___email, Skype e Live Messenger: grig-io [at] libero.it; NOTA: SE MI AGGIUNGI COME CONTATTO SKYPE, AVVERTIMI: non avendo nessun contatto, mi connetto molto di rado ;)
Visualizzazione post con etichetta studio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta studio. Mostra tutti i post

mercoledì 11 luglio 2007

caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè caffè

se ho un pochino di sonnolenza già ora, come ci arrivo sveglio a tra-24-ore-se-non-qualcosina-in-più?

[lo stesso giorno]

[senza titolo]

in verità, non mi sembra neanche tanto "studio".
Pare più che altro un affrontare cose che mi piacciono con un certo piacere profondo, sì, ma anche con un'attitudine da operaio di Metropolis.

[lo stesso giorno]

dunque

. non basta la arretratissima situazione di studio in cui verso.
Mi sono pure ricordato che devo iniziare ad allenare la faccia di bronzo per chiedere, a giochi (quasi) fatti, la domandina in più per sperare in uno/due puntarelli bonus. E magari fare cifra tonda.

Ecco.
magari.

domenica 8 luglio 2007

voglia di studiare inversamente proporzionale alla roba da studiare

non nel senso che, andando avanti, le pagine diminuiscono e la voglia aumenta. Nel senso che ho ancora una mole tra libri e capitoli sparsi, e voglia zero.
Che poi gli argomenti, di per sé, mi interessano pure.
Basta.
impiantatemi una memoria artificiale e trasferite tutto lì.
ma non perché è comodo per l'esame. Davvero.

martedì 3 luglio 2007

mi sono accorto di un miglioramento di punto di vista

l'esame imminentissimo e la tesi quasi-idem.
sono passato dal considerarli appuntamenti che con immane stracciamento di palle al 70% avrei dovuto rinviare, al vederli come eventi che tanto accadranno, e in quella precisa data, e non posso far altro che schiantarmi di lavoro per arrivare in tempo.
ok, detta brutale brutale così non rende, ma giuro che è fantastico, e non è ironia.

venerdì 29 giugno 2007

[senza titolo]

appunto.
Di quattro testi fondamentali prenotati tra internet e libreria, il più veloce ad arrivare sarà in negozio non prima di lunedì.

martedì 26 giugno 2007

credevo oggi andasse meglio ma di sera torna la tenebra

e il senso di fallacità. Ma forse stasera un po' meno.
Un po' ci credo che, tra due settimane e mezza, potrò aver sostenuto l'ultimo esame (eccetto l'atroce tesi che solo a pensarci mi strappo le vene). Forse (sempre eccetto tesi) l'ultimo esame in senso strettamente scolastico della mia vita.
Più difficile credere che devo prepararlo in due settimane e meno di mezza. Anzi, due settimane e basta.
E soprattutto, che devo prepararlo da zero.
Con voglia di fare pari a zero ed altrettanta voglia di fare una figuraccia a questo oggettivamente bell'esame.
Mah, qualcosa combinerò.

mercoledì 13 giugno 2007

più va avanti e più mi sento un pancottino fisicamente

moralmente, i soliti alti e bassi.
Ma fisicamente, a giorni sto proprio uno straccio.
Dalle 19 in poi, puntualissime, nel giro di mezz'ora o qualcosina meno, le forze mi abbandonano in massa.
Non so se dare la colpa al caldo, al fatto che lavoro part-time e mi lagno durante l'altra part quando invece potrei/dovrei preoccuparmi dello studio in un part-time - e volendo, cazzeggiare nel resto - al non troppo sonno, alle inevitabili pennichelle durante i viaggi da e per il lavoro e lo studio, non so se può essere conseguenza di un mangiare male o magari un'intolleranza alimentare.
So solo che non voglio che duri a lungo.
E "a lungo" non vuol dire che riesco ad aspettare l'autunno con la tesi, sempre che riesca a finirla. E iniziarla, o quasi.
Anche perché, ma non è l'unico motivo, dopo, comunque, ho intenzione di cambiare routine.
Il mio sogno: lavoro nine-to-five (che in Italia è six, ma vabbè) e-zero-straordinari nella stessa città in cui vivo, e vicino casa per pendolare poco, palestra immediatamente a seguire, cena ad un orario costante nonché abbastanza vicino alle ore 20, e una serata degna di essere chiamata tale.
E se questo sembrava troppo, il mio sogno superno sarebbe lavorare giusto a tempo perso in quanto la mia principale occupazione sarebbe quella di fare l'artista. Nel senso di artista-inserito-nel-circuito-dell'arte-al-punto-di-campare-facendo-arte-e-non-fare-la-fame.
L'ubicazione della residenza e la configurazione dello studio poi verrebbero da sé.
A proposito di arte, ho in cantiere un progetto che richiede il recupero di ogni tipo di attività di pregrafismo. Studenti del socio-psico pedagogico, maestre d'asilo, e chiunque all'ascolto possa aiutarmi, sono tutt'orecchi.

domenica 15 aprile 2007

il caffè effettivamente è mancato

per il solito dannatissimo tetris di orari e impegni che ho.
Ma la chiacchierata c'è stata.
e amichevole e piacevole come prevedibile, o come mi aspettavo.
La tazzina di moka, alla fine, sarebbe stata giusto una formalità.
Questo non vuol dire che non debba starci, in una eventuale prossima volta.
Vabbè, comunque, intanto lo depenno.
E mi pare chiaro che comunque non lo considero affare chiuso.

sabato 20 gennaio 2007

cazzo!

volevo scrivere un post e ho dimenticato di cosa volevo parlare.
vabbè, ne approfitto per annunciare che quanto prima ripasserò sul tuo blog (quanto appena detto non vale per Davide, Paolo - che comunque non credo che mi leggano ma questo non implica assolutamente che si debbano sentire in dovere commentare o che io abbia una cattiva impressione di loro, anzi - e Rain - scusa se ho scritto il tuo screen-name ma quello reale non lo conosco, non con questo che me lo devi dire per forza, anzi, non te lo chiedo nemmeno ma con ciò non vorrei darti l'impressione di essere scortese - che visito rispettivamente giornalmente, giornalmente e un po' meno frequentemente - tutti gli altri non siano gelosi per favore e neanche Rain se la leggo un po' meno di Dave e Eriadan*) e soprattutto ne approfitto per preparare le vagonate di materiale che mi servono per l'esame di dopodomani.

Anzi, no, mi sono ricordato di cosa volevo parlare.
Proprio quando andavo a mettere le tag prima di pubblicare e ho visto la tag sogni.

Stanotte ho fatto un incubo banale.
Ero da solo in una stanza a fare non ricordo cosa, e con qualche scusa, o semplicemente per curiosità, dovevo andare in un'altra stanza.
E proprio come nei più classici dei film horror o di paura in genere, già solo l'inquadratura della porta da lontano, le luci, la musica (che comunque nel sogno non c'era) ti fanno capire che non ci dovresti andare.
E proprio come nei più classici dei film horror o di paura in genere, ci vado.
da bravo coglione.
e certo che poi uno se lo merita che dentro ci trova un bambino con la faccia mezza manga.

Ok, questo lo catalogherò tra:
- quegli incubi stranianti nel senso terrorizzante del termine che però a ripensarci da sveglio mi fanno ridere
- quegli incubi in cui non riesco ad urlare, e se nel sogno ci riesco può darsi che abbia urlato o parlato davvero nella realtà
- quei sogni che mi sa che ieri sera ho mangiato troppo

riguardo la prima e la terza categoria, non descriverò i precedenti per il tuo bene. Credimi.
riguardo la seconda neanche, ma giusto perché non ne vale la pena.

* con questo si chiude il mini ciclo di tre giri di parole stupidi e gratutiti

mercoledì 20 settembre 2006

demagogia

- prendi due città, simili per numeri statistici, ma
una capoluogo, cosmopolita, discretamente acculturata, burocratica, universitaria
l'altra non-capoluogo, provinciale, fighetta, turistica, borghesetta/arricchita
- prendi un libro ..anzi, non "prendi", perché prendere il libro è lo scopo da raggiungere.. immagina un libro. Una di quelle normalissime monografie Taschen da sette euro, e di un personaggio abbastanza famoso nel suo campo. Il secondo più famoso.
Ora, io vivo nella seconda città, e il libro, il quale mi serve per un esame che ho venerdì, a momenti, dovevo davvero immaginarmelo e basta.
Vado alla libreria storica, la quale si suppone che sappia mantenerselo, il prestigio acquisito in annni e anni di attività. Bè, le mie supposizioni in effetti erano un po' troppo supposte e, come tali, me le sono ritrovate indove non batte il sole. In due parole, sono stato servito dalla figlia del titolare, abbastanza acidella e improfessionale. Il libro non c'era, ma l'ho ordinato.
"Se sei fortunato, arriva venerdì."
Ok.
Non c'era né il venerdì, né il martedì, né il sabato, né il mercoledì successivo (oggi).
E oggi, una sfilza di menate riguardo al fornitore che l'ha dovuto ordinare direttamente dall'estero, .. sì, o magari il fornitore è Fiocco Di Neve, che già è mezza tedesca.
Fornitore che comunque non passa per la città universitaria.
Perché, alla città universitaria, la stessa normalissima monografia Taschen impiega solo quattro giorni per arrivare.
(lunedì, già abbastanza consapevole che alla mia città borghesetta/arricchita non sarebbe mai arrivato in tempo il tanto agognato libro, ho provato a richiederlo nella città universitaria dove mi trovavo di passaggio. Se solo l'avessi saputo prima, che impiegava così poco tempo.. anzi, se solo avessi saputo che la libreria storica della città borghesetta/arricchita impiegava tutto quel tempo!!)
e dunque oggi, tra le varie cose, stavo ripensando all'azione kamikaze che avevo programmato: alla libreria storica della mia città avevo detto che, se il libro non fosse arrivato per metà settimana, avrei dato disdetta, quindi mi ero impegnato (relativamente) con l'altra libreria, quella della città universitaria. Il bello dell'azione kamikaze era che venerdì, sarei andato alla città universitaria tipo due ore prima dell'inizio dell'esame per ritirare il libro, appena consegnato dal fornitore.

se non che..

oggi faccio un ultimo salto alla libreria storica della mia città ("ultimo" sta ad indicare la voglia che ho di rimetterci piede in futuro), anche un po' per professionalità (l'ultimatum era "metà settimana"..) e, come detto, nisba. Un'idea.. perché non passare alla Mondadori (da sempre involontariamente ignorata in quanto piccola e aperta di recentissimo)?
E alla faccia di tutto ho trovato la versione A4 (esistono almeno tre formati diversi delle stesse opere allo stesso prezzo, e questa è la più grande). Ma ciò non toglie che per l'esame debbo studiare tutta quella Taschen, più un altro fascicoletto, più un'altro Taschen (formato piccolo, ma lo stesso ordine di grandezza di informazioni), più le maledette 140 pagine. Entro domani notte/dopodomani mattina presto.

giovedì 14 settembre 2006

un giorno potrei avere sete..

Dunque, esame parziale.
Mr Enciclopedia Universale di TUTTO già mi aveva bollato una volta (a dire il vero, avevo rifiutato io), per via del suo nozionismo inversamente proporzionale alla sua intelligenza.
Ma, abbozzando qua e là, sostengo un esame molto al di sopra delle mie aspettative, se non per un paio di domande che erano veramente troppo. E infatti quelle due stronzissime domandine vanno ad incidere sul voto, più basso di quanto mi aspettavo.
Ma è pur sempre un parziale: comunque, alla registrazione del voto sul libretto, il docente (EDIT)dell'esame effettivo(/EDIT) ha la democraticissima proprietà di distruggere la media matematica (EDIT)dei voti parziali(/EDIT) secondo le sue idee su di te.
"Uh, ma quanti trenta..", dice, sfogliando il libretto per inquadrarmi.
Non so come mai non mi è venuto in mente di fargli notare che qua la gente è di manica fin troppo larga (e probabilmente vale molto più un 28 di Tizio che un suo 30 e lode); forse sono ormai così viziato dalla situazione che mi è solo salito un po' d'imbarazzo e ho risposto: "Bè, evidentemente quello che faccio va bene.."
"E pensare che io volevo partire da un ventinove.. ma poi ti spiace.."
Bè, dicendo di partire da ventinove, già fai capire che vuoi arrivare da qualche altra parte. Ma dalla seconda parte della frase invece sembra che a ventinove tu ti voglia fermare. Quota che comunque, per quanto possa essere quel pilino bastarda, non disdegno affatto.
Ribatto con un "Ventinove non mi dispiace, ma certo, un trenta è più gradito..". E mi ritrovo la cifra tonda sul libretto. E più o meno la stessa scena era avvenuta ad un altro parziale dello stesso.
Se qualcuno considera la cosa un'ingiustizia, credo che ho comunque pagato con le due domande infami di stamani. E comunque, non ho proprio obbligato nessuno. Ho semplicemente non fatto l'ipocrita, un trenta non fa schifo a nessuno, tanto più se ti viene mezzo offerto..

- ed ho imparato a bere un sorso in più, un giorno potrei avere sete.. (Carmen Consoli, Un sorso in più)

lunedì 11 settembre 2006

che mi prende?

credo di stare diventando uno scansafatiche.
i soldi sono sempre troppo pochi, e l'eventuale lavoro sembra gravarmi addosso sempre più. mi prendo un sacco di cazzi a pelare e per questo vivo sempre sotto la tensione del "c'è continuamente qualcosa da fare" che alla fine cazzeggio per l'80% del tempo e non riesco tuttavia a sentirmi in vacanza.
E lo studio incombe e grava allo stesso, identico modo.
Tutto questo per dire che il libro in biblioteca mi illudo di riconsegnarlo giovedì, e comunque non ce la farò.

martedì 5 settembre 2006

mmm..

circa 140 pagine di un libro da riconsegnare in biblioteca da leggere capire e riassumere in un tempo che va dalle 21.30 p.v. a domattina.
E' umanamente possibile?
E io sono abbastanza umano da rientrare nella media?
mmm..

EDIT delle ore 22.00: anzi, lo riconsegno lunedì, e sti cazzi.