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sabato 1 agosto 2009

si dice che il cerchio sia la forma perfetta

ricomincio da...
quanti?
e sopratutto, quali?

domenica 26 luglio 2009

determinazione (tagliare rami secchi, non tagliare rami secchi)

Opera di convincimento mio e altrui che non è pietà vera addolcirsi se ti viene chiesto un armistizio con toni dimessi; non è pietà vera perché generata proprio dalla forma, che poi è una forma dell'ultim'ora, o giù di lì, sarebbe una specie di dimenticarsi di quanto è successo e perché è successo, una specie di accecarsi, di insabbiare senza tener conto che prima o poi il vento soffierà e scoprirà di nuovo, laddove invece l'opzione positiva reale sarebbe il perdono, che ricorda ma riesce a passare oltre, di fronte all'ammissione della colpa e al pentimento.
Il rischio di sembrare polemico, anzi, la consapevolezza, se non addirittura quella di sembrare deliberatamente stronzo, ma, per quanto difficile, voglio sviscerare la questione, ho così tanti sassolini nella scarpa che ignorarli sarebbe ingannare in prima istanza me stesso.

sabato 25 luglio 2009

[senza titolo]

Per una serie di eventi, sono andato all' archivio mensile del blog di Agosto 2008, e l'ho trovato così scarno.
[La consapevolezza che diversi altri mesi saranno altrettanto poveri di contenuti, ed ora più che mai]
Non che uno debba per forza avere sempre qualcosa da dire (e soprattutto degno di essere detto), ma l'impressione era come se avessi vissuto un po' di meno in senso proprio, e per il resto, fossi rimasto in standby, in sordina, mentre magari non è stato sempre così. Pian piano molti dettagli sfocano (a volte, rileggendo post non recenti, non riesco a ricordare le circostanze di certi eventi di cui avevo parlato molto sommariamente, figuriamoci cose di cui non fisso nulla su sti pezzetti di carta digitale), e se non lo scrivessi ora, forse domani rimarrebbe solo un folclore colorato e appannato di tanti pensieri e tanti fatti, siano le mie settimane buie in cui l'orario di lavoro sembrava l'unica isola felice (o, più che altro, sembrava il non-male) e il weekend era oppressione e l'aria di casa era scazzo a prescindere e quindi non sempre a ragione, o forse quasi mai, settimane da cui sto uscendo, ovvero da cui non sono ancora uscito del tutto; sia il sognare un amore, uno qualunque, come una piccola baia sicura di approdo e di evasione da tutto; sia il distacco e lo strappare corolle; siano i concerti, per quanto piccoli, ogni fine settimana, che magari il più delle volte mi ritrovavo ad andarci da solo e veramente, parafrasando una Elisa di altri tempi (e quanto altri), sentivo che music's the best lover; sia quando amico? col resto della ciurma attorno andava a festeggiare il compleanno in discoteca e io, a chilometri di distanza, ascoltavo Abitudine (beh, sì, forse dovrei ridimensionare un po' sta cosa, o quantomeno, riportarla sui propri binari); sia i discorsi (come atto del discorrere) d'Arte, programmati o meno, tenuti da personaggi illustri o improvvisati con un amico/conoscente non a caso, che mi smuovono l'animo e mi fanno luccicare gli occhi; sia che a breve ritroverò un luogo che ho amato e amo molto e ho un po' di ansia da prestazione; sia che... non so, quante cose.
Ma nel bene e nel male, e soprattutto nel bene, per quanto questo mi sembra la percentuale minore, vivo in senso proprio.

sabato 18 luglio 2009

"due venticinquenni che non si parlano da oltre due mesi non possono fare pace su Facebook"

non pensavo che certe cose si dovessero pure spiegare alla controparte.

Senza contare poi che i due venticinquenni in questione hanno conosciuto il telefono cellulare e internet ben oltre la pubertà, e quindi, teoricamente, dovrebbero essere meno avvezzi a certi manierismi.

Ma alla fine, questo è solo un piccolo senso di sorpresa, è perfino ben lungi dall'essere una seccatura: da quando mi sono ritrovato a fare due conti e mi son detto "hey, ma mi sa che non ho niente da guadagnarci, non più, non ora", o più semplicemente "ma ne vale la pena?" sono a quello stadio di distacco freddo, così freddo che all'occorrenza uno potrebbe parlare educatamente del proprio odio al diretto interessato.

venerdì 19 giugno 2009

la parolina magica è: stress

(parola comunque fin troppo inflazionata e buttata là con un titolo fin troppo scherzoso che va' a sapere come lo sono andato a pescare)

qua non scrivo più come dovrei o vorrei
fuori dell'ufficio combino poco/niente di quanto dovrei o vorrei
sempre 'sta pesantezza d'umore appena sono da solo, o peggio, a casa
sentirmi pure frenato e non riuscire più ad urlare in macchina da solo

giovedì 7 maggio 2009

[senza titolo]

son tutti bravi a vantarsi di "fare il primo passo", se il passo lo fanno verso se stessi.

domenica 3 maggio 2009

[senza titolo]

non so, certa gente deve avere i paraocchi al cervello

martedì 10 febbraio 2009

[senza titolo]

non ho neanche più le parole.
tutto ciò che riesco a pensare è "passi".
passi, questa settimana.
passi, il troppo lavoro che mi sobbarco come uno yesman e che poi, o fatico a trovare la voglia di portare avanti, o magari scopro troppo tardi di non avere minimamente le competenze adeguate per svolgerlo
passi, che il lavoro "istituzionale" sembra togliermi sempre più tempo per questi side project (e anche per molto altro, a dirla tutta), e a guadagno di cosa?
passi, la frustrazione di familiari e amici che ci mettono il carico, dicendo (anche giustamente) "lavori troppo al lavoro e lavori troppo a casa", che sembrano chiedere chiedere chiedere, e da cui non riesco neanche ad avere un po' di silenzio, un po' di ascolto gratuito, perché alle volte la gente non vuole consigli, vorrebbe solo potersi lamentare
passi, lo sconforto, passi lo scazzo, passi la svoglia, passino nebbie e tenebre che mi offuscano e incupiscono i pensieri.
passerà questa notte.
e domattina sarà come ora ma con l'aggravante del tempo.

sabato 7 febbraio 2009

atto di

sorpassare di notte un'auto che ti ritrovi davanti per puro caso perché va più lenta della tua velocità ideale.
e perché è l'auto di amico? con lui alla guida.

domenica 1 febbraio 2009

[senza titolo]

è definitivamente dimostrato che amico? vive in un mondo a sé con probabilmente un'altra gravità, un'altra fisica, e sicuramente un altro buonsenso.

giovedì 18 dicembre 2008

hey

il suo utilizzo di un sms per fare un mezzo passo in avanti non solo è passabile. è qualcosa che stupisce, consola, e un po' gratifica pure.

Al che, l'altro quadratino grì disse: Speriamo di non doverci rimangiare ste parole tra due giorni.

mercoledì 17 dicembre 2008

sì, adesso

mettiti bene in testa, caro il mio amico?, che se rispondo allo squilletto che mi hai appena fatto con un altro, non è - e dico non - perché te la puoi cavare con così poco, ma per non sembrare maleducato io.
no, non dico/faccio questo perché sono stronzo - se lo sono sarà per altri motivi - ma dopo mesi che non ci parliamo praticamente affatto, dal momento che sempre e solo il sottoscritto si è mosso per tentare un minimo di dialogo, andando di tanto in tanto ad elemosinare due parole sulla soglia di casa di amico?, uno squillo è un riscontro insufficiente. E consideriamo pure che gli ho sempre chiesto di parlare direttamente della questione, senza mezzi quali sms o quant'altro - richiesta mai accettata finora.
Nota che porta un po' di confusione: amico? potrebbe aver fatto altri "passi" verso di me se si considerano auguri di compleanno, regalo di compleanno e due altri squilli di cui ho solo ricevuto la notifica - avevo il cellulare spento. Ma di questi "passi" sono più che scettico: anche se auguri e regalo sono stati il primissimo punto di contatto da quella fine di agosto, egli stesso ha tenuto a precisare che erano una formalità di rito, e da mesi ormai ho dieci euro sulla coscienza. Riguardo gli squilli, venuti dopo che io avevo già proposto almeno una volta di dialogare, ribadisco quanto già detto, che sono uno sforzo ancora troppo, troppo piccolo.
In tutto questo, consideriamo che qualche giorno fa ha promesso di trovare tempo entro questa settimana.
Spero ci riesca, perché poi sennò mi toccherebbe fargli la festa sotto le Feste.

lunedì 10 novembre 2008

[senza titolo]

e chissà, forse qualcuno si ricorderà e terrà conto di quella sera di Novembre, quando senza che nessuno se ne accorse il mio ego si prostituì giusto perché forse, tentare di raccogliere i cocci sembrava meglio

[lo stesso giorno]

[senza titolo]

, e poi tre suoi sms colmi d'odio cieco.
e la risposta gelida e distaccata del mio sentirmi stremato.
e cinque minuti almeno, giuro, di brividi convulsi di freddo e collera.
credevo non finissero più.
e Dio solo sa come ho fatto stamani a dare seppur un briciolo di fiducia a mia madre e decidere di ridimensionare la mia mossa prossima.

sabato 8 novembre 2008

[senza titolo]

qua ci si sta preparando a qualche ritocchino estetico (e anche tecnico) dell'interfaccia, molto poco invasivo ma gradito, spero.

ho sempre poco tempo per fare le tante cose che vorrei, ma tanta voglia e una crescente carica

grazie a colleghe e capo per la bella giornata che ci siamo concessi oggi, davvero gustosa

non conta che ogni tanto io ritorni a buttare là ad amico? l'ipotesi di un dialogo (e con una particolare diplomaticità che altre persone percepirebbero) ed altri intercorsi che non sto qui ad elencare ora, la situazione pare che vada sempre più da schifo e di questo passo, ancora qualche giorno e glieli ridò davvero, i soldi che ha speso per farmi il regalo di compleanno. E quando lo farò, dovrò ricordarmi di enfatizzargli molto ma molto più del necessario il fatto che rendergli quei dieci euro non è un dispetto nei suoi confronti, ma fare un regalo solo per tradizione e senza un briciolo di cuore ("senza un briciolo di cuore" è sensazionalista al punto giusto affinché amico? colga meglio), è oggettivamente sbagliato.

la scorsa notte ho sognato di litigare con mia madre in maniera violenta, ma così violenta che ti lascia turbato anche qualche minuto al risveglio, e il nocciolo della questione con lei erano problemi generici che invece ho nella vita reale con amico?
e ho sognato di ricevere una coltellata (non so se/non credo che questo sogno era collegato con il precedente - mi è bastata quella volta che mia madre mi sparò anni fa, ma mi ero svegliato prima che il proiettile mi raggiungesse) e pure morire, credo - ho pensato qualcosa tipo "Ed ora come faccio, ora che non ho più tempo per [non ricordo cosa]?"
e ricordarmi di questo sogno perché il mio capo, maneggiando delle forbici, le ha puntate verso di me, mi ha leggermente straniato un attimino.

poi un'altra volta (e puntualmente, quando lo dico qui, poi non lo posto mai) vorrei approfondire il mio punto di vista (o anche castelli in aria) riguardo quella para-fine del mondo che sarebbe il 20 dicembre 2012

sabato 25 ottobre 2008

[senza titolo]

un sms che poteva essere di circostanza (e lì sarebbero stati dolori), ma con una minima aggiunta che poteva significare tutto, dal dimesso al rancoroso.
decido di interpretarlo come la prima opzione, e rispondo a braccia aperte.
silenzio.
per poi ritrovarmi a ricostruire, e attraverso parole di terzi, di essere stato male interpretato.
poi arriva un regalo, e poi ancora un altro, e al secondo mi dicono che anche amico? ha partecipato, sebbene non sia presente alla consegna.
ringrazio, sempre via sms (un messaggino ci seppellirà - anzi lo sta già facendo, e non me ne curo), mi dico che magari può essere un nuovo tentativo di contatto, nonostante sia capace di fraintendere tutto e l'abbia già fatto,
indi
in chiusura dell'sms, postilla dimessa.
risposta freddina.
silenzio.
per poi ritrovarmi a sentirmi dire che ha pure alzato un piccolo polverone con gli altri pur di farmi il regalo.
Che tra l'altro, regali non ne volevo, avevo pure espressamente chiesto di non farmeli, figuriamoci poi da lui.
Piano A: sparargli apertamente un "Allora, cosa dobbiamo fare?" di quelli che lui proprio detesta.
Paino B: sondare il terreno con la massima delicatezza (cosa che al momento mi manca), e alla minima avvisaglia, scena madre e/o restituzione dei soldi del regalo.
più naturalmente, quelli del suo sms di auguri.
Che la faccia pulita e le mani sporche, a me non piacciono mica tanto.

sabato 11 ottobre 2008

pensieri a caso

E magari è stata pure una bella serata, ma bella davvero, tra colleghi prima, con amici diversi dai soliti poi, ma mentre torni a casa tornano a martellare stralci di situazioni immaginarie (ma verosimili) con amico?. Poi piccì, email & co., il blog serio, il blog scanzonato, lascio un commento, il blog serio, quasi lo lascerei anche qui un commento, ma che scrivo? cosa voglio dire? cosa posso dire? e come?, e tra poco scivolo tra le coperte, e sicuro che invece che godere della bella giornata e serata, torno a pensare a quell'altro sciagurato.
La lista delle cose da fare non si ferma mai, ma essendo principalmente progetti personali, credo che ora la priorità sarà, come da qualche giorno vado pensando, iniziare a stilare quello che sarà il mio ultimo post, o post-ultimo, o pseudo-ultimo, che va' a sapere quando sarà pubblicato e quante modifiche potrà subire nel corso del tempo.
Non credo che questo mio pormi con la tematica della morte così morboso e scanzonato sia sconsideratezza, ma se lo fosse, sarebbe peggio del peggio.
Guarda tu se debbo scoprire causa dentista che questo odore/sapore chimico è in realtà chiodo di garofano. E guarda tu se alla mia età debbo realizzare che chiodo-di-garofano non ha niente a che spartire con papavero.
Poi magari un'altra volta faccio qualche altra recensione di copertine di Dipiù, ma anche Chi e Diva e Donna, da cui già immagino un bel partire per la tangente parlando di Paola Perego.
Troppa gente, e troppo eterogenea, si avvista oggi in ambienti dichiaratamente rock. E questo è male, e quanto detto è a dir poco un eufemismo, e dovrei dire molto di più e con parole che ora non trovo.
E il pop colpì, improvviso, inatteso, straniante, e non sembrava neanche pop, e forse solo ora che lo dico l'avrai colto.
Bisogna riconoscere che, nonostante gli orari non li abbia ancora assimilati positivissimamente, il mio lavoro mi sta piacendo sempre di più, il rapporto con i superiori si permea di complicità e, anche se qualche momento pesantuccio ancora resta, gli attriti iniziali domani saranno solo un ricordo. E soprattutto, queste parole non sono affatto riflesso del premio produzione (non so se è il termine esatto) che ho ricevuto proprio stamani.

lunedì 6 ottobre 2008

Mi stiamo distruggendo

io e amico? stiamo distruggendo me.
Ad oltre un mese senza parlarci i miei rancori non fanno che aumentare, le precompilazioni di discorsi che vorrei fargli e sue potenziali risposte, la voglia di vederlo ammettere un suo torto, di vederlo strisciare, e non per pulsione.
O i modi per controbattere se dovesse farmi gli auguri per il mio imminente compleanno (e so che è probabile), la non voglia di festeggiare o essere festeggiato, o troppe troppe altre cose.

Sono piccoli momenti, ma stanno aumentando di frequenza ed intensità.

domenica 28 settembre 2008

[senza titolo]

Prologo 1: undici/dodici mesi fa dicevo: subito dopo la laurea (prima della primavera 2008) devo formattare il computer. [Sarebbe pure stato meglio formattarlo prima di preparare la tesi per avere meno problemi, ma già stavo strettino coi tempi - ndgrì]
Prologo 2: e naturalmente non l'ho più fatto.
Prologo 3: da qualche settimana la linea internet è molto più lenta del solito.
Prologo 4: due settimane fa amico (quello senza punto interrogativo) mi ha consegnato un lavoretto da eseguire al computer.
Che ho iniziato seriamente sabato scorso.
Nel bel mezzo della fase di ricerca per il suddetto lavoro, un aggiornamento automatico mi fa riavviare il computer che intanto era andato in palla - o si era appena ripreso dall'impallamento.
Tutta la fase di ricerca era avvenuta su web e non avevo salvato o copiato nulla, o quasi.
Poco male, al riavvio Firefox chiede "Ripristinare sessione precedente?".
Cosa che non è avvenuta.
E vabbè, posso sempre provare l'azione kamikaze di aprire tutta la cronologia, non sarà mica così grossa, l'avevo vuotata ieri.
E andando a compiere questa operazione, mi sembra di intraleggere qualcosa tipo 130 pagine.
Non proprio pochissime, ma si può fare.
UNA INTERA SETTIMANA che quando sono a casa al pc
nel Task Manager cmopaiono solo le operazioni di base del sistema e Firefox, quest'ultimo con priorità alta
chiudo schede (lentissimamente rispetto al normale, visto il processore intasato)
ogni tanto trovo Firefox chiuso inaspettatamente da solo
riapro
ripristino sessione precedente
riprendo a chiudere schede lentissimamente
per arrivare a venerdì (l'altro ieri)
quando mi accorgo definitivamente che
1) ad ogni riapertura di Firefox dopo chiusura improvvisa, le schede riaperte sono tutte quelle della cronologia, nessuno sconto per quelle chiuse nelle sessioni precedenti
2) le schede della cronologia sono SEICENTONOVANTACINQUE
Da venerdì sera ad ora ho avuto la grazia di riuscire a non avere chiusure inaspettate di Firefox, e sono riuscito a chiudere quasi trecento schede, il brutto è che più vado avanti e più il browser sembra ingolfato (l'ultima scheda che mi ricordo di aver chiuso oggi avrà impiegato minimo venti minuti)

Ora sto scrivendo da un mac che va' a sapere perché solo oggi la wi-fi va così da schifo che tipo la pagina ti si apre al decimo refresh o giù di lì.

Contorna con amici che o non escono o non rispondono (e il non trascurabile background che amico? ed io non parliamo da un mese esatto proprio oggi), brutto tempo, fame nervosa, un lento senso di odio che sale.
Magari vado ad alienarmi un poco al centro commerciale o in centro.

lunedì 8 settembre 2008

pensiero random che non provo davvero ma che è profondamente sintomatico

Partire da solo la vigilia di San Silvestro, avvertire chi di dovere all'ultimo secondo [come se nessuno si fosse/mi avesse precedentemente chiesto dei miei programmi-tsk], cappottone e cartella e, sul calar del giorno seguente, andare al deserto di neve, e cut, e nessun poi