcosa ho dimenticato, altro lo ho ricordato nel pomeriggio poi di nuovo perduto, una cosa mi è tornata in mente adesso dopo almeno 3/4 giorni.
credo di essere particolarmente amante dell'elettrico più che dell'acustico o unplugged. o semplicemente del non-elettrico.
Prima un po' snobbavo o non mi interessavo all'acustico, poi ne ho compreso la poetica intimista e ok, e ho iniziato ad apprezzarlo. Ma forse lo stesso non si può trasmettere elettricamente?
Non so bene, per certi aspetti in cui la musica riesce a toccarti le corde dell'anima al momento non mi vengono in mente esempi elettrici che possano rendere giustizia a una chitarra classica, o acustica, ma non escludo che ci siano. Ma per aspetti più diciamo cupi, tipo la malinconia devastante, ho scoperto che non è prerogativa del non-elettrico.
Ho trovato una rara versione elettrica di "Something in the way" (Nirvana).
Il senso di morte è inequivocabilmente lo stesso, ma nettamente più palese, e non mi sembra affatto banalizzato come se non ci fosse più nulla da dire. Anzi, genera un immaginario stile Nightmare Before Christmas (a prescindere dalla storia narrata) che moltiplica le ombre.

Una cosa in più: nel pomeriggio ho trovato in libreria un libriccino con alcune fotografie di Alfred Stieglitz. Comprato al volo.
Ma forse ora me ne pento.
O l'opera di Stieglitz non era come ricordavo, o la raccolta ha scelto delle sue fotografie minori.
Troppa poca nebbia, troppe poche luci spettrali, troppi pochi fantasmi.

Altra cosa in più: alla cassa della libreria, mi hanno regalato un piccolo taccuino che promuove un libro in uscita. La citazione riportata mi ha incantato in quanto a eleganza:

La ragazza esitò.
Era come se il suo nome fosse qualcosa di prezioso, come se pronunciarlo equivalesse ad ammettere che tutto quello che le stava di fronte era reale...
Aelin - disse poi in un sussurro - mi chiamo Aelin.

Egle Rizzo, Il viaggio di Aelin.
A giudicare dall'immagine, sembra un libro fantay. Peccato.
Suonava surrerale e soprattutto atemporale come il brano di "Ascolta, Visioni!" (Kurt Zelmann) riportato sul booklet di "Che Cosa Vedi" dei Marlene Kuntz.

giovedì 30 marzo 2006

Torna il caldo

e con esso la buona voglia di fare concertini acustici abusivi nella piazzetta come l'anno scorso.
Con abusivi intendo solo che non avevamo nessun ingaggio, semplicemente gli altri suonavano e io cantavo su una panchina tra il passeggio della città, niente di illegale. A meno che qualcuno della SIAE non faccia storie ..
vabbè, dettagli.
Mi piace proprio l'acustico, prima non l'apprezzavo, poi ho capito e scoperto il suo intimismo, che tra l'altro è la sua essenza, e me ne sono innamorato, anche se certo un live acustico non può coprire un intero repertorio. Nè assolutamente deve farlo a forza.
Mi piace perché sa di genuino; fresco se è una canzone tendenzialmente allegra, profondo se è una canzone triste. Ma comunque è autentico.
A proposito, ultimamente in auto sto ascoltando l'MTV unplugged dei Nirvana.
E è proprio bello.
Mi ritrovo veramente a fondo in certe atmosfere. Anche se comunque non può bastare a rispecchiarmi. Perché, continuando il paragone con i Nirvana, un'altra parte di me ha bisogno di rispecchiarsi nel repertorio elettrico, per gli aspetti cazzari (esempio: Sliver) come per quelli incazzosi (tipo Territorial Pissings), e anche quelli definiti commerciali (Smells Like Teen Spirit).
Ma non vuol dire che mi piacciono solo i Nirvana e ritrovo parte di me solo in ciò che dicono loro. Anzi. Ci sono molte canzoni troppo heavy per i miei gusti che le ascolto, sì, ma a breve mi stufano..
però Jesus don't want me for a sunbeam (DON'T want è il titolo esatto, non DOESN'T) è veramente fantastica, anche se il testo è veramente una antipreghiera..

comunque.
EDIT: cambiando argomento.
guarda il video su questo link. Certo che l'originale è nettamente superiore, ma la reinterpretazione non può non far sorridere.

Ultima cosa: a fondo pagina ho messo una sorpresina.. una cazzata che mi porterà molto più vicino ad una denuncia per violazione di copyright.. LOL

mercoledì 8 febbraio 2006

scardino un po' le regole... ma chi se ne frega, le faccio io!

ma poi non so nemmeno se sto scardinando niente, giusto ero partito con l'intenzione che non volevo parlare di gossip quanto di quello che mi passava per la testa.
Anzi.
Parlare di televisione (per quello che ho intenzione di dire ora) non è né strettamente gossip né strettamente un mio pensiero.
(il solito giochino che, tra A e B - o bianco e nero, LOL - , la vita reale prende sempre la terza alternativa, ma questa è un'altra storia)
La mia dipendenza verso la sitcom La Tata mi ha costretto a guardarla anche stamattina (Italia Uno, 8.40 circa) nonostante avessi parecchio da fare. A parte una fantastica gag tipo fuori onda in cui tutta la famiglia ballava I will survive di Gloria Gaynor come un ballo di gruppo, volevo parlare delle pubblicità che tocca vedere a quell'ora.
Suonerie per cellulare.
In tutte le salse.
Wlady è da qualche giorno che non si vede, come anche la nasona che fa la cool, e non ne soffro.
Tal Giuseppe Lago ripescato da Uomini e Donne (orrore e raccapriccio!) l'avevo già visto tempo fa pubblicizzare suonerie, ma negli ultimi giorni ho visto almeno altri TRE suoi spot diversi, tutti e tre abbastanza grotteschi.
di Dindo (o Dindò? non ho ancora capito) oggi non ho visto lo spot (Deo gratias).. non mi dilungo sui disegni brutti stile Rugrats, né sul fatto che "con le suonerie Dindo si cucca alla grande" (O__o), ma di certo, nemmeno le suonerie che propongono meriterebbero un grande spazio, credo che siano le più brutte cover evita-SIAE che abbia mai sentito.. e non lo dico solo perché non mi piacciono neanche gli originali delle canzoni (a parte Hang Up di Madonna; diciamo che più che altro stimo la "material girl" perché, anche se fondamentalmente non fa musica che mi interessi, è una delle poche che non sta banale sulla scia, lei traina. Peccato che abbia sostenuto Britney Spears e Kylie Minogue..)
Le polifoniche di sottofondo degli spot BoogaBoom mi inquietano, non so perché, forse fa quest'effetto solo a me, ma suonano proprio cupe.. una su tutte, quella dello spot di loghi e suonerie di Alla ricerca di Nemo, che però ora non ricordo come faceva..
Sorvolando su Leone di Lernia, le sue NOMERIE, il suo video di mezzo secondo (il cui lip-sync obbrobrioso ti costringe ad accorgerti che immagine e video che vedi/senti in quel momento sono due cose avulse), la ragazza che si vede alla fine dello spot di Dada Mobile by SuperEva (e che forse è proprio una testimonial SuperEva, ma non ci giurerei) è così piatta che INQUIETA. Niente in contrario con le donne poco/pochissimo formose (non è colpa loro, e comunque le preferirei alle siliconate), ma questa proprio mi spiazza. Per me è qualcosa, e qualcosa a suo modo disturbante, che trascende la mera immagine.

Mamma mia, ho scritto un poema epico un'altra volta!