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martedì 24 giugno 2008

[senza titolo]

sarà un caso che la la partita con cui nazionale italiana di calcio è tornata a casa dai campionati europei è l'unica che ho visto per addirittura cinque/dieci minuti*?
tra l'altro, quel poco che l'ho vista è bastato per accorgermi che parte del pubblico cantava "PO PO PO PO PO PO PO".


*non sono così estremista come può sembrare, è solo che non mi interessa e quindi, se posso, evito.

mercoledì 18 giugno 2008

roba(ccia) di tipo due settimane fa

titolo alternativo: guarda che è la volta buona che spezzo una lancia in favore di Maria De Filippi (che sarebbe cosa grave, da parte mia).

Copertina di Dipiù (brrr) di due settimane fa, cito quasi alla lettera (causa memoria):
"Maria, per colpa del tuo 'Amici' la mia ragazza mi ha lasciato - Ora fammi diventare tronista per trovarne un'altra"
Naturalmente non ho parole.

sabato 7 giugno 2008

pensiero scritto in differita # 1

se l'Italia viene fatta secca agli europei presto e/o in malo modo, magari c'è qualche speranza che qualcuno se la pianti a dire "Italia campione del mondo".

lunedì 12 maggio 2008

spin off

Non ricordo se ho mai sentito una canzone dei Bluvertigo (anzi, ora che ho fatto un po' di ricerca leggo un "L'assenzio - Sanremo 2001" che non mi è nuovo, ma naturalmente non ricordo affatto la melodia)
ma certo è che negli ultimi anni riuscivo lo stesso a cogliere la maggiore presenza mediatica bassa di Morgan, e la connotazione negativa che questa aveva
(figurarsi poi scoprire ora, facendo un po' di ricerca, che ha fatto qualcosa pure per/con Paola e Chiara - le quali ora, superata la parentesi finto-lesbo si spera, e le leggende metropolitane dell'aver assistito a un concerto di Marylin Manson, ma dopo Tiziano Ferro che duetta con i Linea 77 non ho più il diritto di stupirmi, hanno fatto un disco solista a testa, chissà perché, e sembra siano riuscite ad entrare in quel bel circuito a metà tra arte, design, moda e chi più ne ha più ne metta, ste stronze)
ma venire a sapere che è giudice di X Factor Italia,
vuoi perché è un reality show,
vuoi perché in Italia ogni reality show è più marchettaro e basso del corrispettivo di qualunque altro stato, e questi talent-show in particolare,
vuoi perché X Factor Italia è condotto da quella (a cui l'infighettamento è costato due zigomi mostruosi e la faccia arcigna - meglio del ritratto di Dorian Gray)
vuoi perché quella è pure lei giudice,
le supera tutte.

sabato 10 maggio 2008

"eh, è arrivato Fra Cazzo"

dicesi quando, in auto,
non viene rispettata la precedenza che hai
si viene sorpassati in rotatoria da qualcuno che volontariamente prende la curva più stretta o più larga quel tantinello che basta per affiancarti e poi passarti avanti
si è sorpassati in coda (e questa riesce particolarmente bene su autostrade e superstrade se per esempio una corsia viene chiusa: prima della strettoia che fa confluire la corsia di accelerazione in quella principale, si accodano miriadi di Fra Cazzo che riescono puntualmente a spuntarla su chi già sta in coda nella corsia principale a causa del rallentamento che la strettoia comporta di suo)
e simili.
Capirai che è una cosa in cui riescono molto bene fighetti e sbruffoni in genere, e che è una cosa che odio.

venerdì 9 maggio 2008

ieri rivista automobilistica copertina

Alla Fiat hanno fatto una nuova Topolino.
Naturalmente, per me fa schifo marcio.

sabato 12 aprile 2008

MA SIAMO PAZZIIIIII?????

la canzone purtroppo già la conoscevo, il video l'ho scoperto ora con sommo orrore e raccapriccio.
E con l'occasione, ho riascoltato la "canzone" (inno non lo chiamerò mai) e non mi ricordavo che facesse così schifo.
A parte il testo, dico, già solo la "canzone" (inno non lo chiamerò mai) sembra il più pecoroso coro di chiesa in una registrazione di tipo vent'anni fa con un produttore mentalmente vent'anni addietro.
Ma che il video dovesse necessariamente avere la stessa attitudine, questo proprio no.
Dimmi tu se non c'è una certa analogia di fondo con la seconda parte del video del Gioca Jouer (e anche qui i conati di vomito si sprecano, ma almeno c'è la scusante del tempo - 1985, VENTITRÉ ANNI FA).
Per poi prendere in analisi alcune scene specifiche.
Tipo, le tre riprese dall'elicottero in apertura (avulse da tutto il resto) sono state rubate da Festivalbar.
Il giovane col maglione bordeaux che scende le scale sotto al Colosseo Quadrato dell'EUR non può non essere Alfonso Signorini.
Con quanto trasporto e pathos canta la giovane protagonista dell'inquadratura che inizia al minuto 2.32
Nell'inquadratura che inizia al minuto 2.42, circonvenzione di incapace per aver utilizzati un infante e un pupazzo di Topolino senza il loro consenso.
Chi non si augura una caduta in coro di tutti i corridori sul tapirulàn (e anche se nella caduta non centrano il quadro dei comandi con la faccia, va bene lo stesso)
E chi non si augura il gran finale della caduta del Colosseo Quadrato sopra i giovani dell'EUR, uno su tutti Alfonso Signorini proprio mentre saltella?

sia ben chiaro che il post non vuole parlare di politica ma solo di bruttezza trash del video.
Se avessi voluto parlare di politica, avrei detto tipo che:
- i gelatai sono una coppia omosessuale con tanto di PaCS, nonostante però alcune inquadrature dei giovani all'EUR sembrano prese pari pari da un qualche incontro dei giovani con il Papa
- nessuno dei lavoratori rappresentati (a parte gli impiegati, forse) può realmente fare quel lavoro e cantare certa roba
- il ragazzo che si vede nella scena che inizia al minuto 1.45 non è in grado di sapere cosa significhino le parole "lavoratore precario". Paradossalmente.
- ogni persona che ha recitato (o contribuito in altre forme, tipo regia montaggio tecnici truccatori eccetera) a quella roba dovrebbe essere pagata fior di quattrini vista la vergognosa forma trash del risultato. e sicuro invece che gran parte è costituita da volontari che anzi, andranno tronfi di avervi partecipato.

TRA L'ALTRO: MENO MALE SI SCRIVE COME DUE PAROLE STACCATE
ed eventuali licenze poetiche sono ammissibili giusto in contesti non ufficiali (v. tapirulàn)

lunedì 25 febbraio 2008

ben mi pareva di notare una certa parabola discendente

Marco Marzocca, che in molti ricorderanno per la sua partecipazione storica a Distretto di Polizia, e (purtroppo) ancora più persone ricorderanno invece per i pochi mesi da cui ha preso a comparire a Zelig,

ora

ha

pure

preso

a

sponsorizzare

suonerie

per

cellulare.

E se non si vuol dire "dalle stelle alle stalle", è giusto perché Distretto di Polizia non è malaccio ma non si può dire che sia una stella.
Ecco.
La sua biografia su Wikipedia chiarisce alcune cose (tipo, vedi il primo nome in filmografia, io evito volontariamente di linkare), ma a sto punto non capisco proprio come ha lavorato in altri ambiti.
E in riferimento al titolo, che qualcuno potrà obiettare "Ma son tutti bravi a dire: 'io lo dicevo' a fatti già avvenuti", allora scrivo ora un'altra previsione: Colorado (già Colorado Cafè, che non ho mai visto ma in cui agli inizi qualche speranza la riponevo) colerà a picco allo stesso modo di Zelig (già lo sta facendo) e probabilmente addirittura senza essere dirottato su Canale 5.

martedì 15 gennaio 2008

Non mi piacciono le catene via e-mail

e questo, non l'ho mai detto, ma si può facilmente intuire, anche perché credo che non piacciano allo 0% dei blogger che non utilizza GIF glitter e minchiate varie nel proprio spazio.
Ma dacché catene mi arrivano, una letta, anche veloce e più che distratta, gliela dò.
E la cosa si fa un po' confusionaria.
Perché non è del tutto tutto la classica email catena lagnosa.
Tipo, è infestata di disegnini di Winnie Pooh, ma non del peggior tipo.

e qua apriamo una parentesi: checché se ne dica, Winnie Pooh non è melenso a priori.
Fino a cinque, dieci anni fa, erano semplici storie per bambini piccoli, e andando alle sue origini, erano semplici storie per bambini piccoli, e di che calibro!
Queste (1, 2, 3, 4) sono delle immagini del primissimo Winnie Pooh e trovo che siano a dir poco fantastiche, con questo gusto country britannico che sa di passato ("passato" come sostantivo, non come participio passato) ma così evergreen che potrebbe essere quasi (e qua la sparo veramente grossa) un'arcadia.
Poi c'è il Winnie Pooh più propriamente disneyano, che trasforma forse anche radicalmente l'orsacchiotto di pezza ideato da Alan Alexander Milne. Ma ciò che ne esce non è male, comunque: una volta mi è capitato per puro caso di vedere un cartone animato di Winnie the Pooh non so quanto datato, e sono rimasto incantato dalla genuinità del disegno, dalla vitalità e la passione che veniva fuori già solo dalla tecnica: quel tratto modulato e guizzante come di una matita (1, 2, 3) che ad oggi si potrebbe ritrovare giusto in qualche vecchio classico tipo "La spada nella roccia", "Robin Hood" e mi pare anche "La carica dei 101".
Certo poi che le storie di Winnie Pooh sono storie per bambini piccoli, e come tali vanno considerate.
Dopodiché, una produzione appena più bassa, con un minor senso di artigianalità, ma comunque buona.
Poi (quel "poi" va letto con tono molto grave),
c'è il Winnie Pooh disneyano di oggi.
In cui la figura di Winnie the Pooh è diventata giusto un grassoccio ottuso americano (ma in pubblico non lo si può apostrofare in tale modo sennò passi per razzista, e allora lo chiamerò "diversamente abile"), e quella di Tigro, un fighetto con la puzza sotto il naso.
Giusto per dirne due.
All'immagine archetipica tragicamente aggiornata, poi va aggiunta la produzione vera e propria: i cartoni animati sono diventati delle bestialità senz'anima (e guardando questa immagine, dimmi tu se Winnie Pooh non è un fesso, con quella faccia da ebete, e Tigro un fighetto - e che c'entra quella bambina tipicamente americana lì in mezzo??), e il merchandising ha trasformato tutto il bosco dei Cento Acri in una macchina da soldi che fa leva su un coinvolgimento emotivo perverso per cui un orsetto è più dolce se fa la checchetta o se è un incrocio con The Elephant Man.


Dicevo, la cosa si fa un po' confusionaria, perché non è del tutto tutto la classica email catena lagnosa: l'allegato dell'email-catena è infestato di disegnini di Winnie Pooh, ma non del peggior tipo, e non ci sono solo frasi fatte.
Nella fattispecie:

Impara dagli errori degli altri, non puoi vivere abbastanza a lungo da farli tutti tu.

E addirittura c'è da rifletterci un attimo, prima di afferrarla.

martedì 25 dicembre 2007

Se ti è piaciuto "La Dolce Vita"

Se ti è piaciuto "La Dolce Vita", puoi valutare l'ipotesi di spendere qualche centinaio (spero non migliaio) di dollari per un Terry Rodgers da appendere nel salotto buono, anche se "salotto buono" suona tremendamente borghese e alquanto inadatto - sì, credo che siano passati i tempi in cui ci si fregiava di avere quadri ammiccanti scemi tipo Fragonard nel proprio boudoir, antro teatro di viscidate di identica portata.
e non potendo mancare Paris Hilton, se hai curiosità, la puoi vedere nel secondo quadro di pagina 12 del portfolio.
Ma tu guarda la genialità, compare proprio nella tela che probabilmente ha il titolo più banale.

domenica 16 dicembre 2007

postilla a un post

precisamente questo.

E tra l'altro, a proposito di corna, proprio nello stesso spot, sempre il caro vigile Urbano Persichetti vestito da Babbo Natale si vuole accaparrare la befana senza gobba né porro sul naso chiamata Elisabetta Canalis (la quale, a parte una minima smorfia iniziale, sembra accettare di buon grado, o peggio, sembra non poter rifiutare). Il tutto alla faccia della moglie (l'attrice Daniela Terreri in versione vergara, che tra l'altro scopro non essere sua moglie nella vita reale), la quale non si vede da tempo in pubblicità, e chi andrebbe a pensare che è una povera cornuta e pure vergara?
chiudiamo il quadretto di famiglia con Annica Rodolico, il nome reale dell'attrice che interpreta la figlia negli spot, anche lei una bella vergarona almeno quanto la madre (ma non ho mezzi per dire se è solo sullo schermo o anche fuori) che però non è in piazza ad aspettare Babbo Natale e palle tradizionali varie, perché sicuro per fare la tipa moderna sarà andata in settimana bianca con tutta la Tim Tribù.


Però devo ammettere che quell'altro spot, sempre Tim, sempre con lo stesso cast, il capostipite della serie dei sogni, quello con la Tim Tribù versione semi-hippie a cavallo degli elefanti (sicuro andavano a un rave) più quegli altri due vestiti da torero e ballerina di flamenco, bè, quello c'è da dire che sapeva rendere bene l'atmosfera di sogno per antonomasia.
Ma diciamo che è anche abbastanza facile, se registri in pieno EUR, perdipiù deserto.

venerdì 16 novembre 2007

a proposito di Zelig

a proposito di Zelig, che non mi piace*.
Ecco.
Qualcuno mi spieghi - anzi, mi giustifichi - il pezzo proposto per questa stagione da Leonardo Manera e quell'altra.
No, giusto perché non capisco quale comicità supplementare derivi dall'etichetta di "polacchi" (non meglio definiti, quindi è più che lecito pensare che si tratti di comune gente polacca del giorno d'oggi) che viene affibbiata ai personaggi.
Personaggi i quali sono archetipi di servi della gleba (archetipi, quindi fuori del tempo - se non per l'abbigliamento primonovecentesco - e senza nazionalità) con appiccicati nomi da film di fantascienza di terza categoria degli anni Ottanta e una fissità d'espressione tipo overdose da sedativi.

Se non sono stato abbastanza chiaro, aggiungo che di comune gente polacca del giorno d'oggi ne ho visto qualche centinaio dal vivo, e conosciuto di persona almeno una mezza dozzina.
E non c'azzecca niente con quella roba stereotipata, e stereotipata male, di lì sopra.
Pensa addirittura - e qui devi atterrire - che in Polonia c'è addirittura diversa gente con i capelli e gli occhi scuri. E ci sono addirittura i grattacieli, e il cemento armato, e il vetro e acciaio.

Ora, non vorrei passare per l'antipatico pignolo della situazione, ma davvero non capisco come una tale balla colossale possa far ridere, o comunque essere di supporto alle battute. Tanto più che la balla colossale rischia di non essere compresa come tale (pensa allo spettatore medio) e anzi fomentare il becero pregiudizio di un'Europa orientale costituita esclusivamente di morti di fame slavati e depressi.


*le cose sono due: o crescendo sono cambiato radicalmente io, che tanto adoravo Facciamo Cabaret, o davvero il programma si è trasformato in un surrogato malfatto e mainstream di se stesso - il passaggio in prima serata, e in seguito lo spostamento su Canale 5 (la testa d'ariete di casa Mediaset, per chi non se lo ricordasse) sembrano avvalorare la seconda ipotesi.

giovedì 25 ottobre 2007

un mio amico

è writer, graffitaro, fa-i-murales.
insomma, si è capito.
sorvolo sui complimenti che comunque sarebbero ben meritati, anche perché stimavo i suoi lavori molto prima che lo conoscessi, ed ho saputo che effettivamente erano i suoi molto dopo.
vabbè, comunque.
Proprio un'oretta fa passavo davanti al suo grande incompiuto, anzi, appena abbozzato, che probabilmente non vedrà mai il termine, dal momento che i lavori saranno fermi da tipo quattro/cinque anni a questa parte. Peccato. Peccato pure che un qualche deficiente ci è andato a scrivere sopra qualche deficiente dichiarazione d'amore per una certa Antonella se non sbaglio che non ha fatto niente di male poveretta ma è sempre deficiente a priori.
Dichiarazione d'amore di quelle standard, non tanto a livello di contenuti (non arriva alle mocciosità/Mocciosità - e la maiuscola la dice lunga - che purtroppo conosciamo tutti), quanto già solo come forma: vernice spray nera, lettere ligie ligie della stessa altezza e larghezza e lettering qualunquista un po' stortarello tipico da ragazzo.
Già tremendamente avvilente di suo.
Figurati laddove va a coprire la parte migliore di quel murales.
vabbè, comunque.
torniamo a st'amico mio. quest'altra è un po' più recente.
Ho visto una sua tag (per chi non sa cos'è) su un cartello pubblicitario di un'azienda concorrente a quella di suo padre.
che caruccio.

lunedì 16 luglio 2007

[senza titolo]

non c'entra molto, e ancora ho da aprire la chat, ma volevo scriverlo anche se suona come cattiveria gratuita (ma non è cattiveria, è constatazione): solo in questi ultimi giorni mi sono accorto di come il suo senso morale stia letteralmente crollando a picco, evidentemente sotto più pesanti picconate di una Ventura o Giacobini o Cancellieri qualunque. Non che prima fosse un campione di integrità e rettitudine, era una cosa medio-normale-forse-un-pilino-bassa, ma vederlo vendersi a questo permissivismo assoluto antimoral-ista catodico (e proprio per questo ancora più grave, perché non è nato da sé, è stato giusto un legalizzare ogni cosa che capita, specie se capita a qualcuno su un settimanale di spettacolo), mi fa male. Specie ora che siamo presi da altre questioni che ci oppongono.

sabato 7 luglio 2007

Apolinère smaltato

con sforzo molto minore, ma anche molto minore effetto nonsense (perché un senso ce l'avrebbe, eccome), potrei modificare uno strillo della copertina dell'attuale numero di Rolling Stone:

Il mondo rotola e Vasco riempie gli stadi

sforzo molto minore e molto minore effetto nonsense.
basterebbe sostituire lo spazio e la prima e con un bel due punti.

[lo stesso giorno]

a sto punto

credo che manchi solo il remake del pulmino volkswagen per chiudere in bellezza.
senonché, grazie al cielo, se non erro, la Piaggio (la quale, se non erro, fu l'iniziatrice dello scempio) ha ripreso a fare Vespa con il design esterno originale e solo motore-e-cazzi-vari-interni nuovi.
bravi bravi bravi.
ma se ci hanno messo il marchio a scudetto invece che l'attuale esagono, ok che faranno contente orde di feticisti (ed effettivamente è più carino), ma la cosa puzza di falso d'autore e/o revisionismo storico.

venerdì 6 luglio 2007

ah, bè

e non dimentichiamo lo spot TV.
minimo minimo 30 secondi. EDIT aggiunto dopo che li ho contati: 60 secondi.
di niente.
(Alberto Luca Roberta e a quei tempi anche Fidel, il riferimento è d'obbligo anche se la mia semi citazione è stata assolutamente casuale).
Scomodare gli ultimi cinquant'anni di storia italiana, e in principale il miracolo economico, e tra l'altro disposti a ritmo di Nuovo Cinema Paradiso, per quella.
Gravissimo errore concettuale dello spot: il miracolo economico è purtroppo storia passata. Cambiati i tempi, cambiata l'economia, cambiata la società.
E quindi, il patrimonio è solo della società purtroppo passata, la nuova 500 solo della società nuova. Ma non di tutti, specifichiamo.
Società nuova che poi altro non è che il Bel Paese di Maurizio Cattelan.
A sto punto, mi pare chiaro che il primo commento in difesa della nuova 500, lo fulmino.

giovedì 5 luglio 2007

il Lapo e l'Agnelli

[il gioco di parole è solo fine a se stesso]
comunque.
dopo tre illustri precedenti degenerati, un altro straordinario modello classico è ufficialmente morto crepato in data ieri causa presentazione ufficiale del remake.
Un minuto di silenzio in memoria.
Solo un minuto, simbolico.
Una vita non basterebbe.

sabato 2 giugno 2007

[senza titolo]

e il relativo video proprio è.. è.. bè, si commenta da solo.
Ma quando mi scade ulteriormente (sì, si può sempre raggiungere un nuovo punto di minimo storico) in didascalismi ancora più palesi, tipo che ogni volta che dice "vicinato" compare una mezza dozzina di invasati che vuol farsi i cazzacci suoi (e come glie ne va, chiedo io) oppure che quando dice "sposta i mobili" il video mostra proprio la stessa identica cosa para para..
se non altro, però, ringraziamo l'ex obeso di Latina per aiutarci a ricordare che Raffaella non è quella che un annetto fa ha smanettato con adozioni a distanza su richiesta della Rai.
E togliamo il saluto a lei per aver osato dire in un'intervista che le storie di lui, chi non le ha vissute? sono tutte così vere. Sì, come un libro di Moccia.

venerdì 1 giugno 2007

[senza titolo]

non dico niente di formale della coattissima cafona canzone che Tiziano Ferro ha sfornato e che stona terribilmente con le sue produzioni precedenti, perché tanto le carampane non se le gioca. Rimangono appiccicate e basta.
Uno sguardo abbastanza impaurito lo getto volentieri, invece, sul testo, che fa palesemente di Raffaella Carrà un oggetto sessuale da parte di uno che potrebbe essere minimo suo figlio, e volendo, anche padre a sua volta.
Dico,
si pensi solo alle rughe e alla pelle cascante e alla carne cascante che troverebbe.