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venerdì 19 giugno 2009

la parolina magica è: stress

(parola comunque fin troppo inflazionata e buttata là con un titolo fin troppo scherzoso che va' a sapere come lo sono andato a pescare)

qua non scrivo più come dovrei o vorrei
fuori dell'ufficio combino poco/niente di quanto dovrei o vorrei
sempre 'sta pesantezza d'umore appena sono da solo, o peggio, a casa
sentirmi pure frenato e non riuscire più ad urlare in macchina da solo

martedì 10 febbraio 2009

[senza titolo]

non ho neanche più le parole.
tutto ciò che riesco a pensare è "passi".
passi, questa settimana.
passi, il troppo lavoro che mi sobbarco come uno yesman e che poi, o fatico a trovare la voglia di portare avanti, o magari scopro troppo tardi di non avere minimamente le competenze adeguate per svolgerlo
passi, che il lavoro "istituzionale" sembra togliermi sempre più tempo per questi side project (e anche per molto altro, a dirla tutta), e a guadagno di cosa?
passi, la frustrazione di familiari e amici che ci mettono il carico, dicendo (anche giustamente) "lavori troppo al lavoro e lavori troppo a casa", che sembrano chiedere chiedere chiedere, e da cui non riesco neanche ad avere un po' di silenzio, un po' di ascolto gratuito, perché alle volte la gente non vuole consigli, vorrebbe solo potersi lamentare
passi, lo sconforto, passi lo scazzo, passi la svoglia, passino nebbie e tenebre che mi offuscano e incupiscono i pensieri.
passerà questa notte.
e domattina sarà come ora ma con l'aggravante del tempo.

domenica 29 giugno 2008

stridore di denti e pianto isterico

e non posso urlare.
e non ho un cazzo di nessuno con cui poter parlare.
e non ho un cazzo di nessuno con cui permettermi di voler parlare.

lunedì 9 giugno 2008

volevo scrivere di

cose tipo che è un periodaccio in cui più va avanti e meno mi sento compreso e mi manca un po' troppo un senso di appartenenza a un mare di cose, e stuff like that, ma ora non riesco a riordinare i pensieri come vorrei, e lascio perdere ché anzi, già a ripensarci ricomincio a deprimermi (anche perché il popò di roba lì sopra potrebbe essere una buona rampa di lancio per cambiare completamente vita, e il mio non avere le palle a sufficienza per fare una cosa del genere aggrava il tutto).
Parlo invece di una cosa che mi è saltata in mente ora ma è da qualche giorno che ci penso su:
perché Twitter per chi ha un blog?
morbosità per morbosità, tanto vale a questo punto buttare tutto su blog, anche il primo pensiero o evento istantaneo che hai random in un pout-pourri alquanto pittoresco e isterico. O sbaglio?
altra curiosità, visto che ci sto: meno di un mese fa parlavo (male) di Morgan e X-Factor, per poi trovarne, pochi giorni dopo, lodi tessute da gente che stimo e che (a quanto pare erroneamente) ritenevo fuori target: a qualcuno va di raccontarmi cosa mi sono perso? 



*Ah, ecco, Wikipedia mi dice che c'è tutto un mondo Twitter SMS oltre il già noto web 2.0 di feed ed email. Un bel passo, effettivamente. Ma che a mio avviso è ancora poco per giustificare un network a sé stante.

domenica 1 giugno 2008

morire. dormire. sognare, forse.

lunedì 19 maggio 2008

È decisa

la parte strumentale di Ohne Dich la fa entrare nella mia personale classifica delle canzoni più angoscianti*.
Del tipo la linea di basso di "Questa notte una lucciola"di Carmen Consoli, le chitarre che urlano col voltastomaco di "Something in the way" versione elettrica, un po' "F.D.P." degli Shandon se si tolgono le due righe di parlato, e poche altre. Forse anche "Pyramid Song" e qualcun'altra dei Radiohead ma non "Street Spirit".

*angoscianti qui fa schifo per quanto è banale come termine, ma almeno è una parola unica.
Il concetto esteso è che mette addosso una malinconia cupa, perforante. ti lascia il magone. 
Sì, alle volte sono molto passionale e irrazionale e di stampo romanticista, e ho la sensazione di rischiare di passare per lo sfigatello emozionale in mezzo a tanto pragmatismo (come il voler notare che il testo dei Rammstein, epurata la stilla di romanticismo inglese misto a tradizione cavalleresca - c'è una poesia che non ricordo che ben ci si accosta - sarebbe quasi da Meneguzzi, senza considerare che è in lingua tedesca), ma a me stesso e per me stesso è bene così, e sarebbe stato altrettanto anche se questo, in prima istanza, non fosse un monologo.

sabato 10 maggio 2008

bella musica e amaro amare

 e amaro amare
 e amaro amare
 e amaro amare.


venerdì 29 febbraio 2008

cose che contano, persone che contano

famiglia: uno su tre, negli ultimi due giorni solari sembra mettercisi d'impegno per farmi vacillare l'intero complesso
amici di uscite: uno su tutti (uno che conta più di tutti) sta facendo tracollare l'intero complesso (facile, visto che conta più di tutti) con storie che lui chiama affetto se non amore ma che a mio avviso sembrano più che altro possesso e sesso per una serie di motivi che potrei anche scrivere se non volessi andare a dormire, e non so se sbaglia lui, io o entrambi
amici di studio: fresca fresca una storiaccia che mi sa di fregatura a mio carico che mi lascia l'amaro in bocca, anche perché è la prima da certa gente che davvero, più di altre persone, non me l'aspettavo, e vorrei giusto risvegliarmi tra dieci giorni con le ferite appena rimarginate anche se non leccate, nonché senza una serie di cazzi e controcazzi di cui non sarà più tempo per pensarne perché necessariamente passati
amici vari: so che ci sono, peccato che in questo preciso istante non ci siano
Dio: non mi capacito perché neanche in certi momenti riesco a tirarlo fuori dal cassetto come si deve.

bene.
buonanotte e speriamo almeno di tirar giù una cortina di buio su quanto terreno e male.

mercoledì 30 gennaio 2008

[senza titolo]

un grì scuro in volto, atterrito dall'ipotesi di un futuro da vecchio, un futuro da solo, un futuro senza figli, un futuro con un lavoro non brutto ma bello solo a metà, dice con un certa fissità: Moraldo Moraldo Moraldo Moraldo Morà--
un altro grì, forse l'oracolo vecchio, solo, senza figli, mai pensionato di un lavoro non brutto ma bello solo a metà, palesemente agitato, scosso, nervoso, e sembrerebbe anche nevrotico, con un tono tra l'esasperato e l'atterrito-che-non-vuol-darlo-a-vedere, tronca, ed urla: Moraldo viveva oltre cinquant'anni fa, è morto, stecchito, crepato! è ovvio che non è più.
rallenta: E personalmente, avrei anche dei seri dubbi che sia mai stato, se storia non parlasse di un miracolo economico e di un sogno americano made in norditalia.

mercoledì 9 gennaio 2008

alla faccia che sto bene

no cazzo non posso andare a letto ora subito dopo aver ascoltato tre volte di fila "Questa notte una lucciola" di Carmen Consoli e almeno altrettante volte visto video live della stessa.

sabato 24 novembre 2007

[senza titolo]

tipico inizio giornata da: "colonna sonora della giornata: gli archi di 'Dumb' dei Nirvana".
E dico tutto.

mercoledì 14 novembre 2007

bè, sì,

che poi capita davvero di trovarsi da solo in auto su una vera superstrada con Just Sick di sottofondo.
e anche se non è la mia auto, non è viadotto, non è notte senza nuvole (bensì giorno nuvole e pioggia), la manina ossuta che t'acchiappa la polpa del cuore e ti lascia arido dentro si sente lo stesso.

giovedì 1 novembre 2007

volevo scrivere oggi pomeriggio

(ironicamente, anzi, cinicamente):
"requisito fondamentale per ogni buon rapporto fuori dei pixel è la superficialità."
così, di sto passo, quando morirò sarò vecchio, triste, solo, al buio e con l'unica compagnia del blog, che come concetto sarà diventato un qualcosa di inverosimilmente obsoleto - nonostante ciò, io imperterrito crederò di divertirmi postando da un cellulare tipo iPhone (wifi avrà trionfato) che sul touch-screen non avrà la classica tastiera Qwerty da computer, ma quella del cellulare con tanto di dizionario T9 (non ho mai avvicinato un palmare, ma ormai che sono più-che-abituato alla tastiera del cellulare, mi pare la soluzione migliore per un dispositivo portatile).

sabato 6 ottobre 2007

[senza titolo]

continua regolare il trend degli ultimi giorni.
tra il familiare che marcia coi complessi d'inferiorità per far sentire in colpa i restanti, chi (non necessariamente persone fisiche) per una cosa seria o anche la prima fregnaccia ascoltata alla radio sputtana alla grande la mia tabella di marcia, e il considerevole background di senso di essere l'ultima ruota del carro e di scuro-in-volto, rispettivamente offerti dai formalmente amici e dall'amico?, il quale si è praticamente dichiarato (alcuni link - 1, 2, 3 - per chi non ha presente la situazione).

Approfondimento sulla questione: ha affermato (e già me lo immagino smentirsi miliardi di volte dicendo che scherzava, laddove invece ha introdotto la dichiarazione proprio dicendo che parlava sul serio) che da quella notte che ci poteva scappare del sesso, non ha mai rimosso la faccenda (e certo non parlo a livello di ricordo, la sola ipotesi di Alzheimer è lontana almeno quarant'anni).
Da una parte posso capire, dal momento che è una persona molto categorica, molto o-è-bianco-o-è-nero (e diciamo che col sottoscritto casca proprio a fagiolo, sì...).
Dall'altra, quell'evento per me è stato assolutamente isolato, e voglio che resti tale, così, nel giro di quasi due anni, quando l'argomento si ripresentava, non ho fatto altro che tentare di fargli fare docce fredde.
Anche se poi nella normale vita borghese ci sono tanti scherzi cameratisti (robetta bassa bassa del calibro di "raccogli la saponetta" e simili) dal quale non ci siamo mai esonerati, e questi sono continuati normalmente.
Da entrambe le parti.
Peccato che quando era il sottoscritto a tirare fuori ste cazzate, l'altro ci ha costruito fior fiori di castelli in aria.
Come del resto ne ha costruiti su semplici sintomi in-più di amicizia, e me ne accorgo solo ora che questi sono diventati gesti dovuti. E in quanto dovuti, se anche una sola volta vengono a mancare, io sono quello stronzo, quello che si deve far perdonare. Perché una-volta-una viene a mancare un semplice sintomo in-più di amicizia.
E la possessività, e la presunta gelosia.
E l'istericità delle sue aspettative verso di me, e del suo comportamento verso di me.
E tre mesi in cui saremo riusciti a rivolgerci parola per sì e no trenta giorni, e nemmeno consecutivi, il più assurdo contraltare di quanto sopra, il non-plus-ultra della contraddizione se un giorno mi venisse a dire che mi "ama" (laddove io sono fermamente convinto che da parte sua ci sia solo attrazione sessuale - se 'sta storia va avanti da quasi due anni, e forse anche una settimana di più della rivelazione palese, non è assolutamente implicato che dietro ci sia sentimento platonico).
E sì che sono scuro in volto.

Ma a volte capita pure di scoprire che c'è qualcuno, magari di recente un po' rivalutato in negativo, magari molto ma molto tangente nella mia vita, ma capita di scoprire che tifa per me per una vicenda che alla fine si può definire strettamente personale, una vicenda che alla fine, se non glie ne fregasse niente, non sarebbe affatto una colpa.
Grazie M.

venerdì 28 settembre 2007

giorni di grande malessere.

giorni di grande malessere.
o predisposizione a.
o forse è solo il sonno.
o forse è solo qualcosa che è e basta.
e forse passerà.

martedì 21 agosto 2007

questa è atroce in un momento giù

quindi spero di non ricordarmela in un momento giù. Cito da un coso di street art made in Spain (tradotto in italiano):
A - La felicità è dietro l'angolo.
B - Peccato che il mondo sia tondo.

martedì 26 giugno 2007

credevo oggi andasse meglio ma di sera torna la tenebra

e il senso di fallacità. Ma forse stasera un po' meno.
Un po' ci credo che, tra due settimane e mezza, potrò aver sostenuto l'ultimo esame (eccetto l'atroce tesi che solo a pensarci mi strappo le vene). Forse (sempre eccetto tesi) l'ultimo esame in senso strettamente scolastico della mia vita.
Più difficile credere che devo prepararlo in due settimane e meno di mezza. Anzi, due settimane e basta.
E soprattutto, che devo prepararlo da zero.
Con voglia di fare pari a zero ed altrettanta voglia di fare una figuraccia a questo oggettivamente bell'esame.
Mah, qualcosa combinerò.

lunedì 25 giugno 2007

vista con un briciolino di razionalità, o di distacco

si direbbe: il senso è oltre.
Ma ora sembra essere oltre il palazzo dell'imperatore di Kafka.
Il quale, ora, tra l'altro, mi suona molto meno menata-tipo-Achille-che-non-riuscirà-mai-a-sorpassare-la-tartaruga.

giovedì 7 giugno 2007

una quindicina di ore fa il lavoro mi aveva ridotto a uno straccio

se l'Inferno è per definizione peggio di certe mezze giornate sulla Terra (e, per quanto mi sembri impossibile, di stamattina), bè, diciamo che se posso lo evito, eh?

sabato 7 aprile 2007

[senza titolo]

il telefono sta morto in giro per la stanza da stamattina.
e certo non credo lo accenderò presto.
passerò per stronzo.
sicuro.
ma per alcuni.
solo per alcuni.