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lunedì 22 marzo 2010

creatività scorretta. Per chi non l'ha già vista, questa immagine non è fatta da me, ma non so chi è l'autore per creditarlo.

venerdì 12 marzo 2010

bene.

Senza che toccassi nulla, si è rotto qualcosa nel layout grafico di sta baracca per cui non si vede più l'header con le immagini random.
A dire il vero, sto layout è anche un po' stantìo.
Urgerebbero cambiamenti, solo ce ne fossero tempo e voglia concreta.

[lo stesso giorno]

come lessi anni e anni fa su un muro: BERLUSCOIONI

Al TG5, poco fa, hanno dato un servizio su un convegno tenuto dal Presidente del Consiglio, di cui sono stati mandati in onda due/tre spezzoni davvero atroci (e - beata ignoranza - per fortuna che mi ero appena svegliato e già non ricordo di preciso.
Impressione # 1: come disse qualcuno, non ricordo chi, le spara talmente grosse che magari ci crede lui stesso per primo (e se non ci credesse per primo, a volte sarebbe anche difficile raccontarle, per quanto grosse sono - ndgrì).
Impressione # 2: viste le manie di grandezza, non mi stupirei molto se alla sua morte (la quale non è detto che avvenga prima della fine del mondo, o che avvenga affatto) vengano fatte esplodere centinaia di bombe atomiche su tutto il territorio nazionale*, o mondiale, perché tutti gli uomini possano non prescindere da lui, o anzi, perché avendo amato così tanto il suo popolo in vita, e viceversa, questo non meritava di essergli lontano anche dopo la morte.

*Fosse solo sul territorio nazionale, ci sarebbero spinose questioni sulla precisione con cui bisognerebbe rispettare i confini di stato, soprattutto dei due microstati che si trovano all'interno della penisola a stivale.

giovedì 11 marzo 2010

[senza titolo]

un (mica tanto) vago senso di insoddisfazione.

lunedì 8 marzo 2010

[senza titolo]

ho visto per la prima volta il film "Il cacciatore di aquiloni" [Non avevo neanche mai letto il libro].
allontanarmi dalla saletta video lasciandomi alle spalle corridoi e rampe di scale di vociare.
l'interno della chiesa completamente buia, meno tetra di quando ci sono poche luci accese.
una canzone degli Smiths che mi torna in mente [Bigmouth strikes again].
come al solito in certe sere, una sigaretta al cosiddetto "tetto della città", che tetto non è.
no, c'è un'auto dai vetri leggermente appannati dal cui finestrino posteriore destro sembra intravedersi una testa, ripiego su una piazzola relativamente vicina.
cielo, da quanto tempo non sedevo sul tettino della mia macchina.
fa un po' freddino.
torno a bordo; come al solito in certe sere, un giretto in auto per il corso.
credo che finirò una tela. Un po' al di sotto di certe aspettative, a dire il vero, ma non credo di poter fare di meglio, quindi va bene così.

giovedì 25 febbraio 2010

mano davanti agli occhi

e ora si è (ri)fatto tenerone.

martedì 23 febbraio 2010

Soap opera, o Del sapone che si scioglie e/o entra negli occhi

o anche Vaffa al senso di colpa.

Negli ultimi giorni c'erano stati gravi aggiornamenti sulla questione a?, e solo Dio (più un altro paio di persone) sa come g. fece a non perdere definitivamente la pazienza.

Poi un altro colpo del primo, e g. decise che gettare la spugna era la cosa da fare. Certo non era proprio eticamente corretto rinunciare a tendersi verso una persona, ma questo poteva ancora valere per una persona che vedeva e riconosceva come unico aiuto l'essere assecondato?
Dal suo punto di vista sicuramente perderò ulteriori punti, si disse g., ma non gli farà peggio. Magari si rimboccherà le maniche e riuscirà davvero a fare due conti con se stesso.
Senza contare i risparmi di agitazione, rabbia, tempo e chi più ne ha più ne metta. Per definizione mancava giusto lo sfizio di rimproverargli i fattacci, ma era un prezzo buono da pagare.

Poi un altro affondo di a?, ancora uno, come i precedenti emozionale, avventato, contenente qualcosa per se stesso.

Stanchezza.
E esasperazione.
E Stai solo peggiorando la tua situazione, ogni volta avrei qualcosa in più da contestare a quel che dici ma ci rinuncio, visti i precedenti.

E a? si rabbuiò.

venerdì 19 febbraio 2010

[senza titolo]

è un po' più che fastidioso sentirsi di nuovo, e maggiormente, non considerato alla pari in un insieme di persone che per definizione dovrebbe sostenersi in maniera democratica.
è un po' meno che patetico parlarne in una sede dove questo non accade, o non pesa.

domenica 14 febbraio 2010

[senza titolo]

ieri, passando davanti allo specchio, ho visto un ventiseienne, un ragazzo grande tipo l'immagine di D., un adulto.
Sorpresa.
E un po' di paura.

mercoledì 10 febbraio 2010

occazzo.

amico?, con un minimo risentimento velato, mi dice di non essere malato (mala interpretazione di alcune mie parole) però pensa sempre a me.
Secondo me non è malato, però bisogna ammettere (e dovrebbe ammetterlo anche lui a se stesso) che qualcosina non va, sembra una qualche forma lievissima e assolutamente non patologica di monomania.
E tra una cosa e l'altra, capito su Monomania su Wikipedia, e di lì, questo.

occazzo.

giovedì 4 febbraio 2010

sondaggio

Non so se c'è ancora qualcuno che mi segue, ma vabbè.

Domanda # 1: qual è il target dello squilletto sul cellulare?
Domanda # 2: a parte i casi molto pratici in cui è utilizzato per dire "chiamami", per sollecitare l'altra persona a fare qualcosa, o magari per dare un ok a un sms in cui si chiede qualcosa di molto semplice, cosa significa, che valore ha lo squilletto sul cellulare, per chi lo fa (e credo sempre si aspetta di riceverlo, almeno in risposta), e in un'ottica più oggettiva?

in chiave leggermente diversa:
i venticinque/ventiseienni rientrano nel target dello squilletto del cellulare?
un venticinquenne/ventiseienne può, per ipotesi, non rispondere a uno o più sms seri di un coetaneo, in cui non ci sono domande vere e proprie ma in cui si tenta di affrontare questioni, ma poi fare uno squilletto anche a dieci ore di distanza? Secondo questa ipotesi, può aspettarsi uno squilletto di risposta? Se in seguito dà segni di preoccupazione, questa è dovuta alle questioni serie, o al mancato squilletto di risposta? E sempre per ipotesi, può fare uno squilletto dopo dieci ore da quando il suo interlocutore cerca via sms di farlo ragionare sulle questioni serie più che sugli squilletti?

Andiamo, lo sappiamo tutti che non è un'ipotesi e di chi si sta parlando.

martedì 22 dicembre 2009

E' normale voler praticare un esorcismo ad un compact-disc?

Venerdì scorso ho voluto rimettere nell'autoradio un cd.
Un cd particolare.
Un cd che porta sfiga.

Davvero.
Porta
sfiga.

Come fa, mi dirai.
Non lo so e non ho particolari mezzi per indagare.
La prima ipotesi che mi salta in mente, anche abbastanza bislacca, potrebbe essere il fulmine di Zeus, ma i contenuti non sono neanche blasfemi, al più ci sono giusto un paio di riferimenti anticlericali, anzi, uno/uno e mezzo, neanche due.
Comunque, tralasciando certe illazioni vecchiotestamentiste e/o di un certo cristianesimo americano manierista (a cui non crederei mai io stesso) ed altre varie ed eventuali, la sfiga resta. Troppi, troppi maleventi, brutte giornate, veri e propri periodi di frustrazione, sconforto, malessere sono capitati in perfetta coincidenza con i giorni in cui ascoltavo quest'album (in momenti morti, tra l'altro: circa un'ora al giorno, frammentata, in auto, durante i viaggi per e da lavoro o altri).

Già con questa consapevolezza, lo scorso venerdì ho rispolverato questo cd.
Manco a dirlo.
Manco
a
dirlo.
Al che, il giorno seguente, mi son detto: Ma non sarà mica ora che mi portino un po' di fortuna?

All'indice, Horror Vacui dei Linea 77.
Un disco che poi mi piace anche molto (semmai mi dilungherò a riguardo in separata sede), anche se ad uno degli ultimi ascolti ho colto atmosfere molto più grevi di quanto credessi precedentemente.
Linea. L = dodicesima lettera dell'alfabeto inglese (cantano anche in inglese) = 12
77 = 77
Paura = 90
Vuoto = 0? Altrimenti, secondo la smorfia moderna "vuotare" sarebbe 90.
Loro sono di Torino. O forse sarà il caso di considerare VENezia, da VENaria..? Naa, Torino.

Estrazione del Lotto sulla ruota di Torino, oggi martedì, 22/12/2009:
48 90 39 73 77

(da notare anche il fatto che avrei potuto effettuare la stessa giocata anche sabato e non l'ho fatto per una pura questione di pigrizia/perdita di tempo)

Ambo con una giocata di tre numeri su una ruota determinata, 83,33 euro per la mia schedina da un euro.
Meno il 6% di tasse, fa comunque una piccola vincita che non guasta (regalo del quarto compleblog, che cadeva ieri?).
Sicuramente meno di quell'ambo secco che avevo sognato e non ho potuto giocare (avrei vinto 250 euro), ma chissene, non sono un fanatico, non ci ho mai giocato molto e non ho mai avuto fortuna, quindi va più che bene così.

Ora però voglio un commento o un'email di un Linea 77 che se ne esce con: "Oh cazzo, avevamo davvero fatto il malocchio al disco, ma mai credevamo che potesse avere effetto!"

venerdì 18 dicembre 2009

[senza titolo]

bah, volevo scrivere un paio di cose e mi sono dimenticato.
[Ultimamente capita spesso di avere dimenticanze del genere, e non è bene.]
La terza è che con amico? va un pilino meglio, nel senso che ora (e per l'ennesima volta) abbiamo ripreso un rapporto quantomeno decente, e già questo è sufficiente per potermi sentire un pilino in più in sincro con l'impellente Natale.
[Non si dica quindi che di lui me ne frego, perché questa è una ulteriore dimostrazione in fatti.]
E' stato anche introdotto il famoso punto di discussione di cui negli ultimi tempi ho parlato ampliamente, ovvero il fatto che amico? per me sia una persona che non ha segreti (perlomeno a livello interiore), più che un libro aperto, è quasi una filastrocca che conosco a memoria, una filastrocca di cui so che a tale parola consegue un'altra in rigoroso ordine, una filastrocca di cui saprei enunciare punteggiatura e capoversi. E non solo, nonostante abbia sentito anche spesso parole altisonanti, non accade altrettanto a ruoli invertiti - non lo chiedo, non ne ho bisogno: sono una persona che da una parte si è ritrovato a viaggiare da solo ma dall'altra ci tiene anche a una sua indipendenza (fino ad un innamoramento serio) - ma persino la mia persona e la mia identità sono distorte o annichilite in proiezioni di amico? funzionali a se stesso; proiezioni che quasi totalmente sono costruite sulla base di sue convinzioni che prescindono dalla realtà dei fatti.
Dicevo, questo punto (dolente) è stato giusto introdotto: conto di approfondirlo e ripeterlo più volte a venire, anche se, proprio per via delle suddette convinzioni, non basterà una vita per far breccia. Forse un'altra questione da affrontare, le gerarchie di potere che inconsciamente ha stabilito nelle amicizie, nella sua maggiore pragmaticità, potrà avere qualche possibilità di attecchire, ma non facciamoci troppe illusioni.

lunedì 14 dicembre 2009

[senza titolo]

..e poi ieri, è bastata un'uscita veramente tranquilla (ovvero senza elementi di - diciamo - disturbo) e un po' più di lucidità, per farmi realizzare che forse, la questione dei regali di Natale, perlomeno coi familiari, sarebbe stata un atto come a dover dimostrare chissà cosa, e avrei dovuto giustificare la cosa con una più o meno balla bella e buona per essere più credibile, o quantomeno sembrare meno mitomane.

Ma non di questo voglio parlare, anzi, ne ho già parlato troppo e male, in toni che non rispecchiano il mio stato attuale.
La faccenda è sui regali tra amici.
Preambolo: io e gli amici con cui esco non abbiamo mai avuto l'uso di scambiarci regali per Natale, ma da qualche anno, qualcuno/a ha avuto la bella idea ("bella" è sarcasmo), e da qualche anno la tradizione è stata iniziata, interrotta e ripresa più volte (e sempre senza che il sottoscritto abbia mai avuto molta voce in capitolo, ndr - ecco, si sappia che certe cose le noto).
Prima compaiono le luminarie e più il Natale, quello con la enne maiuscola, con cui bene o male devi fare i conti, anche un pochino, ti prende tra capo e collo. Ora, a dieci giorni dalla vigilia , mi rendo conto che già sarebbe rischioso annunciare alla combriccola che grì non comprerà né riceverà regali, se davvero quest'anno essa ha votato a favore dello scambiarsi pacchetti sotto l'albero (uh, questa suona stucchevolmente USA) come sembra, nonostante non più di due mesi fa tutti sembravano decisi al contrario.
E nonostante la totale mancanza di tempo (e ancor meno voglia) da dedicare a tale shopping, ogni tanto mi sforzo di pensare al regalino per tizio o caia, proprio nell'eventualità che dovessi rimanere incastrato.
Non so come, mi è saltato in mente per amico? "Il bar sotto il mare" di Stefano Benni.
Facile, colorato ed eclettico, non banale o banalizzabile, a più piani, che da una parte si concede al nonsense e dall'altra ad un realismo tanto brusco e inaspettato quanto stimolante (v. La chitarra magica, che adoro): un po' tutto quello che amico? potrebbe scoprire di grì se solo volesse leggerlo.

Sì, ancora una volta va di merda con lui.

domenica 13 dicembre 2009

[senza titolo]

Sembra una legge di Murphy, quanto la vicinanza del Natale sia direttamente proporzionale allo scazzo, tra regali da fare, regali da fare di cui non ho idea, regali che sono costretto a fare, regali che sono costretto a fare e di cui non ho idea, regali che vorrei ricevere che costano troppo in termini economici, regali che vorrei ricevere che costano troppo in termini non-economici, regali che vorrei ricevere che costano troppo in termini economici e non.
Più naturalmente tanti problemi pesanti e non-problemi ancora più pesanti con amici (forse giusto uno) e conoscenti e parenti (forse giusto due che ho, anzi, che hanno me, sotto lo stesso tetto).

Va a finire (o perlomeno spero) che chiederò a chi posso di non regalarmi nulla a Natale.
Non che questo debba alimentare speranze di ricevere da codeste persone regali-che-non-costano-soldi, ma se non altro, non c'è pure l'imbarazzo ingombrante dei pacchetti.

giovedì 10 dicembre 2009

tragicomicità

Son diversi giorni che sempre più spesso mi ritrovo a pensare - causa incazzature con amico? - a quanto poco mi conosca, a quanto poco sia interessato a conoscermi, a quanto si fidi dei suoi preconcetti, o pensieri, o anche smancerie da teenager-tendenzialmente-femmina (l'ultima è un'applicazione Facebook) e non veda anni di fatti (tra l'altro) positivi che dovrebbero portarlo a conclusioni quasi diametralmente opposte.

E mi ritrovo a pensare ai suoi begli ideali di amicizia, se non a tutte le attenzioni extra che esige da me (è da molto che non mi lascia intendere sesso, e sì che è un libro aperto, ma l'approccio è simile) e che sempre più spesso sono causa di litigi e/o incazzature.

Tutto questo, e non pensa neanche a fingere di interessarsi di qualcosa di me che vada oltre la mia persona fisica*.

Anzi sì.

Si interessa agli sms che mando, si domanda se ci sto provando con qualcuno via messaggino.
(stavo definendo i dettagli di un appuntamento di lavoro con i colleghi coinvolti.
E tra l'altro tutto è successo in un periodo - diciamo - delicato. Ancora non concluso.)



*non perché mi ritenga bello o bono, sono un tipo come tanti, né bello né brutto; quell'espressione è da considerarsi in un'accezione ancora più terra terra, quasi come "presenza fisica", per uno che quasi conteggia il tempo trascorso insieme (e non gli basta mai) o che è anche capace di risentirsi se a tavola non ti siedi accanto a lui (e vagli a spiegare che il posto di fronte era per potergli parlare meglio guardandolo in faccia).

sabato 5 dicembre 2009

[senza titolo]

chiedere all'Uomo in rosso che tra tre settimane mi porti la Felicità sarebbe cosa da un verso troppo grande e dall'altro tacciabile di banalità; a me basterebbe giusto un po' di tregua.

[Non si parla né di lavoro, né politica, né famiglia, spese, amore, sesso, musica, televisione, daffare in genere, film, libri, luoghi, religioni, miei pensieri o sensazioni per esse stesse.]

domenica 22 novembre 2009

tu guarda come siamo strani

pomeriggio di insofferenza, invece, oggi, di un sudoku che non vuol saperne di farsi risolvere, di incaponimento e di malsopportazione di familiari e televisore che sembrano giusto ostacolare la concentrazione; pomeriggio di scazzo e accidia, sembra.

[lo stesso giorno]

[senza titolo]

colonna sonora: Squander (qua una versione appena diversa altrettanto valida)
In auto.
Quello che mi piace chiamare tra me e me "il tetto della città", che comunque tetto non è, e neppure si vedono i filari di lampioni più in basso, dove dorme la zona commerciale, lì nascosta alla vista da qualche villa e accorpamento d'alberi; un parcheggio isolato, un luogo piuttosto losco sebbene illuminato, il luogo dove più spesso mi vedo con amico? per chiarirci e/o discutere.
Inversione nel parcheggio per godermi la zona commerciale dall'alto.
E poi passarci in mezzo, le luci color pesca, la strada quasi deserta, quel vago percepirla come uno di quei centri estranei senza capo né coda, che attraversi durante un viaggio dopo il calar del sole e che sembrano star lì, indifferenti e indifferenziabili, giusto per dare una parvenza di civiltà, giusto per non farti sentire in mezzo al nulla fisico.
La stazione di servizio così sospesa che sembra un Hopper in notturna.
La zona industriale, e quel punto particolare in cui da lontano si vedono i lampioni color pesca disporsi ritmicamente, rompendo il reticolato con la prospettiva.
Squander.
Una canzone da luci di notte. Un po' natalizia, con questa chitarra dolcemente malinconica, o forse più malinconicamente dolce, che è disillusa di suo ma al contempo ti coccola e ti avvolge.
Una serata niente di che che diventa una bella serata.
E una bella sensazione di sentirmi amato nonostante tutto.

domenica 8 novembre 2009

[senza titolo]

Da solo, una sigaretta nel parcheggio strategico abituale in centro (o perlomeno, ex parcheggio strategico abituale in centro), la canzone di ieri sera in sottofondo, il ciano scuro fluorescente del cielo al dopocrepuscolo che sembra copincollato come sfondo alla città malamente illuminata.