___email, Skype e Live Messenger: grig-io [at] libero.it; NOTA: SE MI AGGIUNGI COME CONTATTO SKYPE, AVVERTIMI: non avendo nessun contatto, mi connetto molto di rado ;)

lunedì 27 settembre 2010

C.V.D.

[...]
grì: [...] perché, come ti ho detto diverse volte--
gripapà: Fammi dire questa poi sto zitto.
grì: Non è necessario che poi stia zitto, ma che, detta questa, stessi a sentire quello che dico io.
gripapà: [Dice quella che voleva dire]
grì: [Sentita quella, rinuncia a dire ciò che voleva dire]

[e la discussione cade causa silenzio generale in aula]

sabato 25 settembre 2010

[senza titolo]

Forse non aveva su di lui lo stesso ascendente che Martino per Alex, e anche all'ultimo sembrava essergli stato riservato un destino meno glorioso, ma il tipo che andava al Transilvania in camicia e usciva in centro con la maglietta dei Tool era pur sempre un tipo. Per alcuni limitati aspetti, quasi un'istituzione.


Alzò il volume dell'autoradio per non pensare, o forse per lasciarsi sopraffare ancor più dai flussi della mente.
Davano "Hotel California", uno di quei classiconi che di sicuro gli piaceva parecchio, e per poco non lo immaginò improbabilmente seduto sul sedile passeggero a cantarla, magari facendo air guitar o qualcosa del genere.

martedì 14 settembre 2010

[senza titolo]

se andassi ora in mezzo a un prato a miglia e miglia dalla civiltà, lontano da ogni interazione umana, e soprattutto tecnologica, e lì mi lasciassi morire di stenti, o di rottura di palle, in due/tre giorni di nulla, almeno avrei solo il rimpianto di non aver fatto abbastanza di quanto voluto nella mia vita/per la mia vita, almeno avrei tolto la gravosa cornice di frustrazioni.

lunedì 23 agosto 2010

[senza titolo]

Apatia, scazzo, accidia, una qualche forte insofferenza verso molte (tutte?) le persone che per disparati motivi sono o percepisco superiori a me, il non riuscire e non voler combinare un cazzo, e al tempo stesso odiare questa condizione.

[Looks like 17,
& it's not fair.]


E nel giro di venti minuti, sentire il fuoco della creatività [di quel tipo che oggi si chiama Arte con la A maiuscola, e che quasi mi vergogno a definirla tale in forma scritta, quando sono io a concepirla, e la chiamo creatività al pari di un hobbino tipo bricolage o taglio e cucito] come passione quasi selvaggia pur non sembrando, che ha vita propria, che rinasce e ridà vita, trovare spazio in me e crearne di nuovi, per quanto ci sono impedimenti saputi e risaputi (leggi: tempo.)
E ora che leggo "tempo", sentire quasi montare l'ira di nuovo per quanto sento che me ne manca (pur non volendo ammettere a me stesso quello che spreco) e, una volta tanto in contesti del genere, sforzarmi di mantenere la calma.

Che strana, la mente.

giovedì 19 agosto 2010

causa [anche] acidità crescente

ripropongo quanto detto in data 18 aprile 2010: cercasi volontari accompagnatori per viaggio a Londra o Berlino in autunno.
Delurkarsi e commentare o scrivere a grig-io [at] libero.it

[lo stesso giorno]

il mio ex capo diceva: parla come se le persone non capissero un cazzo

grì: vediamoci stasera per quella serie di eventi che avevo proposto. vi allego una mia proposta di pianificazione (per cui il primo sarebbe domani pomeriggio)
a: non stasera.. se ne parlassimo domattina al mare?
b: sì sì mare!
c: sì sì domattina!
qua qua qua qua qua

domenica 25 luglio 2010

depreco la settimana, ma maledico il weekend.

La settimana è lavoro, la settimana è lavoro, la settimana è lavoro; è un lento sopprimere di piccole perle di momenti per sé, in nome di una lista di cose da fare che divora e divora e cresce e non paga, se non di tanto in tanto un poco di soddisfazione e ancor meno denaro. E' un tirar più la cinghia oggi e domani e domani l'altro ché un giorno magari la allenti. E' il tempo in cui si è occupati in primis per schema mentale, e si fa muovere qualcosa che sembra poco di para-lavorativo. E' il tempo in cui si è occupati.
Il weekend è il tempo dell'horror vacui, del panico. Lo schema mentale crolla per (anche naturali) convenzioni sociali laddove dovresti intasarlo di quel qualcosa che sembra poco di para-lavorativo al punto che ti ritrovi ad altalenare fra il lavoro compulsivo e disumanizzante e il cazzeggio compulsivo nervoso che per sua natura non è di alcun sollievo né tantomeno aiuto ai lavoretti extra che ti sei sobbarcato o a passioni e progetti personali. Sale la sensazione di essersi calati troppo le braghe, o di essere stati costretti da certe contingenze, sembra di essere scarnificato, con una cornice di apatia, insofferenza personale e/o sociale, fino al rigettare a priori ogni interazione con altre persone. Salvo poi realizzare che c'è chi fa un lavoro remunerativo e magari nel suo piccolo soddisfacente, non ha strampalate ambizioni da rincorrere e fa abbondantemente vita sociale.
Sto iniziando ad odiare il mare di giorno d'estate, pur avendocelo a pochi chilometri: non per la mia ipertricosi (chiamiamola così) e non troppo perché sono ancora agli antipodi dell'abbronzatura. Resterei per tutto l'arco delle ore diurne barricato a letto a dormire neanche tanto per sonno (che magari ne ho davvero un po' arretrato) quanto per sfuggire.
Ok, buona domenica al nessuno che sta leggendo, e anzi forse sarà al mare, ma di sicuro a divertirsi.

domenica 20 giugno 2010

non voler essere sveglio e non riuscire a dormire

sparire volontariamente. non essere cercato. non essere compianto, non essere rimpianto, non mancare a.
tornare. non essere accolto né interrogato né particolarmente considerato.


sparire volontariamente. essere cercato. essere compianto, essere rimpianto, mancare a.
essere dimenticato, o dato per assunto.
tornare. non essere accolto né interrogato né particolarmente considerato.

[lo stesso giorno]

queste settimane sempre più piene e svuotanti, questi sabati che non sono più prefestivi e non c'è più svegliarsi a mezzogiorno

"queste settimane sempre più piene e svuotanti, questi sabati che non sono più prefestivi e non c'è più svegliarsi a mezzogiorno, queste domeniche in scazzo e/o depressione, e comunque assonnate e appannate."

Santo cielo, scrivevo queste parole un anno e mezzo fa.

sabato 15 maggio 2010

[senza titolo]

si costeggiava la fabbrica di giochi sulla sinistra, dopo un po' una stradina piccola, forse a tratti sterrata, un bivio per il quale, andando dritti o comunque tenendo la destra, si superava una piccola collinetta del quale ho un vago ricordo dai contorni sfocati (parlo proprio dell'immagine che ne ho) visto dal lunotto posteriore di una Giulietta, fatto di terra, pochi alberi sulla cima le cui chiome si univano, e il cielo. Qualche curva in discesa e si arrivava a questi grandi magazzini sfigati e un po' angoscianti dove si andava a comprare gli abiti per Natale o qualche altra occasione importante. Un luogo che è diventato un archetipo, quasi un mito, una di quelle cose così vaghe eppure così, per qualche motivo anche irrazionale, permeanti, di cui sei incerto se sia mai stato qualcosa di vero o solo un sogno, magari ricorrente.
Tutto questo circa vent'anni fa.
[Oddio, fa un po' impressione a dirlo, a pensare che vent'anni fa c'ero, e avevo memoria].
Durante la mia precedente esperienza di lavoro, bazzicando spesso quelle zone, mi sono ripromesso di ritrovare questi grandi magazzini, di cui oramai sarà rimasto giusto un capannone, o forse neanche quello, un sabato mattina di primavera assolato.
Ed era circa un anno fa, e non è mai accaduto.
Fino a giovedì scorso.
Un pomeriggio piovoso.
In cui ho scoperto che a sinistra della fabbrica di giochi, nel raggio di almeno un paio di chilometri, c'è solo una strada, e privata; e dall'altro lato, le viuzze più vicine erano vicoli ciechi o che giravano in tondo.

mercoledì 28 aprile 2010

CHE CAZZO SUCCEDE? [cit. - inappropriata, ndr]

il blog è sospettato di contenere malware, o meglio, si può connettere a siti malware che non so dove diamine siano linkati,
sembra che ho perso nonsisacome i commenti dei primissimi mesi di vita del blog,
qualcos'altro che ora mi sfugge,
e come non bastasse, Safari sta facendo un casino nel gestire schede e finestre.
A parte questo, anche i contenuti sono piuttosto alla deriva.

venerdì 23 aprile 2010

ennesima discussione con amico?

e il bello è che si nidificano pure: ancora prima che ne risolviamo una, o perlomeno ci si prova (alle volte anche senza impegnarsi affatto), se ne creano altre da risolvere a cascata.
come non bastasse, nel bel mezzo, magari basta l'arco di una notte per fargli cambiare completamente atteggiamento su traiettorie neanche opposte, ma sghembe: nella fattispecie, dalla presunzione ottusa (che aveva tra l'altro causato un mio cambio di atteggiamento - in peggio - e relativa risposta) alla sdolcinatezza scherzosa.
Giusto per una questione di correttezza e/o privacy (o perlomeno, per cercare di contenermi nel parlare di lui e fatti annessi e connessi) non posto questa ultima discussione epistolare.

domenica 18 aprile 2010

Posto che non so se quello che scriverò sarà letto da qualcuno e chi (ma non lo dico per fare polemica)

appuntamento al buio, o anche rompere la quarta parete, o la pensavo già da un po' o quello che ti pare:
voglio fare un viaggio di una settimana circa, in autunno, a Londra o Berlino.
se c'è ancora qualcuno che legge, chi vuole aggregarsi alla comitiva (per ora composta da una sola persona), mi faccia sapere qui o su grig-io [at] libero.it

lunedì 22 marzo 2010

creatività scorretta. Per chi non l'ha già vista, questa immagine non è fatta da me, ma non so chi è l'autore per creditarlo.

venerdì 12 marzo 2010

bene.

Senza che toccassi nulla, si è rotto qualcosa nel layout grafico di sta baracca per cui non si vede più l'header con le immagini random.
A dire il vero, sto layout è anche un po' stantìo.
Urgerebbero cambiamenti, solo ce ne fossero tempo e voglia concreta.

[lo stesso giorno]

come lessi anni e anni fa su un muro: BERLUSCOIONI

Al TG5, poco fa, hanno dato un servizio su un convegno tenuto dal Presidente del Consiglio, di cui sono stati mandati in onda due/tre spezzoni davvero atroci (e - beata ignoranza - per fortuna che mi ero appena svegliato e già non ricordo di preciso.
Impressione # 1: come disse qualcuno, non ricordo chi, le spara talmente grosse che magari ci crede lui stesso per primo (e se non ci credesse per primo, a volte sarebbe anche difficile raccontarle, per quanto grosse sono - ndgrì).
Impressione # 2: viste le manie di grandezza, non mi stupirei molto se alla sua morte (la quale non è detto che avvenga prima della fine del mondo, o che avvenga affatto) vengano fatte esplodere centinaia di bombe atomiche su tutto il territorio nazionale*, o mondiale, perché tutti gli uomini possano non prescindere da lui, o anzi, perché avendo amato così tanto il suo popolo in vita, e viceversa, questo non meritava di essergli lontano anche dopo la morte.

*Fosse solo sul territorio nazionale, ci sarebbero spinose questioni sulla precisione con cui bisognerebbe rispettare i confini di stato, soprattutto dei due microstati che si trovano all'interno della penisola a stivale.

giovedì 11 marzo 2010

[senza titolo]

un (mica tanto) vago senso di insoddisfazione.

lunedì 8 marzo 2010

[senza titolo]

ho visto per la prima volta il film "Il cacciatore di aquiloni" [Non avevo neanche mai letto il libro].
allontanarmi dalla saletta video lasciandomi alle spalle corridoi e rampe di scale di vociare.
l'interno della chiesa completamente buia, meno tetra di quando ci sono poche luci accese.
una canzone degli Smiths che mi torna in mente [Bigmouth strikes again].
come al solito in certe sere, una sigaretta al cosiddetto "tetto della città", che tetto non è.
no, c'è un'auto dai vetri leggermente appannati dal cui finestrino posteriore destro sembra intravedersi una testa, ripiego su una piazzola relativamente vicina.
cielo, da quanto tempo non sedevo sul tettino della mia macchina.
fa un po' freddino.
torno a bordo; come al solito in certe sere, un giretto in auto per il corso.
credo che finirò una tela. Un po' al di sotto di certe aspettative, a dire il vero, ma non credo di poter fare di meglio, quindi va bene così.

giovedì 25 febbraio 2010

mano davanti agli occhi

e ora si è (ri)fatto tenerone.

martedì 23 febbraio 2010

Soap opera, o Del sapone che si scioglie e/o entra negli occhi

o anche Vaffa al senso di colpa.

Negli ultimi giorni c'erano stati gravi aggiornamenti sulla questione a?, e solo Dio (più un altro paio di persone) sa come g. fece a non perdere definitivamente la pazienza.

Poi un altro colpo del primo, e g. decise che gettare la spugna era la cosa da fare. Certo non era proprio eticamente corretto rinunciare a tendersi verso una persona, ma questo poteva ancora valere per una persona che vedeva e riconosceva come unico aiuto l'essere assecondato?
Dal suo punto di vista sicuramente perderò ulteriori punti, si disse g., ma non gli farà peggio. Magari si rimboccherà le maniche e riuscirà davvero a fare due conti con se stesso.
Senza contare i risparmi di agitazione, rabbia, tempo e chi più ne ha più ne metta. Per definizione mancava giusto lo sfizio di rimproverargli i fattacci, ma era un prezzo buono da pagare.

Poi un altro affondo di a?, ancora uno, come i precedenti emozionale, avventato, contenente qualcosa per se stesso.

Stanchezza.
E esasperazione.
E Stai solo peggiorando la tua situazione, ogni volta avrei qualcosa in più da contestare a quel che dici ma ci rinuncio, visti i precedenti.

E a? si rabbuiò.