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mercoledì 17 settembre 2008

post in differita di quasi 48 ore

Se qualcuno mi pagasse per farlo (non che sia così venale, semplicemente perché tra lavoro e hobby, già non ho tempo per niente e agli hobby non voglio rinunciare), prenderei a redigere trashcronache di film. Da Hollywood ai cinepanettoni.
Nella fattispecie, dovrei scrivere tante cose su King Kong di Peter Jackson [in onda lo scorso lunediseraprimativucanalecinque - ndgrì] ma talmente tante che faccio prima a sintetizzare il tutto dicendo direttamente che è una pugnetta.
Ma se non altro mi ha aiutato a prepararmi psicologicamente a Il Codice Da Vinci, il filmissimo di lunedì prossimo


ma si chiamano ancora filmissimi?

mercoledì 7 maggio 2008

astenersi impressionabili


Sinceramente, io, a tratti ne sono rimasto anche abbastanza inquietato.
Ma trovamene uno che non sia un fake.

sabato 5 aprile 2008

[...]

- (oramai spazientito) per dirla con un luogo comune, al cuor non si comanda: come tu non puoi comandare il tuo, io non posso comandare il mio, non posso darti anima e corpo se non me lo sento.
- (scontento ma senza voglia di dialogare) non è questo
- (oramai ancor più spazientito) allora visto che non capisco un cazzo, cos'è?!?

silenzio.
e silenzio.
e, giuro, il timore che guidando ci buttasse con la sua auto nella scarpata a fianco del cavalcavia dell'autostrada.
e silenzio.
e cisentiamo, mhbuonanotte, buonanotte.
e battere di denti.
e silenzio.
e silenzio a venire.

sabato 25 agosto 2007

[senza titolo]

formalmente, le parole "Niente sarà più come prima" mi suonano troppo colossali/sensazionalistiche.
Ma certo è che troppa acqua sotto i ponti dovrà passarne, prima di poterlo affrontare, un paragone co' sto fanomatico "prima".

E se dico "Quante avrei da raccontartene, se solo potessimo parlarci", a questo punto mi pare chiaro che non è solo una questione di orgoglio.

venerdì 25 maggio 2007

filmsss

1) ok che già a suo tempo fu una bella batosta scoprire su eMule che Paola Cortellesi aveva duettato - e duettato seriamente - con Tiziano Ferro (laddove la stessa aveva reinterpretato in chiave - eufemismo eufemismo eufemismo - ironica cantanti di basso spessore ma sicuramente meno bassi del suddetto laziale). Ma una rondine non fa primavera. Due sì.
[notare che le fiction Mediaset sono pure più bastarde delle Rai perché il patetismo è meno lirico e più verosimile, ed è lì che ti fregano - non te personalmente, spero]

2) pollice verso ai pubblicitari radiofonici di Spiderman III, che per incentivarne la visione non trovano di meglio che sfottere palesemente Pirates of the Caribbean, III anch'esso, con la differenza che quest'ultimo ha la compiacenza di annunciare che è il capitolo conclusivo. Per dirla con un luogo comune che però condivido, i sequel sono solo una toppa, o una toppata. A parte rari casi.
pollice verso alla snobbatura perché non mi pare il caso di innalzare se stessi per azione e reazione smerdando gli altri, azione da un lato vigliacca verso il rivale, dall'altro sminuente verso te, che diventi solo il male minore, e lo diventi di riflesso, per giunta. ma a sto meccanismo ormai credo bisognerà rassegnarsi, dal momento che la sua sistematica messa in pratica da parte dei politici italiani lo va innalzando a standard della competizione. comunque.
pollice verso alla sola idea del confronto tra le pellicole. In cosa osano differire i due film? Non ho visto un secondo di nessuno dei sei lungometraggi(tra primi episodi e sequel vari), ma cosa cambia?
Giusto i costumi, e le scenografie.
La storia è il classico schema attanziale condito di eroismo (e a volte senso dell'humour) tipico USA, e di pari passo vanno gli archetipi dei personaggi.
Vedo (e credo) Hollywood come la sagra dell'effetto speciale.
E in quanto tale, tra cinquant'anni vedremo Il Signore degli Anelli la domenica pomeriggio su Rete Quattro che lo trasmetterà almeno due/tre volte l'anno, e avremo lo stesso sorriso di finta compassione beffarda che oggi abbiamo verso i film con Steve Reeves o John Wayne, o, esempio calzante, i due muri d'acqua de I dieci comandamenti.

venerdì 27 aprile 2007

Ho visto ben una quasi ora di 300

[non di mia iniziativa né volontà]
e non costringermi a ripetere o completare l'esperienza, ché non garantisco di essere responsabile delle mie azioni.

Reazione passionale: ma io dico, tra non più di cinquant'anni i videogame saranno delle interfacce per entrare in Matrix se non addirittura Solaris, saranno dei mondi virtuali alimentati da dozzine di processori da rendering fotorealistici in tempo reale in parallelo, e magari ci saranno anche le patch degli sparatutto che ti permetteranno di crepare per davvero, e con il progresso tecnologico non trovano di meglio da farci che i brillantini??? Dio benedica il lungometraggio di Final Fantasy, che in prima istanza, utilizzava la grafica tridimensionale come mera tecnica espressiva in sé (se poi col treddì ci hanno fatto pure i soliti effetti speciali, e/o la storia e la classica hollywoodata - non conosco Final Fantasy, se non il film e solo per quanto ho riferito - mi spiace per chi ci ha messo la firma nei titoli di coda).

Reazione razionale:
Titolo: il fatto che sia scritto come numero ha rimandi molto più contabili o matematici in genere che non ad altro. non va.
Locandina: quella roba è un messaggio pubblicitario, non una locandina. non va.
Eroismo sensazionalista da americanata: non va. non perché è già visto, che pure è vero, ma perché è banale.
La scena di sesso: DIO CE NE SCAMPI!!! ehm.. non va. non perché è già vista, che non è vero perché è invece onnipresente in ogni film nella cui anche minima sottotrama ci sia una storia d'amore romantico, e tanto onnipresente che, se per puro caso lo sceneggiatore se la dimentica, sta' pur certo che il produttore gliela ricorda. non va perché in tutto il resto del film non si parla minimamente di sesso, e ciò la rende una scena gratuita, inutile, o utile solo agli stessi guardoni che non aspettano altro che due tette che zompano fuori in un qualunque film stile Vanzina. esempi giustificatissimi di sesso sullo schermo (con o senza limiti di buoncostume) sono invece, a parte i porno - è lapalissiano - film come American Beauty, in cui l'attrazione è principalmente carnale, ma anche molte serie televisive americane, dai Griffin a Tutto in famiglia, dove semplicemente il sesso non è considerato tabù, e viene tirato in ballo 1. spesso, 2. non necessariamente con la scena madre del rapporto fisico, ma anche solo a parole, punti che non sono soddisfatti dallo stilema della scena di sesso romantico riproposto da 300.
scenografie: troppo 3D male integrato. non va. perché è male integrato.
casting: greci biondini coi capelli lisci??ragazzino che stringe i denti almeno un secondo dopo aver preso una frustata, che tra l'altro la sferza si ferma molto prima della sua schiena???? non va.
sceneggiatura: già il nero che si ritrova sull'orlo di un pozzo e se ne accorge solo quando sta per esserci spinto dentro dice tutto. non va.
postproduzione: le virazioni cromatiche sono troppe, e/o troppo gratuite. prendano lezioni da Hero. effetto sfocato da atmosfera troppo sognante che al confronto i promo de La squadra sono iperrealismo. i corpi sono troppo luminescenti, e gli addominali sembrano disegnati col pennello sfocato di Photoshop. L'80% del visivo in effetti sembra piuttosto disegnato.
A sto punto, facevano anche quel 20% che mancava e veniva fuori un fumetto animato. Ché almeno sarebbe stato più accettabile.

martedì 18 luglio 2006

dunque

la resa dei conti, la promessa è debito e la voglia di sottrarmi è leggermente inferiore alla voglia di postare.
il tempo è relativo: me ne sono reso pienamente conto pochi giorni fa. Avvisaglie ne avevo riscontrate frequentemente in esperienze più o meno quotidiane, e in particolare nel sonno. Diverse volte mi è capitato che il sonno - non necessariamente il sogno, da Morfeo è molto più facile - alterasse la cognizione del tempo - non sto parlando di quando alle volte ti svegli e per qualche secondo non sai dove sei/che ora è e cose del genere, sto parlando di quando dormi per esempio per due ore e al risveglio ti sembra che siano trascorsi tre secondi (mi succedeva spesso da piccolo, ora non più) o del contrario, dormi ad esempio cinque minuti e ti svegli credendo che siano passate ore (mi accade raramente, ma accade).
Finora comunque pensavo che questa distorsione del tempo fosse esclusiva del sogno (che lì fosse possibile non credo di averlo mai messo in dubbio).
Mi sbagliavo.
Ogni persona è capace di fermare il tempo.
La fregatura è che lo ferma inconsciamente e involontariamente, e se ne accorge dopo.
Perché, durante, l'individuo è preso da un pensiero così forte che, appunto, ferma il tempo. o lo rallenta. o qualcosa del genere.
esempio 1:
una persona parla, e dopo aver pronunciato una/due sillabe di una parola, tu ne immagini il proseguimento. A prescindere che indovini o meno la parola, l'istante in cui ti salta in mente la parola intera è una sorta di pausa nel tempo. Senti l'altro parlare in un flusso continuo ininterrotto, ma quel tuo pensiero è un microcosmo che non può essere durato quei pochi nanosecondi che la scienza può misurare. Soprattutto se non indovini la parola, perché te ne rendi conto alla fine della parola e devi sforzarti un attimo per cogliere la differenza tra il tuo pensiero e ciò che ha detto l'altro.
esempio 1a: qualche tempo fa, spot TV di Corporaciòn Dermoestetica, prima scena, una donna dice: "Io vado da Corporaciòn Dermoestetica". Quando mi sono accorto di quel "-ciòn" mi sono sganasciato dal ridere.
[Se non si era capito, mi ero fermato a "Io vado da corpo" - che dalle mie parti è la versione vernacolare di "andare di corpo"]
esempio 2: in momenti particolarmente pericolosi, c'è un istante in cui tu (o forse solo io??) immagini la conseguenza catastrofica e sei praticamente inibito alla reazione. Anzi, la reazione avviene, ma in maniera più o meno automatica, tanto che ti stupisci di aver avuto oggettivamente i nervi freddi.
esempio 2a: i freni della mia automobile, alquanto vecchiotta, lasciano un po' a desiderare; qualche volta, guidando abbastanza veloce, mi è successo di dover inchiodare di brutto se la macchina davanti a me frena all'improvviso; ebbene, nei casi più eclatanti, non mi accorgevo di stare frenando finché non avevo finito di pensare "oddio, ora tampono".

scottatura: qualche giorno fa, mare. Un po' troppo sole, e sono tornato a casa con le spalle arrossate (ma alla fine, non è niente di nuovo). Stamattina mi ritrovo un qualcosa dalla morfologia simile a una qualche irritazione che genera bolle su buona parte della spalla destra.
Pensiero numero uno (irrazionale): tumore alla pelle.
Azione numero uno (razionale): ricerca combinata Google/Google immagini, che smentiscono.
Azione numero due (scema): applico la crema doposole.
Pensiero numero due (molto più tardi, semirazionale): ustione. Pensiero razionale finché non mi vengono in mente tutte le cose schifolose che ha sempre detto mia madre, cose del genere: "le ustioni provocano infezioni che si espandono".
Azione numero due (in mancanza d'altro..): nonostante la scottatura non dia fastidio, bagnarla un po' dà sollievo.
Azione numero tre (un po' più sensata della uno): applico una crema/gel contro le irritazioni cutanee.
Azione numero quattro (tra poco): torno allo specchio a monitorare la situazione e, se ce n'è bisogno, applico il gel refrigerante (quello che, o lo applichi con moderazione, o ti ustioni di freddo - davvero)

tumori: la parente di cui ho parlato un paio di volte tempo fa sembra non avere scampo, il male si allarga e non sembra operabile; l'averla vista pochissimi giorni fa in "salute" come mai negli ultimi mesi mi ha fatto piacere, finché non ho ripensato al fatto che da qualche tempo hanno aumentato il principio attivo del cerotto alla morfina, e al fatto che ella stessa ignora che sia morfina (ignora questo e tutto il resto..).
E comunque, è arrivato pure un altro caso nei paraggi, e di una persona addirittura un po' più giovane.

Griffin: forse diventeranno il mio cartoon preferito. Sono stato per lunghissimo tempo carampano dei Simpson a livelli anche ottusi, ma ora sembra che ho trovato un briciolo di obiettività.
I Simpson sono venuti per primi, ed è indubbio hanno aperto la strada. ed è indubbio che i Griffin abbiano colto una certa scia. Ma forse l'allievo ha superato il maestro. O si appresta a farlo. Credo che l'unica superiorità che posso attribuire ai Simpson (oltre al suddetto primato temporale, che comunque non è cosa da poco) sia un certo - per quanto possibile - senso di realtà.
[La salomonica differenza può essere fatta anche raffrontando due sole scene:
a) Homer e Bart Simpson, in Australia, vogliono scappare da degli inseguitori entrando nel marsupio di due canguri. Bart inserisce un piede e, estrendolo ricoperto di una qualche mucosa schifolosa, si lamenta: "Ma non è come nei cartoni animati.."
b) Peter Griffin, allo zoo, non ricordo per quale motivo, entra nel marsupio di un canguro che lo trasporta per un po', poi stramazza. Peter esce completamente pulito.]
Ma è anche vero che, se I Griffin fossero più realistici, il mio adorato Stewie non potrebbe essere così come lo conosco.

Radiohead e Björk: qualche giorno fa avevo ritrovato tale "Jöga" di Björk, l'unica di lei canzone che conosco. E che comunque credo valga l'intera discografia.
Forse, unico neo, gli archi sono un po' pesanti. In linea di massima, violini e simili ci stanno bene, ma in alcuni tratti la loro presenza sembra un po' cacofonica. Forse un pizzico in più di elettronica, ma proprio un pilino, non avrebbe guastato.
wow, potrei fare il produttore?
Salto ai Radiohead senza nessun nesso logico (l'unico legame possibile è che Björk ha duettato con Thom Yorke, cantante dei Radiohead, forse proprio nello stesso album che contiene Jöga, am quella canzone non la conosco e comunque dovevo parlare dei Radiohead e basta).
Visto che la musicassetta (eh già! ancora esistono!) di "The Bends" è praticamente andata (cronologicamente: 1. stonava, 2. il lettore autoreverse ne cambiava lato in maniera del tutto casuale, 3. si è spezzato il nastro) e quindi "Street Spirit" dovrò sentirla solo versione CD o MP3, ho ripescato la MC di "OK Computer". Per "Exit Music", mi pare abbastanza ovvio.
"Exit Music" è stata la prima canzone paranoica dei Radiohead che ho conosciuto, e anche se forse "Street Spirit" è migliore, le sono rimasto sempre particolarmente legato.
Al punto che, proprio l'altro giorno, provando a cantarla, mi saliva il groppone in gola.

Bè, almeno ho evitato di rovinarla.

[Altro pensiero sulla stessa canzone: conoscendone il finale - il quale tra l'altro a me non evoca affatto la pace che il testo menziona - , le parole "today we escape" suonano fatali (notare la derivazione da FATO) come se le due persone partissero per Samarcanda.]

Degli stessi album, altre canzoni, unite alle poche immagini di Thom Yorke agli esordi che conosco, mi danno l'idea che il suddetto cantante possa vantare un certo passato punk. Ma la teoria è completamente campata per aria, è giusto una mia impressione mai verificata.

boh, molte altre cose le ho dimenticate, o forse le ricorderò: qualcosa ho dimenticato, altro lo ho ricordato nel pomeriggio poi di nuovo perduto, una cosa mi è tornata in mente adesso dopo almeno 3/4 giorni.
credo di essere particolarmente amante dell'elettrico più che dell'acustico o unplugged. o semplicemente del non-elettrico.
Prima un po' snobbavo o non mi interessavo all'acustico, poi ne ho compreso la poetica intimista e ok, e ho iniziato ad apprezzarlo. Ma forse lo stesso non si può trasmettere elettricamente?
Non so bene, per certi aspetti in cui la musica riesce a toccarti le corde dell'anima al momento non mi vengono in mente esempi elettrici che possano rendere giustizia a una chitarra classica, o acustica, ma non escludo che ci siano. Ma per aspetti più diciamo cupi, tipo la malinconia devastante, ho scoperto che non è prerogativa del non-elettrico.
Ho trovato una rara versione elettrica di "Something in the way" (Nirvana).
Il senso di morte è inequivocabilmente lo stesso, ma nettamente più palese, e non mi sembra affatto banalizzato come se non ci fosse più nulla da dire. Anzi, genera un immaginario stile Nightmare Before Christmas (a prescindere dalla storia narrata) che moltiplica le ombre.

Una cosa in più: nel pomeriggio ho trovato in libreria un libriccino con alcune fotografie di Alfred Stieglitz. Comprato al volo.
Ma forse ora me ne pento.
O l'opera di Stieglitz non era come ricordavo, o la raccolta ha scelto delle sue fotografie minori.
Troppa poca nebbia, troppe poche luci spettrali, troppi pochi fantasmi.

Altra cosa in più: alla cassa della libreria, mi hanno regalato un piccolo taccuino che promuove un libro in uscita. La citazione riportata mi ha incantato in quanto a eleganza:

La ragazza esitò.
Era come se il suo nome fosse qualcosa di prezioso, come se pronunciarlo equivalesse ad ammettere che tutto quello che le stava di fronte era reale...
Aelin - disse poi in un sussurro - mi chiamo Aelin.

Egle Rizzo, Il viaggio di Aelin.
A giudicare dall'immagine, sembra un libro fantay. Peccato.
Suonava surrerale e soprattutto atemporale come il brano di "Ascolta, Visioni!" (Kurt Zelmann) riportato sul booklet di "Che Cosa Vedi" dei Marlene Kuntz.

sabato 3 giugno 2006

ieri

1) per caso ho intravisto nelle pause dal sonno "Il mio miglior nemico" di Verdone+Muccino.
Fondamentalmente, i film contemporanei di registi italiani li distinguevo solamente tra: a)Vanzina e simili; b)altri, quelli seri.
E inutile dire che ero molto più interessato ai secondi che non ai primi.
Ma già "Manuale d'amore" di Veronesi, quando l'ho visto, mi ha un po' spiazzato, non rientrando in nessuna delle due categorie e non essendo nemmeno una via di mezzo. E' diciamo una storia (anzi, più di una) seria affrontata però con un approccio più sdrammatizzante.
E, da quel poco che ci ho capito, anche "Il mio miglior nemico" sembra aver preso questa strada. Strada che comunque non mi pare malaccio, nonostante comunque nella mia scala di priorità venga un pelino dopo del filone Le fate ignoranti/Casomai/L'ultimo bacio/L'ora di religione (lo so che il regista -Bellocchio- è di tutt'altra generazione, ma l'attitudine mi pare simile)/eccetera.
Comunque, tra questi due generi non c'è una profonda differenza. Anzi, per quello che voglio dire, potrei accomunarli tranquillamente.
Mi sono accorto che ci sono cose che non mi vanno molto giù, nonostante fossi un carampano del genere.
tipo 1, le sclerate pazzesche. Quella di lei quando ha saputo dell'altra ne "L'ultimo bacio" mi è piaciuta un sacco, ma "Il mio miglior nemico" mi ha fatto accorgere del fatto che scene del genere sono spesso abusate. Abusate perché usate troppo, e a volte, anche a sproposito. In pratica, ad oggi, non sono più così frequenti certe scene d'isteria, quella certa sobrietà di una superiorità altezzosa discreta e bastarda fondamentalmente ha avuto la meglio. Quindi, se è molto più facile, comodo e reale, anche tra amici, non dirsi niente e guardarsi male (figuriamoci tra persone che non si conoscono - ndr), certi urlacci, quando usati impropriamente (spesso), costituiscono solo scene ormai inadatte ai fini del realismo, o solamente luccicanti (come specchietti per le allodole) ai fini dell'interesse dello spettatore.
tipo 2, i ragazzi che piangono. Mi sembra che in "Il mio miglior nemico", a un certo punto, Muccino piangente faccia il suo bravo discorso profondo alla fidanzata (o qualcosa del genere, ripeto che per l'80% minimo del film ho dormito).
Al momento non so/non ricordo se ci sono scene del genere in altri film del succitato filone, ma se ci fossero, mettiamo le cose in chiaro: non sono contrario all'uomo che versa una lacrimuccia (o anche un fiume) e menate pseudomachiste varie, ma se quella scena di Muccino piangente blablablà l'ho vista e capita bene, la cosa mi puzzava un po' tanto di smanceria tipo i Blue quando cantavano: if loving you with all my heart is a crime, then i'm guilty (per favore, risparmiatemi la traduzione). Preferisco di gran lunga il trentenne di inizi anni Duemila completamente incerto e perso riguardo al proprio futuro (tema su cui sono stati realizzati più film da sti registi italiani), completamente smarrito nelle pieghe di sé, eppure non piange (e non per fare il macho).
Comunque sia, non ho una brutta imprerssione di Muccino in generale. Sia chiaro.
2) ieri un discorso tra due conoscenti ha fatto sì che riuscissi a formulare in una maniera migliore di sempre un pensiero che da lunghissimo tempo avevo, e che riporto qui nelle migliori vesti: tutto quanto affidato a mani umane è potenzialmente fallace.
E sia ben chiaro, intendo proprio T U T T O.
Nello specifico, il discorso che mi ha suscitato il suddetto pensiero era riferito all'ostilità di un sacerdote verso un altro, di un'altra parrocchia, più giovane ma, per certi aspetti, palesemente più carismatico.
E la cosa è relativamente comica. Per la serie "predicare bene e razzolare male"..
Ma adesso non voglio mettermi a fare uno di quei soliti discorsi tipo i tanti anticlericali per sport che si trovano in giro.
Perché se volessi fare uno di quei soliti discorsi potrei tirare in ballo argomentazioni più scottanti tipo: il Papa donna (addirittura rimasta incinta - unico motivo per cui è stata scoperto il suo sesso), le non-proprio-casuali parentele di moltissimi papi rinascimentali con le casate nobili, l'Inquisizione, la persecuzione di Galilei eccetera eccetera.
Ma alla fine tutto rimanda al succitato punto: TUTTO quanto affidato a mani umane è potenzialmente fallace. E la sola via d'uscita è un certo buonsenso. Buonsenso che, pure, se fondato solamente sull'uomo, è destinato a fallire anch'esso (presto o tardi, anche a livello inconscio, arriverà la domanda: essere "buono".. ma chi me lo fa fare?)
e purtroppo molti, non solo laici, mancano di un autentico buonsenso.
3) ho visto lo spot di un triciclo che in diverse inquadrature non poteva non ricordare spudoratamente "Shining" di Kubrick (i lunghi piani sequenza dietro Danny che in triciclo scorrazza per i corridoi dell'Overlook Hotel e sopra le sue moquette sixties).
Piccola variazione per il finale della sequenza. Nello spot non ci sono gemelle, né intere né a pezzi.
[oddio che humour nero..]
non so ancora scegliere quale sia il peggiore plagio inutile e perverso tra questo spot e quello della Scavolini con la sola cucina in una scenografia sfacciatamente Dogville.

venerdì 12 maggio 2006

bli bli bli (è la cosa che mi suona più adatta come plurale di bla bla bla)

intro:
voglia tu scusarmi, tu, lettore/trice di cui ho il link nella barra di destra, se non mi faccio vivo da un pezzo. Ultimamente non ho molto tempo libero, e mi basta a malapena per postare qui. sorry.

prologo:
primo concerto elettrico (di cui al precedente post) rinviato a data da destinarsi causa incompatibilità a lungo termine tra la disponibilità della band al completo e quella del palco open source.

I
E' da qualche post che non parlo del Codice Da Vinci (che ormai è ufficialmente il tormentone di questo blog; secondo posto, direi, i miei pochi soldi; terzo, Scientology e affiliati; gli animaletti scemi dipinti sono fuori gara, in quanto non importunano più, nonostante l'imbarazzante fioccare di complimenti) quindi, gli tocca.
Proprio ieri ho appreso alla radio che la protagonista Sophie Neveu (o qualcosa del genere) sarà impersonata dall'attrice che aveva il ruolo di Amélie ne "Lo straordinario mondo di Amélie", appunto. L'appena citato film, a suo tempo, non mi era piaciuto, ma potrei cambiare idea, perché l'ho visto diversi anni fa, e ne ricordo solo la di lei fissazione per le fototessere trovate cassualmente alla cabina e la scena in cui lei, affacciata a un balcone, guarda Parigi e dice: in questo momento (numero che non mi ricordo) coppie stanno avendo un orgasmo - (numero + 1) [Corregge il numero subito dopo una brevissima scena di amplesso di due altre persone]. Comunque, il punto è sull'attrice, non sul film Lo straodinario blablablà. Mi suona abbastanza curioso immaginare quest'attrice impersonare ruoli così più-che-diversi-incompatibili-se-non-sghembi come Amélie e Sophie Neveu, e soprattutto, saltare tra generi - e produzioni - così diversi.

II
Che c'entra Got None con il gelato Carte D'Or? Ok che la suddetta canzone mi è alquanto antipatica, ma non è per questo che mi stona in quello spot. Non ditemi che da un gelato che da anni ti hanno inculcato in testa essere morbido e cremoso uno non si deve aspettare una musichetta soft e/o maliziosa..
mentre la suddetta, a mio avviso, non è soft, è leggera (nell'accezione di non profonda) e alquanto insipida. In pratica, che c'azzecca??

III
Per certi aspetti, MTV potrebbe essere considerata una discarica. PER CERTI ASPETTI.
Per certi aspetti, eMule potrebbe essere considerato una discarica. PER CERTI ASPETTI.
Ma non è mica necessario che ci siano spazzature in comune.
Tipo il mash-up di Smells like teen spirit con Bootylicious.
Non cito gli autori per pietà.

IV
Che fine ha fatto il Winner Taco???
Ok, sono anni che è sparito dai freezer Algida, ma di colpo m'è tornata la nostalgia qualche giorno fa, mangiando il gelato alle arachidi (tra parentesi, detta così non sembra ma è buonissimo!)..

V
Perché c'è gente che ancora si ostina a realizzare (e qualcun altro a richiedere) spot pubblicitari o trasmissioni in 16:9 [il 16:9, se non lo sai, è quel formato video che, visto in TV, lascia quelle grandi strisce orizzontali nere nelle parti superiore e inferiore dello schermo]?
Onore e gloria a quel genio di nome Stanley Kubrick perché, tra l'altro, ha voluto realizzare "Eyes Wide Shut" in 4:3 [l'altro formato video, quello normale del televisore].

VI
Sto ascoltando - anzi, sentendo - il nuovo singolo di Tiziano Ferro alla radio. Ci sono momenti in cui ricorda alcuni pezzi di Battiato. Con le dovute - significantissime e irrimiediabili - differenze.

VII
All'autoradio, oggi pomeriggio, avevo ascoltato due nuovissimi brani di Carmen Consoli - "Maria Catena" - e Red Hot Chili Peppers - non lo so il titolo. Da segnalare la voce squillante della cantantessa (che dave apprezzerà :P) e la straordinaria affinità del nuovo pezzo del quartetto coi calzini sulle putenda con "Ineluttabile" dei Marlene Kuntz. Un mash-up, qui, ci andrebbe a fagiolo, anche se a tratti si potrebbe sospettare il plagio.. naa, l'atmosfera della canzone dei californiani è completamente diversa.

VIII
Ancora mash-up, proprio carino e ben fatto quello tra"Boulevard of Broken Dreams" e "Wonderwall" (rispettivamente Green Day e Oasis, anche se la prima canzone è un po' tanto inflazionata, da un annetto a questa parte..)

sabato 29 aprile 2006

Ho da dire un po’ di cose.

1. Cinema/tv/film/& so on..
- “Il Codice da Vinci” esce il 19 MAGGIO, non aprile come avevo detto qualche giorno fa, avevo letto male il manifesto al cinema e avevo dimenticato di correggere; comunque, stamattina ho visto la copertina di Ciak su cui era raffigurato (credo) Silas e non mi faceva impazzire. Affatto. Probabilmente la pellicola non soddisferà le mie aspettative di un film, comunque sia, serio.
- Sta uscendo nelle sale “Il regista di matrimoni”, nuovo film di Marco Bellocchio con Sergio Castelletto dopo “L’ora di religione”
[Davvero un bel film. Credo sia stato il primo caso di bestemmia “gratuita” che non mi ha dato fastidio, anche se mi ha lasciato un po’ strano.. spero che nessuno comunque abbia recepito erroneamente alcuni aspetti]
.
Già parlare di “regista di matrimoni” mi inquieta: a. perché mi fa pensare ai filmati di matrimoni (anche quelli fatti da fotografi) che sono al 90% un’accozzaglia di effetti video e transizioni veramente trash [ho i miei buoni motivi per credere che gli unici effetti da utilizzare siano il bilanciamento di colore e luminosità, le uniche transizioni stacco netto o dissolvenza, o poco più]; b. perché è tremendo pensare che possano esserci persone prese dalla FORMA più che dal contenuto di un tale momento (e purtroppo ce ne sono) al punto da doverlo programmare in ogni dettaglio come una coreografia. E questo se non erro è proprio l’aspetto messo in risalto da Bellocchio, con cui concordo allora se fa sì che il protagonista voglia sabotare l’evento.
A proposito di protagonista, che strano caso che Sergio Castellitto (molto apprezzato in “L’ora di religione”) mi ricordi parecchio Emilio Solfrizzi, attore di tutt’altra fascia. Così altra fascia che non me ne va nemmeno di dilungarmici su.
- Passando davanti ad una videoteca ho rivisto per caso la locandina di “Trappola in fondo al mare”, film uscito nel Bel Paese qualche mese fa. Non conosco affatto la storia, ma già solo vedendo un tale artwork mi chiedo: chi mai può essere andato a vedere il film? Dico, è la locandina/copertina di DVD/VHS più scialba che abbia mai visto.. perfino i film porno hanno copertine più espressive!
Ripeto, non conosco affatto la storia né il film di per sé, ma a mio avviso giusto il trailer o la trama potrebbero essere il pretesto che stimola la curiosità di vederlo. La locandina, proprio no.
L’unico effetto che mi ha suscitato (tra l’altro curioso, visto che non sono il tipo troppo influenzabile da certi stereotipi), un po’ di voglia di avere l’addome a scacchetti, o perlomeno più definito di quanto non sia al momento. Perché diciamo che quattro mesi di palestra hanno portato parecchi contenuti, ma poca forma (ossia muscoli sodi ma piccoli, addominali duri ma pancetta ancora sporgente).
- Stamattina ho visto il promo di “48 ore”, prossima fiction poliziesca targata Mediaset di cui avevo solo sentito lo spot radiofonico. Già la trama, accennata da codesto spot e ribadita dal titolo, mi suona abbastanza assurda: c’è una squadra di agenti che deve recuperare gli evasi entro 48 ore dalla fuga. Perché, i latitanti da oltre quarant’anni (ogni riferimento non è puramente casuale) non sono forse importanti?
Ma alla fine, chisenefrega, basterebbe non pensare che il plot debba essere realistico.
Ma la tecnica.. oddioooo!
Da quel poco che si evince dal promo, sembra “La squadra” con in più qualche inquadratura figa molto debitrice di certi effetti puramente commerciali di CSI o il fratellino sfigato Made in Italy RIS.
E a questo punto potete raccontare anche la mia vita, ma tanto non lo guardo.
- Easy rider: una bella lezione di vita contro tante bambocciate che ci raccontano da sempre.
Tipo l’uguaglianza razziale, il rispetto verso chiunque.
Sono cose giuste, sia ben chiaro.
Ma troppo spesso sono cose ancora al livello di parole e basta.
Perché ancora non viviamo in una società multietnica (ma una società che si sta riempiendo di immigrati che non si integrano e/o non riusciamo a far integrare - ndr), e fondamentalmente sono poche le persone aperte di mente. In pratica, tutti ormai dall’asilo abbiamo imparato con la giusta cadenza e la giusta faccetta da circostanza a dire che bisogna essere tutti fratelli e/o bisogna amare tutti e/o bisogna rispettare tutti. Ma non tutti ad oggi abbiamo ancora imparato a non scansarsi passando accanto ad un arabo, non tutti ad oggi abbiamo ancora imparato a non schifarci se vediamo un gruppo di punkabbestia che fanno assolutamente i cazzi loro ai bordi della strada, non tutti ad oggi abbiamo imparato a non farci film nella testa vedendo una faccia strana che non necessariamente appartiene ad un pervertito o un delinquente.

2.
La parte razionalista di me dice che frasi tipo “Sono la persona più sfortunata del mondo”, “Non c’è nessuno più iellato di me”, “Ah, ma io sto peggio di te” sono una maniera - a suo modo perversa - di tirarsela.
Ma certe volte è proprio vero che capitano tutte solo a te..

3. Musica
Ultimamente ho ripreso ad ascoltare parecchio “Numb” dei Linea 77. E proprio stamattina mi sono ricordato di quando ho pensato come sia un genere decisamente diciamo “maschio”. A parte il contrasto con le ragazzine sciape che ho visto al loro ultimo concerto, intendevo che è qualcosa di veramente non-proprio-viscerale-ma-comunque-fatto-con-sangue-e-budella e decisamente targettizzato ad un pubblico maschile più o meno del tipo “l’omo ha da puzzà” o giù di lì. In pratica, li ritengo un genere musicale affine a sport come il wrestling (se solo i network USA non ci costruissero sopra le telenovele), il monster truck racing, o meglio, il rugby, specie la variante senza casco e tante protezioni.
O, in altre parole, quello che, seguendo un cliché di interviste di Rock Sound assocerei alla domanda: “Album per far innamorare qualcuno del tuo stesso sesso”.
La domanda di cui sopra penso debba essere intesa come “l’album che in generale possa attrarre un uomo, indipendentemente da chi lo vuole conquistare.” e non come “l’album con cui IO debba sedurre un uomo” - il punto non sono i miei orientamenti sessuali pericolosamente altalenanti.
A proposito di omosessualità, curioso come “Insane lovers” sembri raccontare perfettamente in musica una qualche storia stile Josman (autore di diversi fumetti porno gay quasi sempre incentrati su rapporti sessuali tra padre e figlio spudoratamente consenzienti).

4. Tecnologia e portafoglio
Se gli auricolari di marca costano ben più dei 2,50 € spesi per un nome assolutamente sconosciuto, un qualche motivo ci sarà. Tipo, se quelli di marca danno fruscio, di certo non al terzo utilizzo.

5. The Nanny
Qualcuno sa dirmi qualcosa riguardo una tournée teatrale italiana della Tata, a quanto pare con i veri attori della sit-com?

6.
Qualcuno sa trovarmi una scusa che possa reggere per giustificarmi con dei più-o-meno-clienti? dovevo far loro avere un preventivo quasi due settimane fa, ma non l’ho fatto, perché non ho ancora capito quale è il mio compito, e soprattutto non ho capito perché dovrei far loro spendere soldi inutilmente; loro hanno provato a telefonarmi diverse volte e non ho risposto..
ti prego, lettore/lettrice, rispondi a questo post.. pensa che è come un concorso che premia la persona con più creatività. Creatività qui non significa che posso dire di essere stato rapito dagli alieni.

7.
Sarebbe bello essere un papavero.
motivi:
con quattro petali, hai l’essenziale e niente di più (chi solitamente disegna fiori a cinque petali pensa che se fossero quattro sarebbe scambiato per un quadrifoglio? bè, non è così)
è semplice, e proprio per questo la sua immagine non è troppo inflazionata per scopi troppo al di fuori della sua natura, a parte Kenzo e qualcun altro
ha modo di vedere sempre - o quasi - il cielo azzurro, e se piove, sa che, o è una pausa temporanea e comunque il cielo azzurro sarà la maggior parte della sua vita, o che comunque se esso è lì, è lì per il cielo azzurro.

Due pagine e qualche riga su Word, Times New Roman 12. Wow.

giovedì 19 gennaio 2006

tu mi stillicidi...

così pensavo fino a ieri.. in pratica, vederla e parlarci, affettuosa com'è, è sempre un devasto, da quando ha il ragazzo.. sperare di incontrarla poi, è continuare a farmi male (o, come avevo scritto: sperare di tangerti è affondare dentro me). Poi ieri, una di quelle cose che i film hollywoodiani e non solo presenterebbero come un segno che cambia la vita: la vedo, ci parlo un po', la saluto e le dò un buffetto sulla guancia.
Ecco.
E siccome per tutta l'infanzia (terminata più o meno 5 minuti fa) la mia mente è stata farcita di holliwoodate, americanate e cose terrene in bianco e nero netto (cui il grigio si oppone con tutte le sue forze) per non uscirne almeno un po' marcia, anch'io in qualche modo, anche se non vorrei, credo che questo buffetto possa essere un segno. sì, perché ho sempre dato al contatto fisico (non pensare male, intendevo roba tipo una pacca sulla spalla o appoggiare la mano sull'avambraccio dell'altro) un valore molto importante che fa la differenza in un rapporto di conoscenza o amicizia. un contatto fisico con una persona o di una persona lo sento come fiducia, o complicità tra amici. Ed ecco che il buffetto avrebbe catalogato lei come amica.
Condizionale.
Perché grigio è rimbalzare tra il bianco e il nero. quando invece le magie e superstizioni a buon mercato di Hollywood e delle fiction hanno la presunzione di essere tinte assolute. e guarda caso sempre bianche.