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martedì 13 gennaio 2009

Sony ci riprova


e se Cecchini rifà pure questo, divento il suo personale stenditore di tappeto rosso ovunque passa.

venerdì 2 maggio 2008

se mai avrò un ricevitore digitale terrestre

penso che vorrò starmene piantato giornate intere davanti ad Iris.
ora che ho letto il link, vorrei specificare, anche se sembrerà coda di paglia, che di Queer as Folk me ne frega poco, e di commedia all'italiana e serie USA varie anche meno.
in pratica, ne ero rimasto abbastanza affascinato al tempo in cui era stata lanciata, e con gli spot di questi giorni c'è un ritorno di fiamma, esplosa riconoscendo la protagonista scema di 8 ½ (quella che leggeva i fumetti di Pippo - PIPPO, CAPISCI?? - o comunque mi sembrava lei).
Poi comunque sorgono parecchie perplessità sulla musica lirica, che non mi fa impazzire, sul fatto che sia Mediaset con tutti gli annessi e connessi, sul fatto che se mai avrò un ricevitore digitale terrestre mi servirà anche tempo da spendere davanti ad Iris.
Ok, raccolgo un po' di voglia autonoma di informarmi e apro eMule.
Anche se certo, il tempo mi mancherà as well.

mercoledì 16 gennaio 2008

signor Graziano Cecchini,

l'acqua rossa nella Fontana di Trevi, se vista sotto un'altra luce, sarebbe stata una cosa figa;
ma con questa cosa qua, arrivi tardi.
Copione.
E non puoi dire nemmeno che volevi creare un "Video di risposta" per Youtube. Ce ne sono già dozzine - e uno su tutti, questo.

EDIT: appena comparse le foto sul sito Ansa.

martedì 15 gennaio 2008

Non mi piacciono le catene via e-mail

e questo, non l'ho mai detto, ma si può facilmente intuire, anche perché credo che non piacciano allo 0% dei blogger che non utilizza GIF glitter e minchiate varie nel proprio spazio.
Ma dacché catene mi arrivano, una letta, anche veloce e più che distratta, gliela dò.
E la cosa si fa un po' confusionaria.
Perché non è del tutto tutto la classica email catena lagnosa.
Tipo, è infestata di disegnini di Winnie Pooh, ma non del peggior tipo.

e qua apriamo una parentesi: checché se ne dica, Winnie Pooh non è melenso a priori.
Fino a cinque, dieci anni fa, erano semplici storie per bambini piccoli, e andando alle sue origini, erano semplici storie per bambini piccoli, e di che calibro!
Queste (1, 2, 3, 4) sono delle immagini del primissimo Winnie Pooh e trovo che siano a dir poco fantastiche, con questo gusto country britannico che sa di passato ("passato" come sostantivo, non come participio passato) ma così evergreen che potrebbe essere quasi (e qua la sparo veramente grossa) un'arcadia.
Poi c'è il Winnie Pooh più propriamente disneyano, che trasforma forse anche radicalmente l'orsacchiotto di pezza ideato da Alan Alexander Milne. Ma ciò che ne esce non è male, comunque: una volta mi è capitato per puro caso di vedere un cartone animato di Winnie the Pooh non so quanto datato, e sono rimasto incantato dalla genuinità del disegno, dalla vitalità e la passione che veniva fuori già solo dalla tecnica: quel tratto modulato e guizzante come di una matita (1, 2, 3) che ad oggi si potrebbe ritrovare giusto in qualche vecchio classico tipo "La spada nella roccia", "Robin Hood" e mi pare anche "La carica dei 101".
Certo poi che le storie di Winnie Pooh sono storie per bambini piccoli, e come tali vanno considerate.
Dopodiché, una produzione appena più bassa, con un minor senso di artigianalità, ma comunque buona.
Poi (quel "poi" va letto con tono molto grave),
c'è il Winnie Pooh disneyano di oggi.
In cui la figura di Winnie the Pooh è diventata giusto un grassoccio ottuso americano (ma in pubblico non lo si può apostrofare in tale modo sennò passi per razzista, e allora lo chiamerò "diversamente abile"), e quella di Tigro, un fighetto con la puzza sotto il naso.
Giusto per dirne due.
All'immagine archetipica tragicamente aggiornata, poi va aggiunta la produzione vera e propria: i cartoni animati sono diventati delle bestialità senz'anima (e guardando questa immagine, dimmi tu se Winnie Pooh non è un fesso, con quella faccia da ebete, e Tigro un fighetto - e che c'entra quella bambina tipicamente americana lì in mezzo??), e il merchandising ha trasformato tutto il bosco dei Cento Acri in una macchina da soldi che fa leva su un coinvolgimento emotivo perverso per cui un orsetto è più dolce se fa la checchetta o se è un incrocio con The Elephant Man.


Dicevo, la cosa si fa un po' confusionaria, perché non è del tutto tutto la classica email catena lagnosa: l'allegato dell'email-catena è infestato di disegnini di Winnie Pooh, ma non del peggior tipo, e non ci sono solo frasi fatte.
Nella fattispecie:

Impara dagli errori degli altri, non puoi vivere abbastanza a lungo da farli tutti tu.

E addirittura c'è da rifletterci un attimo, prima di afferrarla.

martedì 25 dicembre 2007

Se ti è piaciuto "La Dolce Vita"

Se ti è piaciuto "La Dolce Vita", puoi valutare l'ipotesi di spendere qualche centinaio (spero non migliaio) di dollari per un Terry Rodgers da appendere nel salotto buono, anche se "salotto buono" suona tremendamente borghese e alquanto inadatto - sì, credo che siano passati i tempi in cui ci si fregiava di avere quadri ammiccanti scemi tipo Fragonard nel proprio boudoir, antro teatro di viscidate di identica portata.
e non potendo mancare Paris Hilton, se hai curiosità, la puoi vedere nel secondo quadro di pagina 12 del portfolio.
Ma tu guarda la genialità, compare proprio nella tela che probabilmente ha il titolo più banale.

lunedì 29 ottobre 2007

Halloween meno 25

puoi fare un po' di preparazione psicologica su Hoogerbrugge.com
(visita tutto il possibile che lo riguardi, non c'è niente - o quasi - che non meriti; ma se hai fretta, almeno vedi l'angolo Nails)

ha un qualcosa di disturbante, diciamo.
giusto per ricordare che si può scherzare con la morte, ok, ma non in modo così frivolo come è Halloween.
e a sto punto, se è vera la mia impressione che negli USA è davvero diventato un carnevale a tutti gli effetti (e non è più necessariamente macabro), ben venga.

[lo stesso giorno]

plagio morale # 3

#1 e #2 qua.
Solo ora realizzo che il concetto di base del Nintendo Wii Sports non è affatto tutto sto granché.
Io (e orde di miei simili) avevamo già capito tutto almeno una dozzina di anni fa.
Se Super Mario doveva saltare, ci stava più che naturale l'immedesimazione del giocatore, il suo scatto di mani col joypad (ricordiamo per i distratti: joypad non wireless, ma col filo) nella direzione in cui muovere il personaggio.


Che poi fosse necessario pure premere i tasti e/o le frecce direzionali, bè, quelli son dettagli.

giovedì 25 ottobre 2007

un mio amico

è writer, graffitaro, fa-i-murales.
insomma, si è capito.
sorvolo sui complimenti che comunque sarebbero ben meritati, anche perché stimavo i suoi lavori molto prima che lo conoscessi, ed ho saputo che effettivamente erano i suoi molto dopo.
vabbè, comunque.
Proprio un'oretta fa passavo davanti al suo grande incompiuto, anzi, appena abbozzato, che probabilmente non vedrà mai il termine, dal momento che i lavori saranno fermi da tipo quattro/cinque anni a questa parte. Peccato. Peccato pure che un qualche deficiente ci è andato a scrivere sopra qualche deficiente dichiarazione d'amore per una certa Antonella se non sbaglio che non ha fatto niente di male poveretta ma è sempre deficiente a priori.
Dichiarazione d'amore di quelle standard, non tanto a livello di contenuti (non arriva alle mocciosità/Mocciosità - e la maiuscola la dice lunga - che purtroppo conosciamo tutti), quanto già solo come forma: vernice spray nera, lettere ligie ligie della stessa altezza e larghezza e lettering qualunquista un po' stortarello tipico da ragazzo.
Già tremendamente avvilente di suo.
Figurati laddove va a coprire la parte migliore di quel murales.
vabbè, comunque.
torniamo a st'amico mio. quest'altra è un po' più recente.
Ho visto una sua tag (per chi non sa cos'è) su un cartello pubblicitario di un'azienda concorrente a quella di suo padre.
che caruccio.

mercoledì 24 ottobre 2007

per la serie "non solo 'avevo pensato l'iPhone ma bianco e più sobrio 18 mesi prima di sentirne mai parlare ed è stato bollato come saponetta'"

[la saponetta a cui mi riferisco l'avevo già accennata qua]
un secondo caso di plagio morale riguarda quel bravo ragazzo che stimo (e invidio :p) parecchio di nome Tokidoki. (per chi non lo conosce)
In una sua illustrazione compare un elemento (che non descriverò) che è per un buon 90-95% identico a un mio progetto-nel-cassetto di arte. Progetto esistente da mesi prima che vedessi quest'illustrazione (e forse anche prima che questa fosse concepita, chissà), progetto che comunque non esiterò a tirare fuori ed esporre alla Biennale di Venezia (see, magari..) se mai ne avrò possibilità.
Spero solo che, nell'eventualità, Simone Legno (Tokidoki all'anagrafe) non si incazzi, anche perché l'oggetto della contesa, nel mio progetto, è isolato (non può passare inosservato - come potrebbe accadere a un potenziale spettatore distratto dinanzi all'illustrazione di Tokidoki) ed enfatizza la propria natura in correlazione con un oggetto simile.
E visto che ci siamo, specifichiamo pure che c'è un altro progetto d'arte, questo già realizzato, per cui potrei essere già additato di essere un copione nei suoi confronti.
Dunque. Specifichiamo che chiunque lo dice lo pesto a sangue è decisamente un ignorante, perché sto progetto, esteticamente, si rifà a decenni di illustrazione pop giapponese e non -lor signori mi perdonino il termine - l'ultimo arrivato sulla piazza.
e questo è quanto.

lunedì 22 ottobre 2007

[senza titolo]

cubelite.
ok. è un bell'oggetto di design.
nel senso, è ben progettato.
ha la sua bella funzionalità nell'utilizzo, non si può dire molto dell'estetica perché è strettamente funzionalistica, ha il suo bel prezzo da "me cojoni!".
sì sì sì sì sì. tutte le caratteristiche fondamentali (anche l'ultima) per essere un bell'oggetto di design.
e da non trascurare il fatto che la versione che mi è capitata per le mani, di lato settantacinque centimetri - e dico settantacinque - si ripiega in un praticissimo disco praticamente piatto di soli trenta centimetri di diametro.
ecco.
praticissimo.
peccato che la ripiegatura sia un'impresa del demonio.

martedì 2 ottobre 2007

facendo un po' di ricerca sui libri popup

capita di trovare molte risorse interessanti (e ben venga, dal momento che stavo facendo un po' di ricerca).
Peccato che il 90% dei siti internet contenenti tali risorse siano graficamente dei cessi che altro che web 2.0, questi sono web -∞ (meno infinito).
Poi per fortuna capita anche il contrario.
Fascinazioni estetiche stupende.
Ma che naturalmente i contenuti non c'entrano un cazzo.

giovedì 20 settembre 2007

due minuti ben spesi

per un po' di sano divertimento.
[chiedo venia del fatto che la frase può sembrare atrocemente rubata da Settimo Cielo e/o Una Mamma per Amica e/o simili]
Animator vs. Animation, Part 1 direi che è il degno erede di Xiao Xiao, praticamente defunto: il sito esiste ancora, con i suoi otto capitoli - e altro stuff sia originale che contraffatto si trova su eMule - ma il punto è che non ci sono più aggiornamenti da anni.
però, bè, certo, sarebbe anche giusto che l'erede continui a farsi valere: essendo una Part 1 si presume che ci sia almeno un 2, ma sequel autentici non sembra che si trovino, perlomeno con una ricerca sommaria. e vabbè.

e visto che ci siamo, prenditi pure due ore, anzi, una e mezza circa (più altrettanto per i titoli di coda..) per il lungometraggio de I Simpson, la cui unica pecca a mio avviso è l'utilizzo massivo di 3d e tecniche di animazione già usate in Futurama: tecniche le quali sia lì che qui non solo non sono necessarie (tutt'al più, possono velocizzare un po' i tempi), ma anzi vanno a stonare con la fresca semplicità del disegno piatto a cui i gialli ci avevano abituato.

martedì 21 agosto 2007

questa è atroce in un momento giù

quindi spero di non ricordarmela in un momento giù. Cito da un coso di street art made in Spain (tradotto in italiano):
A - La felicità è dietro l'angolo.
B - Peccato che il mondo sia tondo.

martedì 7 agosto 2007

ma che stronzi

il primo sticker decente (diciamo pure "il primo sticker coi controcoglioni") che vedo nella mia città - circa tre metri per tre disegnato a mano* su un unico pezzo di carta - lo vedo per la prima volta già strappato e asportato per metà.
ma che stronzi di vandali.

*tra l'altro, disegnato - se non erro, ma lo stile pare proprio il suo - da un ragazzo che un tempo avevo conosciuto. Il quale, a pelle, a livello personale, non mi va troppo a genio, ma bisogna dire che per certi tipi di cose ha l'occhio lungo, e sa il fatto suo.

sabato 28 luglio 2007

tarlo

discorso che in tempi brevi farò a nessuno (fuori da sti 1024 x 768 pixel) tranne uno, in quanto non la prenderebbero bene.

Tu che diresti se un giorno decidessi di andare a fare l'artista? Ma artista nel senso vero del termine, tipo Cattelan - per capirci, quello che tre anni fa aveva impiccato tre fantocci raffiguranti bambini - ché dipingere tele, al più, oggi, è decorazione, non arte, è un passatempo o poco più.
E gli artisti non è che c'hanno la botteghetta in paese, quelli sono i pittori/decoratori, semmai gli artisti hanno manager e galleristi [i soldi li vedono, il negozio no - ndr].
E diciamola tutta, il polo di tutto, se uno vuole restare in Italia - sì - è Milano. E poi sì, comunque c'è la Biennale di Venezia.

Da evitare come la morte* il fatto che non so nemmeno dove si comincia.
Anzi, un altro tarlo sta proprio nel fatto che da una parte non è che possa iniziare a impiccare pupazzi qua (cittadina bassoborghese fighetta), e dall'altra, non è che i galleristi attendano il primo sconosciuto alle porte delle metropoli.

*"evitare come la morte" rende un po' male, in questo periodo di particolare fascinazione verso una morte giovane. Nel senso, non voglio morire ora all'istante, né a breve/brevissimo, né ho alcuna intenzione di suicidarmi. però..

domenica 8 luglio 2007

uffa però

sabato 7 luglio 2007

Apolinère smaltato

con sforzo molto minore, ma anche molto minore effetto nonsense (perché un senso ce l'avrebbe, eccome), potrei modificare uno strillo della copertina dell'attuale numero di Rolling Stone:

Il mondo rotola e Vasco riempie gli stadi

sforzo molto minore e molto minore effetto nonsense.
basterebbe sostituire lo spazio e la prima e con un bel due punti.

venerdì 6 luglio 2007

ah, bè

e non dimentichiamo lo spot TV.
minimo minimo 30 secondi. EDIT aggiunto dopo che li ho contati: 60 secondi.
di niente.
(Alberto Luca Roberta e a quei tempi anche Fidel, il riferimento è d'obbligo anche se la mia semi citazione è stata assolutamente casuale).
Scomodare gli ultimi cinquant'anni di storia italiana, e in principale il miracolo economico, e tra l'altro disposti a ritmo di Nuovo Cinema Paradiso, per quella.
Gravissimo errore concettuale dello spot: il miracolo economico è purtroppo storia passata. Cambiati i tempi, cambiata l'economia, cambiata la società.
E quindi, il patrimonio è solo della società purtroppo passata, la nuova 500 solo della società nuova. Ma non di tutti, specifichiamo.
Società nuova che poi altro non è che il Bel Paese di Maurizio Cattelan.
A sto punto, mi pare chiaro che il primo commento in difesa della nuova 500, lo fulmino.

domenica 1 luglio 2007

tra l'altro,

va' sul sito di Moby e innamorati del suo gusto fotografico, della sua MS Paint art, della torta di compleanno Scarabeo.

mercoledì 13 giugno 2007

più va avanti e più mi sento un pancottino fisicamente

moralmente, i soliti alti e bassi.
Ma fisicamente, a giorni sto proprio uno straccio.
Dalle 19 in poi, puntualissime, nel giro di mezz'ora o qualcosina meno, le forze mi abbandonano in massa.
Non so se dare la colpa al caldo, al fatto che lavoro part-time e mi lagno durante l'altra part quando invece potrei/dovrei preoccuparmi dello studio in un part-time - e volendo, cazzeggiare nel resto - al non troppo sonno, alle inevitabili pennichelle durante i viaggi da e per il lavoro e lo studio, non so se può essere conseguenza di un mangiare male o magari un'intolleranza alimentare.
So solo che non voglio che duri a lungo.
E "a lungo" non vuol dire che riesco ad aspettare l'autunno con la tesi, sempre che riesca a finirla. E iniziarla, o quasi.
Anche perché, ma non è l'unico motivo, dopo, comunque, ho intenzione di cambiare routine.
Il mio sogno: lavoro nine-to-five (che in Italia è six, ma vabbè) e-zero-straordinari nella stessa città in cui vivo, e vicino casa per pendolare poco, palestra immediatamente a seguire, cena ad un orario costante nonché abbastanza vicino alle ore 20, e una serata degna di essere chiamata tale.
E se questo sembrava troppo, il mio sogno superno sarebbe lavorare giusto a tempo perso in quanto la mia principale occupazione sarebbe quella di fare l'artista. Nel senso di artista-inserito-nel-circuito-dell'arte-al-punto-di-campare-facendo-arte-e-non-fare-la-fame.
L'ubicazione della residenza e la configurazione dello studio poi verrebbero da sé.
A proposito di arte, ho in cantiere un progetto che richiede il recupero di ogni tipo di attività di pregrafismo. Studenti del socio-psico pedagogico, maestre d'asilo, e chiunque all'ascolto possa aiutarmi, sono tutt'orecchi.