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martedì 4 agosto 2009

ho perso quasi due mesi, non mi sono perso quasi niente

l'8 giugno scorso è uscito il nuovo album dei Placebo, "Battle for the sun".
Chiamali pregiudizi, chiamali come ti pare, ma se in un gruppo tipicamente english (1 - è ovvio che non si parla di britpop, con rispetto parlando; 2 - la loro inglesità è/era nell'attitudine, non nella nazionalità) come sostituto di un gentleman entra un californiano (Stati Uniti vs Europa, già ne ho parlato troppo in altre occasioni) che pare un Crazy Town venuto male (e già gli orginali non mi stanno molto a genio), con qualche indiscussa influenza emo, e dieci/quindici anni più piccolo degli altri, già c'è qualcosa che puzza.
Figuriamoci quando ascolti che ha coinvolto, travolto e stravolto i restanti due il gruppo.
Inoltre, forse un'autoproduzione sarebbe stata più azzeccata in un momento di maggiore stabilità (nel senso: con un certo stile distinguibile - sempre che non sia manierismo di comodo - vabbè che per una major sei più appetibile, ma puoi essere anche più sicuro di te stesso), ma di sicuro non gli ha giovato sul piano di immagine in senso letterale: la copertina dell'album non è un granché, per quello a cui mi aveva abituato l'artwork degli ultimi anni.

martedì 3 giugno 2008

se non "è solo un periodo"

forse sono una primadonna e debbo ancora scoprirlo (e/o sto iniziando a scoprirlo).

e non mi pare una gran cosa.

lunedì 12 maggio 2008

spin off

Non ricordo se ho mai sentito una canzone dei Bluvertigo (anzi, ora che ho fatto un po' di ricerca leggo un "L'assenzio - Sanremo 2001" che non mi è nuovo, ma naturalmente non ricordo affatto la melodia)
ma certo è che negli ultimi anni riuscivo lo stesso a cogliere la maggiore presenza mediatica bassa di Morgan, e la connotazione negativa che questa aveva
(figurarsi poi scoprire ora, facendo un po' di ricerca, che ha fatto qualcosa pure per/con Paola e Chiara - le quali ora, superata la parentesi finto-lesbo si spera, e le leggende metropolitane dell'aver assistito a un concerto di Marylin Manson, ma dopo Tiziano Ferro che duetta con i Linea 77 non ho più il diritto di stupirmi, hanno fatto un disco solista a testa, chissà perché, e sembra siano riuscite ad entrare in quel bel circuito a metà tra arte, design, moda e chi più ne ha più ne metta, ste stronze)
ma venire a sapere che è giudice di X Factor Italia,
vuoi perché è un reality show,
vuoi perché in Italia ogni reality show è più marchettaro e basso del corrispettivo di qualunque altro stato, e questi talent-show in particolare,
vuoi perché X Factor Italia è condotto da quella (a cui l'infighettamento è costato due zigomi mostruosi e la faccia arcigna - meglio del ritratto di Dorian Gray)
vuoi perché quella è pure lei giudice,
le supera tutte.

venerdì 9 maggio 2008

ieri rivista automobilistica copertina

Alla Fiat hanno fatto una nuova Topolino.
Naturalmente, per me fa schifo marcio.

mercoledì 7 maggio 2008

la retrocessione socio-culturale dell'Italia si può misurare anche in pubblicità

Dopo "Salumi Levoni, Quelli Buoni", mi è appena capitato di sentire "Riello, che bello".
E per definizione (il messaggio deve essere costruito sul target) queste cose sono uno di quei casi in cui ognuno ha quel che si merita.

Notare che non si parla dei testi dei gattini animati che cantano le suonerie per cellulari (nonostante lo spessore e la profondità siano identici) ma di prodotti di fascia molto più ampia.

mercoledì 27 febbraio 2008

[senza titolo]

Guidare guardando il cielo grigio nella città ingrigita che effettivamente è di un altro colore (non so quale e non credo che mi piaccia molto) ma oggi è grigia, in un giorno grigio, ascoltare Sole Spento dei Timoria ti agghiaccia l'anima, o comunque qualcosa che proprio senti fisicamente da qualche parte verso il cuore.



Nota anche abbastanza acidella:
a parte la canzone in sé, che fossi stato produttore io ne avrei tirato fuori ben altro, tipo, una massiva censura sui cori (ma il succo del brano è comunque fantastico),
fortuna che poi magari si cresce e ci si rincoglionisce e magari domani staremo tutti a cantare "Lei è il pane col salame".
(Frenatemi dal commentare il relativo video che sennò digito veleno puro)

lunedì 25 febbraio 2008

[senza titolo]

una cosa che non mi piace dei giapponesi, è il sadismo.

martedì 15 gennaio 2008

Non mi piacciono le catene via e-mail

e questo, non l'ho mai detto, ma si può facilmente intuire, anche perché credo che non piacciano allo 0% dei blogger che non utilizza GIF glitter e minchiate varie nel proprio spazio.
Ma dacché catene mi arrivano, una letta, anche veloce e più che distratta, gliela dò.
E la cosa si fa un po' confusionaria.
Perché non è del tutto tutto la classica email catena lagnosa.
Tipo, è infestata di disegnini di Winnie Pooh, ma non del peggior tipo.

e qua apriamo una parentesi: checché se ne dica, Winnie Pooh non è melenso a priori.
Fino a cinque, dieci anni fa, erano semplici storie per bambini piccoli, e andando alle sue origini, erano semplici storie per bambini piccoli, e di che calibro!
Queste (1, 2, 3, 4) sono delle immagini del primissimo Winnie Pooh e trovo che siano a dir poco fantastiche, con questo gusto country britannico che sa di passato ("passato" come sostantivo, non come participio passato) ma così evergreen che potrebbe essere quasi (e qua la sparo veramente grossa) un'arcadia.
Poi c'è il Winnie Pooh più propriamente disneyano, che trasforma forse anche radicalmente l'orsacchiotto di pezza ideato da Alan Alexander Milne. Ma ciò che ne esce non è male, comunque: una volta mi è capitato per puro caso di vedere un cartone animato di Winnie the Pooh non so quanto datato, e sono rimasto incantato dalla genuinità del disegno, dalla vitalità e la passione che veniva fuori già solo dalla tecnica: quel tratto modulato e guizzante come di una matita (1, 2, 3) che ad oggi si potrebbe ritrovare giusto in qualche vecchio classico tipo "La spada nella roccia", "Robin Hood" e mi pare anche "La carica dei 101".
Certo poi che le storie di Winnie Pooh sono storie per bambini piccoli, e come tali vanno considerate.
Dopodiché, una produzione appena più bassa, con un minor senso di artigianalità, ma comunque buona.
Poi (quel "poi" va letto con tono molto grave),
c'è il Winnie Pooh disneyano di oggi.
In cui la figura di Winnie the Pooh è diventata giusto un grassoccio ottuso americano (ma in pubblico non lo si può apostrofare in tale modo sennò passi per razzista, e allora lo chiamerò "diversamente abile"), e quella di Tigro, un fighetto con la puzza sotto il naso.
Giusto per dirne due.
All'immagine archetipica tragicamente aggiornata, poi va aggiunta la produzione vera e propria: i cartoni animati sono diventati delle bestialità senz'anima (e guardando questa immagine, dimmi tu se Winnie Pooh non è un fesso, con quella faccia da ebete, e Tigro un fighetto - e che c'entra quella bambina tipicamente americana lì in mezzo??), e il merchandising ha trasformato tutto il bosco dei Cento Acri in una macchina da soldi che fa leva su un coinvolgimento emotivo perverso per cui un orsetto è più dolce se fa la checchetta o se è un incrocio con The Elephant Man.


Dicevo, la cosa si fa un po' confusionaria, perché non è del tutto tutto la classica email catena lagnosa: l'allegato dell'email-catena è infestato di disegnini di Winnie Pooh, ma non del peggior tipo, e non ci sono solo frasi fatte.
Nella fattispecie:

Impara dagli errori degli altri, non puoi vivere abbastanza a lungo da farli tutti tu.

E addirittura c'è da rifletterci un attimo, prima di afferrarla.

venerdì 16 novembre 2007

a proposito di Zelig

a proposito di Zelig, che non mi piace*.
Ecco.
Qualcuno mi spieghi - anzi, mi giustifichi - il pezzo proposto per questa stagione da Leonardo Manera e quell'altra.
No, giusto perché non capisco quale comicità supplementare derivi dall'etichetta di "polacchi" (non meglio definiti, quindi è più che lecito pensare che si tratti di comune gente polacca del giorno d'oggi) che viene affibbiata ai personaggi.
Personaggi i quali sono archetipi di servi della gleba (archetipi, quindi fuori del tempo - se non per l'abbigliamento primonovecentesco - e senza nazionalità) con appiccicati nomi da film di fantascienza di terza categoria degli anni Ottanta e una fissità d'espressione tipo overdose da sedativi.

Se non sono stato abbastanza chiaro, aggiungo che di comune gente polacca del giorno d'oggi ne ho visto qualche centinaio dal vivo, e conosciuto di persona almeno una mezza dozzina.
E non c'azzecca niente con quella roba stereotipata, e stereotipata male, di lì sopra.
Pensa addirittura - e qui devi atterrire - che in Polonia c'è addirittura diversa gente con i capelli e gli occhi scuri. E ci sono addirittura i grattacieli, e il cemento armato, e il vetro e acciaio.

Ora, non vorrei passare per l'antipatico pignolo della situazione, ma davvero non capisco come una tale balla colossale possa far ridere, o comunque essere di supporto alle battute. Tanto più che la balla colossale rischia di non essere compresa come tale (pensa allo spettatore medio) e anzi fomentare il becero pregiudizio di un'Europa orientale costituita esclusivamente di morti di fame slavati e depressi.


*le cose sono due: o crescendo sono cambiato radicalmente io, che tanto adoravo Facciamo Cabaret, o davvero il programma si è trasformato in un surrogato malfatto e mainstream di se stesso - il passaggio in prima serata, e in seguito lo spostamento su Canale 5 (la testa d'ariete di casa Mediaset, per chi non se lo ricordasse) sembrano avvalorare la seconda ipotesi.

giovedì 25 ottobre 2007

un mio amico

è writer, graffitaro, fa-i-murales.
insomma, si è capito.
sorvolo sui complimenti che comunque sarebbero ben meritati, anche perché stimavo i suoi lavori molto prima che lo conoscessi, ed ho saputo che effettivamente erano i suoi molto dopo.
vabbè, comunque.
Proprio un'oretta fa passavo davanti al suo grande incompiuto, anzi, appena abbozzato, che probabilmente non vedrà mai il termine, dal momento che i lavori saranno fermi da tipo quattro/cinque anni a questa parte. Peccato. Peccato pure che un qualche deficiente ci è andato a scrivere sopra qualche deficiente dichiarazione d'amore per una certa Antonella se non sbaglio che non ha fatto niente di male poveretta ma è sempre deficiente a priori.
Dichiarazione d'amore di quelle standard, non tanto a livello di contenuti (non arriva alle mocciosità/Mocciosità - e la maiuscola la dice lunga - che purtroppo conosciamo tutti), quanto già solo come forma: vernice spray nera, lettere ligie ligie della stessa altezza e larghezza e lettering qualunquista un po' stortarello tipico da ragazzo.
Già tremendamente avvilente di suo.
Figurati laddove va a coprire la parte migliore di quel murales.
vabbè, comunque.
torniamo a st'amico mio. quest'altra è un po' più recente.
Ho visto una sua tag (per chi non sa cos'è) su un cartello pubblicitario di un'azienda concorrente a quella di suo padre.
che caruccio.

lunedì 22 ottobre 2007

[senza titolo]

cubelite.
ok. è un bell'oggetto di design.
nel senso, è ben progettato.
ha la sua bella funzionalità nell'utilizzo, non si può dire molto dell'estetica perché è strettamente funzionalistica, ha il suo bel prezzo da "me cojoni!".
sì sì sì sì sì. tutte le caratteristiche fondamentali (anche l'ultima) per essere un bell'oggetto di design.
e da non trascurare il fatto che la versione che mi è capitata per le mani, di lato settantacinque centimetri - e dico settantacinque - si ripiega in un praticissimo disco praticamente piatto di soli trenta centimetri di diametro.
ecco.
praticissimo.
peccato che la ripiegatura sia un'impresa del demonio.

domenica 14 ottobre 2007

Samuel Beckett partiva da presupposti leggermente diversi, ma cazzo se c'aveva azzeccato in pieno

barricarsi a letto è la soluzione.

solo, poterselo permettere..

giovedì 11 ottobre 2007

Quale dio può permettere una tale cosa???

Non so se la conosci, ma spero di sì: clicca per controllare.
(e leggi bene l'indirizzo: eh già, qualche geniaccio ci ha pure scritto su un articolo di Wikipedia).
Bè.
C'è stato qualcuno che è arrivato a sentirsi in dovere di dimostrare statisticamente che l'affermazione non è vera.
Qualcuno la cui ricerca, una volta conclusasi, ha dimostrato


come un americano medio particolarmente dedito al solitario, semmai, ammazzerebbe non più di due/tre micini in una intera vita.


Mica tanto.
Giusto chiamerei questo tizio, lo prenderei per la collottola e gli direi: "Come sei avvilente.". e me ne andrei.

martedì 2 ottobre 2007

facendo un po' di ricerca sui libri popup

capita di trovare molte risorse interessanti (e ben venga, dal momento che stavo facendo un po' di ricerca).
Peccato che il 90% dei siti internet contenenti tali risorse siano graficamente dei cessi che altro che web 2.0, questi sono web -∞ (meno infinito).
Poi per fortuna capita anche il contrario.
Fascinazioni estetiche stupende.
Ma che naturalmente i contenuti non c'entrano un cazzo.

giovedì 20 settembre 2007

sì, ma poi alla fine l'hanno cacciato o no?

parlo di Alessandro Cecchi Paone (e a questo punto il post si poteva intitolare "come volevasi dimostrare"), reo di essersi voluto porre allo stesso livello di Simona Ventura.
Innalzandosi o abbassandosi non importa, anzi, è questione di punti di vista: chiaro quale sia l'opinione del pubblico scemo dall'applauso facile (nel mio dizionario,"applauso facile" è nato per il pubblico di Uomini e Donne e/o Al posto tuo, ma qua va bene lo stesso); altrettanto facile quale sia la mia, opposta.
E sai che se dico che lui si è abbassato, non intendo che l'ha fatto volontariamente, perché chi lo fa d'intenzione poi saprebbe risalire, al contrario di chi è vittima di un declino generale.

Che poi anzi, la signora conduttrice (tra l'altro, orrendamente conciata co'sta criniera gialla stile Carrà-qualche-anno-prima-o-qualche-ritocchino-in-più), ha pure rischiato per un attimo di rendere omaggio al suo glorioso (tra)passato morto e sepolto di Iena: mi riferisco all'epico "LA TUA SPOCCHIA TE LA PUOI METTERE DA UN'ALTRA PARTE" che ha pronunciato verso Cecchi Paone.
Ma appunto, in quanto lapsus di un passato chiuso e strachiuso, Simona si è ripresa all'istante e ha atrocemente rinnegato di aver pronunciato tale frase. Per poi farsi parare il culo da un qualcuno di figo presente in studio in una scena di una bassezza inaudita.

Uno a uno.

Al livello strettamente tecnico del reality, però, bisogna ammettere che la neobiondona ha ragione, o meglio: non è tanto che l'una ha ragione, quanto che l'altro ha torto marcio.
1. Firmi un regolamento, lo leggi dopo averlo firmato, e lo leggi solo in parte.
2. Dici di partecipare all'Isola dei Famosi principalmente per osservare la natura.
3. Vuoi partecipare a un reality ed evitare di fare nomination in quanto sarebbe un "parlare male alle spalle", "diseducativo per i bambini"... (ma è un piano palesemente già preparato, sei impaziente di sapere quale punizione ti spetta, e al tempo stesso, non vuoi essere cacciato..)
Alessa', guardiamoci in faccia:
a chi la dai a bere?

Ma poi alla fine l'hanno cacciato o no?
dal video sembra di no, potrei terminare di leggere la trashcronaca di Daveblog per avere una certezza
ma a che pro?
comunque vada, sarà un decesso.
(correggo: comunque sia andata, è stato un decesso)

martedì 4 settembre 2007

non mi venga a dire che, per quanto basso, è pur sempre un mezzo per portare a casa la pagnotta a fine mese

nessuna scusa regge.
Qualunque prodotto* sia stato chiamato a pubblicizzare in uno spot televisivo, da Vittorio Sgarbi proprio non me l'aspettavo.
È cortesemente gradito almeno un commento in cui si attesti, prove alla mano, che quello che ho visto io in TV è una copia non autorizzata.

*al momento non ricordo quale sia

lunedì 20 agosto 2007

questa volevo scriverla da tipo due settimane, poi tra una cosa e l'altra..

Alessandro Cecchi Paone parteciperà alla prossima edizione de "L'Isola dei Famosi".
Non ripeterò quello che hanno detto in molti, ossia che lo stesso conduttore de "La Macchina del Tempo" qualche anno fa aveva alzato un polverone contro un reality che gli aveva soffiato un Telegatto come programma culturale o qualcosa del genere, e non aveva tutti i torti.
Dico solo che è una parabola sempre più discendente.
Iniziata secondo me in concomitanza del suo outing, del tutto gratuito da una parte, ma già abbastanza polemico dall'altra.

martedì 7 agosto 2007

ma che stronzi

il primo sticker decente (diciamo pure "il primo sticker coi controcoglioni") che vedo nella mia città - circa tre metri per tre disegnato a mano* su un unico pezzo di carta - lo vedo per la prima volta già strappato e asportato per metà.
ma che stronzi di vandali.

*tra l'altro, disegnato - se non erro, ma lo stile pare proprio il suo - da un ragazzo che un tempo avevo conosciuto. Il quale, a pelle, a livello personale, non mi va troppo a genio, ma bisogna dire che per certi tipi di cose ha l'occhio lungo, e sa il fatto suo.

martedì 31 luglio 2007

mammmmmmmma mia

però, se penso che proprio "L'eclisse" è stata co-sceneggiata da Tonino Guerra.
dico, Tonino Guerra.
dico, T O N I N O   G U E R R A ! ! !
Nel senso, complimenti per "L'eclisse", ma quello spot mi pare leggermente agli antipodi, sia per forma che per contenuto.

sabato 28 luglio 2007

Oh mio Dio

Il mondo va alla rovescia.

e inoltre
Oh mio Dio
1) i pulsantoni e la casella di testo coi contorni bianchi sono più sfigati di Windows - Nero a contrasto elevato
2) la barra di Blogger (che si poteva anche togliere o in alternativa mettere in versione nera) copre sgraziatissimamente il logo!

in definitiva.
Spero sia un fake ben costruito tecnicamente (una volta che si ha il codice di Google, non ci vuole niente a copiarlo - e anzi, già mi insospettisce il fatto che l'indirizzo internet sia di un blog e non un sottodominio reale di Google) e non l'applicazione di una teoria mal calcolata secondo cui le schermate nere consumano meno energia elettrica.

Anzi, è un fake.
I risultati della ricerca rimandano al vero Google, quello bianco.

Ma comunque, per dispetto (soprattutto verso le atrocità grafiche citate sopra), ora ne faccio una copia in italiano.

DISCLAIMER - è ancora in beta.
Ma l'ho fatto.