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domenica 8 febbraio 2009

Peggio che Elena di Troia

e con molto meno.
Perché questa è del tipo "basta che respira", perché, davvero, non credo realmente possa fare niente altro.

Sì, Eluana Englaro, sto nome che non riusciamo neanche a sentire più per quanto ci è stato ripetuto.

Una guerra morale, sociale, di religione, politica, si sta giocando su un campo di carne inerme.
Che si riempie ancor di più dopo quello che sarebbe dovuto essere il fischio finale dell'arbitro.
E in gioco, se non se l'è già giocata, c'è anche la serietà del nostro Paese, delle sue istituzioni.

La domanda "Ma che vita è?" è più che lecita, e diciassette anni sono tanti, tantissimi.
Ma di fronte a questa domanda, di cui pure avrei già delle più-o-meno-risposte, si è suscitata in me la sua speculare "Ma che morte è?"
Lasciare morire di sete e fame
(ma poi c'è un motivo per cui l'alimentazione non viene interrotta di netto ma viene meno un poco alla volta? fa meno male? si può salvare qualcosa?)
un organismo che tra l'altro ancora apre gli occhi al mattino per richiuderli al buio, o perlomeno così han detto.
Una sorella, una madre, una figlia.. io non ce la farei.

Comunque sia, il tribunale, oramai una decina di giorni fa, ha disposto perché morisse felice e contenta (era la sua volontà, no?).
La legge è uguale per tutti, ma magari dopo diciassette anni cambia. vabbè.
Poi però la regione Friuli non vuole avere il morto sulla coscienza, e con un'autorità pretenziosamente superiore alla Magistratura interdice la casa di cura (che poi, l'espressione "casa di cura", in questo contesto, suona un po' grottesca).
E poi ancora, come non bastasse, ora mezzo mondo politico corre contro il tempo per cambiare le carte in tavola
(anzi, a partita praticamente conclusa, visto che già c'è stata una sentenza definitiva del giudice)
(ma poi, se "bisogna" cambiare la Costituzione, Eluana poteva morire già diciassette anni fa, o sbaglio?)
mentre Studio Aperto è cronometro ufficiale e proprio oggi ha mostrato, giorno per giorno, le complicazioni fisiche che Eluana avrà a fronte degli step dell'iter legislativo, e la cosa fa un po' schifo, un po' pena e molta rabbia quando realizzi che ..di chi è Mediaset?

quest'uomo, sempre così sorridente, sempre così apparentemente brillante, all'altezza della situazione, che nel pieno stile della politica media italiana, e nel pieno stile di se stesso, non perde occasione per pretendere di fare bella figura a discapito di chiunque altro (e in questa occasione, ripeto, anche la coerenza dello Stato va a farsi benedire).
E la cosa peggiore è che la questione, così politica ora, parte comunque da una questione etica per cui, se il tipetto la spunta, già immagino una Ecclesia costretta a congratularsi con lui, con contorno e conseguenza di ulteriore bigottismo dei bigotti, ulteriore anticlericalismo degli anticlericali e ulteriori mani tra i capelli dei restanti.

P.S.: grazie ad Aria che mi ha indirettamente riproposto la cosa e mi ha invogliato a parlarne, anche se con altri toni e non proprio sulle stesse corde.

mercoledì 17 settembre 2008

post in differita di quasi 48 ore

Se qualcuno mi pagasse per farlo (non che sia così venale, semplicemente perché tra lavoro e hobby, già non ho tempo per niente e agli hobby non voglio rinunciare), prenderei a redigere trashcronache di film. Da Hollywood ai cinepanettoni.
Nella fattispecie, dovrei scrivere tante cose su King Kong di Peter Jackson [in onda lo scorso lunediseraprimativucanalecinque - ndgrì] ma talmente tante che faccio prima a sintetizzare il tutto dicendo direttamente che è una pugnetta.
Ma se non altro mi ha aiutato a prepararmi psicologicamente a Il Codice Da Vinci, il filmissimo di lunedì prossimo


ma si chiamano ancora filmissimi?

mercoledì 18 giugno 2008

roba(ccia) di tipo due settimane fa

titolo alternativo: guarda che è la volta buona che spezzo una lancia in favore di Maria De Filippi (che sarebbe cosa grave, da parte mia).

Copertina di Dipiù (brrr) di due settimane fa, cito quasi alla lettera (causa memoria):
"Maria, per colpa del tuo 'Amici' la mia ragazza mi ha lasciato - Ora fammi diventare tronista per trovarne un'altra"
Naturalmente non ho parole.

sabato 24 maggio 2008

ancora, ancora spot televisivi che l'italia si merita

Coop (di cui non mi metto qui a ricordare la ultima campagna televisiva) è degenerata dai gloriosi tempi dei suoi spot "No-OGM" (giusto per fare un esempio).
E non regge la scusa che magari Conad e Crai sono dei competitor - anche perché mia modesta impressione è che Coop sia su un target un filino più alto.

giovedì 22 maggio 2008

QUADRIlogia della pubblicità italiana a largo target stupida

Kinder Pinguì.
Che ho ricordato solo perché ultimamente ne ha sfornata un'altra delle sue.
Perfettamente in linea con le precedenti.

Dico solo che quelle pareti di Kinder Pinguì nella loro irrealtà mi inquietano, almeno quanto i bambini che quindici anni fa mangiavano Kinder Brioss e mordevano praticamente la grafica della confezione.

Dove andremo a finire.
Ora che perfino Barilla sta perdendo smalto. 
(Mulino Bianco, seppure sia un marchio Barilla, è ancora più avanti su questa strada - e non solo per quel "sembra fatta con le uova del nonno". Altro discorso per Alixir, sempre Barilla: spot veramente fichi ma su un piano assolutamente sghembo.)

domenica 18 maggio 2008

trilogia della pubblicità italiana a largo target stupida

che non vuol dire che poi non se ne parli più. Può benissimo diventare una quadrilogia, o pentalogia, o eccetera.

Il nuovo spot Tiscali con Greggio è qualcosa di bestiale (nell'accezione negativa dell'aggettivo "bestiale") già solo nell'idea (che tra l'altro, secondo me, è un goffo tentativo di nascondere l'eventualità che Nina Senicar abbia rotto con Greggio e/o rescisso il contratto dell'ingaggio).
Senza contare che Greggio con la parrucca nera da Mortisia sembra la brutta copia di Cher con qualche chilo in più.

lunedì 12 maggio 2008

spin off

Non ricordo se ho mai sentito una canzone dei Bluvertigo (anzi, ora che ho fatto un po' di ricerca leggo un "L'assenzio - Sanremo 2001" che non mi è nuovo, ma naturalmente non ricordo affatto la melodia)
ma certo è che negli ultimi anni riuscivo lo stesso a cogliere la maggiore presenza mediatica bassa di Morgan, e la connotazione negativa che questa aveva
(figurarsi poi scoprire ora, facendo un po' di ricerca, che ha fatto qualcosa pure per/con Paola e Chiara - le quali ora, superata la parentesi finto-lesbo si spera, e le leggende metropolitane dell'aver assistito a un concerto di Marylin Manson, ma dopo Tiziano Ferro che duetta con i Linea 77 non ho più il diritto di stupirmi, hanno fatto un disco solista a testa, chissà perché, e sembra siano riuscite ad entrare in quel bel circuito a metà tra arte, design, moda e chi più ne ha più ne metta, ste stronze)
ma venire a sapere che è giudice di X Factor Italia,
vuoi perché è un reality show,
vuoi perché in Italia ogni reality show è più marchettaro e basso del corrispettivo di qualunque altro stato, e questi talent-show in particolare,
vuoi perché X Factor Italia è condotto da quella (a cui l'infighettamento è costato due zigomi mostruosi e la faccia arcigna - meglio del ritratto di Dorian Gray)
vuoi perché quella è pure lei giudice,
le supera tutte.

domenica 11 maggio 2008

[senza titolo]

e vi meritate anche Ezio Greggio con Nina Senicar aka la gnoccolona straniera presumibilmente stupida ma che per certo non sa parlare italiano e Aldo Giovanni e Giacomo vestiti da piccioni. E stasera chi non va a vedere Vacanze di Natale 91 su Italia Uno le busca.

mercoledì 7 maggio 2008

la retrocessione socio-culturale dell'Italia si può misurare anche in pubblicità

Dopo "Salumi Levoni, Quelli Buoni", mi è appena capitato di sentire "Riello, che bello".
E per definizione (il messaggio deve essere costruito sul target) queste cose sono uno di quei casi in cui ognuno ha quel che si merita.

Notare che non si parla dei testi dei gattini animati che cantano le suonerie per cellulari (nonostante lo spessore e la profondità siano identici) ma di prodotti di fascia molto più ampia.

venerdì 2 maggio 2008

sarà da una settimana che me ne sono accorto

e lo posto solo ora, ma comunque era già tardi per accorgersene una settimana fa.
di cosa?
che basterebbe aggiungere un "CON" nel titolo della trasmissione del sabato sera di RaiUno condotta da Antonella Clerici, "Ti lascio una canzone", per toglierle tutta l'aura di polpettone passatista all'italiana e di affettazione.


[E forse, chi ha colto, già penserà a due canzoni non qualunque di Marco Masini]


Che tra l'altro, nel promo, la losca figura coi ricci GIALLI che si vedeva di spalle, mi gioco le palle che era una parrucca o comunque non lei.

lunedì 25 febbraio 2008

ben mi pareva di notare una certa parabola discendente

Marco Marzocca, che in molti ricorderanno per la sua partecipazione storica a Distretto di Polizia, e (purtroppo) ancora più persone ricorderanno invece per i pochi mesi da cui ha preso a comparire a Zelig,

ora

ha

pure

preso

a

sponsorizzare

suonerie

per

cellulare.

E se non si vuol dire "dalle stelle alle stalle", è giusto perché Distretto di Polizia non è malaccio ma non si può dire che sia una stella.
Ecco.
La sua biografia su Wikipedia chiarisce alcune cose (tipo, vedi il primo nome in filmografia, io evito volontariamente di linkare), ma a sto punto non capisco proprio come ha lavorato in altri ambiti.
E in riferimento al titolo, che qualcuno potrà obiettare "Ma son tutti bravi a dire: 'io lo dicevo' a fatti già avvenuti", allora scrivo ora un'altra previsione: Colorado (già Colorado Cafè, che non ho mai visto ma in cui agli inizi qualche speranza la riponevo) colerà a picco allo stesso modo di Zelig (già lo sta facendo) e probabilmente addirittura senza essere dirottato su Canale 5.

domenica 24 febbraio 2008

24.02.08.03

Oggi, forse per la prima volta da quando è saltata fuori sta moda della cronaca nera e di stragi familiari (il primo grande show fu Cogne 2002), non ho sentito parlarne in un tiggì con toni del tipo ma lei come si sente processo affollato di curiosi ma lei ha perdonato l'assassino il giallo dell'estate indagato tizio caio e sempronio ascoltato il mago zurlì il giallo dell'inverno la nuova difesa ha ritrattato tutto incapace di intendere e di volere ancora ignota l'arma del delitto.

Venti secondi su per giù , in cui si è solo detto che la madre di Chiara Poggi (Garlasco 2007) andrebbe a Lourdes per pregare (in maggior raccoglimento) per sua figlia.
Ecco.
Pensa se per ogni passaggio mediatico si fosse detta una preghiera per sti poveracci a cui è toccato tirare le cuoia in un tal modo, e/o per quelli che restano forse anche con strazio maggiore, e/o per quegli ancor-più-poveracci che hanno compiuto il fatto di volta in volta.

mercoledì 23 gennaio 2008

e vedi un po' che st'anno mi tocca guardar Sanremo

no, scherzo.
Sembra strano a me perfino, ma lo guarderò volentieri, dacché apprendo che ci sarà un grand'uomo.

venerdì 18 gennaio 2008

un commento anonimo

di qualche presunto interessato a quelle atrocità di spot TIM mi chiede chi sia la tizia che, vestita da sacerdotessa classica, in uno dei tanti sogni cornificanti di Christian De Sica/Urbano Persichetti, gli fa "Venga, Persichetti, venga!", quella che somiglia ad Elena Sofia Ricci un po' più giovane.
Googlando un po' (come avevo fatto per scoprire gli altri nomi), sono venuto a capo di informazioni alquanto accessorie: in pratica, bello mio, googla anche tu che famo prima.
Comunque sia, diffonderò le informazioni inutili tanto per insozzare un po'.
Alessandra Mastronardi è l'altra mora della Tim tribù, più bella di Annica Rodolica (scusa ma non ci vuole tanto) ma ha un non so che di cui diffidare;
Nina Senicar è l'attrice degli spot Tiscali con Ezio Greggio (quelli che dal vago sapore vanziniano o neriparentiano o gerrycalano - insomma, bassi e volgari).

domenica 16 dicembre 2007

postilla a un post

precisamente questo.

E tra l'altro, a proposito di corna, proprio nello stesso spot, sempre il caro vigile Urbano Persichetti vestito da Babbo Natale si vuole accaparrare la befana senza gobba né porro sul naso chiamata Elisabetta Canalis (la quale, a parte una minima smorfia iniziale, sembra accettare di buon grado, o peggio, sembra non poter rifiutare). Il tutto alla faccia della moglie (l'attrice Daniela Terreri in versione vergara, che tra l'altro scopro non essere sua moglie nella vita reale), la quale non si vede da tempo in pubblicità, e chi andrebbe a pensare che è una povera cornuta e pure vergara?
chiudiamo il quadretto di famiglia con Annica Rodolico, il nome reale dell'attrice che interpreta la figlia negli spot, anche lei una bella vergarona almeno quanto la madre (ma non ho mezzi per dire se è solo sullo schermo o anche fuori) che però non è in piazza ad aspettare Babbo Natale e palle tradizionali varie, perché sicuro per fare la tipa moderna sarà andata in settimana bianca con tutta la Tim Tribù.


Però devo ammettere che quell'altro spot, sempre Tim, sempre con lo stesso cast, il capostipite della serie dei sogni, quello con la Tim Tribù versione semi-hippie a cavallo degli elefanti (sicuro andavano a un rave) più quegli altri due vestiti da torero e ballerina di flamenco, bè, quello c'è da dire che sapeva rendere bene l'atmosfera di sogno per antonomasia.
Ma diciamo che è anche abbastanza facile, se registri in pieno EUR, perdipiù deserto.

[lo stesso giorno]

[senza titolo]

Sicuro questa l'avrai vista svariate volte.
Oggi mi è ricapitata tra le mani per caso.

A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore, a chi saluta
ancora con un bacio, a
chi lavora molto e si diverte di
più, a chi va in fretta in auto ma
non suona ai semafori, a chi arriva
in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne
la televisione per fare due chiacchiere, a chi è
felice il doppio quando fa a metà, a chi si alza presto
per aiutare un amico, a chi ha l'entusiasmo di un bambino
e pensieri da uomo, a chi vede nero solo quando è buio

A chi non aspetta Natale
per essere
Migliore


Sicuro per molti potrà passare per banale o rompina o scontata o chissà che.
A me stesso non fa certo lo stesso effetto della prima volta, e comunque non di questo voglio parlare.
Dico solo che, in tempi di polemica più aspra del solito verso il buonismo Bauli (tempi quali sono i correnti), quando questo messaggio mi è ricapitato tra le mani in versione stampata monocroma e con tutto il testo della stessa dimensione (questa versione colorata l'ho ripescata in giro), l'ultima frase giuro che mi è lampata agli occhi da sola.

venerdì 14 dicembre 2007

O__o

Shinystat mi rivela che dal 1° Dicembre 2007 ad oggi oltre 20 persone hanno raggiunto il mio blog tramite motore di ricerca, digitando qualcosa riguardo al jingle Bauli di Natale.
A livello trashistico sarebbe qualcosa di sublime.
Per me è un'atrocità.
Quindi ora voglio che vengano indicizzate all'istante le seguenti stringhe:

lo spot natalizio Bauli è melenso

il testo della canzoncina è un luogo comune, perdipiù mal proposto

è Natale e a Natale si può amare di più è assolutamente falso

Babbo Natale non esiste

e neanche le Winx

poi ora sono di fretta, sennò avrei anche scritto volentieri di quanto non bisogna fidarsi del sorriso (presunto) buono che fa Christian De Sica alla fine dello spot Tim natalizio.
Bene bimbi, ricordate che Christian De Sica è quello che ad ogni Natale ci sorbetta il suo cinepanettone. Ed è ovvio che il fatto che puntualmente ad ogni Natale metta le corna alla moglie di turno è giusto un'aggravante.

domenica 2 dicembre 2007

oggi domenica 2 dicembre primo giorno d'Avvento. No non è un almanacco

non parlo dell'avvicinarsi del Santo Natale, ma dell'avvicinarsi del natale dei regali regalini pacchetti e buonismo.
buonismo.
atroce mostruoso schifido buonismo da quattro soldi.

(dai, adesso esageravo - con la foga, ma i contenuti non sono da buttare)

In occasione della mostruosa scoperta che diversi piccoli uomini (voglio ben sperare ragazzini) sono passati di qua cercando la canzone dello spot Bauli (robaccia di cui parlai due anni fa), annuncio a tale proposito una scoperta che ho fatto solo di recente.
Il testo di quella canzone (che riporto qui in versione integrale per eventuali altri feticisti che vorranno sfidare la mia ira) recita:

A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai:
È Natale e a Natale si può amare di più
È Natale e a Natale si può fare di più
per noi

Dico,
A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai:
È Natale e a Natale si può amare di più

Bè, sì, infatti l'apice dell'amore è prerogativa, è esclusiva del periodo intorno al 25 dicembre (a Natale si può amare di più).
Al punto che non c'è altro giorno all'anno in cui sia possibile fare altrettanto (non puoi fare mai).
Ok.
Basta sforzarsi di pensare al perché si dovrebb--pardon, potrebbe amare così tanto solo a Natale.
Un aiutino: suvvia, lo sanno tutti che Natale è più festa di Pasqua e il regalo di Natale è più grosso di quello di Pasqua, e forse pure di quello del compleanno.





ribadisco,
canta con me: È Natale e a Natale puoi comprare di più..

mercoledì 21 novembre 2007

i veri mostri si riconoscono quando non è Halloween (cioè, si vedono anche ad Halloween, ma lì si confondono col resto)

Spagna, interno giorno.
un uomo uccide una donna.
precisamente, un uomo [ndr - convinto di essere] innamorato, con precedenti per maltrattamenti, uccide l'ex convivente che si rifiuta tornare con lui (il quale anzi, voleva pure sposarla).
precisamente, un uomo [ndr- convinto di essere] innamorato, con precedenti per maltrattamenti, uccide l'ex convivente qualche giorno dopo la diretta televisiva in cui questa si rifiuta di tornare con lui (il quale anzi, voleva pure sposarla).

La cronaca nera, di questi giorni, è il nostro pane quotidiano. Malvolentieri (perché comunque sia, siamo imboccati - coscientemente, possiamo solo aprire e chiudere la bocca, ma non decidere cosa mangiare), ma è il nostro pane quotidiano.
E in quanto quotidiano già scade nel banale. Involontariamente, nel più dei casi, ma scade nel banale. E chi non vuole arrendersi al fallimento (a occhio e croce, tutti), va a coprire la merda con i lustrini splatter, che ravvivano l'attenzione ma altro non sono che merda su merda.
[Dopodiché servizio animalista il calendario della prima showgirl venuta dal niente pausa pubblicitaria e previsioni meteo.]

E mi pare chiaro che, vuoi perché le stragi familiari diventano banalità di background, vuoi perché non sono casi così isolati, se parlo di mostri, non intendo solo i killer.
Viene da sé che la trasmissione in cui la donna ha dato l'ultima sòla al suo ex è una qualche sorta di versione spagnola di C'è Posta per Te o Treno dei Desideri (e non Stranamore: quello, il suo tempo l'ha passato..).
Dunque, tirando le somme:
Amici (già Saranno Famosi) e cloni vari hanno da tempo disegnato (e dico solo disegnato, non costruito) il lieto fine (nello specifico, la fama con tuta la patina intorno) per buona parte dei ragazzi contemporanei;
Grande Fratello e cloni vari hanno da tempo disegnato (e dico solo disegnato, non costruito) il lieto fine (nello specifico, la fama con tuta la patina intorno) per buona parte dei giovani che non
vogliono sforzarsi di essere adulti;
quest'altra fascia di programmi qui (che ora non riesco bene ad identificare con un singolo programma capobanda perché forse ce ne sono troppi) ha da tempo disegnato il lieto fine per buona parte di adulti ed anziani. La non-rara realizzazione dell'obiettivo, e il mirare non troppo alto, poi, hanno ampliato esponenzialmente la gittata, il numero di persone su cui fare breccia.
ma è capitato che uno dei tanti disegni sia stato cancellato, ed in un modo rovinoso.

venerdì 16 novembre 2007

a proposito di Zelig

a proposito di Zelig, che non mi piace*.
Ecco.
Qualcuno mi spieghi - anzi, mi giustifichi - il pezzo proposto per questa stagione da Leonardo Manera e quell'altra.
No, giusto perché non capisco quale comicità supplementare derivi dall'etichetta di "polacchi" (non meglio definiti, quindi è più che lecito pensare che si tratti di comune gente polacca del giorno d'oggi) che viene affibbiata ai personaggi.
Personaggi i quali sono archetipi di servi della gleba (archetipi, quindi fuori del tempo - se non per l'abbigliamento primonovecentesco - e senza nazionalità) con appiccicati nomi da film di fantascienza di terza categoria degli anni Ottanta e una fissità d'espressione tipo overdose da sedativi.

Se non sono stato abbastanza chiaro, aggiungo che di comune gente polacca del giorno d'oggi ne ho visto qualche centinaio dal vivo, e conosciuto di persona almeno una mezza dozzina.
E non c'azzecca niente con quella roba stereotipata, e stereotipata male, di lì sopra.
Pensa addirittura - e qui devi atterrire - che in Polonia c'è addirittura diversa gente con i capelli e gli occhi scuri. E ci sono addirittura i grattacieli, e il cemento armato, e il vetro e acciaio.

Ora, non vorrei passare per l'antipatico pignolo della situazione, ma davvero non capisco come una tale balla colossale possa far ridere, o comunque essere di supporto alle battute. Tanto più che la balla colossale rischia di non essere compresa come tale (pensa allo spettatore medio) e anzi fomentare il becero pregiudizio di un'Europa orientale costituita esclusivamente di morti di fame slavati e depressi.


*le cose sono due: o crescendo sono cambiato radicalmente io, che tanto adoravo Facciamo Cabaret, o davvero il programma si è trasformato in un surrogato malfatto e mainstream di se stesso - il passaggio in prima serata, e in seguito lo spostamento su Canale 5 (la testa d'ariete di casa Mediaset, per chi non se lo ricordasse) sembrano avvalorare la seconda ipotesi.