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venerdì 23 marzo 2007

Chiudetemi in un posto tiepido e sicuro.

tutto incasellato, per benino.
orari impegni appuntamenti colazione lavoro pranzo lavoro merenda palestra cena e qualcos'altro dopo e il giorno dopo colazione studio pranzo studio cena e qualcos'altro dopo.
E anche qualcuno si vuole inserire fisicamente in questa struttura che già collassa gravata dal peso.
Ma il tremendo.
Il tremendo non sta nell'incasellatura.
Il tremendo sta nel fatto che a questo tetris perfetto di orari sfugga qualcosa: non tanto che alcuni pezzi saltino di proprio, pressati da quelli che gli stanno sopra tanto quanto da quelli che gli stanno sotto, soprattutto, sfugge quello che vorrei io.

3 commenti:

rainbowsparks ha detto...

se i pezzi non saltassero qui e là, non saresti vivo, ma in una dimensione extra-temporale statica.
Che non esiste.
A meno che non si vada a parlare di trascendenza,ma quello è il mio esame di estetica,e probabilmente un ottimo modo per farti venire mal di testa.

SunOfYork ha detto...

mi hai fatto venire in mente fitter happier dei radiohead.
ora me la ascolto e cerco di non diventare "a pig in a cage on antibiotics".
a.

grig-io il blogorroico ha detto...

ora che me l'accenni, mi hai fatto ricordare che una volta mi sono sorpreso a riconoscermi in buona parte del testo di quel pezzo.. °__°
il titolo è ripreso da un altro mio post di un annetto fa, in cui causa rabbia delirante isterica, trovavo l'unica soluzione possibile l'isolamento*. Come dicevo qua, ma per cause molto diverse.

*magari sotto valium, più che antibiotici..